Wednesday, April 16, 2008 , 00.22

terza posizione

sapete tutti come la penso. lo sfacelo non è la vittoria di berlusconi (che certo non mi rallegra, ma non è questo il punto. e piantatela di rompere il cazzo col ritornello "faccio le valigie". ci sarebbero ottimi motivi per emigrare in ogni caso). lo sfacelo è la scomparsa definitiva, squallida, delle alternative allo status quo. la scomparsa di sinistra e destra "radicali", di una rappresentanza anche minima di coloro che pensano che questo non sia l’unico mondo possibile. lo sfacelo è il fatto che il 10-15% degli italiani abbia votato ma si ritrovi privo di rappresentanza politica: e questo non solo non desta alcuno scandalo, ma viene anzi salutato con gioia dai colonnelli come la positiva "semplificazione del quadro politico" (e, grottesco scollamento tra composizione del parlamento e composizione delle opinioni a parte: perchè mai un quadro politico dovrebbe essere semplice? cosa c’è di semplice, nella gestione delle società umane e nella varietà delle idee?).

ed ecco plumbeo quindi il deserto delle idee, l’artide del futuro, la siberia dei mondi possibili. ed eccoci qua, con la banalità al potere. col quotidiano delle cose spicciole. con l’ebetudine di chi fa senza pensare a un domani, senza covare un futuro per l’umanità.

ma io non so come risolvere queste miserie. nè mi interessa parlarne in questa sede. in piedi tra le rovine voglio vedere più lontano. vedere oltre. vedere che, nonostante tutto, il mondo in cui vivo mi permette di alzarmi al mattino e vedere cose come questa:

che è un’immagine a caso presa da HiRISE, una sonda spaziale che sta dando all’arte (intesa come creazione di bellezza pura e non velleitario berciare degli umani) il contributo essenziale del primo XXI secolo. posso poi in un attimo passare qui, e vedere quest’altro:

ovverossia che c’è l’1% di possibilità che uno dei pianeti venga scagliato fuori dal Sistema Solare prima della sua fine. il che sarebbe già maestoso di per sè: ma implica, portato a livello della galassia, che se alziamo gli occhi al cielo noi (non) vediamo miliardi di mondi che vagano nello spazio, al buio, lontani da qualsiasi sole.

o anche, posso poi saltare altrove e leggere questo, che se magari lascia meno sense of wonder interstellare in bocca, è comunque una lapidaria conferma della teoria dell’evoluzione. sapere che nel mio DNA ci sono ancora residui dei geni che codificano per il tuorlo delle uova, e che condivido una delle mutazioni che li inattiva con tutti i mammiferi che non fanno uova dovrebbe convincere anche il più ottuso sostenitore dell’intelligent design, oltre a colmarmi di un’umiltà e di una gioia, nel sapere che porto letteralmente nel mio sangue segni fondamentali della storia della vita sulla Terra.

per queste cose, e non per le miserie umane, io posso ancora alzarmi al mattino e vedere il sole.



Thursday, April 10, 2008 , 19.38

avete rotto il cazzo col tibet

un breve aggiornamento. il tibet, per quel poco che ne so, è un bel posto. fa freddo. bevono tè col burro. gli animali sono pochi e buffi e ci sono simpatici monaci arancioni qua e là. e va bene. bello il tibet, fa simpatia, a chi non piace il tibet? evviva.

resta il fatto che se domani il tibet sparisse dalla faccia della Terra e venisse sostituito da un allevamento di tucani non saremmo certo tristi, anzi, saremmo tutti più contenti (ma voi lo sapevate che i tucani fanno le fusa quando li coccoli?)

da quel poco che ho capito, la storia del tibet va così: da un lato c’è un governo dispotico e turbocapitalista che per motivi del tutto incomprensibili (almeno a me) è affezionato a questo accrocco di montagne esteticamente bellissime ma pragmaticamente apparentemente disutili. dall’altro ci sono dei monaci fricchettoni sulle montagne, i quali tutto sommato si vedrebbero contenti con una sorta di teocrazia tradizionalista. francamente tutto quello che riesco a voler fare è sedermi su una panchina armato di popcorn e LOL mentre questi si fracassano saggiamente di botte.



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