dialogo tra uno Spirito e Paolo Mereghetti
(è notte. paolo mereghetti, critico cinematografico, viene svegliato da un’ombra, la quale ha la voce di daniele capezzone. brevemente una canzone degli Arcade Fire introduce l’ombra, poi affievola e scompare.)

"paolo, ascoltami. basta con ‘sta cazzata! abbi pietà! il soylent green è fatto coi morti, soylent green is people: e allora? a chi cazzo frega?"
(mereghetti si sveglia)
"ovvero, sappilo, paolo: quel film fa cagare, ma fa cagare tan-tis-si-mo. il suo orrendo segreto non è un segreto e soprattutto non è orrendo! non lo è!"
(mereghetti cerca il fucile al buio, senza alzarsi dal letto. non lo trova. cerca un emoticon. non trova neppure quello. ansia.)
"no, è inutile, ora mi stai a sentire. si fa un film di fantascienza distopico. ora, ci siamo rotti i coglioni pieni di film distopici, ma ok, era il 1973, facciamo finta di niente. ma porcoildio, ma che cazzata è questa del soylent green?"
(mereghetti si chiede se sia colpa dei raeliani o del balumè alla girami-girami mangiato iersera)
" e ommioddio oddiommio omammamia occhecosaorribile FANNO IL CIBO CON I CADAVERI. ma vaffanculo, ‘mbecille. ma hai mai sentito parlare di ciclo vitale?"
(mereghetti si ricorda che in ecologia non era un granchè. e si ricorda anche la formula della trasformata di fourier.)
"tutto quello che mangi è cadaveri. tutto quello che mangi potenzialmente is people. e quindi c’è bisogno di fare tutto sto casino? fanno cracker verdi coi morti, embè? il messaggio del film sarebbe ‘era meglio che andavano sprecati’ ?"
(mereghetti agguanta la concubina nana al suo fianco e brandendola cerca di colpire l’ombra, ma essa -l’ombra?la concubina?- è immateriale.)
"ora spiegami: tu descrivi uno scenario in cui c’è un cazzo di mondo ultrasupadupasovrappopolato, e cosa pretendi? che seppelliscano la gente? in quel film c’è un tale porcaio di gente sulla Terra che nelle case dormono per le scale e dovrei scandalizzarmi perchè fanno da mangiare coi morti? dovrei scandalizzarmi invece di ringraziarli?"
(i capezzoli di mereghetti si fanno turgidi.)

"per quanto mi riguarda i cimiteri sono un cazzo di spreco di spazio fisico, mentale, emotivo. per quanto mi riguarda il cibo coi morti potrebbero farlo anche subito. dovrebbero farlo subito.e non scherzo. che senso ha tenerli sepolti? al limite cremarli, ma anche lì, allora fateci dell’energia elettrica. santodio, parliamo tanto di riciclaggio e buttiamo via tonnellate di morti ogni anno?"
(mereghetti si connette mentalmente a messenger. non trova nessuno. allora tenta di uscire dal letto, ma l’ombra lo respinge giù con la mano. ingoia un raudo fischione, ma anche questo non sortisce alcun effetto.)
"ma la colpa non è di chi ha fatto il film. ‘soylent green’ è un film di merda, è noioso, insulso, esprime un’agenda priva di senso e la migliore reazione che sortisce è ‘eh, embè?’. ma la colpa è tua, porcodio. paolo, ma che cazzo hai fatto? paolo, ma ti rendi conto che hai dato tre stellette -tre- a un cesso di film che neanche Umberto Lenzi?"
(mereghetti si annota mentalmente di chiamare il critico cinematografico de Il Giornale, appena può)

"paolo, eri ubriaco di viakal? paolo, ma dove cazzo sono le ‘belle ambientazioni in una New York notturna e decadente’ che è tutto un pepepepepè di coloracci fine anni ’60? e poi: ‘superba l’interpretazione di charlton heston’? paolo, charlton heston sembra uno dei fuccons in quel film. paolo, dai un punto e mezzo a la decima vittima di elio petri (film di fantascienza precedente, che sfoggia un mastroianni e una andress brillanti e una trama e delle scenografie decisamente più originali) e dai tre punti -tre!- a questa porcata del soylent green? devi tradire la mia fiducia? tu quoque? mai più paolo, mai più!"
(l’ombra leva una mano. il corpo di paolo si trasforma di colpo in un cumulo di gallette verdi. l’ombra sogghigna, e fugge dalla finestra. la musica degli arcade fire riempie la stanza)