Thursday, March 15, 2007 , 15.36
cari talebani

siate gentili. mi fate il favore di restituire sto cazzo di mastr0gi@c0mo o come altro si chiama questo coglione, per favore? eh? ce lo ridate? guardate, non ci perdete niente, perchè dopo tutta lo sfracellamento di coglioni che costantemente arriva su giornali, televisione, radio, internet e diosacosa sull’afghanistandimerdageovalobruciassecolnapalmecifacesseilMuseoDellaBriscola vi assicuro che lo sgozziamo gioiosamente noi.
8ru||0, Xkè su| + be||0 t perd| c0n |l |33t?
A me quello che ha fatto tanta tenerezza e’ stata la raccolta di firme…. potevano anche organizzare un musical !!!!!!!
Diddy
lupodigubbio: perchè dopo che della gente mi ha sgamato cerco di fare attenzione.
che ti ha fatto il poveretto?
non è più Mastrogiacomo, è “Daniele”.
non Tommaso Onofri, ma “Il Piccolo Tommy”.
“Sammy”, non: Samuele Lorenzi.
“Le 2 Simone”, non: Simona Pari e Simona Torretta.
Sono amici nostri, ci vogliamo gran bene. Specie con i defunti.
Sei formale, brully.
che ti ha fatto il poveretto?
a parte riempire di se stesso TUTTI i mezzi di comunicazione di massa, niente.
non che sia colpa sua, ma se la sicurezza del suo sgozzamento in patria consente ai talebani di liberarsene e quindi a me di liberarmi di questa cazzo di caciara mediatica sull’afghanistan, ben venga lo sgozzamento.
no senti almeno sento MENO cazzate da Mastella.
Che hai fatto di grave? Me la sono persa.
se avevamo generali seri tipo kurtz, si trovava il nascondiglio e si bombardava, poi si vedeva se era ancora vivo, se era morto si dava la colpa ai taliban.
a forza di bombe gli passa la voglia di rapire le persone.
Kurtz non è mai stato generale
concordo con antigirl.
sraule
Si, in effetti non se ne può più di sto stronzo, dovrebbero fare come in giappone che se ti prendono in zona di guerra e riesci a tornare a casa poi ti cacciano in galera.
ogekury
“Kurtz non è mai stato generale”
non ho detto che lo fosse
e poi Kurtz sarebbe passato coi talebani da un pezzo
Nel frattepo abbiamo vinto senz’altro il premio 2005 del piegamento a 90 gradi. Mi aspetto da un momento all’altro d’alema in tv che chiede ai talibans se deve mettersi anche una scopa in culo per pulirgli le grotte.
Premio 2007 ovviamente.
giusto, 2007.
chi l’ha vinto nel 2005?
arm
I servizi segreti italiani nel loro insieme, pienamente supportati e coadiuvati nell’opera di abbassamento a pecora dall’allora governo. Ma almeno hanno avuto la decenza ed il buon gusto di farci lasciare le penne a qualcuno. Peccato abbiano mirato troppo a sinistra.
Peccato abbiano mirato troppo a sinistra.
su questo sono, ahimè, perfettamente d’accordo.
e mi sa che stavo scazzando di un anno o due perchè pensavo alla storia delle due dementi, quelle con lo stesso nome che adesso proprio non ricordo.
arm
1. Rapimenti e richieste di riscatto fanno parte integrante della guerriglia, ossia dell’unica forma di scontro possibile per affrontare forze numericamente e tecnologicamente di molto superiori. E conta poco o nulla il fatto che il rapito sia considerato dai suoi connazionali, in base a criteri completamente estrani a quelli dei rapitori, “buono” o “cattivo”. Qualunque afghano (guerrigliero o meno, talebano o meno) fa bene a provare a fare soldi sulla pelle di qualunque cazzo di occidentale che metta piede nel suo Paese.
2. Scrivere che la guerra è brutta perchè i bambini muoiono ecc. ecc. non è giornalismo (nè tantomeno giornalismo come presunto “baluardo della democrazia e della libertà”). E’ svolgere un tema da scuola elementare, dove tutt’al più si possono sfogare le proprie squallide velleità letterarie (http://www.archiviostampa.it/it/articoli/art.aspx?id=6634). O, peggio, è fare entertainment per occidentali con la coscienza sporca.
Poi, chiaramente, si torna in Italia e si scrive un libro. In copertina ci si pazza il proprio bel faccione (perchè anche il giornalista ha diritto a diventare famoso), naturalmente con velo/turbante/kefiah (che da quel tocco di esotico che tira sempre).
Ma vaffanculo.
_sofx_
Ora mi pare si stia andando un pò verso lo snob perché fa tanto fico sparare sul giornalista e fare discorsi alternativi mentre la massa è in apprensione sulla sua sorte.
Scrivere che la guerra è brutta perchè i bambini muoiono ecc. ecc. non è giornalismo
Ok. Questa frase è altrettanto banale di dire che la guerra è brutta ecc ecc. Quello era un giornalista ed era là. Forse è un bravo reporter o forse è un cretino.
Ma per favore non iniziamo con la solfa che i giornalisti nei paesi caldi scrivono cose inutili e sono scemi perché si fanno rapire.
HKD
perché fa tanto fico sparare sul giornalista e fare discorsi alternativi mentre la massa è in apprensione sulla sua sorte.
il punto è: di gente che svanisce/viene rapita/schiatta ce n’è tutti i giorni. tutti. i. santi. giorni.
ora, è possibile che si faccia casino solo quando rapiscono qualcuno in Iraq e in Afghanistan, e che sono in quel caso si mobilitino i vari ginistrada e massimidalema etc.?
qualcuno per dire si ricorda dei tre poveracci rapiti in nigeria? no, poveracci. essi lavoravano all’agip invece di essere giornalisti, sono in nigeria invece che in afghanistan, quindi che schiattino. leggevo che la moglie di uno di questi sta tentando disperatamente di portare i media e la farnesina a darle retta, ma non ci riesce perchè OMG LIBERATE MASTROGIACOMO.
ma vaffanculo, eh.
Sono d’accordissimo con quello che dici. E questa cosa mi indigna.
Ma constatare che c’è stato un atteggiamento diverso per i 3 dell’Agip e per questo qui non toglie che secondo me è sbagliato l’atteggiamento qualunquista per cui: i giornalisti in Afghanistan perdono tempo e non sono bravi giornalisti.
I reportage dai teatri di guerra/guerra civile/casini vari e quant’altro sono sempre usati così come usa prendere il pulitzer per le foto scattate in quelle circostanze.
HKD
ma li hanno liberati i tizi Agip della nigeria, mi pare qualche giorno fa. Han detto che si son trovati bene.
non toglie che secondo me è sbagliato l’atteggiamento qualunquista per cui: i giornalisti in Afghanistan perdono tempo e non sono bravi giornalisti.
ah ma per carità, ci mancherebbe.
io ho un grosso rispetto per i reporter di guerra.
solo che il fatto che vengano rapiti è ahinoi parte del gioco.
HKD, se parcheggi la macchina in divieto di sosta sotto ad una impalcatura, poi non rompi le palle perchè c’è cascato sopra un traversino in calcestruzzo.
Nelle zone di guerra capita (sempre più) frequentemente che i giornalisti (e non solo) vengano rapiti. Partiamo da qui. Questo è un fatto, di fronte al quale:
a) l’atteggiamento ingenuo (“com’è possibile? Era solo un giornalista…”, “chi, Lapo? Nooo, un ragazzo di così buona famiglia…”, ecc.) mi sembra, se è sincero, per l’appunto ingenuo (il rapimento di civili è qualcosa, perlomeno in base all’esperienza pregressa, di piuttosto prevedibile, al di là del giudizio che se ne dà). Se si tratta invece di un “discorso”, il suo intento retorico non è altro che l’ennesima riconferma dello schema: occidentali come forza di pace (che infatti comprende tecnici, giornalisti, operatori di ONG, non sospettabili di “guerrafondaismo” ed anzi spesso critici con la guerra stessa – mentre a mio avviso ciò, oltre ad essere un ottimo modo per “pararsi il culo”, dimostra come l’occupazione di questi Paesi vada ben al di là dell’invasione militare per sfociare, indipendentemente dalle intenzioni dei singoli, nell’occupazione politico-sociale-culturale) vs. talebani incivili (che non rispettano nemmeno il “codice di guerra”: rapiscono, sgozzano, si fanno saltare in aria).
Con ciò si arriva – se non erro – alla posizione del Brullo (mi permetto…) e – in parte – di HKD:
b) “Io ho un grosso rispetto per i reporter di guerra. Solo che il fatto che vengano rapiti è ahinoi parte del gioco”. Per un giornalista in zona di guerra il rapimento è un “incidente sul lavoro” che deve quantomeno essere messo in conto. Nonostante ciò (anzi proprio per questo) massimo rispetto e considerazione per lui. Anche qui vorrei però avanzare una distinzione. Se con “quello era un giornalista ed era là” si intende dire che – tendenzialmente – ciascuno ha il diritto di andare dove vuole a fare ciò che vuole, mi sta bene. Ma allora non vedo dove sia il problema a sostenere che i giornalisti “sono scemi perché si fanno rapire” (è la faccenda della macchina parcheggiata…, poi la solidarietà umana e l’empatia sono tutt’altra questione, anche se viene da chiedersi perché queste abbiano sempre bisogno di “casi” mediatici). Altrimenti si sottintende che il giornalista, specie in zone di guerra, svolge una qualche funzione di “utilità sociale” (e si critica infatti chi ritiene che essi “scrivono cose inutili”), la quale imporrebbe alla società di tutelarli e proteggerli e, in caso di “tragici eventi”, di rispettarli infinitamente ed essere loro eternamente riconoscenti (si potrebbe fare l’esempio dei pompieri: rischiano sì la vita, ma per un “bene superiore” riconosciuto e condiviso).
Ora – e con questo avanzo la mia proposta – vorrei sapere qual è questa utilità.
c) Scrivere “Freddi, impassibili, i due attentatori avanzano tra la folla” è a mio avviso fare della pseudo-letteratura utilizzando materie prime a basso costo (o perlomeno basso fin a quando non è chi scrive a venire ucciso/rapito). Non fornisce alcuna “reale” informazione al lettore. Piuttosto mira a suscitare in lui emozioni, per di più “facili”, ossia totalmente scollegate rispetto ad un’analisi degli eventi e delle dinamiche che dovrebbero provocarle (accettando l’intento di fare del giornalismo moralista). E il risultato di questo modo di fare “cronaca” mi sembra analogo a quello descritto prima: talebani cattivi perché fanno attentati e rapiscono i civili, americani buoni perché fanno prigionieri di guerra, però americani cattivi perché Abu Grahib, però americani buoni perché giornalisti denunciano e politici si indignano ecc.. Ovverosia: ciò che “passa” è che la questione di fondo di una guerra non sta nelle sue profonde ragioni politico-economiche, ma nell’assicurarsi che sia “pulita” (e allora si può anche invadere il mondo intero) anziché “sporca” (stupro etnico brutto, esportazione della democrazia bello). E il problema non è che “forse è un bravo reporter o forse è un cretino”, ma che il giornalismo occidentale è così strutturalmente, ossia in ragione di rapporti di forza fra “domanda” e “offerta” di informazione che trascendono – di nuovo – le intenzioni e le capacità dei singoli. Questo intendevo con “entertainment per occidentali con la coscienza sporca”. Questo è il giornalismo oggi. E per scoprirlo non occorre arrivare fino in Afghanistan. Basta andare a Erba, a Calciopoli, o in Piazza Alimonda. Ciò che interessa non è capire, è esibire, esporre, fare spettacolo.
Ecco. Sarà anche “parte del gioco”. Ma a me di questo gioco non frega proprio un cazzo.
Mi scuso per la lunghezza del commento.
_sofx_
ecco solo il noise rende l’ammmore possibile tra le diverse nazioni
candicrisissdi cristaccio
SvS
il noise è una merda
verissimo per questo va diffuso
SvS
Non far il cattivo!
Il mio coinquilino ha il macbook bianco bellino bellino.
L’altra sera mi fa: oh guarda sta cosa qui, sto programmino che ho installato… mi siedo, guardo, tutto normale con il suo bel desktop ecc. A un certo punto dà un colpetto di lato sullo schermo, come quando lo si dà a una TV che funziona male, e il desktop ruota mostrando un altro desktop. Fino a 4 desktop diversi.
Ora: il punto non è quello di avere il desktop multiplo.
Il punto è: come lo fai.
Il punto è lo stile.
Mi dispiace, ma non ce n’è. Avete voglia a insistere col discorso per cui “tanto le prestazioni del Mac puoi raggiungerle anche con un computer X con sistema operativo Y con un processore Z a una temperatura N”.
HKD
se fosse vero che il futuro sono i sistemi operativi virtuali, il mac potrebbe essere rivalutato anche da utenti solitamente ostili.
geeks esclusi ovviamente.
fammi capire: a te sembra “stile” avere i virtual desktop che cambiano dando un colpetto sullo schermo?
ti rendi benissimo conto, vero, che divertimento quando lavori in treno, scontri per sbaglio lo schermo e questo ti cambia desktop a cogliombero.
o quanto è ridicolmente antiergonomico dover ogni volta togliere la mano e dare un colpetto al monitor per cambiare desktop, manco fosse una radio rotta, appunto.
bel giocattolo, eh, ma guarda che anch’io in laboratorio ho l’orologio che se lo giri di 90° diventa termometro e di altri 90° diventa calendario.
sono giocattoli.
lo stile è un’altra cosa. lo stile è dentro. ma purtroppo quello chi non sa come funziona un computer (e quindi non lo sa usare come si deve) non lo vede immediatamente.
b.n.
(e poi, hkd, basta rosicare: e compratelo questo mac! :) )
è un’ottima macchina dalle alte prestazioni.
Syntax error
ready.
o stile è dentro. ma purtroppo quello chi non sa come funziona un computer (e quindi non lo sa usare come si deve) non lo vede immediatamente
Uhm.
Mi aspettavo questa replica.
Non mi resta che attendere i rinforzi da Armaduk…
HKD
Boh? parlando di stile windows è un sistema operativo che non ne ha alcuno. Mentre la apple ha sempre fatto dello stile del MacOs uno dei suoi punti di forza. E sto parlando di uno lo stile che è dentro. Non negli effettacci “eye candy” di un desktop virtuale multiplo che puoi istallare su qualsiasi Os.
Naturalmente sono ben altre le ragioni per cui è evidentemente preferibile usare un mac e non starò certamente ad elencarle tutte . Prendendola alla larga, basti dire che ho un mac che ha 7 anni ed ha prestazioni pari a quelle di un pc di ultima generazione. Senza contare il fatto che non ho la più pallida idea di cosa sia un virus o un antivirus.
Armaduk
mark shuttleworth, che è miliardario e astronauta, usa linux e quindi vi spazza via con una risata.
Si, noto infatti l’espressione fiera et astVuta.
Ma dai, sarà astronauta per finta perché si compra i viaggi intergalattici come nei film. Sai come son fatti gli americani.
HKD
non è americano, è sudafricano. comunque sì, si è comprato il viaggio nello spazio (è stato uno dei due o tre turisti spaziali).
Siccome è miliardario non usa il computer ma lo fa per lui il suo schiavetto negro informatico personale che usa linux in quanto negro e schiavetto.
Armaduk
magari ha installato ubuntu su mac
mainard
Siccome è miliardario non usa il computer ma lo fa per lui il suo schiavetto negro informatico personale che usa linux in quanto negro e schiavetto.
ma infatti io propugnavo l’uso di schiavetti, non di linux!