Saturday, September 27, 2008 , 13.37

un dibattito presidenziale

sala buia. solo due fari illuminano i visi dei candidati, si intravede l’abito scuro.

A: buonasera.

B: buonasera.

A: il Candidato A è presente.

B: il Candidato B è presente.

voce fuori campo: Si presenti il Candidato A.

A: sono il Candidato A, portatore e rappresentante della Piattaforma A. La sequenza di istanze della Piattaforma A sarebbe lunga da elencare, oltre che inutile. In effetti, la composizione precisa della Piattaforma A è sconosciuta -la sua effettiva esistenza non è solo ignota, ma è irrilevante. Ciò che è rilevante sono io, Candidato A. Come potete vedere sono umano, simmetrico, oltre la mezza età. Appartengo a un ceto elevato e ho una buona istruzione formale. Ho fatto carriera nel Partito A, nel quale si classifica approssimativamente il 50% della nostra popolazione. Inoltre, ho superato una faticosa e feroce selezione che mi ha portato a essere, oggi, il Candidato del Partito A. Infine, per ultimo ma non ultimo, non sono il candidato B. Questa distinzione è importante.

voce fuori campo: Si presenti il Candidato B.

B: sono il Candidato B, portatore e rappresentante della Piattaforma B. Molti sono i punti della Piattaforma B, ma li conoscete già ed è inutile ripeterli. Non dovete lasciarvi ingannare dal fatto che, discutendo tra voi, vi troverete in aperto contrasto su quali siano effettivamente i punti della Piattaforma B. La Piattaforma B è quello che volete voi, e quello che volete voi è la Piattaforma B. Quindi, a che pro discuterne? Parliamo di me, invece, Candidato B. Come il Candidato A, sono umano, simmetrico, di mezza età. Anch’io appartengo a un ceto economico e sociale elevato (benchè di estrazione differente) e ho una buona istruzione formale. Ma qui finiscono le somiglianze. Infatti, la mia carriera politica si è sviluppata interamente nel Partito B, il quale raccoglie i voti di circa metà dell’elettorato. Mi sono fatto strada, non senza fatica, fino a essere oggi il Candidato del Partito B. Diverso, com’è evidente, dal Candidato A.

voce fuori campo: Quale sarà il primo provvedimento che adotterete, se eletti?

A: E’ evidente che il nostro Paese ha bisogno di provvedimenti chiari, forti, risolutivi. Tuttavia la natura effettiva di tali provvedimenti è in discussione, e non è chiaro neanche se essa è rilevante. E’ evidente che tali provvedimenti, sia pure in contrasto con l’Amministrazione Vigente, dovranno garantirne la continuità. In ogni caso, posso garantire che le risoluzioni toccheranno dapprima i problemi più urgenti, non dimenticando quelli secondari.

B: Siamo abituati a risolvere le questioni concretamente, senza mettere l’ideologia in primo piano. Sebbene le questioni siano ben note, bisogna tenere conto che tali questioni s’innestano in un dialogo complesso che non ha ancora raggiunto soluzioni effettive -nè è garantito che le raggiungerà. Possiamo dire che assicureremo lo svolgimento dei buoni provvedimenti dell’Amministrazione Vigente, ma agiremo con risolutezza sui cattivi provvedimenti di tale amministrazione.

voce fuori campo: Quale politica estera intendete adottare?

A: La pace e lo sviluppo dei popoli sono al centro della politica estera della Piattaforma A, come ogni elettore sa. Pace e sviluppo, inevitabilmente connessi alla nostra visione del mondo, non possono però prescindere dal mantenimento e l’espansione dei nostri interessi all’estero. Si richiede quindi una politica di diplomatica collaborazione nell’interesse della pace, che non escluda in alcun modo l’uso della forza qualora la si ritenesse necessaria.

B: Noi, del Partito B, abbiamo sempre portato avanti una politica di pace, di collaborazione, di armonia. Ovviamente tutto questo all’interno di un quadro che sia coerente con gli sviluppi, gli andamenti ideologici e l’espansione egemonica del nostro Paese, e che non tolleri deviazioni da tali sviluppi. Quindi, dichiariamo una politica di pace per la supremazia armata del nostro Paese.

voce fuori campo: Le vostre posizioni sui temi etici oggi dibattuti?

A: Il nostro popolo ha radici culturali e religiose condivise, che non possono e non devono essere messe in discussione. Certamente io, Candidato A, non intendo farlo, e ad esse mi rifaccio costantemente, nella mia vita privata e nella mia attività politica. Pertanto la nostra condotta etica sarà una condotta che si richiamerà alla tradizione e alla vita, pur non rinunciando allo sviluppo e alle sfide della modernità.

B: Oggi si assiste a una crisi di valori, che colpisce specialmente i nostri giovani. Esiste però un nucleo di tradizioni e di valori che vengono passate di generazione in generazione, e di cui io, Candidato B, non posso che dichiararmi fiero rappresentante. La nostra politica sarà indirizzata da tali valori, in una cultura della vita ovviamente adattata al costante sviluppo sociale e al sentire comune.

voce fuori campo: Si è parlato a volte dell’esclusione del Partito C o del Partito D dall’attuale dibattito politico.

A: E’ evidente che il Partito C e il Partito D rappresentano istanze estremistiche che oggi hanno poco o nullo valore nella società. Inoltre, essi rappresentano ulteriori motivi di confusione per l’elettorato, il quale invece ha bisogno di distinzioni chiare e di schieramenti decisi. Quattro sigle erano veramente troppe tra cui scegliere. Com’è noto io, Candidato A, ho perseguito la semplificazione del dibattito politico come un grande vantaggio per l’elettorato e uno sviluppo della democrazia.

B: Per quanto dispiaciuti per l’assenza del contributo storico e politico del Partito C e del Partito D, è evidente che il Partito B e (in misura minore) il Partito A, rappresentano le fasce maggioritarie, democratiche e concrete della società. Le ideologie utopistiche a cui si sono sempre rifatti C e D, oltre ad essere irrealizzabili, si sono spesso dimostrate pericolose. L’esclusione di C e D quindi ha condotto la politica a un vero dialogo democratico, in cui l’elettorato possa scegliere con chiarezza e sicurezza chi veramente lo rappresenta.

voce fuori campo: Perchè preferire voi all’altro candidato?

A: Il Candidato B, che pure rispetto, non ha la preparazione nè il carisma necessari a guidare un paese. La sua piattaforma è confusa e contraddittoria, e in special modo contraddice i punti chiave della Piattaforma A. E’ evidente che la Piattaforma B rappresenta un passo indietro, mentre la Piattaforma A rappresenta il progresso e lo sviluppo del Paese. Per questo bisogna votare per me, Candidato A.

B: Ho ammirazione per la personalità del Candidato A: bisogna però dire che questo non basta per governare un Paese. Non è chi non veda inoltre le forti manchevolezze e la scarsa concretezza della Piattaforma A, e si noti come la Piattaforma B si ponga in aperto contrasto. La Piattaforma B garantisce soluzioni ai problemi della gente, apertura economica e agevolazioni concrete. Quindi, votate per me, Candidato B.

voce fuori campo: Grazie.

le luci si spengono. il segnale televisivo si spegne.



Tuesday, September 23, 2008 , 01.32

le mucche, gli incesti, le felci

siamo infine tornati, malconci ma vivi. posterò ancora per un mese anche su splinder, visti i trascorsi, per sicurezza.

adesso che a LHC si sono rotti i magneti posso rendervi partecipi di una delle mie paure più cupe.

m’immagino spesso cosa succederebbe se un equivalente futuro di LHC non trovasse niente. oppure trovasse fenomeni del tutto incomprensibili. ovviamente questo lì per lì sarebbe visto come qualcosa di scientificamente fantastico, di positivo. una nuova fisica, nuove ricerche, nuovi paradigmi. eccetera. dopo di che man mano, lentamente, ci si accorge che ci si sta dibattendo nel vuoto. o meglio, non nel vuoto: si sa dove parare, ma non si sa come. si trova che ci sono buchi fondamentali nei modelli, e gli esperimenti per decidere tali buchi sono impossibili. richiederebbero energie inarrivabili, o condizioni irriproducibili in laboratorio.

una fine umiliante, dovuta non al fatto che in ultimo vi siano eventi non razionalizzabili: ma semplicemente a limiti tecnici, alle leggi stesse del mondo, che ci impediscono di costruire ciò che ci servirebbe a svelarle.

ci si sforza e ci si affretta a riempire gli ultimi buchi, a tirare la corda finchè si può, ma rapidamente ci si accorge che, a livello pratico, la fisica è finita: tutto quanto si poteva umanamente sapere del mondo si sa, e si sa che c’è altro, ma che non è conoscibile. oltre ciò, le montagne sono troppo alte per essere scalate. la fisica teorica, priva di dati sensibili con cui fare i conti, diventa una enorme teologia acefala, una cabala dove si permutano equazioni.

anche la tecnologia incontrerebbe la stessa fine. portati i materiali e le energie ai loro limiti, portata la computazione all’estremo, resterebbero una serie di variazioni sul tema, ma raggiunto il fondo del barile nulla di veramente nuovo romperebbe la monotonia dell’uomo.

a quel punto, restano due strade. la prima è stata proposta altrove, da autori che non rammento, come una delle soluzioni del paradosso di Fermi: l’arricciarsi dell’umanità dentro la realtà virtuale (à la matrix, per intenderci, ma autogestita), acciocchè ci si liberi di qualsiasi vincolo fisico e accidentale e si viva nell’unico paradiso possibile fino alla fine del Sole. la seconda, non necessariamente esclusiva, è che la tendenza già avviata verso la mera sopravvivenza e l’assenza di destino ci porti a un dreidal interminabile, a sgranare nelle mani la nullità. e lentamente riperdere consapevolezza dell’universo, e confondersi in ultimo, lasciandosi andare alle mucche, agli incesti, alle felci.



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