Friday, March 31, 2006 , 22.19

all work and no play make brullo a nasobema lyricum

posso dichiarare vinta la scommessa dell’ultimo post. il legame tra popper e il bruchino è falsificare la seguente ipotesi: qualsiasi cosa venga postata su brullonulla genererà un lungo thread assolutamente sconnesso dal post.

beninteso, io sono felice che brullonulla sia il bar sport. questo mi rileva da numerose responsabilità (come ad esempio quella di postare cose interessanti). notavo oggi col coinquilino che se ricevessi un euro per ogni visita sarei un uomo ricchissimo e girerei con le puttane sui divani della jaguar. visto che vi causo tanto divertimento, se mi volete bene e volete post più utili del bruchino, pensate al vostro amico brullo! fategli un regalino, o un bello bucchino!

nel frattempo i tre giorni di raffreddore mi hanno fatto riflettere. ho compreso come il lavoro non nobilita l’uomo per un cazzo. tre giorni di febbricola a casa e riscopro le mille gioie della creatività. fare musica, scrivere, cucinare, copertinare i cd, filosofeggiare! riprendersi la vita! ogni cosa! la vita marittima, tutto nella vita marittima!

ritornare al lavoro, la pressione sbriciolata dall’afa primaverile (dio si pigli l’asse terrestre e se lo avviti nel Suo Ano Celeste), è stato un esercizio di rassegnazione. sì che oggi non ho fatto una beata mazza, se non ridacchiare tristemente di fronte a un tizio che pubblica su JMB delle rette interpolate su due punti.

ma la primavera sbriciola anche le corazze delle fanciulle. si vedono cose inaudite. così come sboccia il pesco, sboccia la figa, e i miei occhi si rigano di lacrimucce, e io vi voglio bene, voglio bene a tutti, voglio bene ad amici e nemici, ed ecumenico mi stendo sulla terra, e vi accolgo tutti tra le mie braccia che vi cadono attorno serene, mentre vi scrivo HITLER in faccia con lo sperma.



Wednesday, March 22, 2006 , 23.50

per karl popper, so io perchè



Saturday, March 18, 2006 , 22.34

soylent green is tanta merda

dialogo tra uno Spirito e Paolo Mereghetti

(è notte. paolo mereghetti, critico cinematografico, viene svegliato da un’ombra, la quale ha la voce di daniele capezzone. brevemente una canzone degli Arcade Fire introduce l’ombra, poi affievola e scompare.)

"paolo, ascoltami. basta con ‘sta cazzata! abbi pietà! il soylent green è fatto coi morti, soylent green is people: e allora? a chi cazzo frega?"

(mereghetti si sveglia)

"ovvero, sappilo, paolo: quel film fa cagare, ma fa cagare tan-tis-si-mo. il suo orrendo segreto non è un segreto e soprattutto non è orrendo! non lo è!"

(mereghetti cerca il fucile al buio, senza alzarsi dal letto. non lo trova. cerca un emoticon. non trova neppure quello. ansia.)

"no, è inutile, ora mi stai a sentire. si fa un film di fantascienza distopico. ora, ci siamo rotti i coglioni pieni di film distopici, ma ok, era il 1973, facciamo finta di niente. ma porcoildio, ma che cazzata è questa del soylent green?"

(mereghetti si chiede se sia colpa dei raeliani o del balumè alla girami-girami mangiato iersera)

" e ommioddio oddiommio omammamia occhecosaorribile FANNO IL CIBO CON I CADAVERI. ma vaffanculo, ‘mbecille. ma hai mai sentito parlare di ciclo vitale?"

(mereghetti si ricorda che in ecologia non era un granchè. e si ricorda anche la formula della trasformata di fourier.)

"tutto quello che mangi è cadaveri. tutto quello che mangi potenzialmente is people. e quindi c’è bisogno di fare tutto sto casino? fanno cracker verdi coi morti, embè? il messaggio del film sarebbe ‘era meglio che andavano sprecati’ ?"

(mereghetti agguanta la concubina nana al suo fianco e brandendola cerca di colpire l’ombra, ma essa -l’ombra?la concubina?- è immateriale.)

"ora spiegami: tu descrivi uno scenario in cui c’è un cazzo di mondo ultrasupadupasovrappopolato, e cosa pretendi? che seppelliscano la gente? in quel film c’è un tale porcaio di gente sulla Terra che nelle case dormono per le scale e dovrei scandalizzarmi perchè fanno da mangiare coi morti? dovrei scandalizzarmi invece di ringraziarli?"

(i capezzoli di mereghetti si fanno turgidi.)

"per quanto mi riguarda i cimiteri sono un cazzo di spreco di spazio fisico, mentale, emotivo. per quanto mi riguarda il cibo coi morti potrebbero farlo anche subito. dovrebbero farlo subito.e non scherzo. che senso ha tenerli sepolti? al limite cremarli, ma anche lì, allora fateci dell’energia elettrica. santodio, parliamo tanto di riciclaggio e buttiamo via tonnellate di morti ogni anno?"

(mereghetti si connette mentalmente a messenger. non trova nessuno. allora tenta di uscire dal letto, ma l’ombra lo respinge giù con la mano. ingoia un raudo fischione, ma anche questo non sortisce alcun effetto.)

"ma la colpa non è di chi ha fatto il film. ‘soylent green’ è un film di merda, è noioso, insulso, esprime un’agenda priva di senso e la migliore reazione che sortisce è ‘eh, embè?’. ma la colpa è tua, porcodio. paolo, ma che cazzo hai fatto? paolo, ma ti rendi conto che hai dato tre stellette -tre- a un cesso di film che neanche Umberto Lenzi?"

(mereghetti si annota mentalmente di chiamare il critico cinematografico de Il Giornale, appena può)

"paolo, eri ubriaco di viakal? paolo, ma dove cazzo sono le ‘belle ambientazioni in una New York notturna e decadente’ che è tutto un pepepepepè di coloracci fine anni ’60? e poi: ‘superba l’interpretazione di charlton heston’? paolo, charlton heston sembra uno dei fuccons in quel film. paolo, dai un punto e mezzo a la decima vittima di elio petri (film di fantascienza precedente, che sfoggia un mastroianni e una andress brillanti e una trama e delle scenografie decisamente più originali) e dai tre punti -tre!- a questa porcata del soylent green? devi tradire la mia fiducia? tu quoque? mai più paolo, mai più!"

(l’ombra leva una mano. il corpo di paolo si trasforma di colpo in un cumulo di gallette verdi. l’ombra sogghigna, e fugge dalla finestra. la musica degli arcade fire riempie la stanza)



Friday, March 10, 2006 , 01.04

at war with kebab

i turchi in europa. si si, come no. i turchi in europa, porco il dio. perfino il mio coinquilino, nazifascista scintillante, vuole i turchi in europa. si. ve li do io, ve li do.

qualcuno alza la manina e mi spiega che cazzo c’entra la turchia in europa? innanzitutto geograficamente 90% della turchia è in asia. la distinzione geografica europa-asia sarà arbitraria finchè vi pare, ma storicamente è dai tempi dei Selgiuchidi che l’anatolia è sconnessa dall’Occidente.

so che così dicendo mi trovo sinistramente vicino alle posizioni di simpatici figuri, ma non possiamo rendere l’UE un simpatico scatolone della minchia in cui ficchiamo tutti gli stati che ci stanno troppo simpa. se si chiama Unione Europea, è perchè ci staranno dentro gli stati europei. se dobbiamo annettere i turchi, i coreani e le isole andamane, allora chiamiamola Unione Degli Stati Amicicci e mettiamoci una bandierina con i furby.

il punto è che credo nell’europa in quanto baluardo dell’occidente. i neocon della minchia credono che siano gli USA il nuovo baluardo dell’occidente. errore. gli USA sono un cazzo di conglomerato di immigrati random che si sono trovati a tirar su un paese da zero. bravi, ma siete una perplimente aberrazione anche se disposti alla conquista del mondo. l’occidente è e rimane l’europa. edinburgo, lubecca, torino, belgrado. io all’europa credo in quanto erede dell’impero romano, della rivoluzione francese, del rinascimento. radici cristiane dell’europa un cazzo, ma radici filosofico-storiche dell’europa eccome (a chi grida all’ossimoro, mangio il muso). e cristo, io credo nell’occidente. sono fottutamente, maledettamente, tremendamente fiero di essere occidentale. amo l’occidente, che ha prodotto Hume e i film porno. e voglio l’europa in quanto voglio un nucleo geopolitico che si evolva in direzione storica, nobilmente occidentale.

in questo contesto, cazzo c’entrano i turchi? culturalmente avrebbe infinitamente più senso annettere Israele (i cui abitanti sono di cultura e origini europee) che costoro, i quali sono sempre stati arabi e che solo ora -siccome sono comunque vicini all’europa- vogliono scimmiottare il nostro modello di vita. se i turchi si occidentalizzano, sono contentissimo, per carità. ma la turchia non è un cazzo di paese europeo. i turchi parlano una lingua altaica (è per questo che hanno dei nomi idioti come Babaoglu) e hanno un background culturale divergente da un millennio circa. annettere i giapponesi non sarebbe così diverso. annettiamo i giapponesi? e perchè non l’argentina? in fondo in argentina sono tutti di origine europea, e hanno sicuramente una cultura più europea della turchia. annettiamo giapponesi e argentini? non voglio poi neppure entrare nel merito del simpatico governo turco e del simpatico regime che presuppone.

senza contare che attualmente vogliamo, in quanto unione europea, confinare gioiosamente con Iraq e Siria? massì, perchè no? come unione europea abbiamo problemi a gestire la forma delle zucchine, mi sembra giusto accollarci anche il porcodio geopolitico di quella zona.

infine, le mie attuali canzoni del momento sono "zum appell" dei kreuzweg ost e "k" di jana hunter. non c’entra un cazzo ma ogni blogger che si rispetti dà adolescenzialconsigli sulla musica. quindi puppateveli.

(disclaimer: chi vi parla è notoriamente di probabile origine etnica turca al 50% (chi sa, sa) e consumatore regolare di kebab. quindi stracciate poco i coglioni.)



Thursday, March 2, 2006 , 00.25

ehi amico, ti ricordi quando avevi una vita?

screenshot del mio pc del laboratorio. si noti l’orario.

sarebbero 14 ore che sono qui. voi che dite, è un problema o è meglio che vada a mondare il riso?



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