Wednesday, September 28, 2005 , 00.48

transeurop depress

si sappia subito: qualcuno qui mi deve 8,5 euro. almeno così pare. in fondo al post, la spiegazione.

ostberlin/westberlin: che dire? non l’avevo mai vista. posto bello, ma decisamente troppo esteso. la vacanza si è snodata su due rotaie (u-bahn e s-bahn, ahahah? no,eh. mpf.) la prima marcata dal coinquilino e dal suo amico supadupadj darchettongoticone che si sbronzavano nei localacci dark (la maggioranza dei quali brutti), tornavano all’alba, dormivano fino alle 16 e poi andavano da plaste+elaste a comprare abiti buzzinici. la seconda invece di sano e ignorante turismo da quattro soldi (i nostri), featuring me e degli altri partecipanti.

momenti culto della vacanza: volo a decollo verticale/letto di anal cunt completamente avvolto nella stagnola/anal cunt che ubriaco non si accorge di aver dormito per 3 ore sulla stagnola/panino con bistecca ai ferri (!) per 2 euro alla stazione del giardino zoologico/ciabatte puntute/opilioni/imprevidibilità quantistica dell’acqua calda/bukkake al latte di cocco/danza dionisiaca al k17/”schiavi!coricatemi sul baldacchino per l’uscita!”/paolino!/mario und freddiemercury, aka la splendida coppia gay del gluhlampe/nachste bahnof: [insert random german word+platz]/il gay con la cresta che ci ha provato con anal cunt/knodels in barattolo della morte/max und moritz, il ristorante tedesco definitivo/cotoletta, ovvero la gattina più bellissima del mondo tutto/il pornocinema davanti all’ostello/raffreddore collettivista/l’enigmatico edificio cambiacolore (nella foto, in fase blu)/la nerchia metallica di ostkreuz/l’inesistenza del concerto dei gang of four/”bella mozzona!”/quanto è brutta la u-bahn/”ma questo posto non è per nulla fiabesco!”/jandek vicino alla stazione di warschauer/il tassista avanzo di galera del ritorno a casa/la perquisa all’aeroporto di pisa

che berlino, poi, come disse qualcuno “sembra di essere a bologna al pilastro”. almeno in alcuni punti. e poi mi dà al culo la loro ossessione di distruggere tutto il loro cazzo di passato e grattacielare ovunque. calmatevi, cristo. sappiamo che non siete più nazisti, ora calmatevi.

desidero sfatare il mito di potsdam, che è uno schifo. desidero anche sfatare il mito della notte berlinese. i locali berlinesi fanno schifo, a parte un paio.

et de hoc satis. il ritorno poi, nell’umida, per nulla leziosa e malarica aria italiana, si dipinge d’abbacinante tristume, ché già avete visto, sono ormai come il console buddenbrook che si rotola sul letto dopo la lettura di schopenhauer. oggi per dire vado in viaggio di lavoro a padova, a fare diplomazia presso un altro laboratorio, e scopro che le biologhe molecolari padovane sono delle signore fighe. ho veramente sbagliato tutto nella vita, io. nel mentre un mio ottimo collega è stato mollato dalla donna, maledetta, intristendomelo. e scopriamo che science ha rifiutato il mio famoso articolo spedito il 16 luglio il 26. però l’email di rifiuto non ci arrivò mai, quindi lo scopriverissimo solo adesso. ewwiwa!

infine, gli 8,5 euro. terminato l’opus di thomas mann, convinto sempre più che quasi niente ha senso dopo il 1945, ho dato retta alle voci insistenti di gente che premeva per farmi leggere testi scritti da francesi ancora vivi. e leggilo! e leggilo! e sembri tu! ho ceduto, e ho sbagliato. houellebecq fa cagare. ma cagare sangue. sembra andrea de carlo per nerd. e nessuno, NESSUNO più si azzardi a confrontarmi con quel buffone. veramente, uscito dal treno ho dovuto letteralmente acquistare un paio di ponderosi testi greci e medioevali a metà prezzo, altrimenti vomitavo. mi sentivo sporco e schifoso. dovevo compensare, davvero. ah,sapienza antica. ah, epoche dello stile. alessandro di afrodisia, aspettami! buridano, sono da te!



Saturday, September 17, 2005 , 00.50

il sapore del ghiaccio

com’è grande la tristezza delle cose. non lo spleen, non la byroniana melancholia. no, proprio lo
squallore. la delusione delle cose. com’è ovunque, com’è grande. che tutte le cose sono minuscole.
casca a pezzi del metallo, un branco di bimbi piagnucola in una scuola, muore della gente che ne muore
sempre tanta tanta e mai abbastanza, ora
piove e si riempie d’acqua una piccola pianura, e badalì! la catastrofe! significati, paradigmi che cambiano!
allarmi allarmi! c’è il porcodio! all’ascolto l’umanità intera!

oggi sul treno una graziosa fanciulla dallo sguardo fiero si accarezzava una nobile criniera di capelli
lisci e scuri. che bella immagine, quasi commovente. poi di colpo ho visto solo della pelle e dei muscoli
che tendevano dei peli con un ripetuto movimento. che cosa sono i capelli? che cosa sono le piccole
dita dei piedi che tanto mi affascinano? che cosa sono le mani? che cosa sono le lingue?
e poi di colpo ho visto la mia vita, ho visto le mie donne,
ho visto tutto ciò di cui ho sentito parlare e accadere alla gente che ho vicino, e ho visto solo un
movimento di bestioline disperate che cercano di stare vicine, bestioline piccole che hanno paure
,e si vogliono scaldare come pinguini sulla banchisa, e a differenza dei pinguini non ci riescono.

ma se così non fosse, se le cose non fossero tristi, non vi sarebbe l’eleganza del cosmo poi a segarci
in pezzi. vi sarebbe il mondo candido degli antichi, l’accoglienza materna delle sfere del cosmo, piccole,
finite, a nostra misura. e che schifezza sarebbe così? che bruttezza sarebbe un mondo con un significato?
un mondo con un senso umano, che delusione orribile sarebbe? tutto caldo, tutto a posto, tutto cotto,
e allora poi? sarebbe una cosa finta, gommosa. sarebbe un giocattolo.
invece bisogna sentire il sapore del ghiaccio sulla
lingua, quando si legge la fisica o la biologia. e allora si sa perchè si è vissuto.

finito di pronunciare ‘ste cazzate che mi qualificano inevitabilmente come frocio di tre cotte,
vi nunzio le cose importanti: sarò a Berlino fino al 24 sera. tecnicalia: difficilmente potrò/vorrò
guardare l’email, quindi evitate di intasarmi. se dovete, intasate
brullonulla@gmail.com
piuttosto che la casellina di fastùeb. di messenger o simili ovviamente non
se ne parla. se qualcuno sa dove trovare divise delle SS o dell’esercito sovietico, è pregato però di farmelo
sapere con urgenza. a poi, fate i bravi.



Thursday, September 8, 2005 , 22.04

incisa su l’umile scoglio

avevo innanzitutto scordato un paio di consigli per gli acquisti, stavolta positivi.

pistacchiella: SI,SI,SI. per chi non lo sapesse, è una sorta di sovrannaturale crema di cioccolata bianca e pistacchio di origine sicula. in realtà la producono solo in un nanopaese di cui vi nascondo il nome. nutrirsene è un’eiaculazione continua. questo devono provare le api quando mangiano la pappa reale, o le femmine quando si pregiano del mio sperma. ringrazio al sig.na minuscola escort di nipponica ispirazione per avermela fatta scoprire.

cinema sulle valanghe: SI. umberto eco diceva che un luogo comune è ridicolo, cento sono epici. tale ipotesi è dimostrata dall’esistenza di film tragici di serie B sulle valanghe. in essi lo sceneggiatore (probabilmente un applet java scritto da ali g) mostra una sorprendente capacità di unire tutti i possibili temi base dei rapporti interpersonali, modellandoli in modo asettico e astratto. culto. i credits vanno anche qui alla concubina orientaleggiante di scarso impedimento sterico citata prima e a suo fratello.

polpettine di manzo del kebab di alqaeda sotto casa mia: SI. il kebab di alqaeda che vige sotto casa mia si conferma ancora il migliore di tutta la laida bologna. sugose, arrostite li per lì, belle calde. hanno una densità di spezie per cui ogni morso è un affronto alla salute del vostro ano, però spaccano.

fabri fibra: SI. quando si dice cabaret del porcodio. Io non rimo inietto veleno in questo casino
lancio freccette sulla mia foto da bambino
E se ancora non mi ammazzo
è grazie al cazzo.
Il destino mio è fare l’uomo nel mirino
mi bagno di benzina tu passami l’accendino
sono il disco macchina che investe il motorino con sopra Albertino
Faccio marcia in dietro e lo sopprimo
sono completamente impazzito
ho parlato col demonio in maschera e non mi ha capito
Quando ero piccolo mi hanno spinto in piscina
senza poi tornare a galla per quanta acqua ho inghiottito
ho il cervello bollito e un coglione indolenzito
ho un acido in circolo che ancora non ho smaltito
rinfaccio a mia madre il giorno in cui mi ha partorito
come auguro la morte ad ogni stronzo che mi ha tradito

fine dei commercial. al che mi pregiavo di commemorare la morte del buon sergio endrigo e l’avvicinarsi completamente inatteso del traguardo-laurea del mio coinquilinaccio. come fare? l’ascolto dell’ottima Aria di neve rifatta da Battiato è un modo per santificare la prima occasione. sbuzzare con stizza animali carini del cazzo e lanciarli in testa ai bambini si addice invece a santificare la seconda. e per la serie “lo sapevate”: a proposito di animali del cazzo, pare che la blattella germanica infesti con gioia la totalità degli stabilimenti di torrefazione e produzione caffè. questo significa che una piccola ma reale percentuale della polvere di caffè è in realtà polvere di scarafaggio. tra l’altro leggendo il nutrito articolo sul caffè della wikipedia scopro che il caffè riduce il suicidio fra le femmine. colpa della blattella?

ma il vero motivo di tutto ciò è che oggi è l’otto di settembre, e quindi commemoriamo con i neri versi del cantautore fascista Morsello, già citato qualche settimana fa. enjoy. anzi, eiaeialalalà. attento, marchese Badoglio.


Otto di settembre che gli hai fatto al mio cuore,
alle mie gambe di vent’anni così sicure dove andare.
Otto di settembre che mi hai spento la luce,
ci hai frugato nei sogni, ci hai spezzato la croce
Dieci soldati armati ci fecero fermare,
ci indicarono coi fucili il percorso da fare

E la guerra come un’onda ci soffiava sulla schiena,
una fiamma di metallo ci faceva da corona,
Voltando pagina la storia come un libro scritto male,
ci lasciava la memoria e una Repubblica Sociale
Dieci generali stanchi già puntarono sul petto
medaglie di stoffa tra il nostro cuore e il colletto,

E l’Italia era una barca e se ne andava alla deriva,
e il futuro era in catene al legno marcio di una stiva
Ci ridarono i nostri morti e i nostri pezzi di bandiera,
stivali di cuoio duro e una camicia nera

Otto di settembre che gli hai fatto al mio cuore,
alle mie gambe di vent’anni che non sanno più scappare
Otto di settembre in quelle canne di moschetto
ci hai infilato la morte che ci arriva sul petto
Dieci briganti sporchi che si credevano soldati,
premono il grilletto sui nostri sorrisi sudati



Monday, September 5, 2005 , 00.26

in girum imus nocte et consumimur igni

ci vuole un nuovo post perchè ci vuole, perchè altrimenti il cabaret del porcodio non va avanti. ma che post vi son da fare se nulla su cui scrivere accade? figli miei, lavoro ingrato è questo. mi pagaste almeno, in pensieri parole opere omissioni.

tutto ciò che posso fare ora è darvi dei brevi: consigli per gli acquisti:

cellulari siemens: NO. sraule, ti voglio bene, ma non ti ascolterò mai più in fatto di telefonetti. costano poco ma hanno un software orribile. ci mettono più tempo ad avviarsi di un server linux, mappano i tasti in modo ridicolmente controintuitivo, fanno costantemente domande assurde (la migliore,all’avvio:”sei sicuro di voler accendere il cellulare?”) e almeno una volta sospetto che qualcosa sia andato in loop perchè tutto il funzionamento era rallentato come se ci fosse un’applicazione piantata o qualcosa del genere. l’orrore,insomma.

take away del bangladesh: NI. sembra cibo similindiano similkebab buono, e lo sarebbe, ma è secco da morire e deludente. peccato. discrete le polpette di verdure però.

losingtoday: NO, NO, NO. losingtoday è la peggiore cosa che io abbia mai letto. mi vergogno di averlo fatto, e l’ho fatto solo perchè durante la degenza postappendicitica non sapevo veramente che cazzo fare. per chi non lo sapesse, losingtoday è una rivista di musica. in pratica sta a blow up! come Focus sta a Nature. è l’orrore. si occupa di musica indie rock come all music parla di laura pausini. sembra di leggere una mostruosa tv sorrisi-e-canzoni per emo. è orribile. porcodio è orribile. porcodio solo una massa informe di cellule di ritardato leggerebbe quella roba volentieri. porcodio.

porcodio

porcodio

porcodio

porcodio

, è ignobile. diocane sembra una fanzine di 14enni mongoli che non sanno farsi le seghe. evitate quest’abominio vi prego. piuttosto focus, davvero, o l’unità.

stampanti lexmark: NO. pare che la lexmark ritenga il fatto che tu riempia di inchiostro una sua cartuccia vuota un reato. devo dire altro?

lingua spagnola: NO. come giustamente mi ha fatto notare una persona cara, lo spagnolo è una lingua da froci.



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