Monday, March 23, 2009 , 00.52
goodbye tricolore
Cominciò uno a lagnarsi degli alberghi, un altro delle strade ferrate, e poi tutti insieme, infervorandosi, presero a dir male d’ogni cosa. Uno avrebbe preferito di viaggiare in Lapponia; un altro diceva di non aver trovato in Italia che truffatori e briganti; il terzo, che gl’impiegati italiani non sanno leggere.
- Un popolo ignorante, – ripete il primo.
- Sudicio, – aggiunse il secondo.
- La… – esclamò il terzo; e voleva dir ladro
Edoardo De Amicis (Fratello del più noto Edmondo, a cui copiavano sempre i racconti)

e così, dopo dieci anni, molliamo la laida bologna. è domani a quest’ora sarò emigrante in albione.
non so cosa pensare. mi sento una boa, galleggio su decisioni che sono mie soltanto in apparenza: in sostanza, non so se ho veramente deciso cosa sto facendo. o forse l’ho deciso io davvero, ma questo io è inaccessibile alla parte superficiale della mia coscienza.
sono felice di lasciare bologna, che non è mai stata veramente casa mia. benchè non ostile, bologna è estranea, è una città fottutamente superficiale, dove galleggia un’enorme schiuma sotto la quale non c’è mai sostanza. e dove chi sostanza è, sta bene attento a non sbucare il naso. non sono mai riuscito a trovarmi a mio agio a bologna, nella chiassaja di feste studentesche, identitarismi radical chic e ridicola spocchia del farsi seghe al dams.
sarà che sono animale di provincia. mi sono fatto più amici in cittadine da me visitate per tre-quattro volte come rimini o alessandria che in tutta bologna, e gli amici di bologna tutt’erano tranne che bolognesi. cambridge ha dal suo, in effetti, ch’è piccina. ma è città di studenti, cosmopolita, e in questo è sinistramente bolognese. senza contare che accanto c’è londra. ho già i brividi.
sarà anche che ho rotto il cazzo a menarmela con queste storie, ché devo piantarla col mio malinconismo di merda (gettare via metà di ciò che stava in casa mia è stato catartico, ma non ancora abbastanza. dovete sapere che io sono la tipica persona compulsiva che conserva TUTTO, compresi gli scontrini del bar). quindi domani scenderò dall’aereo, poi dal bus, e al primo passante che becco a cambridge urlerò il più spezzino dei miei COSTEVÈ, perchè le radici profonde non gelano.
dovevi frequentare di più i mercatini dei vecchi, quello della bolognina e quello della cirenaica meravigliosa. buon viaggio, comunque.
ah-ah, “edoardo” de amicis dopo la tirata sull’ignoranza mi ha fatto cappottare.
ho comprato un cuscino da viaggio apposta per venirti a provare al ponte di cam. quello e una grossa, grossa valigia.
anch’io conservo gli scontrini ed è per questo che non andrò mai da nessuna parte.
ah-ah, “edoardo” de amicis dopo la tirata sull’ignoranza mi ha fatto cappottare.
ahhauahuah porcoddio me ne accorgo solo ora!
imbarazz!
edito subito. posso solo parzialmente giustificarmi con lo stato pietosissimo in cui ero l’altra sera.
in realtà sono il re degli ignoranti, che come insegna Celentano è la chiave per il successo (era Celentano, vero? inizio a non essere più sicuro di nulla).
ma no! pensavo fosse volutissimo!
non farti prendere dal panico e dacci detro, poi mi racconti via skipe!
Ecco appunto, telefona quando arrivi che per il traffico aereo è un momento così così e qui in patria stiamo in pensiero.
ma no! pensavo fosse volutissimo!
tu mi sopravvaluti, decisamente.
per assurdo, mi verrà più facile ed economico venirti a trovare mo che stai a Londra.
Così ti porterò fumetti, tu, dal canto tuo, conserva una di quelle tizie inglesi che ci stanno se dici anche solo i’m italian
Mi torna in mente solo adesso:
Applicherai alla tua esule persona TEH METOD?
in bocca al lupo, carissimo brullo!
daw: daidaidaidai
loforestiero: OVVIO, come no!
gatta: morte ai canidi, e grazie.
ovviamente vogliamo un resoconto completo.
e, per favore, evita la banalità di raccontare cose credibili.
infatti, racconta di quando sei andato a caccia di negri con james watson
Kitemmurt!
aggiorna il blog, stronzo