Monday, October 31, 2005 , 14.14

cosa desideri? va bene una bella impronta della cappella?

fanculo tutte le cazzate da scrivere. fanculo voi. le mie retine bruciano della gloria dell’empireo.
perchè io ieri a Lucca ho visto e conosciuto LUI.

ecco, si, non altri.
lui.
lui proprio.
si.
lui.
in persona.
quello.
si.
io.
lui.
baffi e capelli e penna.
egli.
colui che.
il.
esso.
lì.
tutto.
tutto.

(nonchè livio j. trapingus e un fratello mattioli)



Saturday, October 22, 2005 , 21.56

my mama was moth

l’esperienza dell’orrore può affascinare, anzi, affascina, e ben si sa. non si guarderebbe “alien” o
“rockpolitik” se così non fosse, ecco. non ci spiegheremmo neppure il caso lino brocco – ma del resto
qualcuno diceva che ad andare con le fighe son capaci tutti: è ad andare coi mostri, che si vede l’uomo.

ci sono varie cose però sulle quali non si può soprassedere, sulle quali l’orrore puro ha il sopravvento
sul fascino. sulle ormai biennali pagine di questo blog abbiamo già parlato di un paio di
bavosi mammiferi immondi. ora abbandoniamo lo squallido regno dei portatori di mammelle per portarci nell’ancor più squallido regno degli artropodi, cui unica reale giustificazione all’esistenza è il sacrificio dei gamberetti per la mia gola.

per carità: non tutti gli insetti sono brutti. le mantidi religiose, per dire, sono animaletti relativamente carini. si accorgono di voi, vi guardano negli occhi e hanno un modo quasi umano di seguirti con gli occhi, ruotando cautamente la testa. avete mai giocato con le mantidi religiose? la prossima volta provate a fargli prendere un bastoncino o una matita. muovono le zampe anteriori come fossero dei gattini, non hanno quasi nulla dell’idiozia e della meccanicità degli insetti.

ciò non toglie che nel mondo di silenzioso metallo nero e lucido che io sogno come dimora, la maggior parte degli insetti ci stia proprio come la merda a merenda. ma esiste una gerarchia. e in fondo a questa gerarchia stanno loro, le falene.

ne esistono di animali del cazzo, ma, semplicemente, le falene sono l’orrore. sono la mia personale stanza 101. sono ciò che le mosche immaginano essere gli angeli, e in effetti strappate le ali a una falena: otterrete nient’altro che un moscone attero, grasso e mostruoso (e in effetti i lepidotteri e i ditteri sono evolutivamente molto vicini). le falene sono i più disumani, i più lontani dal mondo di tutti gli insetti. semplicemente le falene non dovrebbero essere qui, sono il simbolo di qualcosa di agghiacciante e di totalmente altro che sta assolutamente altrove. c’è qualcosa che crolla nelle leggi di natura, intorno alle falene. i cani, i ragni, le altre bestie possono fare schifo, possono essere disgustose, ma hanno una logica nella quale, sia pure parzialmente, è possibile entrare. le falene vanno oltre. le falene sono la distanza assoluta, e non sono una distanza neutra, algida: vogliono essere remote in modo osceno. sono un buco di culo spalancato. sono il controesempio di Dio.

nulla di strano che siano note da secoli per presagire morte. ricordo che in campeggio in istria si incontravano di giorno decine di falene moribonde, le quali si trascinavano orrendamente per ore a terra. è da notare che tali insetti non si vedevano quasi mai volare sani. era come se nascessero già in agonia. altro che armata delle tenebre. lo scagliarsi inesplicabile delle falene contro la luce -che in teoria dovrebbe accecarle- è per me fonte di terrore puro. in quel momento le falene mostrano pienamente il loro essere personificazione di pura, aliena follia. l’incendiarsi delle falene sulle candele era il modo che il cielo aveva di proteggerci da questo spettacolo prima che noi avessimo la hybris di creare le luci elettriche.

ci sono anche dei popoli della minchia che si nutrono di cotale terrore. notare il dettaglio: “some times they are ground into a paste by the use of a smooth stone and hollow piece of bark and made into cakes.”. torta di falene. diocane, torta di falene. ma diocane. ecco, porcodio, se volete torturarmi orribilmente, sapete come fare.

l’esistenza delle falene implica, in modo ben più definitivo dell’esistenza di maradona o di sasakifujika, che il mondo è intrinsecamente orrendo e malato. faceva bene il mio inconscio a sognare l’aviazione italiana che bombardava tutto con le atomiche, stanotte. faceva bene, lui. ma l’aviazione dov’è?



Sunday, October 9, 2005 , 16.18

cinque versioni della corea del nord

I. dopo il naturale collasso del regime, il territorio nordcoreano diventa oggetto delle rivendicazioni di Corea del Sud e Cina. la transizione che, all’inizio, sembrava pacifica, apre quindi una nuova guerra di Corea. il conflitto si risolve con l’invasione cinese del territorio del nord e la costruzione del Muro di Pyongyang. Pyongyang Sud e Pyongyang Nord, la prima enclave sotto amministrazione NATO, la seconda sotto amministrazione cinese, diventano entrambi i migliori bordelli dell’Asia. tentativi di remake del tipo “il cielo sopra Pyongyang” saranno tutti fallimentari. proteste di berlino.

II. la civiltà extraterrestre che monitora le nostre telecomunicazioni vede nel regime nordcoreano e nell’ideale della Juche uno specchio migliorato degli ideali della loro società. decidono quindi di contattare in segreto le autorità nordcoreane. i primi incontri avvengono in luoghi segreti, sotto lo strettissimo controllo dell’esercito. gli alieni vengono sottoposti a un accurato lavaggio del cervello che li convince ulteriormente dell’ideale nordcoreano. dopo cinque anni di trattative si decide per l’atterraggio di una delegazione aliena ufficiale. l’immagine delle entità insettoidi scendere in pompa magna all’aeroporto di Pyongyang, in diretta televisiva mondiale, lascia attonita l’intera umanità.

gli alieni, quindi, appoggiano con le loro conoscenze la tecnologia militare e civile nordcoreana, rifiutando praticamente qualsiasi contatto con le autorità di altre nazioni (esclusa una rapida visita in cina e il ricevimento di una imbarazzata delegazione ONU). in breve tempo la piccola Corea del Nord diventa la principale potenza militare mondiale. l’invasione del giappone e della sudcorea sono solo i preliminari dell’invasione mondiale. ben presto la cina e la russia si appoggiano su posizioni filocoreane; nel giro di pochi mesi i loro governi diventano fantocci della (a questo punto riunificata) corea. nel frattempo gli astronauti coreani, trasportati prima sui mezzi alieni, poi su analoghi mezzi costruiti in casa, colonizzano la Luna e Marte.

entro dieci anni dallo sbarco extraterrestre, la Terra, con capitale la Nuova Pyongyang, immensa megalopoli costruita da zero nelle steppe mongole, diventa, in quanto ideatrice dell’ideale dello Juche, uno dei principali centri filosofici e politici del nostro braccio della Galassia. gli scritti di Kim Jong Il diventano rapidamente dei best seller intorno a Tau Ceti e a Upsilon Andromedae. il territorio degli ex Stati Uniti, che aveva disperatamente tentato di resistere attraverso un fallimentare attacco nucleare, è interamente devastato dalla rappresaglia aliena e va a costituire un moderno campo di detenzione interstellare.

III. fortuite intercettazioni dei servizi segreti britannici scoprono che non esiste nessuna reale Corea del Nord. negli anni ’60 l’intelligence della Corea del Sud era riuscita ad avviare un silenzioso colpo di stato al Nord, prendendone effettivamente possesso. mantenne però lo status quo apparente e un governo fantoccio. strinse l’isolamento con l’esterno impedendo di fatto agli osservatori internazionali di comprendere la situazione. mentre la facciata della divisione si esponeva al mondo esterno, il Sud sfruttava a suo piacimento il Nord per ottenere manodopera a basso costo e fabbriche di armi illecite. inoltre manteneva un cuscinetto con la Cina. Pyongyang invece divenne una capitale fasulla, che nascondeva invece un ribollire di lusso, libero mercato e malavita.

quando la situazione reale viene esposta agli occhi del mondo, si trova che interi quartieri di Pyongyang sgargiano di vita mondana. si capisce finalmente il perchè della immensa metropolitana. i “nordcoreani” fingevano davanti a turisti e osservatori, ma in senso opposto a quello comunemente inteso. per il Sud, il Nord era una sorta di Las Vegas priva di controllo, da mantenere accuratamente nascosta al resto del mondo. ma tale segretezza aveva poco fondamento: dopo alcune formali dichiarazioni che blandiscono l’opinione pubblica, l’Occidente si preoccupa di mantenere praticamente lo status quo in cambio dell’accesso al “porto franco” nordcoreano.

IV. papa Benedetto XIX vede nell’Asia il nuovo possibile centro del cristianesimo. ossessionato dalla riconquista del potere temporale, desideroso di ridiventare un soggetto geopolitico, il Vaticano indice la Grande Crociata con obiettivo la Corea del Nord. sotto la benedizione papale i governi occidentali, in piena fase teocon, si decidono finalmente a prendere uniti le armi contro l’ultimo baluardo comunista. le città vengono devastate dai bombardieri dorati del Vaticano. la resistenza è scarsa. in un caldo mattino di giugno carri armati bianchissimi con le insegne papali entrano in Pyongyang. in testa c’è Benedetto XIX, le braccia levate al cielo, gli occhi chiusi, in estasi.

la Corea del Nord rimane prima in amministrazione controllata e viene in seguito praticamente annessa dal Vaticano. pochi anni dopo, preoccupato per la pressione islamica a sud che non rende sicura la sede di Roma, il nuovo papa Innocenzo XV decide di spostare la Santa Sede sulle rive del Taedong. trasforma e reinnalza l’antico monumento alla Juche in una croce di marmo e bronzo. nel giro di 15 anni mezza Pyongyang è spazzata via per lasciare posto ad una cattedrale colossale, la cui navata centrale, lunga circa un chilometro, si innalza per 500 metri. contemporaneamente l’ex Corea del Nord, ora Nuova Corea Cattolica, sfruttando la guerra civile cinese e gli accordi con la yakuza, diventa la principale potenza economica d’Asia.

V. gli USA, consci di non poter scatenare per primi un conflitto nucleare con la Corea del Nord senza collassare nella ripugnanza mondiale, decidono un mezzo più subdolo e solenne per farli capitolare. costruiscono un enorme scudo geostazionario che proietti ombra sull’intero territorio nordcoreano. a causa delle caratteristiche dello scudo (che non è ovviamente una struttura compatta, per ovvi motivi di costi e dimensioni), nonchè della rifrazione atmosferica, l’intero territorio nordcoreano non è immerso nel buio ma piuttosto in un costante e cupo crepuscolo, interrotto da vaghi raggi di luce che penetrano da una sorta di gigantesca griglia nel cielo.

tale mezzo, oltre a deprimere insopportabilmente il già scarso morale di popolazione ed esercito, annienta definitivamente l’improduttiva agricoltura del paese. una mostruosa carestia si impone, ma nonostante le proteste internazionali gli USA non rimuovono lo scudo, e anzi lo rinforzano di anno in anno, facendo calare ulteriormente la radiazione solare. la Corea del Nord diventa ogni anno più buia e fredda. la neve cade a intervalli più o meno regolari di due settimane in tutto il paese, mentre i confini, dove finisce il crepuscolo e inizia la luce, sono immersi in permanenti monsoni.

ben presto ogni parvenza di governo crolla, e il territorio rimane immerso in un tragico e selvaggio medioevo immerso nel crepuscolo perpetuo. la popolazione che tenta di fuggire, affamata e subumana, viene invariabilmente rispedita indietro: si diffonde la leggenda dei massacri di Panjunmon. negli anni lo scudo rimane, e gli USA si disinteressano della sua rimozione, considerata inutile e costosa. cosa accada a Pyongyang e nelle altre città è ignoto; i satelliti fotografano sporadici focolai d’incendio e il pallido riflesso dei ghiacciai; dai posti di osservazione alla frontiera cinese e sudcoreana si vedono ormai solo alcuni branchi sparuti di selvaggi cacciatori che si ammassano sulle montagne e si inginocchiano di fronte al cielo azzurro che scorgono oltre l’irraggiungibile confine.



Sunday, October 2, 2005 , 21.24

mi sono laureato sulle etichette del badedas

vedere giovedì sera bahntier, progetto di elettronica/industrial/casino italiano carino ma probabilmente migliore dal vivo che su disco (il cantante sul palco guadagna la palma di iggy pop dell’elettrocasino, btw) sortisce i suoi effetti. sono giorni infatti che, come un’influenza, ho la misantropia profonda. profondissima. infatti mi scuso con i numerosi ospiti che ho avuto in casa per la scarsa cura che a tratti ho avuto di loro.

ho una regoletta: dopo il 1960 non c’è niente che valga seriamente la pena essere letto. vi sono eccezioni alla regoletta ma è una regoletta che funziona. quando si esce fuori dalla regoletta, spesso son dolori. infatti ora sono a pagina 83 de “le particelle elementari”, edizione tascabili bompiani. andrò forse avanti ancora un pò, ma se non succede qualcosa di seriamente sconvolgente abbandonerò ben presto per dedicarmi a qualcosa di sensato. perchè veramente, come espresso l’ultima volta, houellebecq fa cacare sangue.

razionalizziamo ordunque i giudizi. finora il libro segue due biografie parallele. in tali biografie parallele metà abbondante (se non i 9/10) della discussione è occupata da cazzi, sborra e seghe. sembra che per essere scrittori fighi e moderni bisogna per forza inserire nei propri testi cazzi,sborra e seghe. intendo ricordare a questi scrittori fighi e moderni che il sig.petronio coltivava con infinita superiorità di stile questa tradizione già un paio di migliaia di anni fa. ora, io non ho niente contro cazzi, sborra e seghe, visto e considerato che reco con me quotidianamente un cazzo e dei testicoli contenenti sborra, e mi masturbo riccamente. non ho niente neanche contro il parlare di cazzi,sborra e seghe, se fatto bene: qualcuno ricorda per esempio la sua eccelsa pagina sui trick prostatici? ecco. ma se uno si picca di fare un romanzo (parzialmente) biografico e la biografia dei personaggi sono cazzi,sborra e seghe, allora siamo nel darfur delle idee. a questo punto, aridatece aldo nove.

tale biografia, tanto sciatta quanto prolissa, è punteggiata qua e la da microinserti pseudoscientifici di più che dubbia utilità (e alla trama, e all’erudizione del lettore). non solo il sig.houellebecq ha una conoscenza decisamente scolastica di fisica e di biologia molecolare, ma propina le sue letture dei manuali del primo anno di università con la sorniona alterigia di chi ha da insegnarne troppe. ad esempio a pagina 41 si presenta la descrizione sommaria e incompleta della decomposizione di un cadavere con spreco di nomi scientifici di insetti, a commento della morte del nonno di uno dei personaggi. non solo tale descrizione è inutile, ma qualcuno ha da spiegarmi come fanno a entrare colettori e bruchi in una bara zincata ben chiusa. la descrizione è quindi tanto pretestuosa quanto falsa, per dirne una. tale peccato sarebbe parzialmente perdonabile se fosse condotta con eleganza e se tale descrizione servisse la trama. superflua, tronfia e grottesca, invece, avvelena la pagina.

i personaggi del testo sono, a quanto appare finora, insopportabilmente grevi di clichè. se uno è il tipico bambino nerd disadattato, l’altro è il tipico segaiolo ipersessuato disadattato. clap clap per l’originalità. ma se queste personalità fossero descritte con agilità e reinventate in modi interessanti, tanto di cappello. ma non è così. la descrizione delle prime esperienze sessuali dei personaggi è terrificantemente noiosa e sorpassata. la sorprendente deduzione che occorre al nerd a p.39 è nota a qualsiasi lettore di fantascienza (volendo posso affermare che a circa 10 anni ebbi l’intuizione che altre molecole potessero inserirsi al posto delle 4 basi del DNA, alterando il codice genetico, se avessero potuto inserirsi nel base pairing. somministrare queste sostanze avrebbe “avvelenato” il genoma. senza saperlo avevo appena reinventato il concetto di mutageno chimico e/o di nucleotidemimetico, ma questo non fa di me un genio come invece si vuole spacciare il personaggio del testo). gli eventi secondari che accadono intorno, lungi dal creare un contesto utile o interessante, sono mere prolissità.

se sto leggendo questa roba, è perchè gente di cui mi fido me ne ha parlato bene centinaia di volte e mi ha pure detto che sembra proprio un autore adatto alla mia personalità. invito questa gente ad allarmarsi (si fa per dire) e a farmi rapidamente capire perchè dovrei proprio andare avanti nella lettura di altre 220 pagine di strazio. una rapida occhiata alla mia biblioteca mi informa che,tra i mille tomi che ho da leggere ancora vi sono ,per dire, il “faust” di goethe, un tomo di opere di gesualdo bufalino e uno di thomas eliot, “l’arcobaleno della gravità” di pynchon (la cui mole confesso mi intimidisce) nonchè “il rosso e il nero” di stendhal e le satire di giovenale. la concorrenza come vedete è agguerrita.

ora vado a comporre del noise nutrendomi di popcorn. a proposito, ecco, c’è qualcosa che vorrei chiedervi. una cosa da fichetta, ma importante: esistono snack sgranocchievoli che non fanno ingrassare, a parte i gessetti?



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