
ieri a casa nostra doveva venire la morte. la morte è la madre della bellezza (cfr.limbo) ma ella bellissima non è. la morte in particolare è una frequentatrice di un noto locale dei dintorni di massa. i nostri contatti con la morte si limitano al mio coinquilino che sbronzo anni fa l’apostrofa con tu sei la morte, e se mi tocchi muoio.
la morte ha varie facce e metodi per rivelarsi. e una di queste mi si è rivelata definitivamente oggi, quando per la prima volta il mastopod(*) ha avuto uno scopo. stavo ascoltando radio città 103 quando i figuri di radio 103, riferendosi all’occupazione di non so quale ennesimo CSOA, parlano dell’incontro con il padre di carlo giuliani.
e là panegirico. “eh,ho passato una giornata con giuliano giuliani, che grande” “eh si” “eh che quest’anno c’è la tale cosa e la talaltra iniziativa per l’anniversario di carlo giuliani” “eh che bisogna andarci eh” “si si ma si preoccupano che quest’anno cade di mercoledì e quindi magari non ci viene tanta gente” “si ma per carlo giuliani si muove sempre tanta gente a ricordare questo ragazzo”.
cazzo dio, la goccia proverbiale e il vaso sparge l’acque intorno. lasciamo perdere le banali considerazioni sull’idiozia di giuliani e -conseguentemente- dei suoi adepti post-mortem. è possibile che la sinistra sia diventata la più imponente forza politica conservatrice? è possibile che quando si sente parlare di sinistra si sente parlare solo di morte? intendiamoci, non è che qui stiamo facendo i neocon. tutt’altro. ma almeno a destra fanno delle cose, o almeno le vogliono fare. magari vogliono fare cose che non voglio io, ma le fanno. a sinistra cosa fanno?

la sinistra è la forza della rimembranza. nient’altro. se fosse per la sinistra, fra diecimila anni festeggeremmo ancora il venticinque aprile in pompa magna. la sinistra è un conglomerato di commemorazioni. da berlinguer a de andré, dal venticinque aprile a carlo giuliani a che guevara. la sinistra si rotola in mezzo alle testimonianze dei defunti. poco manca che ora muoiano persone che si riferivano ad altre persone morte, perpetuando questa cosa in secondo grado. è probabile anzi che giuliani sia il primo di questi.
guardate l’agghiacciante teatrino mosso per la riforma costituzionale. ci sono cose opinabili certamente nella nuova riforma costituzionale, ma l’obiezione fondante della sinistra non era “questo non va bene” o “questo si potrebbe fare meglio così perchè cosà”. no. la sinistra era incazzata perchè osavano toccare la costituzione stabilita 50 anni fa. evidentemente per essi la costituzione non è uno strumento legale, non è un insieme di norme la cui validità può variare e annullarsi nel tempo. per essi non è un insieme di frasi messe insieme da persone mortali e capaci di sbagliare in un periodo ben precario. no. per essi è una sorta di apoplettico monumento, di testimonianza fossile. intollerabile è per essi il solo pensare di toccarla. interi editoriali erano dedicati a questo scandalo, manco si andasse a toccare il culo di maria vergine.

la sinistra si forgia quindi di puri simboli. positivi e negativi. la sinistra appare espressione di un politeismo, e se vogliamo è sempre stata così. chiunque abbia ascoltato i CCCP ha acquisito il senso teologico del socialismo reale. ma se quella era almeno una teologia solenne, gerarchica, dotata di chiese e di Dei, la nostra assomiglia più a una religiosità pagliaccia di paese. più vicina a San Giovanni Rotondo che a San Pietro. una religiosità non austera e assoluta ed elegante, ma bigotta ed esteticamente deprimente. un catechismo stanco.
catechismo che va allegramente contro logica e storia. si veda per esempio il caso dei tifosi triestini multati per aver buttato su lo striscione “25 aprile lutto nazionale”. numero uno: il fatto stesso che siano stati multati è allucinante. è allucinante che in un cosiddetto paese libero io non possa esprimere -anche fortemente- il mio disappunto sul 25 aprile, giusto o sbagliato che sia. questa è libertà di parola a senso unico. il concetto vi appare ossimorico? non sbagliate.
ma il problema è che la sinistra si lamentava che la multa data ai triestini fosse troppo bassa, rispetto a multe analoghe in casi analoghi. motivazione dei per lo “sconto”, secondo il vicesindaco (di AN) era : “Dopo il 25 aprile, Trieste e i triestini hanno goduto di un minimo momento di libertà perché subito dopo sono arrivati i titini che ci hanno massacrato. Quindi per molti triestini il 25 aprile non ha lo stesso valore che ha nelle altre parti d’ Italia”.

da figlio di profughi istriani quale sono, mi chiedo:c’è qualcosa di opinabile in tale giustificazione? nessuno qui vuole giustificare l’occupazione nazifascista. qui si vuole giustificare il fatto che per qualcuno il 25 aprile sia stato giusto l’anticamera dell’inferno, invece della festa paciocca che tutti pensano. si noti che mio nonno è stato in campo di concentramento dai tedeschi, tuttavia quand’era vivo aveva un ricordo ben peggiore dei titini che delle SS. mio nonno ‘ste cose le ha viste (e lo hanno condannato a urlare la notte mentre dormiva per tutta la vita) quindi rompete poco i coglioni. mio padre è nato nella campagna toscana, nel 1947, mentre i miei nonni finivano di fuggire da Tito.
ma queste beghe personali non contano. contano il fatto che c’è gente che si scandalizza per fatti noti, chiamandoli revisionismo manco si parlasse dei negazionisti dell’Olocausto. e perchè si scandalizzano? perchè ciò minerebbe alla base l’unica cosa che è la sinistra: rimembranza del tempo che fu, di persone che furono, di cose che furono. che cos’è la sinistra attuale senza la sua cazzo di archivistica che si ostina a chiamare memoria storica? avanti, ditemi, di cosa si tratta?
per cui mi dico. cara sinistra, che un dì lontano pure votai. non ditemi cos’avete fatto ieri. ditemi che cazzo farete domani, e potreste perfino essere ricompensati.
* (il mastopod è l’ipod mastodontico. 100 volte più grande di un ipod, contiene 20 volte meno mp3. esso non è che un vecchio ibm pc 365 con 64 mb di ram (15 euro) più lettore cd (1 euro) e scheda audio (1 euro) con casse (4 euro) connesso al network samba dei pc miei e del mio coinquilino sì da leggere i nostri mp3 e dotato di browser per sentire le radio on line. il tutto in salotto)
ah,e se fossi una donna mi scoperei andrew bird. non che c’entri qualcosa.