Wednesday, May 30, 2007 , 01.08
como dice el barbero: pelo pelo pelo

cari furry,
mi rendo conto della vostra situazione. rappresentare il nadir dell’esperienza umana in effetti è compito gravoso. la vostra vita, spesa disegnando creature pelose ma insulse con cui sognate di accoppiarvi frocescamente e sudando dentro costumi da tigro non può che essere grama e vigliacca. per questo io, nella mia magnificente bontà, voglio dirvi: se voi siete sul fondo, portate qualcun altro a scavare e riguadagnate quel normale senso di superiorità che gli esseri umani hanno nei confronti delle feci canine.
per questo plaudo alla fondazione delle seguenti nuove sottoculture:
i buggy: prendendo ispirazione dall’immortale novella di Kafka La metamorfosi, i buggy amano vestirsi da insetto (o, in generale, da artropode) rivestendo il corpo di scrocchiosissime placche in bakelite, aggiungendo zampe ali e antenne posticce ove esse manchino. i buggy, ai ritrovi, si divertono un mondo strisciando silenziosi (ammesso il ronzio e, in primavera, il frinire) per terra, cozzando l’uno contro l’altro, tastandosi con le antenne e a volte divorandosi l’uno con l’altro. spettacolo assai raffinato il buggy-sex in cui i partner, posti sedere contro sedere, restano immobili. in alcuni casi il rapporto si consuma col buggy maschio feconda delle uova precedentemente acquistate dalla femmina (normalmente si usano di quaglia). gadget essenziali: mini palla da discoteca tagliata a metà che funge da bulbo oculare insettoide, apparato finto-mandibolare fatto da pezzi di apparecchio ortodontico destramente sottratto al papà dentista, ovopositore usb.
i wormy: evoluzione radicale dei buggy, considerati troppo fricchettoni, i wormy si compiacciono -cosa inusuale per questo genere di sottoculture- del totale e severo anonimato che li contraddistingue. niente libertà di costume, niente esibizionismi insulsi: s’impone un unico costume (fabbricato da una ditta coreana), oblungo, rosa, lombricoide, unto di muco artificiale. i ritrovi si fanno in capannoni affittati alla bisogna, riempiti con metri e metri cubi di fango nero e umido. cosa accada in tali ritrovi, estremamente riservati, è noto con esattezza soltanto a loro: si vocifera di giorni e notti passati brulicando in silenziose, anonime, fredde orge vermiformi, commentate dal solo sguisciare del fango.
i leafy e i rocky: infiltrazioni neo-mistiche e new age hanno portato alla nascita di queste sottoculture, i cui membri, vestiti da pianta o da roccia, rispettivamente, si trovano per sostare immobili per giorni e giorni sotto al sole (spesso fino a perdere conoscenza). a differenza delle altre culture simili, manca completamente l’aspetto sessuale. i siti e i forum leafy e rocky parlano (con sfumature differenti) di meditazione, di autocoscienza, di mantra da recitare mentalmente, di “sentir scorrere il floema e lo xilema” di “essere strato tra gli strati”. molti di loro si isolano definitivamente dal mondo nel giro di pochi anni, andando a vivere in misteriose comunità in campagna o nel deserto; non pochi, colpiti dalla sete e dalle insolazioni, non tornano vivi.
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