Sunday, October 31, 2004 , 20.01

escatologia delle calze a rete

il dottor brullonulla, che non ha (quasi) un cazzo da fare, ma è anche isolato nella bologna di merda, è possibile vada a farsi quattro risate all’ elezione di miss transilvania. se ci siete (o sapete di meglio da fare a bologna), fatemelo sapere via email-msn-icq-jabber-pompino viaggiatore.



Saturday, October 30, 2004 , 21.41

subliminal hints about life

1. Io non parto da una tesi, bensì da una storia.
2. Se si parte da una storia, bisogna pensarla fino alla sua estrema conclusione.
3. Una storia è pensata fino alla sua estrema conclusione quando ha preso il peggiore sviluppo possibile.

Friedrich Durrenmatt, I fisici



Friday, October 29, 2004 , 23.22

comunicato: punto informatico è un sito di merda

oggi mi è capitato di guardare il tg neapolis. per chi non lo sapesse, il tg neapolis è una rubrichetta quotidiana del tg3 che parla (o meglio: vorrebbe parlare) di informatica e nuove tecnologie. vi state chiedendo se è una merda? è una merda.

la merda è com’è ovvio amica di altra merda. di cosa parlava oggi neapolis? parla, vantandolo come un successo della cultura internet, di questo sito di merda. il sito di merda, per chi non volesse seguire il link, è punto informatico codesto sito di merda è generalmente noto a buona parte degli internettari italiani in quanto è un patetico tentativo di essere lo slashdot italiano. purtroppo, lungi dall’assurgere ai fasti di forum interessanti e frequentati da gente competente come slashdot, o come the register o kuro5hin, punto informatico è e resta un bel sito di merda.

i motivi per cui punto informatico è e resta un sito di merda sono principalmente due. il primo è che punto informatico arriva regolarmente in ritardo. il che su internet, e specialmente in un forum di informatica, è parecchio grave. punto informatico si accorge delle cose dopo 4 giorni: ovvero dopo che tutta la cazzo di internet ha già (1)letto (2)commentato (3)discusso (4)passato oltre la notizia.

il secondo motivo non è tanto colpa del sito di merda in sè quanto dei suoi mentecattissimi utenti. facciamo un singolo,significativo esempio. le flamewar “linux vs windows” sono un grandissimo classico di tutti i forum di informatica. il che non vuol dire che da un tema trito non possa uscire qualche punto interessante .ma questo thread è il massimo che i lettori del suddetto sito di merda sono in grado di proporre. si notino gli errori di ortografia, la lunghezza dei post mediamente sotto le 2 righe e chicche come :

-ahi ahi… voi linari avreste bisogno di un po’ di svago e qualche donna

-Alle 18 vo’ a prendere la fidanzata alla stazione, e trombo fino a lunedi sera se può farti piacere.

AppleLinux Cià…

PS: (prevalentemente Macaco, piùttosto che Linaro


(dove per “macaco” si intente utente macintosh e per “linaro” utente linux – chiunque abbia inventato codesti orrori merita di morire divorato dal neuroblastoma)

ora, perfino i commenti di daisi sul noto blog della permalosissima hanno uno spessore tale da sembrare elias canetti rispetto a quanto si legge sul sito di merda che è punto informatico. quello che vorrei sapere: com’è che nel resto del mondo i forum informatici sono frequentati sì da tanti cazzoni, ma anche da persone più o meno degnamente competenti e intelligenti, e in italia ci si riduce a “mi sono scopato tua sorella”? e chi gestisce il sito di merda ne è consapevole? e se ne è consapevole, perchè non chiude tutto e,come onq si dedica allo squirting?



Sunday, October 24, 2004 , 14.31

one must beware of unnecessary excitement

tempo fa,mentre si parlava con lui a pisa prima di dormire, si
confabulò di un noto racconto di scacchi. io imparai a giocare a
scacchi tardi. a 12 anni. andavo a imparare gli scacchi dal notaio
paralitico che abitava 3 piani sopra al mio. questo notaio, ora purtroppo
deceduto, aveva imparato il gioco dei re perchè una volta colpito
dalla poliomielite a 16 anni non seppe più cosa fare della sua vita. in
breve tempo il notaio divenne un piccolo campione. lasciò perdere presto i campionati professionistici perchè non gli interessavano, e lo annoiava
muoversi fuori di casa. giocava a scacchi contro il computer, rifaceva
partite di campioni e via dicendo, insultava per lettera gli esperti iugoslavi. tuttavia era unanimemente noto per
essere un genio, nel suo gioco.

adoravo andare a lezione di scacchi dal notaio poliomielitico. doveva
essere una buffa scena. io con la maglietta degli iron maiden e le scarpe
bianche da tennis, puzzolente di scuole medie. lui con la pipa e il pastrano sulla sedia a rotelle. odore di
buon tabacco. pioggia dalle finestre. lezioni di vita su sessantaquattro
caselle. libri in cuoio. scaffali colmi di riviste di scacchi sovietiche. mitteleuropa a palate. spregio per kasparov, noioso e fighetto.

egli mi raccontava non solo degli scacchi, ma degli scacchisti. i
campioni di scacchi furono una categoria umana parecchio affascinante.
Alekhine, che usciva a piedi nudi nella neve di Pietroburgo per dichiarare
a Dio che lo avrebbe sfidato dandogli un pedone di vantaggio. Capablanca,
il decadente casanova cubano. Fischer, che ora passa la vita a distribuire
volantini nazisti per New York. ora non è più così, che senza guerra fredda gli scacchi non sono di moda.
oggidì dobbiamo accontentarci di una scacchista che fa la modella. vilipendio, come direbbe aiki.

oggi non siamo qui per loro. oggi siamo qui per onorare la memoria di
tigran vartanovich
petrosian

tigran petrosian, armeno, fu campione mondiale di scacchi dal 1963 al 1969. sotto il suo viso da contadino si nascondeva
un simbolo della civiltà sovietica. benchè fosse uno dei migliori giocatori del ’900, il suo nome viene tuttora sussurrato con imbarazzo nei
circoli di scacchisti.

perchè lo stile di gioco di tigran petrosian era quanto di più lontano dal romantico concetto di tenzone logico-emotiva che oggi
si associa agli scacchi. tigran petrosian non lottava per vincere. petrosian giocava per non perdere.
lungi dal concepire le lucidissime stilettate di bobby fischer egli, con paziente e irremovibile ostinazione, si limitava a tarpare le ali a qualsiasi volontà tattica
dell’avversario. costruiva muraglie cinesi. tu attacchi qui? e io ti blocco. vuoi
questa colonna? e io te la tappo. avanti così per ore, fino allo sfinimento. a questo punto petrosian poteva o finire con calma e metodo da mantide religiosa
l’avversario -che, incapace letteralmente di reagire, cadeva rapidamente- oppure,se l’avversario era degno, pareggiare.
petrosian non divenne campione del mondo perchè vinceva. lo divenne perchè non perdeva mai.

tigran petrosian -nomen omen- fece della difesa, della statica, dello status quo e dell’impasse una forma d’arte. le sue partite sono tuttora studiate per il genio con cui
riusciva con tutta calma a porre i suoi pezzi in posizioni semplicemente immobili ed invincibili. la sua esistenza era sconvolgente e irritante per i suoi avversari.
costoro vedevano le loro brillantissime combinazioni, i loro arditissimi attacchi, le loro machiavelliche trappole sbriciolarsi senza speranza di fronte al tetragono metodo
dell’armeno. tigran petrosian era un vicolo cieco umano.

sia dunque di monito tigran petrosian per il futuro. a chi crede tuttora all’arte e alla vita come fiamma e ardimento della battaglia, petrosian ci ricorda che,
per prima cosa, Dio è impenetrabile.



Tuesday, October 19, 2004 , 20.53

doctor in fabula

“per il potere conferitomi da [boh] la proclamo dottore in biotecnologie con centodieci centodecimi (pausa)…e lode.”

gaudeamus igitur iuvenes dum sumus.



Monday, October 18, 2004 , 23.37

epifanie

ora che i fighetti sono autoconsapevoli, attendo l’autoconsapevolezza dei non fighetti. da qui:

“Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell’altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe



Saturday, October 16, 2004 , 15.30

pe culmile disperarii

brullo nulla si laurea a quanto pare martedì ore 9. paura,eh! l’eleganza del mondo e la cornucopia della fortuna fanno sì che a meno di 72 ore dall’evento io sia qui col mal di gola, la febbre e le diapositive da finire. senza contare che dovrò probabilmente saltare la fiera del ciappino. niente masterizzatore dvd dual layer porcodio.

nel frattempo viste le conseguenze di polemiche su supposti filosofi defunti, decido di fare la mia parte. ho or ora aperto questo blog su uno dei maggiori filosofi del ’900. informazioni sul di cosa si tratta e sul come iscriversi seguiranno.

(ah:mi iscriverò al seminario derridiano. e ci sta pure che cambierò idea, ma fatemi prima laureare)



Thursday, October 14, 2004 , 10.34

questa sostanza vi cambia la vita

andate all’ikea. compratelo. scioglietene 1 dito in 1 bicchiere d’acqua. bevete. l’ambrosia va a cagare.

(voi credete che abbia tempo per scrivere di cose interessanti,no?)



Tuesday, October 12, 2004 , 04.32

flamewar again: the eriadan trouble

(i non cultori dell’arte del trolling possono uscire,che qui è consueta, noioserrima flamewar)

ordunque. sarà che sarò viziato. o esigente. o che ho un altro senso dell’umorismo. o che c’è chi trascende facilmente tutti quanti. ma a me la piatta saga a matita di questo ingegnere mi lascia completamente indifferente. per carità, ben disegnata (anche se con un tratto diabeticamente leziosissimo e smaccatamente disneyano). garbata. gentile. ma che non mi dice veramente una cicca,e che se non esisteva era uguale. l’unica cosa carina è il nick ‘eriadan’, certo migliore di brullonulla, e di cui mi incuriosisce l’origine.

fin qui siamo sul “chissenefrega”. sennonchè c’è gente a cui frega. sul banale ma inutile daveblog è apparso il seguente post riguardo a commenti di me e dr.psycho sul blog di dhalgren. avrete poi notato che tale post è stato segnalato nei commenti del post sotto come marchio dell’essere “zimbello”.

a proposito di zimbello, ricordiamoci di osservare l’incipit del daveblog in alto a destra:“non aspettiamoci nessi logici o costrutti di chissà quale profondità, perchè non è questa la sede. Qua si sproloquia.” – e già con questo io potrei dichiarare concluso il discorso a mani basse. giusto per pietà nei confronti di daveblog vado a chiarire:

“…la mia ammirazione per lo stile (fumettoso al punto giusto)”

qualcuno mi spiega cosa significa fumettoso al punto giusto? è un clone decente di silvia ziche. stop. senza contare l’orripilante lettering al computer, veramente indegno.

“per i personaggi (strepitose le allegorie)”

il talento allegorico anche se un pò infantile c’è,peccato che sia sprecato nella ovvietà quotidiana (nei temi) e artistica (nei fatti) di cui sono fatte le strisce.
riguardo ai personaggi, qualcuno deve uccidere quell’odiosissimo gatto (e io adoro i gatti).

“per la sintesi (vignette dense, c’è dentro un mondo)”

è facile essere sintetici quando non dici nulla.

,

per la pazienza (anche tre ore di lavoro per certe tavole)[...] per la costanza (non ha mai sgarrato un giorno).”

queste le ho messe insieme perchè simboleggiano un curioso concetto dell’arte. eriadan è un grande artista perchè, semplicemente, perde tempo per fare le sue tavole (se le facesse in mezz’ora scommetto sarebbe un grande per la stupefacente rapidità,no?) e perchè -udite udite- timbra il cartellino ogni santo giorno! eh sì, caro Coso, è proprio così che si misura la qualità dell’arte oggidì!

“per la qualità (altissima)”

questo era il [...] di prima. beh, niente da dire qui. che cosa voleva dire per lui qualità l’ha già detto. ridondanza.

ma il problema non è eriadan, che fa il suo lavoro e lo fa tutto sommato pure meno peggio di altri. il problema è la difesa acritica di daveblog:

“per me Paolo/eriadan è una persona inattaccabile sotto qualsiasi punto di vista [...] un personaggio al quale sembra impossibile poter muovere una critica. [ho provato] un moto di stupore e indignazione di fronte alle prime voci fuori dal coro che abbia mai scovato in rete su di lui.”

ecco, io non aggiungerò altro, se non che chiunque ritiene che una persona, una qualsiasi, foss’anche sua madre, possa essere inattaccabile sotto ogni punto di vista, è una persona a sua volta attaccabile sotto ogni punto di vista. non foss’altro perchè dell’essere umano (in quanto concetto) non ha capito nulla.

ed eriadan resta un fumetto del cazzo. e mi dispiace per l’autore, che pure sembra anche abbastanza simpatico.

(se questo post fa schifo è anche perchè ho dormito 5 ore su 27.)

(per onestà e cavalleria: ho messo all’inizio del post una delle poche strisce del nostro che mi è effettivamente piaciuta)



Saturday, October 9, 2004 , 15.10

lebensunwertes leben

ora, i nazisti pensavano quello che penso io:

“Philosophically the concept of Lebensunwertes Leben denies that life per se, intrinsically, is its own justification; instead, the idea of a life unworthy of living demands an external validation for the continued existence of any person, for his/her being. Morally, the term suggests that life is not a (permanent) good in itself unless it meets certain objective criteria, standards that endow it with a (temporary) raison d’être.” (da qui)

(i religiosi alzino la mano. ecco,potete abbandonare la sala.) gli altri, mi dicano: premesso che non includerei nè malati di banali psicosi nè appartenenti a etnie diverse nell’insieme delle “vite indegne di essere vissute”,e premesso che mi sembra orribile come sembra a voi fare esperimenti sugli handicappati. premesso che si parla,diciamo,di eutanasia per casi gravi,e stop. nel momento in cui assumi che la vita non abbia un valore assoluto e arbitrario che cala dall’empireo,io vi chiedo: cosa c’è di sbagliato in tutto questo?

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UPDATE: se la madre dei cretini è sempre incinta, almeno la morte non va in vacanza. finalmente è morto quel cretino di jacques derrida,il quale ha reso la sua vita non degna di essere vissuta ammazzando la filosofia a colpi di stronzate.



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