Sunday, February 18, 2007 , 23.46
il post che mi costerà la galera

prima di tutto, mani avanti: quelli delle BR sono ovviamente dei pazzi criminali. sia chiaro, chiarissimo questo. non è un disclaimer-burla: sono veramente dei matti criminali -ma specialmente dei matti. in generale, chi applichi nel 2007 il concetto di lotta armata per la rivoluzione proletaria (e in ispecie se si è in 14 a sparar nelle cascine a perpetrare tale lotta per l’intero proletariato, vera inversione del concetto di lotta popolare -e non mi dicano che sono avanguardia!) o è pazzo, o stupido, o un buon miscuglio di tutti e due.
a proposito: oggi sentivo il pur buon poeta Sanguineti rosariare categorie marxiste alla televisione, e anch’egli non era meno matto, bisogna pur dirlo.
però: in un qualche modo, l’esistenza delle BR (o meglio: di gruppetti che riprendono il nome delle BR) mi regala dei lumi. non di speranza, nè di gioia. ma perlomeno di varietà dell’esistente.
voglio dire: dopo il 1989 siamo tutti dallo stesso lato. ci credo che tiravano fuori la fine della storia. in occidente, la sinistra è quasi solo socialdemocrazia, ovunque. la destra è quasi solo liberalismo, ovunque. più capitalisti della cina non ce n’è e anche le teocrazie, vabbè, irreggimentano l’occidente. tutto quello che si propone non sono nuovi sistemi di vita, nuove ricostruzioni dell’ordine (o del disordine): sono minutaglie e varianti di un qualcosa che ormai non si può che dare per assodato.
banalità delle banalità: dopo l’89 in italia il PC diventi PDS e contemporaneamente il MSI diventa AN. recisione dei fusti, innesto nella situazione de facto. e anche quelli rimasti fuori, inghiottiti per sopravvivere. bertinotti e rizzo, voi ce li vedete guidare la rivoluzione proletaria e l’instaurazione dei soviet? vi potete forse immaginare fiore o romagnoli salutare le folle da piazza venezia? ma andiamo.
ciò che si situa in alternativa allo stato democratico di stampo occidentale è mera frangia. inevitabilmente extraparlamentare. restano i pochi marxisti-leninisti veramente convinti. restano gli anarchici. resta parte della galassia comunemente accomunata sotto il taxon di neofascista. ora, io vi invito a riflettere su questo: tali frange, emarginate e ridicolizzate non senza fondamento, sono tutto ciò che resta di potenziali bauplan della società alternativi all’attuale. sono i fossili viventi, i tuatara ideologici di quello che una volta erano filosofie che squassarono nazioni e continenti.
per questo resto stupito e quasi commosso nel vedere che c’è qualche folle che ancora, nonostante tutto, cieco al mondo che lo circonda che ripete la sua sconfitta, continua a rischiare armi e bagagli (perchè il bierre è assassino sì, per carità, ma chi è assassino rischia anch’egli, e infatti -fortunatamente,insisto- l’hanno preso) per ricostruire un’alternativa, quale essa sia. asceti di un’ideologia neoplatonica, sacerdoti del materialismo storico, essi immolano e si immolano. allo stesso modo mi affascina vedere i neofascisti ricordare Acca Larentia in una cerimonia che, abbigliamento dei partecipanti a parte, ha ben poco di moderno.
ma la lotta delle BR nel XXI secolo non è solo orribile in quanto sanguinosa: è più orribile in quanto futile. non c’è ovviamente alcuna remotissima speranza che un movimento del genere coaguli un consenso sia pure minimo (si, gli striscioni a vicenza: li voglio vedere a organizzarsi, confondersi nella folla, esercitarsi con le armi, li voglio proprio vedere.) tale da renderlo un pericolo per le istituzioni. le BR, nel 2007, non sono un pericolo per le istituzioni. non sono sovversivi, anche se vorrebbero. non a caso si limitano a fare sicariato.
da dove deriva tale futilità? se ci si fa caso, tutti i movimenti di frangia che ho citato nascono prima del 1930. tutte le teorie che propongono sono vecchie, sono state create in un mondo che non è per niente simile a quello di adesso. si dirà che il capitalismo è ancor più vecchio, e io mica lo nego: ma esso è più duttile, in quanto non nasce da punti ideologici a priori, ma si giustifica a posteriori. ma ad esso si applica lo stesso punto. il punto è (spero che qualcuno più istruito di me mi smentisca): da quanto vedo, la filosofia politica è morta. defunta. game over. the end. non esiste più nessuno che ripensi una qualche alternativa radicale e innovativa alla costruzione della società come la vediamo oggi. o si rimastica il comunismo, o il fascismo, o si guarda alla pur avveniristica utopia anarchica. mi domando: è necessario che sia così? esiste un altrove possibile?
sono certo di aver elencato delle ovvietà. il problema è proprio questo. sono ovvietà. chi guarda oltre le ovvietà?


