epica,etica,etnica,pathos
affinità e divergenze tra il compagno delio e noi
nel conseguimento della maggiore età
(seguirà la versione hardcore : brullonulla & anal cunt vs maffa)
finalmente ecco qua la nuova puntata della saga. come vi ricorderete, il tutto parte da un
tagliente e sconcertato post di delio, a sua volta istigato da una
cordiale ma ficcante provocazione
dovuta a uno sgherro del noto tommaso labranca. un commento di brullonulla
sul blog di delio a favore dello sgherro di cui sopra snida le vipere della battaglia verbale. il campo
dialettico polarizza l’audience,con diverse sfumature. c’è chi come
savicevic o strawdog si limita ad osservare, portando supporto esterno a una delle due parti.
o chi, come maffa e anal cunt, apre nuovi fronti di tensione geopolitica.
è tempo di tornare al sodo. riporto l’email del buon delio, che risponde al post precedente.
sotto. troverete che le sezioni del post precedente a cui delio risponde sono qui ripetute.
mi scuso con gli amanti del minimalismo, ma la chiarezza ci guadagna.
ultima cosa, la legenda :
corsivo : la mia precedente risposta a delio
arancio : la risposta di delio
bianco : il mio contraddittorio
epica etica
e invece non è una puttanata. perchè il problema non sono gino strada e
nicoletta braschi. il problema è la gente che segue gino strada e che
segue nicoletta braschi. il problema è che quella gente è la stessa
gente. ed è gente ignorante ed è gente insopportabile perchè si sente
avanti soltanto perchè è indietro di un giro e mezzo. e comunque vai
svicolando. il problema è l’estetica. esteticamente gino strada fa pena.
eticamente no,ma non è il punto.
non mi sembra di star svicolando. è proprio questo il punto: il voler
posporre (per puro amore della provocazione, credo) l’aspetto estetico a
quello etico (o, piú in generale, al valore intrinseco). a questo punto se
davvero bastasse l’estetica non si capirebbe perché perdere tempo a
leggere noam chomsky quando sull’america ci sono già gli articoli di
christian rocca, no? o anche: perché perdere tempo con linux quando c’è
già il mac? o anche: perché i nirvana (esteticamente patetici, se mi
permetti) se c’era già l’ultraglamour madonna?
personalmente credo in un mondo in cui conta per prima cosa l’estetica, e poi l’etica.
o (quantomeno e per essere più precisi) in un mondo in cui l’estetica sia perlomeno
altrettanto rispettata dell’etica. già vi sento, popolo bue mormorante i tomi
fotocopiati di mc luhan o di baudrillard, dire che in questi strani giorni di grande
fratello IV e di bisturi l’estetica è il mondo e l’etica è nulla. sì, tante grazie,
lo sapevo già. ma non stiamo
parlando di quell’estetica e di quel mondo.
stiamo parlando del concetto di estetica e di mondo che hanno, diciamo,
coloro che si percepiscono (forse giustamente,forse no) al di là di bisturi,
al di là di beyonce knowles. coloro che
si occupano in vario modo e a vari livelli di cose più serie e più elevate (o almeno che
credono tali). e dell’estetica che tali persone dovrebbero avere.
che succede quindi, IMHO? succede che tali persone cadono nell’orrido errore che accomuna
brecht e jovanotti, l’inno di forza italia e dario fo. tali persone capitombolano
nell’abominio di mettere l’estetica al servizio dell’etica. essi io suppongo seguano
il seguente sillogismo : (1) “il mondo va a rotoli” (plausibile) (2) “le forme d’arte
ficcano concetti in testa alla gente” (vero) (3) “bisogna ficcare in testa alla
gente concetti che,se fossero seguiti, frenerebbero l’andare a rotoli del mondo” (
ottimistico,semplicistico,ma plausibile) e si arriva
quindi a (4) “bisogna fare arte al servizio di tali concetti”. e qui :
“assurdo! eppure ho seguito il ragionamento logico detto sil-lo-gis-mo” direbbero gli uochi toki. ma (lei
m’insegna) con i
sillogismi si può dimostrare che 1=2 , se si ammette la divisione per zero. qui dov’è la divisione per zero?
la divisione per zero è dovuta al presupposto che la qualità e il significato dell’arte possano conservarsi
dopo che diventano manovalanza per il brulicare di teorie politico-economiche. la realtà (jovanotti,
realismo russo, busti di mvssolini, inno di forza italia) dimostrano che tale presupposto è, ad essere eufemistici, tremendamente
ottimistico. beninteso, non mancano esempi del contrario. ma sono rari e isolati. e andate a guardarli per
bene,questi esempi (mi viene in mente “lo scherzo” di milan kundera,ma non è nè il migliore nè il
principale) : non vi sembra che in realtà la situazione sia ribaltata? che questi abbiano fatto dell’etica
e della politica uno strumento, uno sfondo per l’arte?
il che non vuol dire che l’etica debba essere trascurata. ho un’etica,è ovvio (
e qui non bisogna credere a chi non ce l’ha : l’etica soffre del paradosso di aristotele
per la filosofia : dire che non hai etica implica un’etica). ci sono dei problemi che sento, e quel link
alla free software foundation lassù ne è un piccolo esempio. (ne sento anche altri di problemi, se è per questo,
e anche problemi da borsette,guarda un pò).
ma se dovessi vedere gruppi punk fare un disco con testi
pro richard stallmann e contro microsoft, o se salvatores facesse un film su
giovani hackers finlandesi che con la condivisione del codice salvano il mondo con tanto ammmmore, beh,
mi sentirei perlomeno parecchio in imbarazzo. mi sentirei in imbarazzo soprattutto se vedessi che la gente
segue questa roba e ritiene che sia degna di nota (finchè rimane un caso isolato, è materiale per risate).
“ma che cazzo c’entra? ma che schifo è? ahahah!” mi direi.
com’è che quando si sente daniele silvestri non c’è lo stesso atroce imbarazzo? o le risate de panza? i 99 posse e i loro
ascoltatori non sanno / non pensano che esistono dei curiosi oggetti detti
libri che sicuramente esprimono molto meglio, in molto
maggior dettaglio, con molta maggior chiarezza e probabilmente con molta maggior bellezza quello che vogliono sapere?
siamo sicuri che lo vogliano sapere? o vogliono solo sentirsi rassicurati sul fatto di aver ragione, come quelli
che vedono cospirazioni ovunque?
etnica
io guardo film francesi e mangio indiano e cinese. amo la cucina etnica.
mi piacciono kieslowski e truffaut. ma ancora non ci siamo. vedi delio,è
il cancro che ci cresce intorno che non va bene. io guardo truffaut e
preferisco truffaut a lando buzzanca, non sono un gran trashista e
certamente non faccio l’avvocato del trashismo tout court. ma almeno io
guardo truffaut e sto zitto. leggo eliot e sto zitto. non vado in giro a
dire “aaaah…truffaut!”. non mi faccio seghe a dire
“eeeeh…truffaut,non si può fare a meno di truffaut!”. truffaut è uno
che faceva il regista come kubrick o come pingitore. preferisco kubrick a
pingitore, ok, e ne sono fiero,ma con questo? sono critico verso kubrick
come verso pingitore,se fanno delle cazzate, e viceversa.
brullo, mentre dicevi di apprezzare truffaut non stavi zitto. lo dicevi *a
me*, ad alta voce. non è un’osservazione capziosa: ancora una volta, è
questo il punto. se tu dici sul tuo blog di apprezzare truffaut,
sicuramente qualcuno penserà, in cuor suo: sì, ma che palle questo
brullonulla, che non fa altro che menarcela con truffaut. o con linux. o
con gli idaho. o con pitchfork. o con pubblicodimerda.
vedi brullo, allargando l’orizzonte: il punto è che non ho alcuna voglia
di delegare alla sig.ra dea verna e ai suoi sodali (stillill,
perché lui è il rovescio della stessa medaglia) il diritto di decidere se
io possa o non possa apprezzare i death cab for cutie (o gli oneida, o i
palace, o i zeni geva) solo perché a loro non piacciono e prendono per
snob o per pecoroni gli altri. chi sei tu per dire: a me piace l’indiano
ma non faccio parte del cancro che ci cresce attorno? tu fai parte del
cancro che cresce attorno al ristorante indiano esattamente come la
trentenne radical-chic, per quello che consta all’autrice di quella lista.
parlare è vantarsene, secondo quelle persone.
in una vecchia mail labranca mi diceva di essere estremamente incazzato
perché secondo laporta lui citava ogni tanto in tedesco solo per vantarsi
di saperlo parlare. cazzate, mi diceva t-la: io cito in tedesco perché in
una frase ha senso usare un termine tedesco. e io lo capivo, ma vedi: il
problema è che ognuno è snob o pecorone secondo qualcun altro.
ti facevo meno ingenuo, delio. l’autrice della lista (che io non conosco) ha
sicuramente mangiato molto più indiano/giapponese/rumeno/palestinese di me e di
te messi assieme, e ha probabilmente fior di abbonamenti ai cahiers du cinema.
e non solo, probabilmente lei continua a mangiare palestinese e continua
ad apprezzare i cahiers du cinema. e non c’è niente di contraddittorio in
tutto questo.
spieghiamoci. per il trentenne radical-chic (TRC), o per la sbarbina con kefiah al collo (SKC), parlare
di ristorante palestinese è vantarsene. è ovvio, perchè per la TRC e la SKC il ristorante
palestinese è uno dei pezzi di una immagine attentissimamente costruita. mangiare al palestinese fa
pendant con i ciondoli fintoafricani, il biglietto del cinema d’essai e il cd degli air.
tu mi dirai : “ma caro brullonulla,ma non ti accorgi che anche la compagnia del labranca fa lo stesso,
allora, con la sua fondazione plinio fernando etc.etc.?” e qui scoviamo la differenza di fondo. io non
contesto il costruirsi un’immagine con riga e compasso. contesto il non rendersene conto, l’ostinarsi
a credere di essere “se stessi” . quando esco mi vesto per uscire,e qui non c’è nulla di male. ma
andare a dire in giro alla gente che ti vede in abito da sera “oh,no,è il mio pigiama” è ovviamente
patetico. non è questione di essere snob o pecoroni. è questione di rendersi conto di quello che fai.
la differenza che vedo tra me,anal cunt,(forse,non lo conosco) labranca & co rispetto al TRC
o alla SKC è che se io vado a mangiare al palestinese è una cosa come un’altra. per TRC e SKC no : è parte
integrante di uno stile di vita. se a TRC e SKC dessero la stessa roba da mangiare del palestinese, ma la
chiamassero “cucina svizzera”,TRC e SKC non ne subirebbero più il fascino etnosociale, e probabilmente si
getterebbero su qualcos’altro. io no. è roba da mangiare e se è buona la mangio,e vado sì a dire
in giro “cazzo che buona la cucina palestinese” se val la pena : ma perchè l’ho gradita. certo mi interessa anche la
cultura che ci sta dietro,così come mi interessa la distribuzione dei numeri primi e il volo degli insetti :
sono aspetti del mondo che mi circonda,sono curioso e mi ci interesso. ma non ne faccio la ragione del mio
mangiare palestinese. o dovrei vestirmi in accordo con la distribuzione dei numeri primi? capisci che nel
comportarsi così c’è qualcosa di ridicolo. non è il fatto di essere pecorone nel mangiare palestinese il problema.
il problema è mangiare palestinese per poter essere pecorone, e quel che è peggio senza dirlo
apertamente. viceversa, quando io vado al baraonda la sera e mi metto i pantaloni neri coi tasconi e le scarpe tipo
adidas so benissimo che tipo di moda sto seguendo,e perchè, e che è un modo di conciarsi
cosiddetto “alternativo” ma nei fatti parecchio standard. è ovvio che se me li metto è perchè mi
piacciono, ma non oserò mai pensare per un attimo che sono originale. diverso. speciale. così come non penso questo quando
leggo blow up o linus (o slashdot). questa fase appartiene ai 15 anni,e i 15 anni sono ahimè passati.
c’era una splendida tavola di dilbert al riguardo, sui rapper. spero di trovare il link.
(esame di coscienza : e adesso,sii sincero delio : come ti senti quando metti quella postilla ogni dì : “oggi si ascolta :
i budello di tua madre , we feel so lonely with a cock in our ass“? quando mi fai presente via mail
con studiata nonchalance che la tua ragazza ha 5 dischi degli idaho quando io non ne ho neppure uno? non trattieni
a stento un sorrisetto di superiorità? guarda che lo so e lo capisco, capita a tutti,ed è
anche giusto. ma lo ammetti a te stesso? )
fabio fazio è un essere vivente talmente insignificante che solo dio sa
come tu faccia ad essertelo ricordato.
mi sono ricordato di fabio fazio perché se labranca è labranca, e
soprattutto: se la sua amica dea verna è certa che la sua lista sia letta
da decine di migliaia di persone solo perché è pubblicata nel blog di
labranca, questo è anche per colpa o per merito di fabio fazio, mito di
certa sinistra radical-chic quanto e piú di tanti altri. solo che – puff!
- il suo nome non è mai comparso nella lista. chissà perché.
(secondo me per profonda ipocrisia, ma rimanga fra noi – e perché tacere
dell’assenza di aldo9 o di alberto castelvecchi o dei montefiori
cocktail?).
(off topic) : “secondo me per profonda ipocrisia, ma rimanga fra noi” è un
ossimoro cristallino che non avrei mai sperato
di sentire proferito così perfettamente da bocca (tastiera) umana. è una citazione?
mi sembra d’aver capito dai commenti che ci sono stati rapporti professionali
tra labranca e fabio fazio di cui non avevo nozione. capisco e qui ti approvo,delio. hai
ragione. anche se i montefiori cocktail sono un relitto di vari anni fa.
pathos
perchè? perchè è sbagliato dire che i nugoli di centrosocialisti e di
rumeni sono minacciosi? lo vedi quale fascismo mentale hai dentro?
sei tu quello che dici che basta essere rumeno per essere minaccioso e poi
il fascista sono io? qui c’è davvero qualcosa che non mi torna.
io ho un bel pò di anni meno di te, ma certe volte sembra che ne devi mangiare di minestra, delio.
perdersi così in un banalissimo cortocircuitino semiotico messo lì così,tanto
per fare. quella era una buca in mezzo alla strada con un cartello
enorme con scritto “BUCA”. eppure! ci vuol così poco? uno parla di razzismo. mette
fascismo dall’altra parte. et voilà! “scossa?” grida amadeus.
sarcasmo a parte, il fascismo mentale deriva dal fatto che si definiscono sbagliate le sensazioni
a pelle, istintive delle persone. beninteso, non sto parlando di giustificare a priori queste
sensazioni. non sto dicendo “se sento che i rumeni sono una minaccia, allora SONO una minaccia”. dico solo:
“un casermone popolare colmo di rumeni e punkabbestia,se permettete,mi fa un pò timore. buffo,eh?”
definizioni che in realtà nascondono il senso di colpa per le stesse identiche sensazioni. facciamo così. andiamo
a prendere in elicottero la tua ragazza e la depositiamo nel bel mezzo del quartiere pilastro di bologna
alle 02.00 a.m. di una notte qualunque non di pioggia. posto che vuoi bene alla tua ragazza, non sei preoccupato?
e se ti offrissi di depositarla invece nella centralissima e illuminata via rizzoli, alle 02.00?
ah,è uguale? magari è uguale davvero, statisticamente. ma tu cosa scegli? sicuro?
perchè? io li trovo minacciosi. e non ci posso far nulla. e allora? dimmi
perchè devono starmi simpatici,cazzo. perchè devono starmi simpatici i
bongo? perchè deve piacermi lo ska? perchè quando un negro arriva in una
compagnia io devo sorridere un sacco perchè egli è negro? (cosa che è
probabilmente molto più razzista: per me è uno come un altro,e
casualmente gli africani appartengono a una cultura che tende al casino e
alla socievolezza a tutti i costi, che mi sta estremamente sul cazzo).
“gli africani appartengono a una cultura che tende al casino e alla
socievolezza a tutti i costi”. ma sei sicuro? tutti gli africani? tutti e
comunque? boh, ti invidio, evidentemente ne conosci tanti. io ti posso
dire che gli unici africani che conosco, cioè i miei colleghi di marrakesh
e rabat, sono tra le persone piú placide e taciturne che io conosca. pure
troppo, detto fra noi. e invece è il mio capo tedesco quello che tende al
casino e alla socievolezza a tutti i costi, cosa che anche a me dà
estremamente al cazzo, in molte occasioni. vedi tu com’è strano il mondo.
e comunque: i rumeni sono minacciosi, è assodato. e gli africani fanno
solo casino, me l’ha detto mio cugino. e allora, che si fa? li si butta
tutti a calci in culo fuori dall’italia, a prescindere, così, per non
rischiare?
comunque, già che ci sono, per chiudere la mail dico solo questo: può
darsi che in italia ultimamente in certi ambienti – anche di sinistra -
sia diventato di moda mostrarsi cinicamente razzistelli, parlare di
negri come negli anni ’40, bollare come becero buonismo il rispetto
verso gli immigrati. beh, scusate, io passo la mano. non fa per me.
il tuo commentatore anal cunt al termine di una raffinata riflessione dice
grosso modo: se si dice che gli albanesi rubano e che i napoletani non
fanno un cazzo ci sarà un motivo. come no!, aggiungo io: e perché non
dedurne anche che i negri puzzano (ma hanno il ritmo nel sangue) o che gli
italiani sono tutti mafiosi o che le donne sono tutte puttane? se in
giro lo dicono in tanti ci sarà pure un motivo, no? dopo quattro anni
passati da immigrato (io, italiano in germania) ne ho abbastanza i
coglioni pieni del razzismo che mi circonda, sia positivo (“gli italiani
sono tutti così allegri, amano la bella vita e sanno cucinare”) sia
negativo (“gli italiani sono tutti mafiosi, mammoni e parlerebbero al
telefonino pure ad un funerale”).non vedo perché
dovremmo contribuire a rendere questa merda anche una moda
un paio di disclaimer. il primo è che il sottoscritto è figlio di immigrati croati,
a loro volta di probabile origine turca, da parte di padre. e ho un vaga ma confermata
discendenza ebraica da parte della nonna materna. pensa te quanto sono ariano,và. al contrario
del tizio-nato-a-teheran del grande fratello , attuale erede dell’ottusangolo, non tendo
a vantarmi di quello che è un noioso mescolone genetico, e piuttosto brutto (fossi un meticcio
figonzo alla lenny kravitz, suppongo la mia vita sarebbe stata per certi versi migliore). il secondo
è che la mia ragazza che entrambi conosciamo è in erasmus a edinburgo, e riporta le stesse tue
identiche sensazioni. ed è stufa,e la capisco.
ma -hey- pensiamoci un attimo. rivolgiamo questa cosa a noi stessi, come hai fatto te giustamente.
italiani tutti mafiosi. italiani spaghetti e mandolino. “ah!che stronzata” pensiamo. perchè non siamo
mafiosi, e non siamo spaghetto e mandolino. perchè noi non siamo spaghetto e mandolino. perchè
c’è pieno di italiani che non sono spaghetto e mandolino.
purtuttavia, non conosco quasi italiano all’estero che non abbia sorriso della scarsissima confidenza
dello straniero con lo spaghetto,e che non torni a casa sorridendo sornione su come abbia fatto conoscere
allo straniero il vero spaghetto. purtuttavia è verissimo che c’è pieno di italiani che parlano
al cellulare durante i funerali della mamma.
una volta stavo con una ragazza di licata (agrigento). costei era l’antitesi della “terrunciella” : zero accento,
cultura finissima (anche troppo), timida, raffinata, poco incline allo spaghetto. quando l’ho conosciuta
pensavo già che in sicilia non dovessero essere tutti con coppola sulla testa e “miiinchia” tra i denti,e
lei me l’ha confermato. e grande è stato lo stupore quando ho visto che invece la sicilia è in gran
parte quello che ti dicono i film di de niro.
la prima cosa che vedo passeggiando per licata è un negozio bruciato dalla mafia. la seconda è la gente che mi
scruta dalle finestre “perchè non sono del paese” (confermato da un abitante del luogo interpellato al riguardo).
scopro che non posso acquistare un pacco di preservativi perchè si conoscono tutti
(notare che “tutti” sono 50.000 anime, eppure è veramente così), la famiglia della fanciulla
lo verrebbe a sapere e si griderebbe allo scandalo all’onta e al disonore. ho visto
i parenti della morosa farsi i cazzi miei in modo entomologico. ho visto parenti della morosa
inventarsi attività pomeridiane assurde e visite “improvvise” per evitare che io e la morosa potessimo dedicarci
ad occupazioni men che castissime. ho partecipato ad osceni banchetti
domenicali con zio cafone e sudato che suona la pianola e nonni che strillano in un dialetto pre-indoeuropeo, il
tutto immerso in una inquietante puzza di pomodoro & formaggio.
ovvio che non tutta licata, non tutta agrigento, non tutta la sicilia è così. ma esiste. perchè dobbiamo
nasconderci che esiste,e che è statisticamente significativo? perchè dobbiamo nascondere la realtà,da una parte
o dall’altra? e soprattutto,perchè giudichi strano che la gente si faccia dei pregiudizi e delle
aspettative, sempre che sia disposta ad abbandonarle quando si rivelano false e sempre che sia disposta
ad accettarle in quanto tali e non come verità eterne?
tu sei colmo di pregiudizi,delio. stracolmo. lo rivela il fatto che mi dici “e allora, che si fa? li si butta
tutti a calci in culo fuori dall’italia, a prescindere, così, per non
rischiare?” attribuendomi pensieri che non sono affatto miei. uno dice che ritiene accettabile pensare che
quartieri degradati popolati da immigrati dell’est possano incutere sensazioni di minaccia -e lo ritiene accettabile
perchè è una sensazione inconscia,che non ha senso far finta di ignorare e alla quale non ha senso
dare un significato politico,e salti alla conclusione che
io voglia buttare in mare i rumeni. non voglio buttare a mare i rumeni,affatto. rispetto alquanto i rumeni finchè loro
rispettano alquanto me (e con questo non intendo cazzate alla fallaci del tipo : non costruite moschee,lasciatemi le
chiese – intendo semplicemente che non mi rompano i coglioni per strada, come per tutti,nè più nè meno). non ho
detto nulla al riguardo. eppure tu l’hai pensato,l’hai trovato talmente naturale che non l’hai tirata giù come ovvia
conclusione del discorso. non hai contestato quello che c’era scritto : hai contestato quello che pensavi fosse
inevitabile “di chi dice certe cose”. bzzzt!wrong!
ce ne sarebbe ancora da dire. alla superficialità elogiata dal maffa e al contrattacco di anal cunt verrà
dato il giusto rilievo in un post apposito a breve. ma ci sarebbe molto da dire sulla pochezza culturale delle bor7, sul modo in cui sono altrettanto bovinamente controllati dai mezzi d’informazione di chi vede rete4, sul perchè non sia politicamente corretto secondo loro giudicare male esteticamente i bongo, sulle cazzate di cui si imbevono a proposito di cibobbiologgico etc.etc.etc… tutte cose che verranno a loro tempo. si si,di qui non si uscirà a breve.
a te (a voi) la palla.