Sunday, December 25, 2005 , 16.35

il sole di austerlitz

ho voglia di farmi una sega davanti al computer ma ci sono i miei. acquisto dunque un libro sulla battaglia di Austerlitz, scritto da un generale francese che combatteva però con lo zar, e mi domando: vi sarà una nuova Austerlitz? delle nuove Termopili? un’altra Stalingrado o Poitiers o Lepanto che i nostri bisnipoti possano ricordare? vi saranno nuovi D’Annunzio che occuperanno Fiume? possibile che da Yalta in poi la storia sia una grigia sequenza di approssimazioni successive?



Thursday, December 8, 2005 , 16.45

summer on a solitary beach

(dialogo su Battiato)

Lipsia, un agosto del fine ’700. Due intellettuali, Monsieur Obluraschi e Monsieur Pvppa, passeggiano amabilmente all’imbrunire sulle rive dello Yang-Tze, sotto i roridi eucalipti. Nell’urinare copiosamente su una contadina minorenne, Pvppa lascia inavvertitamente cadere dal bavero un cd di Battiato.

Obluraschi: (con sussiego) Battiato, si può dire, fa oggettivamente cagare.
Pvppa: (raccoglie il disco, infastidito) Oh bella. Perchè?
O: Come perchè? (tempesta di nocchini sulle gengive) ma è… ma è un cazzo di pseudointellettuale di merda, si spaccia per compositore d’avanguardia, diobestia, gilgamesh, l’egitto prima delle sabbie. l’egitto prima delle sabbie! una cazzo di nota di pianoforte ripetuta per ore! ma muoia.
P: (accondiscendente) Beh, è vero che ha oggettivamente scritto effettive cagate mortali…
O: …è che è proprio un frocio protoniùage. ‘ste cazzate dei sufi, dai. l’ombrello e la macchina da cucire, come l’ultimo dei liceali che ha studiato i dada. sembra uno che legge gli adelphi al contrario per darsi un tono.
P: Poi, con la mossa di improvvisarsi regista, è diventato proprio l’ultimo degli stronzi.
O: Per non parlare di Sgalambro…
P: Per non parlare di Sgalambro.(ombra di tristezza su entrambi i volti)
O: (ghigna fissando la contadinella) Beh, possiamo finire il nostro lavoro, no? (porta le mani alla patta)
P: Momento!
O: (perplesso) Che c’è?
P: D’altro canto, chi legge battiato così in superficie non ha capito un cazzo.
O: (frase in corsivo, tra parentesi)
P: In effetti, battiato scrive le allucinanti pseudopomposità che scrive perchè vuole, in realtà essere così…
O: Ah, vuole, fortissimamente vuole egli essere un Mentecatto? un Movimentatore di Poponi?
P: In un qualche modo, si! egli vuole costruire un mondo parallelo e un universo mentale! il suo bric-a-brac kitsch di filosofie e letteratura è una finzione! ha puro scopo suggestivo… lei m’insegna, il suo è un gioco intellettuale…
O: (ridendo orribilmente) Qui la volevo! (ruta) Ho sentito già dire questo dal Parini, e dal Galumanti. lei crede davvero che sia un’operazione a tavolino? che sia autoconsapevole, e che gongoli di tutto ciò?
P: (smaliziato) Ci pensi, carissimo: in fondo ha scritto anche "un’estate al mare", erano gli anni ’80, c’erano i kraftwerk. c’era una consapevolezza della musica pop…
O: (lo interrompe sdegnoso) Andiamo! i kraftwerk! Nessuna persona dotata di senno si esporrebbe così al ridicolo. ma che c’entra. I kraftwerk non parlano come robot, quando rispondono al telefono. battiato si, battiato è sempre battiato. lui ci crede. è come piero pelù, in un certo senso. è veramente terrone. (calcia la contadinella nei denti) ci crede, il patetico!
P: (preoccupato) Non me li scheggi, i denti, che poi tagliano sul glande… O: Scusate. P: Nulla. eppure, lei vuole dire che qualcuno può scrivere "No time, no space" e prendersi sul serio?
O: Infinita è l’ottusità degli uomini.
P: (meditativo) Pure questo non spiega il fascino obiettivo che numerose canzoni del battiato…
O: Fascino obiettivo?

La fanciulla, a questo punto, biascica "Prospettiva Nevski", accompagnandosi con la vagina. Dal fiume, un angelico coro di trote e germani risponde. I due ascoltano rapiti per qualche attimo, poi Monsieur Pvppa fracassa la cassa toracica alla contadina con un colpo ben assestato di stivale allo sterno. Monsieur Obluraschi ne sugge i fluidi interni, mentre le trote cessano lente il soavissimo mormorio.

P: Ha sentito, Monsieur Obluraschi?
O: Certo, Monsieur Pvppa. non posso, in effetti, negare un qual certo fascino. Ma non me lo spiego.
P: (abbrancando un’altra contadinella e inchiodandola a un faggio) è evidente che è un capzioso gioco di specchi volto a ingannarci.
O: Ma altrettanto evidente è che è un Vero Mentecatto. Legga qui: "la mia vita ha iniziato a definirsi tale quando ho scoperto la meditazione, nei primi anni Settanta. La pratico due volte al giorno, come gli egizi. Cambio orario a seconda della stagione."
P: Ma diobestia.
O: Diobestia, è proprio la frase giusta.

Passa un Negro enorme e sudato, che regge in mano un Ghettoblaster. Da esso esce a tutto volume "La canzone dei vecchi amanti", nella versione di "Fleurs". Il Negro vede Mon.Obluraschi e Mon.Puppa, e si immerge spontaneamente nel fiume, annegandovi. Mon.Obluraschi e Mon.Puppa sono rapiti dall’angelica melodia.

O: Ora sono inquieto. Che significa tutto ciò?
P: La canzone era meravigliosa. Che le ho detto, Monsieur?
O: Esterrefaccio. (piscia)
P: (pettinando i capelli della contadinella col glande)Ma si, c’è una spiegazione!
O: Ovvero?
P: Battiato non è che un gigantesco, mostruoso caso di idiot savant. Battiato è come i Ramones.
O: Spero che Scaruffi non la stia ascoltando.
P: Mi segua. Pensi ai Ramones. I Ramones erano quattro teddy boy ignoranti, insulsi teppistelli, sniffatori di colla. Carne umana da macero.
O: Giusto. (defeca) P: Eppure hanno cambiato la storia della musica.
O: (sbuffando dalla pipa carica di lupini unti)Un caso, senza dubbio…
P: Eh, no, Obluraschi! Se fossero stati appena un pò più intelligenti, un pò più colti, si sarebbero, chessò, buttati sull’elettronica, e probabilmente non sarebbero stati nessuno. Se i Ramones sono i Ramones è perchè erano degli imbecilli. Non avevano nè la voglia nè la capacità di mettersi a fare musica seriamente. Quindi, gli è parso ovvio, si può fare senza. One,two,three,four.
O: (annusando il sudore dei propri testicoli)Non vedo cosa c’entri qui l’autore di "Fetus".
P: (annusandolo anch’egli. Temporanea espressione di stupore) Battiato è un genio perchè non è abbastanza intelligente. Battiato parlava con Stockhausen, ma non sapeva neanche leggere le note: "…con la musica ero un orecchiante. Poi ho incontrato Stockhausen, che mi ha proposto di interpretare una sua opera e non poteva credere che non sapessi leggere la partitura. Così ho iniziato a studiare la notazione classica. Anche con i testi sacri, sono come uno che va per mare come praticante e poi trova le carte nautiche."
O: Un dilettante.
P: E’ ovvio che la fascinazione del Battiato per le filosofie e le religione è tragicamente superficiale. Legge Heidegger e i Veda come fossero fumetti. Sente parlare di "essere", di "trascendenza" e si eccita come un bambino dinanzi agli exogini nuovi.
O: (accennando un cunnilingus) Un quadro desolante. Ma questo lo avevo già detto. E’ frocio, terrone, e fricchettone.
P: (simile al Garcia Lorca) Ma è questo che lo rende geniale. Battiato si eccita su blateri pseudomistici, e ok. Il suo genio è nel trasmettere quest’eccitazione puramente epidermica al suo pubblico. Emana vapore. Un minimo più di consapevolezza, e questo equilibrio crollerebbe.
O: (preoccupato) Vuoi dire che la sensazione che abbiamo ascoltando Battiato è la bella sensazione che si ha essendo degli idioti?
P: Esattamente. Ti fa condividere la sua fascinazione cretina. Quando ascolti "L’era del cinghiale bianco" non capisci un cazzo, proprio come lui. Ma il bello è questo: "L’era del cinghiale bianco" è fatta esattamente per non doverci capire un cazzo. Tutto ciò che ti interessa è la pittura esotica, la patina, l’evocazione assoluta.
O: E dove sta il genio in tutto ciò?
P: Nel fatto che la maggioranza delle persone cercherebbe di trasmettervi comunque dei contenuti. Battiato non fallisce nel trasmettere dei contenuti: non ci prova nemmeno. O meglio, quando ci prova, è una catastrofe. Nei casi migliori, il suo patchwork senza fine di filosofi e teologi non ha lo scopo di dire niente. E’ puro borborigma concettuale, e uno può abbandonarsi ad esso e rilassarsi così come si abbandona a un ritornello fischiettabile. "Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming".
O: Sembra insultante. (addenta una quercia) P: Lo è e non lo è. Battiato permette di masturbarsi la testa in santa pace, nel senso più assoluto. Sta alla metafisica come i videogiochi stanno alla fisica.
O: Stai santificando la stupidità umana.
P: Non potrebbe essere altrimenti. E’ la maggiore forza del cosmo.

Silenzio.I fenicotteri percorrono il fiume. La contadinella, si dissangua lentamente, inchiodata all’albero. Pvppa e Obluraschi estraggono contemporaneamente un budino al calabrone dalle tasche dei pantaloni. Si siedono sulla riva dello Yang-Tze e osservano Lipsia bruciare al tramonto.

O: Fa così freddo qui.
P: Vero.
O: Ti manca il Papa?
P: Molto.
O: Anche a me. (Si pulisce le mani dal sangue) Andiamo.

(Musiche dei Wu-Tang Clan. Sipario.)



Friday, December 2, 2005 , 01.22

hey now, hey now now, sing this corrosion to me

all work and no play. e chi ha voglia di aggiornare? ho voglia di morire, questo si. diobestia. no, il report sul triumvirato di sabato scorso dovrà attendere. nel frattempo potremmo riorganizzare le forze e ridecidere di un futuro incontro d’acciaio dalle parti di Milano o Roma, nevvero?

ultimamente comunque la mia passione è la guerra nucleare, in tutte le salse. se non avete niente di meglio da fare (e non l’avete, giacchè siete degli insulsi testolini a pinolo) leggetevi "un cantico per leibowitz" e guardatevi "the war game", và, invece di picchiarvelo nello sgomberaminestre coi camalli.



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