Wednesday, September 20, 2006 , 23.26

falstaff sull’astronave

ho questa sensazione di noi pezzenti che ci grattiamo i coglioni, ruttiamo e spergiuriamo. di noi che sciabattiamo codice html e ci diamo la mano in fronte mentre fuori ci sono le stelle. di croste, disgusto, pancia flaccida che ride e vanesia circondati dal silenzio.

di pochi che percorrono un cammino e non sanno perchè, e dei molti che non ne percorrono nessuno, e dell’essenziale identico che perseguono. della vacua sfericità della terra. di mascara e cavi audio e imbarazzi e cavi audio video.

se. se un giorno qualcosa troverà quest’astronave, popolata di falstaff.



Wednesday, September 13, 2006 , 01.44

eccepibile e ineccepibile

questo blog riapre senza dirlo a nessuno e immediatamente si accorge di un delizioso paradosso. spulciando lo shinystat pare infatti che il 12 settembre 2006 io abbia fatto 662 visite.

no, nessun vanto. solo che. quando questo blog era attivo, vivo e ci giocavo volentieri facevo si e no 250-300 visite. durante la pausa estiva ho mantenuto questa media, tenuto conto della flessione estiva. e ora che il massimo della mia prosa è “willy wonka deve morire” faccio 662 visite in un giorno.

i casi sono due. o voi siete cretini, o voi siete imbecilli. ma questo non ci giunge nuovo. si giunge invece alla conclusione che meno scrivo su questo blog, più la gente lo legge, e quindi ne deduco che cioran, il blog senza post è il sito più letto di internet.

vi giungerà forse nuovo invece sapere che, con ogni probabilità (e qualche eccezione), vi siete persi la mia partecipazione alla gara di batterie elettroniche 2006. stolidi esseri senza costrutto che siete. ne approfitto per ringraziare napo, rico, fele, valentino, dream, mr.fantastic, miss john cage, robin e consorte e vari altri personaggi che hanno reso ineccepibile il weekend.

on the nerd side of things, questo non è niente di nuovo, ma resta sempre genio.



Wednesday, September 6, 2006 , 01.27

willy wonka è una merda


ora io non ho visto il celebre filmquello precedente, e neppure ho letto il celebre libro nè me ne frega un cazzo di vederli/leggerli, ma fatto sta che willy wonka deve morire. bada lì ‘sto frocetto cazzone tutto frufru con il cappello a cilindro il bastoncino da passeggio e la sua fabbrichetta sfigata di cioccolato, perchè tanto la lindt e la ferrero ti stracciano. cazzo me ne frega a me del tuo cioccolato al sapore di cazzo? perchè dovrei cagarti, cioccolataio di merda? sei solo un cioccolataio di merda, willy wonka. bel nome della minchia. willy wonka che nel retto se lo tronca. te e i tuoi genitori imbecilli all’anagrafe, diomerda a te famiglia wonka. umpa dumpa duppity du. ma diocane checca glicemica, trovati un lavoro serio e vai a cagare te, i nanerottoli, il cioccolato, i bambini di merda e tua madre puttana con i gianduiotti nel culo.



Friday, September 1, 2006 , 01.11

ci riposeremo

l’altro giorno tornando a bologna in treno rovisto nello zaino, trovo zio vanja di cechov e mi dico, massì, và. mai letto cechov.

zio vanja assomiglia nella struttura ai libri che ho sempre voluto scrivere. ovvero un testo in cui non accade oggettivamente nulla, in cui non c’è nessuno sviluppo in avanti nè indietro. sono quattro fotogrammi, quattro fari sparati nel tempo sulla vita di questa famiglia. un ritratto. persisterà nei secoli ancora questa maledetta malattia dell’occidente, ereditata da omero, per cui la prosa deve forzosamente narrare una storia, iniziare da un punto e finire in un altro, essere un fiume e non un lago. cechov è uno dei tentativi di tirarsene fuori, un ottimo tentativo, formalmente impeccabile.

zio vanja è meraviglioso in secondo luogo perchè i suoi personaggi sono soli. soli nel senso più profondo del termine. si sente che non c’è niente al di fuori. i discorsi che fanno sembrano riguardare un’apparenza vana che può sbriciolarsi al primo tocco di mignolo. non vi sono altri esseri umani e in specie non c’è nessun dio. il cielo di zio vanja è deserto, e deserta è la terra che descrive. e la follia di vanja è la confusa percezione disperata -perchè la speranza è impossibile, in zio vanja- di tutto ciò.



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