Sunday, May 29, 2005 , 03.26

guardala, guardala, scioglie i capelli: sono più lunghi dei nostri mantelli!

gennaio,febbraio,figaio. questo è il senso delle stagioni. viene il caldo, l’insopportabile, insopprimibile caldo e lux aeterna luceat nos: diecimila sbarbe si denudano concedendosi allo sguardo collettivo.

tra l’altro quest’anno il sandalo mi sembra più di moda dell’anno scorso. il che, visto il mio feticismo per il piedino, rallegra alquanto, e affatica i miei muscoli oculari.

in tutto questo: brigitta bulgari è una signora figa, ma i suoi porno sono deludenti. pompini scadenti, scene dozzinali. ipse dixi.



Sunday, May 22, 2005 , 13.48

MEET SUE BE SHE

io so che sono pigerrimo con i post, ultimamente. se doveste bestemmiare da mane
a sera perchè c’è gente incompetente che rischia di rovinarvi la già improbabile
carriera sareste pigerrimi anche voi (esempio: neo-dottori di ricerca in fisica che
suppongono che cariche negative si attraggano. altro esempio: peer reviews dei
tuoi articoli che iniziano con “le mie riserve su questo articolo sono molte,
profonde e insormontabili”
: poi si scopre che tali riserve sono un oceano di
stronzate, però intanto Lui è il signor Ignoto Ma Certamente Ficherrimo
Professore Americano, e tu sei
il Patetico Ma Miserabile Dottorando BrulloNulla a.k.a. Nessuno).

tra l’altro è fiocco azzurro in laboratorio brullonulla, poichè io ora non
solo detengo il dottorato, ma detengo un laureando! egli è un bravo fanciullo,
vispo ed entusiasta (gli passerà), ma un pò troppo esuberante e cazzone. del tipo
“possiamo svitare questa bombola così per giocare?” “posso assaggiare l’acrilammide?”
“ma non devo mica mettermi i guanti per manipolare l’acido nitrico!” “6%? ma no,
facciamo 10% che fa cifra tonda”. in ogni caso, evvai col nonnismo.
(aspetto l’interpretazione del mio genio grafico personale).

a proposito di genio grafico, sappia egli che la sua fama è in costante
espansione (provate a cercare “A come Ignoranza” su Google
o anche daw+fumetti).
ieri una coppia di cari amici mi ha apostrofato con “ma sei tu
brullonulla?” “eh?ma…ma…” “eh,ho visto daw segnalato su it.arti.fumetti,
poi da lì ho visto te, e da lì il tuo indirizzo email quindi sei tu”. lo stesso
giorno, qualche ora prima, mi trovo su messenger un tizio dell’asphalto che scopro
essere spezzino e conoscere la mia amica della coppia lì sopra.

questo significa solo una cosa. la mia teoria si rivela ogni giorno più
esatta. i fatti stanno così: sulla Terra esistono non più di 2000 persone,
le altre sono ologrammi. vi può essere qualche rinnovamento all’interno del pool
(“che fine ha fatto giacomo?” “boh, non l’ha più visto nessuno“) ma il
numero rimane costante.

ah, è possibile che nei prossimi giorni ritorni a mendicare un pagliericcio
fiorentino. sciacquate i baldacchini, comprate le brioche e scaldate i genitali,
in attesa che io vi comunichi la data e le modalità.



Saturday, May 14, 2005 , 01.35

almost famous

eventi crescono e si incatenano. questo finirà, perchè mi sta ammaliando l’ipnotica madrassa elettronica di muslimgauze e conseguentemente a breve mi lancerò alla riscossa dell’islam, brandendo la sacra spada di allah.

cambiamo monoteismo. martedì brullonulla ha incontrato richard stallman a bologna. quest’uomo è uno dei pochissimi hippie che brullonulla sopporta (e supporta), checchè ne dica il mio cinico coinquilinaccio (che intanto bestemmia e impreca col visual c++, quando gli sarebbe bastato un rustico e sano gcc). egli è il fondatore di una delle ben poche battaglie etiche in cui brullonulla s’immischia, e precisamente in quella per il software libero e più in generale il copyleft.

impressioni ricevute di sant’iGNUtius: a parte l’orrido particolare che cammina a piedi nudi, direi positive. egli è una buona approssimazione visiva e caratteriale di come doveva essere gesù cristo se fosse andato oltre i 33 anni (e se non fosse vissuto nella affamante palestina ma in qualcosa ). eloquio limpido e chiarissimo, frasario semplice ma immediatamente elegante, umorismo innocente ma sponteamente simpatico. aveva esattamente i modi e il tono di chi sa di essere investito di una missione divina, e la persegue con contemporanea umiltà e nobiltà.

a proposito: in alto a destra vedrete il bannerino sui brevetti software. cliccatelo e leggete l’ampio sito, manica di bestie deuterostome che non siete altro, che i brevetti software sono una merda. anche i brevetti in generale secondo me, ma quelli software di più.

per il resto, sapete già dalla segnalazione di psycho che il buon ennio peres si è accorto di quanto espresso su di lui tempo fa. un non ignoto delatore, precisamente Pino Lauria Jr., di Milano (sull’elenco ce ne sono due, uno abita in via Gonin 69/1, l’altro in via De Predis 4, che dite, telefoniamo?) ha segnalato il post al peres, il quale ne ha pubblicato su Linus di maggio ampi stralci. mi sono beccato pure la vignetta satirica del tapino mangosi, che posterò qui appena metterò le mani su uno scanner. a chi viene qui dalla segnalazione di linus, segnalatevi con un commento: vi sono ricchi premi (o anche gondoni usati e secchiate di piscio, ora non ricordo bene).



Saturday, May 7, 2005 , 19.10

featuring la morte rossa

ieri a casa nostra doveva venire la morte. la morte è la madre della bellezza (cfr.limbo) ma ella bellissima non è. la morte in particolare è una frequentatrice di un noto locale dei dintorni di massa. i nostri contatti con la morte si limitano al mio coinquilino che sbronzo anni fa l’apostrofa con tu sei la morte, e se mi tocchi muoio.

la morte ha varie facce e metodi per rivelarsi. e una di queste mi si è rivelata definitivamente oggi, quando per la prima volta il mastopod(*) ha avuto uno scopo. stavo ascoltando radio città 103 quando i figuri di radio 103, riferendosi all’occupazione di non so quale ennesimo CSOA, parlano dell’incontro con il padre di carlo giuliani.

e là panegirico. “eh,ho passato una giornata con giuliano giuliani, che grande” “eh si” “eh che quest’anno c’è la tale cosa e la talaltra iniziativa per l’anniversario di carlo giuliani” “eh che bisogna andarci eh” “si si ma si preoccupano che quest’anno cade di mercoledì e quindi magari non ci viene tanta gente” “si ma per carlo giuliani si muove sempre tanta gente a ricordare questo ragazzo”.

cazzo dio, la goccia proverbiale e il vaso sparge l’acque intorno. lasciamo perdere le banali considerazioni sull’idiozia di giuliani e -conseguentemente- dei suoi adepti post-mortem. è possibile che la sinistra sia diventata la più imponente forza politica conservatrice? è possibile che quando si sente parlare di sinistra si sente parlare solo di morte? intendiamoci, non è che qui stiamo facendo i neocon. tutt’altro. ma almeno a destra fanno delle cose, o almeno le vogliono fare. magari vogliono fare cose che non voglio io, ma le fanno. a sinistra cosa fanno?

la sinistra è la forza della rimembranza. nient’altro. se fosse per la sinistra, fra diecimila anni festeggeremmo ancora il venticinque aprile in pompa magna. la sinistra è un conglomerato di commemorazioni. da berlinguer a de andré, dal venticinque aprile a carlo giuliani a che guevara. la sinistra si rotola in mezzo alle testimonianze dei defunti. poco manca che ora muoiano persone che si riferivano ad altre persone morte, perpetuando questa cosa in secondo grado. è probabile anzi che giuliani sia il primo di questi.

guardate l’agghiacciante teatrino mosso per la riforma costituzionale. ci sono cose opinabili certamente nella nuova riforma costituzionale, ma l’obiezione fondante della sinistra non era “questo non va bene” o “questo si potrebbe fare meglio così perchè cosà”. no. la sinistra era incazzata perchè osavano toccare la costituzione stabilita 50 anni fa. evidentemente per essi la costituzione non è uno strumento legale, non è un insieme di norme la cui validità può variare e annullarsi nel tempo. per essi non è un insieme di frasi messe insieme da persone mortali e capaci di sbagliare in un periodo ben precario. no. per essi è una sorta di apoplettico monumento, di testimonianza fossile. intollerabile è per essi il solo pensare di toccarla. interi editoriali erano dedicati a questo scandalo, manco si andasse a toccare il culo di maria vergine.

la sinistra si forgia quindi di puri simboli. positivi e negativi. la sinistra appare espressione di un politeismo, e se vogliamo è sempre stata così. chiunque abbia ascoltato i CCCP ha acquisito il senso teologico del socialismo reale. ma se quella era almeno una teologia solenne, gerarchica, dotata di chiese e di Dei, la nostra assomiglia più a una religiosità pagliaccia di paese. più vicina a San Giovanni Rotondo che a San Pietro. una religiosità non austera e assoluta ed elegante, ma bigotta ed esteticamente deprimente. un catechismo stanco.

catechismo che va allegramente contro logica e storia. si veda per esempio il caso dei tifosi triestini multati per aver buttato su lo striscione “25 aprile lutto nazionale”. numero uno: il fatto stesso che siano stati multati è allucinante. è allucinante che in un cosiddetto paese libero io non possa esprimere -anche fortemente- il mio disappunto sul 25 aprile, giusto o sbagliato che sia. questa è libertà di parola a senso unico. il concetto vi appare ossimorico? non sbagliate.

ma il problema è che la sinistra si lamentava che la multa data ai triestini fosse troppo bassa, rispetto a multe analoghe in casi analoghi. motivazione dei per lo “sconto”, secondo il vicesindaco (di AN) era : “Dopo il 25 aprile, Trieste e i triestini hanno goduto di un minimo momento di libertà perché subito dopo sono arrivati i titini che ci hanno massacrato. Quindi per molti triestini il 25 aprile non ha lo stesso valore che ha nelle altre parti d’ Italia”.

da figlio di profughi istriani quale sono, mi chiedo:c’è qualcosa di opinabile in tale giustificazione? nessuno qui vuole giustificare l’occupazione nazifascista. qui si vuole giustificare il fatto che per qualcuno il 25 aprile sia stato giusto l’anticamera dell’inferno, invece della festa paciocca che tutti pensano. si noti che mio nonno è stato in campo di concentramento dai tedeschi, tuttavia quand’era vivo aveva un ricordo ben peggiore dei titini che delle SS. mio nonno ‘ste cose le ha viste (e lo hanno condannato a urlare la notte mentre dormiva per tutta la vita) quindi rompete poco i coglioni. mio padre è nato nella campagna toscana, nel 1947, mentre i miei nonni finivano di fuggire da Tito.

ma queste beghe personali non contano. contano il fatto che c’è gente che si scandalizza per fatti noti, chiamandoli revisionismo manco si parlasse dei negazionisti dell’Olocausto. e perchè si scandalizzano? perchè ciò minerebbe alla base l’unica cosa che è la sinistra: rimembranza del tempo che fu, di persone che furono, di cose che furono. che cos’è la sinistra attuale senza la sua cazzo di archivistica che si ostina a chiamare memoria storica? avanti, ditemi, di cosa si tratta?

per cui mi dico. cara sinistra, che un dì lontano pure votai. non ditemi cos’avete fatto ieri. ditemi che cazzo farete domani, e potreste perfino essere ricompensati.

* (il mastopod è l’ipod mastodontico. 100 volte più grande di un ipod, contiene 20 volte meno mp3. esso non è che un vecchio ibm pc 365 con 64 mb di ram (15 euro) più lettore cd (1 euro) e scheda audio (1 euro) con casse (4 euro) connesso al network samba dei pc miei e del mio coinquilino sì da leggere i nostri mp3 e dotato di browser per sentire le radio on line. il tutto in salotto)

ah,e se fossi una donna mi scoperei andrew bird. non che c’entri qualcosa.



Monday, May 2, 2005 , 00.37

l’uselin de la comare si è posato ed era un moa

prima di tutto:help! martedì sera potrei avere bisogno di dormire a firenze. chi ha un posto letto/divano/pagliericcio per brullonulla? in cambio offro volentieri cena. per chi non mi ospita invece c’è rancore e vendetta, sotto forma del post sottostante, di pellegrino tedio.

detto questo, sia maledetto il birdwatching. è un periodo che inciampo nel birdwatching come i bolognesi nei punkabbestia. ieri la wikipedia riportava della avvenuta riscoperta di un picchio gigante che si credeva estinto. apriamo qui una parentesi.

io provo stima per la criptozoologia, e il mio atteggiamento s’imposta decisamente come I want to believe per quanto riguarda i casi più probabili. è sì ridicolo pensare che il mostro di loch ness sia effettivamente un plesiosauro, ma vi sono casi reali più eclatanti di un normale celacanto. per esempio negli oceani vive ancora un genere di graptolite. questo nome non vi dice nulla? le graptoliti erano animali apparentemente simil-corallini ma in realtà a metà strada tra gli echinodermi e i cordati. sappiate che ai tempi dei trilobiti le graptoliti erano diffuse in mare come oggi lo è l’erba sui prati. ai tempi in cui i pesci erano ancora di là da venire, c’erano atolli interi di graptoliti sulla Terra. come qualità di tuffo nel passato, è come se ci fosse una vera specie di trilobite ancora viva e vegeta. e allora perchè disperare con sicumera di ritrovare da qualche parte un moa o un mammut? si dice che alcune tribù siberiane (gli Evenka) nell’800 parlassero dei mammut come di creature che cacciavano ogni giorno. pare anche che un pilota russo della II guerra mondiale abbia avvistato “un branco di elefanti pelosi” sorvolando la Siberia. paura,eh!

chiusa parentesi. dicevamo, il birdwatching. qualcuno mi spiega che senso ha il birdwatching? intendiamoci, gli uccelli sono anche animali carini. due dei miei animali preferiti sono uccelli. gli uccelli hanno generalmente un aspetto pulito, sano e colorato. le prime due impressioni sono spesso ovviamente false, ma in europa gli unici uccelli che sembrano veramente intoccabili sono galline e piccioni. chi non coccolerebbe un pettirosso o un canarino?

un conto però è guardare un uccello e dire “oh, che carino!”. un conto è alzarsi di mattina presto, raggiungere una immonda e putrida palude armati di binocolo e teleobiettivo e passare la giornata immersi nel fango e nelle zanzare a guardare gli aironi. nobilissime bestie gli aironi, ma per osservarli mi basta la linea parma-la spezia. ora, che interesse si può trovare nel guardare un airone col binocolo per un pomeriggio? l’airone -così come il 99% degli uccelli- non ha un comportamento particolarmente avvicente o complesso. o meglio, ce l’ha, ma non è cosa che (1)si risolve in un pomeriggio di binocolo (2)si capisce senza un’adeguata preparazione etologica (3)sia in effetti particolarmente avvicente. la stragrande maggioranza del tempo la retina del birdwatcher sarà occupata con fotogrammi di: airone che mangia pesce – falco pellegrino che passa – tipa birdwatcher figa – passeriforme insignificante di palude – airone che spicca il volo – paperi – airone che dorme su una zampa sola – papero – passeriforme insignificante – aironi che spaventati scappano e se ne vanno – tipa birdwatcher figa.

a parte quest’ultimo eventuale item, vi accorgerete che il pomeriggio del birdwatcher sarebbe stato meglio speso davanti alle repliche di miami vice. il punto è che il birdwatcher è ancora più squallido di altri naturalisti dilettanti. il farfallofilo per esempio perlomeno cattura i suoi esemplari e può mostrare una effettiva (e proverbiale) collezione di farfalle. il birdwatcher nella maggior parte dei casi mostrerà delle foto sfuocate di picchi o beccacce prive di interesse alcuno. il pescatore ha certo un passatempo di scarso interesse, sennonchè spesso il frutto della sua pazienza è -o può essere- una cena invidiabile.

inoltre gli uccelli sono animali che hanno anche un bauplan piuttosto costante. due ali. due zampe. un becco. specie in europa il piumaggio non offre grandi motivi di stupore, e i versi degli uccelli sono spesso strida orrende. osservare uccelli è osservare infinite varianti minuscole dela stessa cosa. cui prodest? se uno è veramente un cazzo di naturalista dovrebbe occuparsi di una miriade di varietà di bestie: insetti, crostacei, vermi, rettili, e così via. in teoria il 90% della diversità biologica sulla Terra è costituito da batteri, quindi il naturalista perfetto dovrebbe passare mesi davanti a microscopi, PCR e sequenziatori. farsi il culo e zitti. siccome però trattasi di una triste manica di mentecatti, passano il loro tempo a guardare le beccacce o i tordi. senza neanche nutrirsene, peraltro.

auspico quindi che le notizie di un avvistamento di un moa siano vere, e che detto animale sventri con la sua poderosa zampa i birdwatcher che tentino di violare la sua rudezza cenozoica.



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