Saturday, January 31, 2004 , 20.01

ogni volta che io ab…

ogni volta che io abbracciavo il bastardo nella testa lui era con lei ovunque

facciamo il consuntivo di un gennaio di shinystat. non c’è stato tempo di dissezionare queste query una per una. riporto le migliori (cioè il 90%). fatemi
sapere voi quale fenomenologia se ne può trarre.

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bukkakette
cazzi storti
foto denti storti
“configurazione” “tiscali” “irc”
“denti “
“gianfranco fini”+masini
“madonna ladra”
“olanda” denti
“sono uno sfigato di merda?”
antisemitismo celtica
ariosto stefania
assurditã e cose strane
baget bozzo frocio
baget bozzo merda
baget bozzo prete
baget bozzo video
bambino che fa pipi a letto
bimbo con denti storti
biologia sui denti
biotecnologie denti
blog+antisemitismo
boccassini figlio noglobal
boscimani
bukkake arte
bukkake che cos’è?
bulgaria denti
carmen consoli plagio

cartesio e rembrandt
cerco denti
cesare previti
che bello essere un puffo
che un bambino si faccia la pipi a letto
croce celtica

denti bocca storti
denti borges
diciassettenni
evviva la corea del nord

fammi un bocchino
figa celtica
fondazione brr
foto baget bozzo
francesca senette
geni cinesi
gran figa
immagini+schiavo+gotiche
iniziazione alle brigate rosse
kalika chat

la furia della forgia
la morte di cool-t
madonna puttana splinder
marinetti: sì, sì, così l’aurora sul mare
martinka
martinka luttazzi
memoria della fasista
mesi+disegnino+calendario
metallari
milo de angelis e il plagio
mtv kiss&tell

nazismo esercizi fisici
negri denti
ogni volta che io abbracciavo il bastardo nella testa lui era con lei ovunque
pissing site:it
povittero
prete baget bozzo
programmatore perl emilio fede
programmatori visual basic merda
quanti denti hanno i gatti
riviste denti
sbarbina
sbarbine
sperma di cervo
splinder onq negri
tipi di drogato
torri gemelle foto strane
un bel culo di negra
vip antipatici in tv
vulva spiritosa
yahoo messenger farsi



Thursday, January 29, 2004 , 19.33

SE NON MI SBAGLIO MI…

SE NON MI SBAGLIO MI DEVI DELLE SCUSE

ma siccome mi sbaglio la tua vita vale la pena di essere vissuta.



Saturday, January 24, 2004 , 20.23

INDIE ROCK POST!! IN…

INDIE ROCK POST!! INDIE ROCK POST !!!


HOWE GELB. il covo. bologna. 23-I-2004


riassunto : ho visto un genio e sono lieto.


cosa c’è di buono nell’indie rock a bologna. c’è che vengono tante cose,anche se io poi non le vado a vedere. era da quasi un anno che non mi vedevo un concerto. sicchè quando vedo che il buon gelb viene a suonare al covo (che è a poche centinaia di metri da casa mia) mi dico “vabbè,andiamoci”. benchè la prospettiva di convincere linux a usare una scheda grafica che (giustamente) si rifiuta anche solo di toccare coi guanti mi attirasse sempre di più. benchè fossi da solo, perchè io, da buon spezzino, ai concerti ci vado da solo.howe gelb 1


mica tanto convinto all’inizio. i due dischi che possiedo di gelb (due giant sand) sono belli, ma non così belli da diventarci scemo. pertanto avevo la classica diffidenza da pompino di blowup. il pompino di blowup, per chi non lo sapesse, è quell’azione spermatica mediante la quale una serie di recensori della suddetta rivista tanto indierocker si mettono in coda davanti a un autore mediocre ma tanto cool e gli succhiano il cazzo a sfinimento. sfinimento del lettore,è ovvio. vedasi per esempio cos’han tirato su per cose carine ma non sublimi come gli Oneida. o per cose francamente imbarazzanti come Kid 606. il pompino di blowup crea oscene reazioni a catena su vari siti indiroc italici, dove (facciamo un esempio) tonnellate di tizi disquisiscono per ore sull’ultimo minicd di Jason Molina pensando che sia bello, anche se in cuor loro sanno che non è affatto vero. (perchè non è affatto vero. guardatemi negli occhi e ditemi che “the magnolia electric co.” è bello,please).


per carità, delle volte il pompino di blowup è indovinato (vedi Johnny Cash). ma è mera statistica.


siccome il nostro mr.Gelb è soggetto da sempre dei pompini del peraltro stimato s.i.b. (chi sa,sa. chi non sa,non sappia), mi dico “andiamo e vediamo se c’è motivo di aprir la bocca anche noi”.


sappiate che, a sorpresa, il motivo c’è. e quindi oggi , signori, vi beccate un pompino di brullonulla a Howe Gelb. so che è una recensione malscritta, ma sono al pc pubblico dell’università, ergo fanculo.


poche parole sul gruppo di supporto. duo di indie rockers italici , di cui il chitarrocantante forgiato paro paro su Massimo Coppola. poverino. come mille altri. sul pubblico saprete poi,ma mi pare di aver visto qualcuno dei Giardini di Mirò. “sai chi se ne frega”. appunto.


dopo di che sale quest’uomo. da solo. è la prima volta che vedo un concerto solista veramente solista : un sol uomo davanti al pubblico. e già questo mi sta simpatico. poi mi sta simpatico il suo abbigliamento da boscaiuolo americano. felpa scrausa e cappellino scemo. altro che lo stile fighettissimo finto-bancarella degli indie rocker italiani. vorrei vedere qualcuno di loro se osa vestirsi come aveva fatto will oldham a bologna. per non parlare dei massimicoppola e dei cristianogodani. ecco,non parliamone. il nostro howe, kalos kai agathos, si aggira sornione come un gatto sul palco, e fa partire una musichetta jazz dal lettore cd portatile che ha attaccato alle casse. scodinzola per il palco sculettando come un cretino mentre cerca la chitarra e l’accorda. si guarda intorno, fa finire la musichetta jazz, e comincia a suonare.


ed è uno spasso. immaginate di incrociare frank zappa con townes van zandt, e avrete una vaga idea di cos’è quest’uomo in concerto. innanzitutto aveva un’intelligenza, un’arguzia che brillava da matti. letteralmente. il modo perfetto in cui cazzeggiava, faceva cabaret col lettore cd, scherzava col pubblico, improvvisava alla tastiera come un cantante di piano bar, era quanto di più affascinante avessi mai visto su un cazzo di palco musicale. martinka lo avrebbe adorato subito , peccato che non c’era. o forse meglio così , sarebbe scappata con lui.


davvero, mai visto musicista così fottutamente intelligente e simpatico.


e tra un cabaret e l’altro, tira su delle canzoni che fanno paura. howe gelb ha un songwriting sovrumano. punto. nient’altro da dire. ma non c’è da stupirsi che su disco non si capisca al volo. la cosa che faceva impressione è che non dava la minima idea di suonare un repertorio : ogni volta si guardava intorno, provava un paio di accordi, e la canzone sgorgava dal nulla dalla chitarra, come se la stesse inventando lì per lì : ondivagando con gli accordi , cazzeggiando, chiedendo al pubblico di seguirlo sul ritornello (indimenticabile l’esilarante collettivo di “paradise”), e fregandolo nel farlo (lo accenava, la gente iniziava a dire “pa…” poi ti guardava e ti diceva “no,not yet”, e tornava alla strofa!) tirando su medley improbabili. una cosa del genere non è assolutamente comprensibile su disco. una cosa del genere è deliziosa, e sono felice di averla vissuta. non ho mai riso così tanto, non sono mai stato così bene ad un concerto.


mai visto qualcosa del genere,ma spero di riverderlo ancora.


cosa c’è di sbagliato nell’indie rock a bologna. molto,ma primariamente il pubblico. sarà che vengo dalla provincia. io sono abituato che ai concerti indie rock ci sono 25 persone, di cui 18 nerd o autistici , 2 punk che passano lì per caso, 1 pinhead, 2 genitori dei componenti del gruppo, e una coppietta che era-nel-localo-per-caso-per-bere-un-bicchiere-di-rosso. noterete che,coppietta a parte, non si parla di donne. perchè le donne non ci sono,e se ci sono sono orrende. il pubblico ascolta il concerto, sta zitto, guarda per terra, e poi se ne va digrigando i denti. perchè a casa mia gli indie rocker sono autistici. e questo è bello, visto che permette fenomeni come onq. a bologna cosa si vede? un milione di autistici? evidentemente no. ed ecco che ci sono fenomeni surreali come le ragazzine che strillano al concerto di Will Oldham come se fosse Justin Timberlake.


sicchè al covo gira questo popolo preoccupante di indie rockers felici e sorridenti, vestiti per benino benino, nelle 2 versioni “giacca-e-maglioncino-nero” e “tanto-stile-bancarella-ma-sorpresa!-son-100-euro-a-calzino” e di fighe ultraterrene. vi rendete conto? fighe a un concerto indie rock! senza contare che le fighe sovrumane (vestite da sbarbina protonogglobbal , o da studentessa dams un pò pazzerella un pò stilosa se l’altezza supera il metro e 70) sono installate ciascuna su un indie rocker, almeno nel 95% dei casi : fanno eccezione le 4 liceali che c’erano dietro di me che si rollavano tromboni manco fossimo al concerto degli ska-p. ora, che senso ha tutto questo? come si fa ad ascoltare gli Xiu Xiu, giusto per tirar fuori un gruppo solare e orecchiabile, o gli Spokane, quando ti svegli la mattina con una modella moretta 19enne che sta per farti un pompino e tu (visto che oltretutto sei pure ricco sfondato) fotografi il pompino col tuo nokiacellulare fotografante (che tutti avevano al momento per far le foto al concerto)? e quando dopo il pompino ti alzerai per andare dai tuoi amici a discutere di Baudrillard e alimentazione vegetariana, tutti accompagnati dalle sbarbine sorridenti e luminose, come farai a fare tutto ciò e poi guardarti allo specchio mentre Will Oldham canta “i can’t do anything better than dying, so take it” ? tutto questo non ha senso. ha senso per me che passo la vita a cercare manuali del c++ e a telefonare per pochi minuti alla settimana alla mia ragazza che è in scozia e che esce con paquito, che non ho amici e non ho vita e non ho senso. che guardo regolarmente foto di bimbi deformi per capire che la vita è orribile. che passavo il liceo a pensare con quale medicinale suicidarmi. ma non per questi stronzi. questi stronzi dovrebbero ascoltare del jazz, o dell’elettronica professionale. o della sana musica classica. shostakovic. webern. non i pavement, porcodio.


senza contare le liceali-con-canne, per le quali rinuncio a qualunque spiegazione, e mi volgo alla teologia.


uniche consolazioni : le 2 tardone bionde grassone con marito puzzone al fianco, e il tipo che si è girato verso di me dicendo “oh,cioè,è proprio una flebo costui!”.


e infine : qualcuno mi deve spiegare gli skinhead che ballavano e grugnivano davanti al bar.


fatemi sapere se eravate a quel concerto, vorrei sapere che ne pensate. io ero quello con la felpa nera aperta e la maglietta brutta dei radiohead.


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COREA DEL NORD Tip Of The Day


in corea del nord mangiano la terra. prendono la terra, la cuociono e la mangiano. perchè? perchè non c’è altro.



Saturday, January 17, 2004 , 20.23

LA CONFUSIONE DEGLI …

LA CONFUSIONE DEGLI UOMINI E LA PROVVIDENZA DIVINA GOVERNANO LA SVIZZERA


Care cittadine e cari cittadini della Svizzera
Il primo anniversario dell’attacco terroristico a New York è alle nostre spalle, così come altri attacchi, follie omicide, disastrosi incidenti e catastrofi naturali, accaduti in parte anche nel nostro Paese.
Il mondo è veramente cambiato dopo l’ 11 settembre 2001? Oppure continua tutto come al solito?
Credo che il senso d’insicurezza sia aumentato e aumenterà ancora. Siamo la nazione con il maggior numero di assicurazioni; come svizzeri siamo assicurati contro ogni sorta di eventi. Ma siamo sempre più consapevoli e percepiamo sempre più chiaramente che la protezione assicurativa non ci offre una vera sicurezza, non ci dà più speranza o prospettiva per il futuro, non offre neanche un significato all’esistenza – e infine non può nemmeno darci la vita né tantomeno preservarla! Il nostro progresso tecnologico non ha contribuito ad avvicinarci gli uni agli altri, anzi, ci ha allontanati sempre di più. Lo dimostra chiaramente l’aumento dei divorzi, il numero crescente di persone che vivono nelle dipendenze e il tasso di suicidi, soprattutto fra i giovani.
Eppure esiste una sicurezza che non dipende dalle circostanze. C’è speranza, prospettiva e senso per la nostra vita. Ci sono risposte alle nostre domande. Sono sempre esistite – dobbiamo soltanto volerle sentire. Il Dio del cielo e della terra, il Dio d’Israele e delle nazioni, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ci dice tramite la Bibbia: «Fermatevi e riconoscete che io sono Dio!»
Tramite questo scritto vorremmo ancora una volta, con insistenza e di cuore, rivolgere un appello alle cittadine e ai cittadini svizzeri: «Ravvedetevi dalle vostre vie sbagliate e rivolgetevi a Dio!» Ravvedersi significa: fare dietrofront, cambiare direzione, rivolgersi a Dio e poi iniziare a vivere con Lui.
Già 109 anni fa venne lanciato un appello simile al popolo svizzero. Fu redatto dal municipio di Berna ed è riportato alla fine di questo opuscolo. Il nostro scopo è di proclamare nuovamente questo appello prima del Digiuno Federale – la giornata nazionale di preghiera e digiuno – ed esortare più insistentemente che mai: «Ravvedetevi e siate riconciliati con Dio!» Perché: «Chi ha il Figlio di Dio ha la vita. Chi non ha il Figlio di Dio – Gesù Cristo – non ha la vita.»


gesucristo


GESU’ CRISTO E LO SPORT
Gesù Cristo dice: «Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà. Ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà. Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima?» Con queste parole Egli valuta i nostri sforzi umani per conservare la vita. Di questi sforzi fa parte anche lo sport, che serve a conservare le salute. Con il motto «Mens sana in corpore sano» («Mente sano un in corpo sano») lo sport è diventato uno dei fattori più importanti della nostra vita sociale.


Per Gesù Cristo il senso dell’esistenza non consiste nel conservare la propria vita, ma nella dedizione, nel servizio e nel sacrificio per il Regno di Dio. Gli esercizi fisici oggi consentono di conquistare interi regni – il mondo intero. Ma a che giova se l’anima ne subisce un danno? Non è il corpo, ma l’anima che rende l’uomo umano. La Grecia con il suo entusiasmo per lo sport è tramontata, l’Impero Romano con la sua alta stima dello sport è tramontato, mentre la comunità cristiana continua a esistere anche dopo 2000 anni. Oggi Gesù Cristo parla ai nostri atleti, per i quali i primati e le vittorie sono diventati la meta, il senso e il contenuto della vita, e chiede: «Che vantaggio ne traete per il vostro essere umano? Lo sport moderno si pone effettivamente al servizio della salute del singolo e del popolo?» Alcuni riusciranno a rafforzare il proprio corpo tramite l’attività fisiche, altri riusciranno a conseguire traguardi e ottenere allori – ma non esiste forse il pericolo che la loro anima ne subisca un danno che si manifesterà nel matrimonio o nella famiglia? Chi desidera conservare la propria vita con lo sport, corre il pericolo di perderla.


GESU’ CRISTO SALVA LA SVIZZERA DOPO LE GUERRE DI BORGOGNA
Le guerre di Borgogna non portarono solo la gloria delle armi ai Confederati, ma anche ricchezze inimmaginabili, mai viste prima dagli abitanti del Paese. La ripartizione di tali tesori a Grandson e Morat, e i nuovi rapporti di potere tra Cantoni rurali e urbani minacciarono di far saltare il vecchio patto.
Gesù Cristo si servì dell’eremita del Ranft, Nicolao della Flüe, per richiamare alla memoria dei litigiosi signori rappresentanti dei Cantoni l’importanza del Patto stipulato al cospetto del Dio vivente. L’eremita di Obwaldo, più tardi santificato, spesso e volentieri viene chiamato salvatore della Patria. Lui stesso avrebbe rifiutato tale titolo, poiché aveva riconosciuto il personale Salvatore della sua vita in Gesù Cristo, e quindi sapeva che anche l’aiuto ai Confederati poteva venire soltanto dal Redentore.
Ed ecco come, malgrado le diversità d’opinione e i problemi materiali e politici, il Patto dei Confederati continuava a sussistere, anzi, veniva rafforzato e accoglieva nuovi Cantoni.


GESU’ CRISTO CI PRESERVA DAL NAZIONALSOCIALISMO E DAL COMUNISMO
In Germania, paese di filosofi e pensatori, la divinizzazione dell’uomo generò il nazismo. Soltanto Gesù Cristo permise di smascherare quest’ultimo come immenso e fatale errore. Sotto la guida di Karl Barth, che a quell’epoca operava in Germania, venne fondata la «Chiesa professante». Nella «Dichiarazione di Barmen» Gesù Cristo fu nuovamente riconosciuto come unica Luce e Autorità per Chiesa e Stato, in opposizione alla cosiddetta «Chiesa del Reich».
Dopo un periodo iniziale di insicurezza e disorientamento anche le chiese svizzere tornarono a riconoscere il significato di Gesù Cristo come unico Signore e Guida della vita umana, sia nella famiglia che nello Stato. Durante l’assenza di Karl Barth, Eduard Thurneysen a Basilea, e il professor Emil Brunner a Zurigo, erano divenuti gli autorevoli ispiratori della vita ecclesiastica e spirituale in Svizzera.
Rientrato a Basilea da Bonn, con numerose conferenze (che in quei giorni vennero purtroppo in parte vietate) e con le sue letture all’Università di Basilea, Karl Barth contribuì a una nuova comprensione della Bibbia, e quindi anche del significato della nostra Patria elvetica. Non per nulla la croce bianca su sfondo rosso ricorda Gesù Cristo nella Sua qualità di Re degli svizzeri. gesumbriaco


GESU’ CRISTO DA’ LIBERTA’ DI PENSIERO E PROGRESSO
Gesù Cristo fu l’unico uomo veramente libero. È Lui che dona all’uomo una libertà sensata e apportatrice di benedizioni. Agli occhi dei loro contemporanei i riformatori apparivano come gli unici uomini veramente liberi. Per le autorità politiche di quei tempi tale libertà rappresentava un pericolo poiché molti oppressi li approvavano con entusiasmo. La libertà portò però ad alcuni tragici malintesi. La libertà contemplata esclusivamente nell’ottica dell’uomo e delle sue relazioni, senza obbedienza a Gesù Cristo doveva per forza portare al disfacimento di qualsiasi ordinamento umano, diventando così il pericolo più grande per lo Stato. In Svizzera ciò condusse a sommosse e guerre contadine – di per sé giustificate – ma che attiravano nuova repressione e mettevano in pericolo il progresso sociale di cui era sentita l’urgente necessità.
Ma il pensiero biblico influenzato da Gesù Cristo aprì la via a un autentico progresso sociale. Tale pensiero impone all’uomo comprensione e giustizia nei confronti dei poveri, dei deboli, degli oppressi e dei perseguitati.
Separata da Gesù Cristo, la libertà di pensiero, particolarmente grazie ai grandi filosofi del 18° e 19° secolo, aprì la strada a un’evoluzione che condusse al moderno ateismo. Il motto del filosofo francese Cartesio, «Cogito ergo sum» («Penso, dunque sono») conduceva direttamente alla divinizzazione della ragione umana, la quale raggiunse il suo apice nella Rivoluzione Francese e in seguito, con Nietzsche, Feuerbach e Marx è degenerata nel comunismo materialista – e di conseguenza in un nuovo atteggiamento disumano.


GESU’ CRISTO PROTEGGE IL NOSTRO POPOLO DAL RAZIONALISMO
L’Illuminismo diffuso e sviluppato da filosofi francesi, inglesi e tedeschi, esercitò anche in Svizzera un ruolo importante. Furono soprattutto gli scritti di Jean-Jacques Rousseau ad essere divorati dalla giovane generazione della fine del 18° secolo. In ogni parte del paese venivano piantati «alberi della libertà», e lo slogan della Rivoluzione Francese «Libertà, Uguaglianza, Fraternità» veniva accolto con entusiasmo. Tuttavia la Ragione non venne mai innalzata a divinità, come era successo a Parigi.
Dopo la Riforma tutte le chiese riformate insegnavano l’ortodossia (lo sforzo per la vera fede in Gesù Cristo) per mezzo di diversi catechismi. In questo modo il significato di Gesù Cristo nel nostro Paese non venne del tutto oscurato. Dei movimenti di risveglio spuntarono in diversi luoghi (Alexandre Vinet e il risveglio nella Svizzera Romanda, la Confraternita del Conte di Zinzendorf in Germania, il Metodismo in Inghilterra) e portarono a una nuova conoscenza di Gesù Cristo nella convivenza degli uomini. I sanguinosi eventi della Rivoluzione Francese e la dittatura di Napoleone avevano disincantato molti patiti del razionalismo. Il successivo contraccolpo reazionario al Congresso di Vienna non fu in grado di smorzare la sete di maggior libertà e giustizia sociale in Svizzera; questo fatto trovò la sua palese espressione nella prima Costituzione Federale.


GESU’ CRISTO E LA PSICOLOGIA E LA PSICHIATRIA


Gesù Cristo era e rimane il miglior psicologo che sia mai esistito. Per psicologia oggi intendiamo la scienza dell’anima, per psichiatria la sua terapia. La psicologia come scienza studia la vita dell’anima di singole persone, e con la psichiatria si cerca di aiutare la persona sofferente ricorrendo alle conoscenze acquisite. Il professor Freud ha analizzato i processi dell’anima e ne ha esposto le correlazioni. L’ambiente, l’educazione, le caratteristiche fisiche, l’impulso sessuale, e il complesso di Edipo svolgono un ruolo importante. Da queste cognizioni sarebbe dovuta nascere la giusta comprensione e in seguito anche l’aiuto per il singolo paziente. L’aiuto proviene allora dalla persona stessa oppure dallo psichiatra al quale il paziente è legato. Per Gesù Cristo il fattore più importante non è la conoscenza dell’uomo, ma la percezione di Dio. Dalla percezione di Dio scaturisce la vera conoscenza dell’uomo. Essa consiste nel sapere che ogni uomo è peccatore e subisce gli effetti del suo peccato, commesso consciamente o inconsciamente. Il primo soccorso sta nell’eliminare il peccato – dunque nel perdono. Ecco perché Gesù dice al paralitico: «I tuoi peccati ti sono perdonati.» Questo aiuto però non proviene dall’interiore dell’uomo stesso, ma da fuori, dall’incontro con Gesù Cristo. Fu un tale incontro che salvò Martin Lutero dalla disperazione. Da quel momento egli fu consapevole del perdono del suo peccato e di avere un Dio misericordioso. Dopo una simile esperienza e con questa certezza, rimane una sola risposta per dar senso alla vita: la gratitudine. L’uomo riconoscente a Dio per la Sua bontà e misericordia è un uomo sano. bloodjesus


La nostra generazione deve porsi la domanda se in avvenire desidera costruire il proprio futuro sulla scienza, estremamente discutibile, della psicologia che si contraddice e muta in continuazione, oppure sulla fede in Gesù Cristo, tramite il quale possiamo sempre e nuovamente ricevere la certezza del perdono.


GESU CRISTO E L’ARTE


Nessun altro nome sotto il sole ha influenzato in misura più decisiva, direttamente o indirettamente, i grandi artisti come il nome di Gesù Cristo. Non esiste praticamente museo d’arte in Europa che non ci ricordi Gesù Cristo.
Gesù Cristo ha conferito all’arte un nuovo senso, per così dire un compito: ora l’artista è chiamato a contribuire alla proclamazione del Vangelo. Così l’arte si mette al servizio della verità. Tramite Gesù Cristo, la verità della nostra vita comprende il bello, ma anche il dolore, la sofferenza, l’uomo in tutte le età e tutte le situazioni, la natura intera, i fiori nei campi e gli uccelli sotto il cielo. Dappertutto incontriamo la mano del Dio vivente che possiamo conoscere come nostro Padre tramite Gesù Cristo.
L’arte che si mette al servizio di Dio ebbe inizio nelle catacombe con i primi simboli cristiani, poi nella costruzione delle chiese e cattedrali, a cominciare dai fondamenti (la croce) fino alla decorazione con immagini, sculture e vetrate. Tutto ciò serviva a istruire il popolo illetterato. Durante il Rinascimento (circa 15° e 16° secolo) l’arte raggiunse il suo apice con i grandi artisti Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Dürer, Holbein, Grünewald, Rembrandt, accanto a molti altri le cui opere possono essere ammirate nei nostri musei d’arte.
In linea di massima in ogni campo l’arte si mette al servizio di Gesù Cristo aprendo all’uomo gli occhi sulla Verità. Anche alla Svizzera furono donati simili artisti, si pensi ad Anker, Schütz, Segantini, Koller, Stückelberg, Böcklin e molti altri.
In opposizione a questo genere d’arte si trova l’arte moderna che non vuole più fare da serva, ma esistere soltanto per se stessa. L’arte moderna, alla pari di qualsiasi oggetto che non serve più, è divenuta inutile e priva di senso. Per la vita quotidiana è diventata vuota e senza importanza. Essa non dà niente all’uomo, non gli è di alcuna utilità.
Anche in musica l’arte si fa serva nelle opere dei grandi compositori Bach, Mozart, Beethoven, Haydn, Händel che annunciano la gloria di Dio in oratori, sinfonie e anche in semplici canti. Essa può tuttavia anche degradare a semplice divertimento musicale che illude l’uomo sulla realtà al solo scopo di far soldi.



























Monday, January 12, 2004 , 20.09

CERTO CHE TE LO TRAS…

CERTO CHE TE LO TRASCURI ‘STO BLOG, BRULLONULLA


appunto.



Thursday, January 8, 2004 , 01.36

SHINYSTAT, O LA MENT…

SHINYSTAT, O LA MENTE UMANA

signore e signori, buonasera.
è ora che io recensisca le ultime novità che mi giungono dallo shinystat. quel piccolo pulsantino grigio alla vs. destra (giustamente: alla destra del Padre) conserva molte più notizie sull’Uomo di quante se ne possano desiderare. lo Shinystat, come fattomi giustamente notare da è un gioiello, una finestra commovente su ciò che fanno le persone.

grazie allo shinystat,vi annuncio quindi che ringrazio martinka per il numero mostruoso di visite che vengono dal suo blog. a sua volta questa è la luce riflessa dall’ormai celebre citazione del luttazzi, talmente celebre che la si ritrova tra le chiavi di ricerca.

le chiavi di ricerca,signori,eh già. se voi cercate “culo di negra” su google e trovate me, io SO che qualcuno mi ha trovato grazie alle parole “culo di negra”.
ecco quindi le chiavi di ricerca migliori, e le risposte alle loro richieste :

chiave : bukkake che cos’è
ma è semplice,amico caro. in breve. il bukkake è la nobile arte di eiaculare copiosamente sulla faccia di sottomesse fanciulle (generalmente giapponesi o quantomeno orientali). il vero bukkake presuppone che la fanciulla (detta dagli intenditori bukkakette) sia vestita (di solito da scolaretta,o da segretaria) e che le quantità di sperma siano veramente colossali. l’aspetto generale dev’essere profondamente impiastricciato.

chiave : bulgaria denti
questa mi ha lasciato davvero perplesso. ho provato a cercare su google anch’io e non ho trovato un bel niente. che denti ci sono in bulgaria? la gente ha denti diversi dai nostri? ha il “falare”, che serve a trapanare il palato della gente con cui limoni? o il “balino”, con cui uno può spalmarsi la salsa rosa sul cracker? fatemi sapere,davvero.

chiave : carmen consoli plagio
aaaaah!
sicchè la grassa oca sicula ha plagiato,eh?
quale canzone?
da quale altra? scommetto una cosa fuffa. tipo di michele zarrillo.
(peraltro io conosco una che millanta di essere la cugina di michele zarrillo. quanti cosmologi ci vogliono per trovare i limiti della pochezza?)
dovete farmelo sapere subito.

ce ne sono parecchie altre di bellissime, ma sono alla prossima che è tardi dio frutta.



Friday, January 2, 2004 , 00.21

HAPPY NEW YEAR,MR.OL…

HAPPY NEW YEAR,MR.OLIVER SACKS!

l’ultimo dell’anno è la festa che mi sta meno sulle palle,perchè festeggia
l’esistenza di un nuovo numero naturale sui nostri calendari, altro che
gesucristi.



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