Wednesday, July 30, 2008 , 00.07

scusi: per andare da wo-tan?

volevo gestirmela con calma questa, ma delio ha precipitato le cose. la storia è questa. l’autore tedesco Michael Schmidt-Salomon, umanista (nel senso di secular humanist) tedesco, ateo e chiaramente di sinistra, pubblica un encomiabile libro per bambini che educa all’ateismo, intitolato Scusi: per andare da Dio?. una specie di bignami di ateismo per bambini, davvero delizioso. invito a leggere la recensione di delio al riguardo.

fin qui tutto bene. sennonchè il libro in Italia non viene pubblicato da una casa editrice vicina, che so, alla UAAR, ma da -rullo di tamburi- le Edizioni di Ar.

le edizioni di Ar sono la creatura editoriale di Franco "Giorgio" Freda. se questo nome non vi dice niente, sappiate che stiamo parlando 1)di una delle personalità intellettuali più singolari, affascinanti, influenti ed estremiste della destra radicale italiana 2)di uno dei principali imputati della strage di Piazza Fontana (assolto dopo tre gradi di giudizio, poi riconosciuto nuovamente responsabile in seguito dalla Corte di Cassazione, anche se non più processabile) 3)ex-Reggente del Fronte Nazionale, organizzazione di estrema destra dichiaratamente e positivamente razzista e proponente della segregazione razziale, che viene sciolta forzosamente per effetto della Legge Mancino. suggestiva questa immagine:

Il 21 dicembre del 1991 a Bardolino, sul lago di Garda, 150 aderenti del Fronte nazionale furono anche fotografati mentre celebravano con una cerimonia in perfetto stile nazista il solstizio d?inverno. Rigidamente sull’attenti, in cerchio e con in mano una fiaccola, assistevano, sulle note dei Carmina Burana di Carl Orff, al lento ardere di una pira con alla sommità� una mezza svastica, il simbolo del Fronte.

(io ci avrei visto meglio un Gustav Mahler, ma purtroppo era ebreo, e la cosa dubito vada a genio a Freda o ai suoi sodali).

 

segnalo la cosa a delio, il quale si spaventa e -dopo aver dichiarato il boicottaggio con imbarazzato retro-marsch, scrive alla casa editrice tedesca, la quale dichiara che la traduzione di Ar del libro è illegale e che hanno già provveduto a diffidarli.

giusto una parentesi. non pensiate che Ar sia un guazzabuglio di chiassose parafernalia neonaziste stampate su cartaccia lurida. la visione del mondo di Freda è, con un eufemismo, remotissima dalla mia, ma non posso negargli di essere persona colta e dall’impeccabile stile, e le sue edizioni mantengono una ragguardevole eleganza formale (sono state chiamate "le Adelphi in tenuta militare"). accanto a titoli diciamo così opinabili come Razza e Usura o l’evoliano Tre aspetti del problema ebraico, senza contare i deliri antifisici di Thuring (non Alan Turing eh) e un titolo di Buttafuoco presentato da Giuliano Ferrara, le Ar pubblicano Nietzsche, Platone, Sallustio, Teofrasto e Oswald Spengler, mica cazzi. e anche la collana dichiaratamente dedicata alla "questione razziale", intitolata con sapienza Iperborei ed Etiopi viene presentata con uno stile che potrà essere onirico e un po’ esagitato, ma certo non è derivato dall’ultimo dei Borghezio:

L’intera collana IPERBOREI ED ETIOPI, strutturandosi come dottrina e come exemplum di applicazione di essa attraverso l’interiore e personale riconoscimento del sigillo iperboreo, funge da autentica ascesi razziale, e si assume pertanto il compito di riannodare i fili recisi di quel gnòthi sautòn, di iperborea origine, che ha attraversato in differenti modi le diverse età del mondo per inabissarsi, infine, nella lunga notte del Ragna-rökr.

impeccabile inoltre la citazione seguente:

Il libro è ciò che addestra, raccoglie, penetra. Arrivare a un’anima con la scrittura è toccarla. Il libro è forma che plasma, forma che esige forma – forma formante. Da che c’è la storia, forse nulla di bello è stato fatto quanto è bello il libro: un tempio che parla, una voce che non si disperde e che resta eternamente viva ed eternamente vera. Va cesellato nei suoi vestimenti, grafici, tattili. Curato nella presentazione, che è come la celebrazione dell’incontro con il lettore, della fortuna di questi. Se chi fa libri è un benefattore, chi fa bei libri è di più ancora.

mettiamola così: Ar è destra radicale nella sua espressione più totale e dichiaratamente politicamente scorretta, ma ha stile da vendere.

 

colpo di genio e di cesello di Freda è infatti il nome della collana per bambini inaugurata per l’occasione del libro di Schmidt-Salomon, I viaggi del capitano Hamid. il significato luciferino di tale allusione è spiegato qui:

Il più importante – anche se non il solo – elemento di prova contro Freda per la strage di piazza Fontana può ancora oggi ritenersi l’acquisto da parte sua du cinquanta timers della stessa marca e dello stesso tipo di quelli usati negli attentati del 12 dicembre; acquisto che inverosimilmente Freda giustificò riconducendolo alla sua attività antisemita e assumendo di averlo operato per mandato di un fantomatico ufficiale dei servizi algerini (il "capitano Hamid"), cui li avrebbe consegnati già nella prima metà del ’69.

-in quel nome c’è un universo: oltre l’auto-allusione a Piazza Fontana c’è la causa palestinese, l’antisionismo, un ammiccamento alla vita militaresca d’un’epoca perduta. un mondo. chapeau.

 

torniamo al dilemma morale di delio. dilemma che capisco e che è difficile contrastare. personalmente tendo per l’opinione che tutto sommato è castrante vietarsi delle cose perchè si è in disaccordo ideologico con chi le produce, altrimenti si finisce come quelli che non comprano i libri Mondadori perchè sono di Berlusconi (o, viceversa, i forzitalioti che non vanno alla COOP perchè "è dei comunisti" – fidatevi, ci sono). per quanto mi riguarda, signore ho molto peccato: la mia passione per lo studio della destra radicale è ben nota, e la figura di Freda è una di quelle che mi affascina in assoluto di più. possiedo dunque due titoli Ar di cui non riuscivo a fare a meno: uno è Monologhi (a due voci), raccolta di interviste a Freda che offre un quadro interessantissimo, in prima persona, dell’altrimenti assai reclusivo personaggio. l’altro è il libretto Totalità sociale e comunità organica, sorta di piccola summa del pensiero politico del minuto ma influentissimo -per l’estrema destra- Gruppo di Ar. però capisco bene che si faccia fatica ad acquistare i libri di un (probabile) ex-terrorista ed estremista di destra, e non è effettivamente cosa che si fa a cuor leggero. specie se tali testi non sono -come per me- documentazione su un movimento che mi affascina ma da cui sono assai distante ideologicamente, ma sono effettivamente testi pedagogici come un libro per bambini.

e qui sta il barbatrucco. ci si può chiedere perchè una casa editrice che pubblica Hitler ed Evola pubblichi un libro scritto da un ateo umanista secolare di sinistra che educa all’ateismo. la spiegazione che fornisce delio sulla rappresentazione antisemita è perlomeno parziale, e sarebbe delittuoso attribuire tale ingenuità al gruppo più intellettualmente corazzato della destra radicale. sarei lieto di conoscere qualcosa dalla viva voce delle Ar stesse (per esempio dalla portavoce Anna K. Valerio, di cui seguo spesso il blog, che lei chiama rispettosamente "rubrica"). ma intanto so che Ar è una casa editrice orgogliosamente di discendenza evoliana, nietzscheana e sopra tutto pagana (che è ben altra cosa rispetto a "laica", termine che farebbe torcere le viscere a Freda credo). un testo che educhi i bambini al rifiuto delle religioni monoteiste mediorientali non è assolutamente fuori linea dal pensiero di Ar (chissà se il neoconservatore Giuliano Ferrara lo sa).

ma soprattutto, pubblicando Scusi: per andare da Dio?, i sodali di Freda hanno giocato consapevolmente lo scherzetto in cui è caduto il buon delio. ci mettono di fronte a due scelte entrambe perdenti: sentirsi intellettualmente neutri e acquistare comunque il libro, legittimando però in qualche modo il ramo più incorruttibilmente radicale e dichiaratamente razzista dell’estrema destra, oppure rifiutare il libro, rinunciando però a un testo delizioso e pedagogicamente innovativo, simpatico e ineccepibile? Freda, all’epoca motore immobile della terza via e del superamento estrema destra-estrema sinistra, è chiaramente e lucidamente sviluppatore consapevole di tale paradosso.

io non ho una soluzione e devo dire che al posto di delio non so cosa farei, sarei paralizzato o cercherei una soluzione terza (che, se effettivamente la traduzione di Ar si rivelerà non legale, potrebbe arrivare pacificamente). intanto il caso del libro di Schmidt-Salomon ci schiaffa inevitabilmente di fronte all’eterno contrasto tra le idee e le ideologie, e la riflessione su ciò non è cosa da poco.



Saturday, July 19, 2008 , 16.45

peste li colga

è uscito il trailer di watchmen. è uscito. diobestia, io già lo sapevo che doveva essere una merda madornale. innanzitutto non esiste questa cosa per cui a ogni cazzo di fumetto un minimo famoso deve corrispondere una maxiproduzione hollywoodiana, e io tremo a quando dovremo vedere il film di, boh, Paperino e il mistero degli Incas. -per dire, watchmen è un’opera monumentale, immensa, la Divina Commedia del fumetto. e come tale è stata concepita e cesellata per essere letta come fumetto, non come storiella da quattro lire da cui cavare un film (che è una cosa completamente diversa).

poteva comunque uscire fuori qualcosa di vagamente decente. vagamente. invece no. affidano la regia a quel mentecatto clownesco che ha fatto l’altro orridissimo film di 300. e cosa salta fuori?

ecco cosa. nite owl e la juspeczyk che sembrano batman e la donna gatto. il dottor manhattan che, vabbè, fulmini e saette, ma fanculo. tutta una cazzo di fotografia cupa alla blade runner che non esiste da nessuna parte nel fumetto, e che non c’entra assolutamente niente. ozymandias che diventa federico fiumani frocio. la colonna sonora che sembra raschiata dalla cappella di un emo nostalgico degli anni ’90. il comico che sembra debba uscire e ballare YMCA da un momento all’altro.

no, veramente, una roba che non s’affronta. aspetto solo le legioni dei Giusti vestite da Rorschach che vadano a lanciafiammare zack snyder e tutti coloro coinvolti in questa truffa pietosa.



Sunday, July 13, 2008 , 11.55

in memoriam

ci sono mille cose di cui devo parlare, ma intanto che riorganizzo le idee, consiglio a tutti un minuto di silenzio e meditazione per la scomparsa dell’Altissimo

voglio ricordarti così, come quanto ti vedevo da bambino all’ora di pranzo. onore e gloria, gianfranco.



Wednesday, July 2, 2008 , 13.33

a dottò

domani sera se tutto va bene deterrò finalmente il dottorato.



This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported License.
(c) 2020 brullonulla | powered by WordPress with Barecity