Wednesday, January 31, 2007 , 11.59

il pappagallo notturno

It is notable for being the world’s only flightless parrot.

One of the most striking characteristics of them is their pleasant and powerful odour, which has been variously described as like flowers and honey, an air freshener, or the inside of an antique violin case.

They are known to have distinct, and often charming, personalities.

There are only 86 living individuals known, all of whom are named.



Saturday, January 13, 2007 , 14.57

contra delphinos

l’anziano senatore fece leva su entrambe le braccia per sollevarsi dallo scranno di marmo. lanciò uno sguardo sull’emiciclo. con voce sicura e sorprendentemente forte iniziò il discorso.

“signori. tollerammo ieri, tolleriamo oggi. fino a quando? non è chi di noi non sia cresciuto sulle barche veloci dei padri. non è chi di noi non abbia bevuto il sale dell’oceano, per gioco o per scampata sventura. non c’è conio nelle nostre tasche che non venga dalle navi, non c’è figlio nelle nostre case che non sia stato concepito su una spiaggia. possiamo ignorare il destino dell’oceano, ma il suo destino non ignorerà noi.

da tempo, da troppo tempo sapete di che sto parlando.non capimmo quando li abbiamo visti la prima volta. all’inizio erano solo pinne non dissimili da quelle dello squalo. poi divennero guizzi, baluginii d’argento. poi, il coraggio irrobustito dalla nostra insipienza, presero a seguire le nostre barche durante la pesca. scortano i nostri mercantili fino alle coste occidentali, fino alle penisole del sud. e negli ultimi anni non si curano di evitare le coste, e giocano coi nostri figli che nuotano nelle acque basse.

ben presto intravedemmo che non erano semplici pesci. guizzano troppo vicini alla superficie, il loro occhio è dolcemente acuto e vigile, il loro sorriso inequivocabile. i pesci sono creature del profondo, il cui sguardo ci è insostenibile. questi no, parevano essere fusioni semplici del sole e delle onde. lungi dal distanziarci da loro, questo strinse la nostra amicizia.

ma fu quando ne trovammo uno arenato sulla spiaggia superiore che la nostra gente comprese. i nostri biologi rimasero sconcertati. l’architettura interna di queste bestie non ha niente del mare. la dissezione rivelò che i loro organi erano simili a quelli di un uomo, o di un cane. non si trovò traccia di branchie, ma polmoni atti a respirare l’aria. il foro che portano sul capo si concluse essere un’oscena variazione delle narici. le loro pinne anteriori nascondono una mano dotata di falange.

quale capziosa, barocca divinità può aver creato un simile ibrido? come può la mente del creatore aver voluto imporre a un essere della terra di prendere la via del mare, ma di tenerlo legato per sempre all’atmosfera? quale tormento inesplicabile si nasconde dietro al sorriso scolpito nei loro becchi? e come può l’oceano tollerare tale infezione?

perchè noi, noi sappiamo qual’è il nostro posto, noi sappiamo le leggi di natura. le bracciate dei nostri nuotatori non si spingono oltre poche corde dalla riva, le nostre barche tengono il pelo dell’acqua e asciutti i nostri naviganti. ma questi demoni sorridenti, questi equivoci guizzanti, queste chimere non hanno altra casa che il mare -pure in esso non possono vivere.

tollerammo ieri, tolleriamo oggi. tollereremo domani ancora un altro giorno di affronto alle leggi di natura? permetteremo ancora di crogiolarci crassamente in simile inusitata infestazione di demoni? lasceremo i figli dei nostri figli cavalcare queste creature? i miei marinai hanno già caricato gli arpioni sulle barche della mia flotta. se il destino dell’oceano -e quindi il nostro- sta a cuore a voi un’unghia di quanto sta a me, saprete esprimervi al meglio. “



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