Wednesday, December 27, 2006 , 01.46

now you know you can’t say no

insomma, è semplice. thom yorke fa i b-side di “kid a”, will oldham è diventato un cantautore per famiglie, burzum è in galera e la gente ascolta i cansei de ser sexy. ma resta una speranza:

now you know you can't say no

getta il cuore oltre l’ostacolo. assisti alla figuraccia di Palazzo Gheddafi alla quinta gara di batterie elettroniche.

(oh, poi torneranno dei post normali, ma sono pigro)



Wednesday, December 20, 2006 , 14.22

meno undici

ecco a cosa serviva quel font.
partecipa numeroso.



Wednesday, December 13, 2006 , 22.17

non sappia il pene destro quello che fa il sinistro

narrano su nature di questa settimana della storia del pene delle forbicine. alcune forbicine possiedono due peni, come varie altre specie animali (donne umane, siete sfortunate) (e anche noi maschietti, pensate al potenziale per la doppia penetrazione o i threesome). ora, di norma le forbicine si dividevano (non tassonomicamente, magari) in quelle che possiedono due peni e li usano un po’ uno un po’ un altro con allegria, e quelle che hanno solo il pene destro.

la scoperta è stata che una forbicina usa più volentieri (90% dei casi) il pene destro invece del sinistro. la cosa strana è che il pene sinistro è perfettamente ok: se privata del destro, la forbicina userà allegramente e con profitto il sinistro, e fisiologicamente il destro e il sinistro sembrano funzionare egualmente bene. quindi la differenza sembra puramente comportamentale.

il che fa pensare immediatamente che le forbicine senza pene sinistro l’abbiano perso perchè non lo usavano più, puramente perchè erano destre, e non per altri motivi. un po’ come se noi perdessimo la mano sinistra perchè scriviamo con la destra (io poi sono mancino, ma vabbè).

bisogna dire che la soluzione delle forbicine è più quieta di quella dell’aracnide (citato nell’articolo) il quale nasce con due peni e poi se ne strappa uno (a caso), presumibilmente per non dover scegliere e finire nel paradosso di buridano. questa scoperta ci insegna due cose. la prima è che il comportamento modella l’evoluzione. la seconda è che a guardare il cazzo delle forbicine si guadagna una pagina su nature, e a studiare il parkinson come faccio io, no.



Tuesday, December 12, 2006 , 11.35

grazie per non sostenere la pace sociale

prima che me lo dimentichi: stanotte ho sognato nitidamente che casa pound e il forte prenestino (o comunque un centro sociale equivalente) erano vicini di casa. proprio vicini: due portoni uno accanto all’altro dello stesso palazzo.

tutto ciò che gli abitanti dei due rispettivi centri facevano rispetto all’altro era guardarsi in cagnesco, mormorarsi dei vaffanculo e sostenere un po’ di tensione coltellabile. quelli di casa pound stavano all’uscio a parlare, e c’era una tizia del forte che spazzava incazzosa il marciapiede fuori cercando di evitare di guardarli.

io giravo con una bicicletta metallica un po’ di qua e un po’ di là, canticchiando, uscendo e rientrando continuamente a mò di pagliaccio cazzone, e in tutti e due i locali mi guardavano malissimo, finchè qualcuno (non ricordo in quale dei due posti) mi sibila all’orecchio di smetterla che faccio incazzare tutti.



Tuesday, December 5, 2006 , 22.47

compra pezzente! che è natale

dlìn-dlòn! pubbli-pubbli-pubblicità!sabato, in via di guarigione dalla orrida gastrite che mi ha colpito, ho ricevuto una copia autografata e autodedicata di Ford Ravenstock – Specialista in suicidi, fumetto vincitore del contest di Lucca Comics 2005. disclaimer: sono un buon amico della sceneggiatrice e del suo moroso, ovvero il disegnatore. ovviamente ora vi dirò “ma no, non è mica piaggeria, guardate, sul serio, che qua, che là”. ovviamente credete un po’ a quel che cazzo vi pare, ma onestamente Ford Ravenstock è un gioiellino. l’idea del personaggio è assolutamente brillante e indovinata, e lo stesso si può dire per la resa grafica, spigolosa, elegante ma viva. la sceneggiatura scorre leggera e gustosa come un soufflè (alla cicuta, ovviamente). personalmente avrei voluto un po’ più di sviluppo sull’enigmatico maggiordomo di Ravenstock, e la seconda storia merita un seguito (che mi auguro non mancherà), ma sono inezie. quattro euro ben spesi, insomma.

se invece di euro volete spenderne un po’ più di quattro non potete farvi mancare il monumentale, immenso, imprescindibile Codex Seraphinianus. finalmente uscito dalle grinfie di Franco Maria Ricci, che lo smerciava a qualcosa come 250 euro, è disponibile in edizione rizzoli per un’ottantina di sudate carte. credo sia una delle opere d’arte più belle del secondo Novecento, non potete farne a meno, cazzodio.



Tuesday, December 5, 2006 , 22.47

compra pezzente! che è natale

dlìn-dlòn! pubbli-pubbli-pubblicità!sabato, in via di guarigione dalla orrida gastrite che mi ha colpito, ho ricevuto una copia autografata e autodedicata di Ford Ravenstock – Specialista in suicidi, fumetto vincitore del contest di Lucca Comics 2005. disclaimer: sono un buon amico della sceneggiatrice e del suo moroso, ovvero il disegnatore. ovviamente ora vi dirò “ma no, non è mica piaggeria, guardate, sul serio, che qua, che là”. ovviamente credete un po’ a quel che cazzo vi pare, ma onestamente Ford Ravenstock è un gioiellino. l’idea del personaggio è assolutamente brillante e indovinata, e lo stesso si può dire per la resa grafica, spigolosa, elegante ma viva. la sceneggiatura scorre leggera e gustosa come un soufflè (alla cicuta, ovviamente). personalmente avrei voluto un po’ più di sviluppo sull’enigmatico maggiordomo di Ravenstock, e la seconda storia merita un seguito (che mi auguro non mancherà), ma sono inezie. quattro euro ben spesi, insomma.

se invece di euro volete spenderne un po’ più di quattro non potete farvi mancare il monumentale, immenso, imprescindibile Codex Seraphinianus. finalmente uscito dalle grinfie di Franco Maria Ricci, che lo smerciava a qualcosa come 250 euro, è disponibile in edizione rizzoli per un’ottantina di sudate carte. credo sia una delle opere d’arte più belle del secondo Novecento, non potete farne a meno, cazzodio.



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