Sunday, February 18, 2007 , 23.46
il post che mi costerà la galera

prima di tutto, mani avanti: quelli delle BR sono ovviamente dei pazzi criminali. sia chiaro, chiarissimo questo. non è un disclaimer-burla: sono veramente dei matti criminali -ma specialmente dei matti. in generale, chi applichi nel 2007 il concetto di lotta armata per la rivoluzione proletaria (e in ispecie se si è in 14 a sparar nelle cascine a perpetrare tale lotta per l’intero proletariato, vera inversione del concetto di lotta popolare -e non mi dicano che sono avanguardia!) o è pazzo, o stupido, o un buon miscuglio di tutti e due.
a proposito: oggi sentivo il pur buon poeta Sanguineti rosariare categorie marxiste alla televisione, e anch’egli non era meno matto, bisogna pur dirlo.
però: in un qualche modo, l’esistenza delle BR (o meglio: di gruppetti che riprendono il nome delle BR) mi regala dei lumi. non di speranza, nè di gioia. ma perlomeno di varietà dell’esistente.
voglio dire: dopo il 1989 siamo tutti dallo stesso lato. ci credo che tiravano fuori la fine della storia. in occidente, la sinistra è quasi solo socialdemocrazia, ovunque. la destra è quasi solo liberalismo, ovunque. più capitalisti della cina non ce n’è e anche le teocrazie, vabbè, irreggimentano l’occidente. tutto quello che si propone non sono nuovi sistemi di vita, nuove ricostruzioni dell’ordine (o del disordine): sono minutaglie e varianti di un qualcosa che ormai non si può che dare per assodato.
banalità delle banalità: dopo l’89 in italia il PC diventi PDS e contemporaneamente il MSI diventa AN. recisione dei fusti, innesto nella situazione de facto. e anche quelli rimasti fuori, inghiottiti per sopravvivere. bertinotti e rizzo, voi ce li vedete guidare la rivoluzione proletaria e l’instaurazione dei soviet? vi potete forse immaginare fiore o romagnoli salutare le folle da piazza venezia? ma andiamo.
ciò che si situa in alternativa allo stato democratico di stampo occidentale è mera frangia. inevitabilmente extraparlamentare. restano i pochi marxisti-leninisti veramente convinti. restano gli anarchici. resta parte della galassia comunemente accomunata sotto il taxon di neofascista. ora, io vi invito a riflettere su questo: tali frange, emarginate e ridicolizzate non senza fondamento, sono tutto ciò che resta di potenziali bauplan della società alternativi all’attuale. sono i fossili viventi, i tuatara ideologici di quello che una volta erano filosofie che squassarono nazioni e continenti.
per questo resto stupito e quasi commosso nel vedere che c’è qualche folle che ancora, nonostante tutto, cieco al mondo che lo circonda che ripete la sua sconfitta, continua a rischiare armi e bagagli (perchè il bierre è assassino sì, per carità, ma chi è assassino rischia anch’egli, e infatti -fortunatamente,insisto- l’hanno preso) per ricostruire un’alternativa, quale essa sia. asceti di un’ideologia neoplatonica, sacerdoti del materialismo storico, essi immolano e si immolano. allo stesso modo mi affascina vedere i neofascisti ricordare Acca Larentia in una cerimonia che, abbigliamento dei partecipanti a parte, ha ben poco di moderno.
ma la lotta delle BR nel XXI secolo non è solo orribile in quanto sanguinosa: è più orribile in quanto futile. non c’è ovviamente alcuna remotissima speranza che un movimento del genere coaguli un consenso sia pure minimo (si, gli striscioni a vicenza: li voglio vedere a organizzarsi, confondersi nella folla, esercitarsi con le armi, li voglio proprio vedere.) tale da renderlo un pericolo per le istituzioni. le BR, nel 2007, non sono un pericolo per le istituzioni. non sono sovversivi, anche se vorrebbero. non a caso si limitano a fare sicariato.
da dove deriva tale futilità? se ci si fa caso, tutti i movimenti di frangia che ho citato nascono prima del 1930. tutte le teorie che propongono sono vecchie, sono state create in un mondo che non è per niente simile a quello di adesso. si dirà che il capitalismo è ancor più vecchio, e io mica lo nego: ma esso è più duttile, in quanto non nasce da punti ideologici a priori, ma si giustifica a posteriori. ma ad esso si applica lo stesso punto. il punto è (spero che qualcuno più istruito di me mi smentisca): da quanto vedo, la filosofia politica è morta. defunta. game over. the end. non esiste più nessuno che ripensi una qualche alternativa radicale e innovativa alla costruzione della società come la vediamo oggi. o si rimastica il comunismo, o il fascismo, o si guarda alla pur avveniristica utopia anarchica. mi domando: è necessario che sia così? esiste un altrove possibile?
sono certo di aver elencato delle ovvietà. il problema è proprio questo. sono ovvietà. chi guarda oltre le ovvietà?
egregio signor brullonulla,
un uomo che guarda oltre c’è. Tale barlume di speranza risponde al nome di Filippo Bellissima. Egli è, senza ombra di dubbio alcuna, l’ultimo filosofo politico rimasto su questo grumo di sabbia che chiamiamo terra.
Non credo esista un altrove, detto in maniera molto sintetica.
A parte questo, il tuo post è una delle cose più sensate io abbia letto ultimamente in merito alla questione, che tanto questione non è.
Penso che il tuo post sia decisamente troppo moderato affinche’ tu possa agognare il cielo a scacchi. Eppure e’ facile scrivere BR in lettering, hai perso una buona occasione.
Peccato.
sennò c’è BR
però Battle Royale, il film giappo
che se lo si va a vedere, un’alternativa la propone, volendo.
SvS
il problema non è che manca solo la teoria politica, caro brullo, ma anche la pratica. è ovvio che le due cose sono collegate, anch’io sto dicendo banalità, ma la cosa che mi angoscia di più della politica di tutto l’occidente è che nessuno ha un piano. si lasciano solo trascinare qua e là da questo o da quel particolarismo, tralasciando completamente il quadro d’insieme, non (solo) per cattiva fede, ma specialmente per incompetenza, disordine mentale, sciatteria intellettuale.
obbiettivamente, preferirei vivere ad anhk-morpork :)
sraule
e la miseria loro estetica non c’entra nulla?
non è il caso di preoccuparsi del proprio appeal, in vista del giorno, fatale, in cui si assurge a onore di cronaca?
mi rendo conto che è fuori tema, o almeno che non puoi nobilitare idee muffe con due accorgimenti estetici, e che se vuoi cospirare non è il primo dei tuoi pensieri.
ma questi, sfigati come sono -per ragioni secondo me ANCHE estetiche- non infondono alcuna spinta all’emulazione.
ho come idea che la sciatteria qui sia personale ed esistenziale, prima che intellettuale.
gosh. la loro miseria, non la miseria loro.
Ma limitiamoci a vivere e a veder vivere, che provoca meno dolore…
vedo che stanno emergendo due cose sulle quali mi sento molto d’accordo.
da un lato sraule fa notare come manchi qualsivoglia pianificazione. il che è abbastanza vero (in realtà il piano alcuni ce l’hanno, ma all’interno della struttura preesistente). personalmente risolvere un problemino particolare alla volta è abbastanza ok (anzi, è molto vicino a come ritengo debba funzionare la politica come cosa spicciola e quotidiana), ma sicuramente non permette di andare molto al di là del palmo di naso (anche se magari si sta un po’ meglio).
dall’altro si coglie un tema a me caro: l’estetica. cazzo, una volta la politica era pura estetica. essere comunista voleva dire riconoscersi nell’acciaio e nelle steppe dei soviet, nella mistica del trattore e del fronte di stalingrado. essere fascista era un’estetica speculare a questa e ricca di grandeur (e buona parte del fascino intellettuale che hanno su di me i fascisti è dovuta alla loro assoggettazione a volte assoluta all’estetica). adesso cosa c’è? le bandierine della pace? le cravatte di forza italia?
ma che triste schifo. schifo pervasivo però, perchè ormai dell’estetica non solo non viene sentito il bisogno, se ne rifugge persino.
b.n.
ehi Svs, ne sai!
Comunque Brullo, che ti è successo? sei diventato buonista?
non vedo dove sia il buonismo in tutto ciò.
Sono d’accordo con te in modo quasi imbarazzante.
La filosofia del “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” s’e’ trasformata in una ricerca di un “benessere morale” individuale che si placa con scelte alimentari, gruppi d’acquisto, boicottaggi, azioni condotte da singoli e da piccolissimi gruppi.
La societa’ come concetto e come realta’ e’ completamente scomparsa non solo dalla politica ma dalla nostra mente, dal nostro bagaglio di concetti. Il ripescaggio ridicolo delle ideologie d’antan e’ il solo modo che troviamo di riportare la societa’ nel nostro orizzonte, ma e’ un modo sbagliato.
un disclaimer perchè sennò non ci capiamo: oh, non crediate adesso che io voglia appoggiare nuovi sistemi sociali a random. semplicemente a me il mondo piace in quanto vario, e qui non mi sembra vario nè interessante. poi magari a me sta bene Mastella.
mai letto “i demoni”? i progetti di società future stanno più in mano ai tecnici che ai politici. da ragazzino leggevo il progetto della stazione lunare (quella a cilindro, coi campi capovolti), che implicitamente conteneva un progetto di società. anche quando si realizza un grosso complesso edilizio si fa qualcosa di simile. quando si invade un altro paese, anche. o si costruisce fuori (la luna) o prima bisogna abbattere: quindi… tutte le forme di terrorismo sono propedeutiche alla rinascita della filosofia politica. quelle e gli avanzamenti nella balistica.
>i progetti di società future stanno più in mano ai tecnici che ai politici.
nel precedente commento ho resistito alla tentazione di citarlo, i Demoni.
perchè tra l’altro è molto eloquente , quanto alla relazione tra politica e estetica.
I sovversivi -che nota, non hanno le idee chiare per nulla, cioè sono carenti di un piano e di una vera organizzazione- vogliono fare di Stavrogin l’anti-zar, principalmente perchè è bello e provvisto di carisma.
Ma Stepan Trofimovic, che è il cultore in senso proprio -estetico- della bellezza, è un vecchio rudere non al passo con le idee moderne.
Ergo, Dostoevskij era un reazionario soprattutto perchè vedeva la sciatteria dei ribelli, cioè dei nichilisti. Senza opporsi, peraltro, al loro desiderio -confuso, già allora confuso- di cambiamento.
Ma penso che quelli che chiami “tecnici”, dhalgren, siano gli stessi che io chiamo i “politici”, o i “politicanti”.
Comunque sia i Demoni è assai pertinente alla discussione. Non volevo citarlo giusto per via del mio nick.
dhalgren, purtroppo “i demoni” mi manca (shame on me!), ma se mi parli di tecnocrazia con me spalanchi una porta aperta.
la sciatteria del ribelle. che bel concetto.
se il movimento agisce in una dimensione che appartiene all’oggetto d’osservazione del soggetto logico arriverà a comprendere quel punto oltre il quale non sarà in grado di cogliere variazioni sensibili di alcun interesse. questo, qualsiasi direzione prenda, pur senza cessare il suo moto. in quel momento acquisirà interesse solo il punto di discontinuità che lo separà da se stesso. (o ?) – gli strumenti devono essere recuperati.-
- rapidamentechidicelaverità?-
mai letto “i demoni”?
Il vero problema è: che pacco incredibile è “I demoni”?
Quando l’ho iniziato (dopo aver letto quel capolavoro che è Delitto e castigo, ero pieno di speranze.
Invece… pesantissimo e inconcludente. Tanto che, secondo me, il discorso che fa Dhalgren (tecnici e politici) è una sua idea, non un messaggio del libro. Spero che qualcuno mi smentisca. Ma è uno dei libri più deludenti (rispetto alle aspettative) che abbia letto.
HKD
che noia questo post… su… torna in te…
e che cazzo
e che cazzo
bisogna fare sempre la tara dei traduttori di merda
bisogna fare la tara dei lettori che non capiscono un cazzo
Фёдор Михайлович Достоевский è semplicemente quanto di meglio abbia prodotto l’incontro tra la cultura occidentale e quel’ammasso informe che ha il nome di russia
almeno fino a Эдуард Лимонов
Gordon Gekko
infatti non è una cosa del libro, e non è neanche un’idea mia. se ci fai caso, quasi tutte le utopie come la città del sole, quella di tommaso moro, e anche quelle di prima, quelle della città di platone, o della nuova atlantide, le utopie e le distopie in genere, sono spesso legate ad una particolare città. lo stato di cristiania, se ben ricordo, pure alla fine si riduce quasi solo alla città e al contado. e sono tutti songi di rinnovamento legati anche alla pura forma del posto: campanella fa una città a tortiglione, moro ne fa tante a scacchiera… una corrente del positivismo italiano, delle più bizzarre, sosteneva che per ridurre i reati bisogna cambiare la forma delle case e mettere portieri dappertutto. non avevano neanche proprio torto. per fare le rivoluzioni ci vogliono quindi gli architetti.
>pesantissimo e inconcludente
che bestemmia.
se c’è un libro che conclude, poi.
conclude talmente e così bene che può utilmente siglare molti discorsi d’oggi.
anhk-morpork. questo è tutto.
sraule
ps. io per tecnici intendo tecnici e per politici politici. non ricominciamo a complicarci la vita, eh?
se non erro l’ottimo Magna Romagna ipotizzava un mondo in cui tutti vivessero in case quadrate di 10×10 m al centro di un appezzamento di 100×100 m, circondato da un fitto filare di alberi, “personalmente consiglio il leccio”, diceva.
Gordon Gekko, complimenti per la citazione in russo con caratteri russi con la quale vuoi stupirci e farci vedere che ne sai tante e che sei un purista. Vai anche in giro con il colbacco?
Ti senti figo eh a fare queste cose, a stupirci col carattere cirillico?!
Bravissimo.
Stavroghin, da uno con un nick simile, in una discussione su “I demoni”, non mi aspettavo diversamente.
HKD
quello di magnaromagna è un progetto delirante. il leccio! che non ha spine… io, per me, ho messo la Pyracantha, sebbene suoni un po’ gay.
Bevo molta vodka se può sevire a qualificarmi come figlio della grande madre Russia.
Sulla citazione non era per fare il figo, ho fatto un copiaincolla da Wikipedia perchè si stava parlando di come l’estetica plasmi l’assetto politico sociale di una “civiltà” (detto in soldoni), e ho pensato che forse il modo in cui si scrive qualcosa (ideogramma è il termine che mi viene in mente ma è sbagliato lo so) cioè il significante influenza il significato, è una analogia forzata forse, ma serve per farti capire che non capisci un cazzo di Teodoro Dostojevski (spero che così vada bene) perchè come diveva Corey Taylor “you can’t see california without Marlon Brando’s eyes”
Gordon Gekko
io rimango fedele alla grafia Dostoevskij.
tecnica ed estetica che implicitamente contengono un progetto di società.
ma state parlando di architettura? (che guardacaso oggi non ha più niente da dire)
è un altro grande problema del XXI secolo, quello della morte dell’architettura. e le due cose non mi paiono affatto coincidenze, in effetti.
è la prima volta che un post mi ridona delle soddisfazioni, proseguite così, ve ne prego.
prima volta da mesi, intendevo.
Bel post e bella domanda. Mi chiedo: una nuova filosofia politica che proponga una trasformazione della società puo’ oggi evitare di ricondursi a modelli pre-esistenti? Potrà non citare comunismo o fascismo esplicitamente, ma dovrà dire qualcosa in merito all’ uguaglianza economica, all’ordine sociale, al libero mercato o alla partecipazione democratica che sono categorie “immortali” della politica. A quel punto si ricollegherebbe (o i suoi detrattori la ricondurrebbero) a qualcosa di politicamente già visto, magari con l’aggiunta di un ex-, post-, neo- etc… In questo senso, difficilmente sfuggirà alla classificazione destra-sinistra. Quello cui invece probabilmente assisteremo è una ibridazione tra contenuti di filosofie politiche già note, magari in passato distanti. Cercando in giro ho trovato qualcosa del genere ( seppur in cirillico, si citava Limonov), ma la maggior parte di esse mi sono parse deludenti quando non addirittura grottesche.
Concordo anche con Stavroghin, il potere piaccia o non piaccia propone anche un ideale estetico, difficile fare la rivoluzione senza proporne uno altrettanto accattivante.
sono daccordo con aramcheck e quindi dico, visto che l’estetica è importante, di ripescare filosofie politche precedenti ad un 900 che ci ha annoiato.
Feudalesimo, questa è la soluzione: stati grandi come paeselli, stendardi, dinastie, e con un po’ di culo potremmo trovarci a vestire tipo le guardie svizzere o come personaggi del signore degli anelli.
aramcheck: non so. io per esempio sarei favorevole ad un’oligarchia meritocratica in cui il diritto di voto e di eleggibilità è in teoria aperto a chiunque, ma richiede un certo livello intellettuale e culturale (di un certo tipo per poter votare, di tipo superiore per poter essere eleggibili). nello stesso tempo vorrei uno stato sociale forte, altamente tecnologizzato e assolutamente libertario come diritti civili/libertà di espressione.
in questo caso dove mi pongo? a destra o sinistra?
è che purtroppo qualunque gerarchizzazione esplicita, e quasi ogni forma di preclusione alla partecipazione sociale viene ormai classificata “di destra”.
di sinistra è:
-la viltà politica al governo, supinamente accettata dietro gli eterni bofonchiamenti
-l’idiozia di piazza, che inneggia quelli che si proclamano primi fra pari (cioè più uguali degli altri)
viceversa, se io dico: non voglio che un idiota decida chi deve governare per me, e credo che l’idiozia sia non solo molto diffusa ma anche, come dice Cipolla, diffusa in modo del tutto equanime , e per ciò temo e mi dolgo, ecco che sembro di destra.
ma come, non voglio battermi perchè l’ultimo degli idioti abbia i miei stessi diritti? no.
non mi spiego, in effetti, perchè mi ostini a votare a sinistra.
Per la parte dello stato sociale forte e dei diritti individuali assolutamente libertari la tua idea sembra vicina al socialismo libertario, quindi una corrente anarchica. Per l’oligarchia meritocratica… touchè.
Tra l’altro l’idea è interessante e coerente: per rendere accettabile un’oligarchia meritocratica si dovrebbe dare davvero pari accesso alla conoscenza a tutti. Quindi scuola pubblica (“stato sociale forte”) e abolizione di ogni digital divide (“altamente tecnologizzata”). Il principio rigidamente meritocratico sarebbe una splendida occasione per svuotare il parlamento dall’orda di avvocaticchi che lo assedia.
“a occhio e croce brullo potrebbe scrivere la costituzione con Von Hayek, poi però hayek siederebbe a destra nel parlamento e brullo a sinistra.”
“altamente tecnologizzato”
e che vuol dire uno stato sociale tecnologizzato? perchè c’è qualcuno che vuole uno stato sociale forte ma obsoleto e da terzo mondo?
A già, dimenticavo, i verdi.
“diritti civili/libertà di espressione.”
tolta la democrazia non vedo perchè si considera così importante la libertà di espressione, secondo me è più importante la proprietà privata.
“I Demoni” è un libro godibilissimo, come gran parte di quelli di Dostoevskij. Purtroppo mette tristezza, perchè ti fa capire in quale abisso di ignoranza e imbarbarimento siamo finiti. Lì Kirillov che si suicida per dimostrare l’inesistenza di Dio, qui Costantino che parla – e viene attentamente ascoltato – in TV. E’ una decadenza irreversibile, opporvisi è da stupidi: probabilmente quei 4 poveri diavoli che hanno arrestato scopavano poco e cercavano di dare un senso alla loro vita in quel modo (però Amarilli mi sembra molto carina). Perchè parlare di massimi sistemi, di una nuova società possibile quando la maggior parte della gente non capisce un cazzo?
ma come, non voglio battermi perchè l’ultimo degli idioti abbia i miei stessi diritti? no.
non mi spiego, in effetti, perchè mi ostini a votare a sinistra.
come ti capisco. purtroppo votando a destra (hic et nunc) gli ultimi degli idioti non solo hanno gli stessi diritti, ma ne acquisiscono pure di maggiori.
per rendere accettabile un’oligarchia meritocratica si dovrebbe dare davvero pari accesso alla conoscenza a tutti. Quindi scuola pubblica (“stato sociale forte”) e abolizione di ogni digital divide (“altamente tecnologizzata”).
aramcheck: mi hai capito al volo. :)
tolta la democrazia non vedo perchè si considera così importante la libertà di espressione, secondo me è più importante la proprietà privata.
la penso nel modo esattamente opposto. nulla, ma proprio nulla, a parte la vita (forse) è più importante della ovvia libertà di dire tutto quello che voglio.
su questo punto non arretro di un nanometro e meno le mani, eh.
Perchè parlare di massimi sistemi, di una nuova società possibile quando la maggior parte della gente non capisce un cazzo?
perchè ci piace fare salotto e tramo per essere invitato dai futuri costanzo e vespa.
sempre che sopravviva alla gastrite.
I pochi e migliori al potere NON E’ di destra nella misura in cui a destra la mobilità al potere è chiusa, e cioè non ne beneficiano i migliori (e quindi la collettività) ma il despota pazzo di turno.
Questo è quello che io non riesco a capire come quelli che ci credono davvero e che sono di destra davvero non capiscano.
Brullo: sono d’accordo con te sulla libertà d’espressione… anzi no, tu sei troppo estremo e ne abbiamo già parlato [se tizio si mette a declamare e a scrivere saggi sul fatto che i lager o i gulag, qui sono davvero bipartisan, non sono mai esistiti, beh, che non speri di passarsela impunemente, per tanti motivi, ma ammetto che è una questione molto delicata] ma forse stai tralasciando la identica (se non maggiore inviolabilità) della proprietà privata.
HKD
queste riflessioni mi strappano l’applauso
ma forse stai tralasciando la identica (se non maggiore inviolabilità) della proprietà privata.
detto da te che… :)
in realtà no. la proprietà privata, benchè tendenzialmente la difenda, è concetto la cui assolutezza è opinabile. io posso trovare plausibile che la condivisione dei beni in molti casi sia cosa santa e giusta (distinguiamo tra condivisione collettiva ed esproprio a favore dello stato/di soggetto terzo, eh, sono due cose ben diverse).
la proprietà privata non fa di me un uomo libero. fa di me un uomo con della proprietà. la libertà di espressione invece sì, fa di me un uomo libero. questo basta.
e il tizio che scrive che lager e gulag non esistono ha tutto il diritto di scriverlo liberamente, per lo stesso motivo per cui non impediamo agli astrologi di scrivere panzane.
(a proposito, indegno il recente caso toaff. indegno che l’abbiano costretto a ritirarlo, ovviamente.)
dio sta progettando degli inferni particolari per i ricchioni.
e quelli già morti dove sono ora?
brullo, io sono ovviamente per al libertà di espressione più totale e penso che mastella sia un pezzo di merda.
detto questo, sarebbe ora di chiedersi perchè la libertà di parola è più importante della libertà di grattarsi il culo o di masturbarsi.
un motivo è perchè ci hanno rincoglionito con la libertà di parola sin da quando eravamo piccini e le maestre ci insegnavano come dovevamo pensarla su queste cose.
Questo mi sembra chiaro che non lo possiamo considerare un motivo ragionevole.
un secondo motivo è che in una democrazia la libertà di parola serve perchè è dal dibattito nell’opinione pubblica che nascono le idee che poi vengono presentate in parlamento eccetera.
quindi si può eutanasizzare la democrazia semplicemente censurando l’opinione pubblica, in modo che semplicemente non ci sono idee da votare se non quelle concesse dallo stato.
questo mi sembra un motivo assai valido.
ma se tu proponi di limitare il suffragio, allora la libertà di parola perde almeno in parte questo valore istituzionale e si riduce ad un “ti sodomizzo spesso e volentieri, ma ti lascio la libertà di lamentarti”
per dio i ricchioni sono un fenomeno recente. lui ha finito di costruire inferni per i dinosauri solo cinque milioni di anni fa. fa’ conto che adesso stanno prendendo il posto all’inferno gli umani morti ai tempi di lucy. le altre anime attendono nello spazio di swedenborg cacandosi il cazzo.
lancio questa nel mucchio:
Gli uomini sono stupidi. Hanno la libertà di pensare e chiedono la libertà di parlare
La libertà di espressione, la quale difendo anche io, andrebbe forse subordinata a selezione meritocratica.
Nella fattispecie, ha diritto ad esprimersi chi dimostra di avere pensato abbastanza.
Perchè tante volte mi sembra questo il problema.
ven 20 aprile suoniamo all’xm24 con altra gente malata americana a caso non mi ricordo già i nomi ma c’è tipo una necroninfomane tardona666, uno che si fa chiamare Massaccesi e altra roba boh hihew ewruog w canedio
SvS
visti gli ultimi sviluppi, a certa gente andrebbe impedito di esprimersi. o meglio: non di esprimersi, ma che quello che dicono (o, hem, votano) abbia un peso.
comunque è cosa nota che io sono per una dittatura illuminata.
il dittatore potrebbe essere selezionato da me.
ilbuffone, ti ho già detto che meno le mani su questa cosa.
la libertà di espressione non è un benefit simpatico per questo o per quel motivo. è un assioma. è un principio primo. un principio primo. autogiustificato e immutabile.
non c’è nessun altro discorso da fare perchè non è possibile nessun’altra libertà nel momento in cui non posso alzare la manina e parlare.
chiusa qui.
ti consiglio un infuso alla menta per la gastrite eh
com’è figo fare i libertari, ma non ti accorgi che non c’è libertà. nessuno può dire ciò che vuole perchè nessuno liberamente vuole.
hai mai sentito dell’esperimento in cui si chiede a della gente di stimare la misura di un segmento e all’interno del panel c’è un disturbatore che con assoluta sicumera spara una stima da decerebrato, si osserva che quelli che rispondono dopo il disturbatore tendono a sparare stronzate pure loro. (non ricordo se questo esperimento sia di milgram o di quacun altro)
ed è così sempre, il tuo anelito di liberta è ridicolo. la libertà è un’ideale inesperibile. leggiti ninna nanna di chuck palahniuk. leggiti berlin. leggiti erasmo
ma tu da bravo troller continuerai a lanciare l’amo e a tirare su quello che viene. non ti accorgi che cancelli la libertà di pensiero con la tua libertà di parola.
autocensurati. scegli l’afasia.
Gordon Gekko
“hai mai sentito dell’esperimento in cui si chiede a della gente di stimare la misura di un segmento e all’interno del panel c’è un disturbatore che con assoluta sicumera spara una stima da decerebrato, si osserva che quelli che rispondono dopo il disturbatore tendono a sparare stronzate pure loro. (non ricordo se questo esperimento sia di milgram o di quacun altro)”
erano nove attori e un soggetto vero, i nove attori davano tutti la medesima risposta sbagliata e nel 60% dei casi il soggetto dava anch’egli la risposta sbagliata.
ma questo non c’entra nulla, il condizionamento sociale si pone su un piano assolutamente differente rispetto alla condizione di limitazione imposta con la forza.
non so a chi ti rivolgevi ma siccoem sono libertario mi sento chiamato in causa.
“ilbuffone, ti ho già detto che meno le mani su questa cosa.”
e non ce ne è bisogno perchè io sono favorevole alla libertà di stampa di qualsiasi cosa, anche del negazionismo.
“la libertà di espressione non è un benefit simpatico per questo o per quel motivo. è un assioma. è un principio primo. un principio primo. autogiustificato e immutabile.”
occhei, sono d’accordo, ma perchè la libertà di movimento ad esempio no?
meglio essere in carcere e poter parlare o essere muto e a piede libero?
meglio che ci chiudono il blog o che ci esprorpiano la casa o la macchina?
lo dico per ampliare un attimo il discorso, mica per sminuire la libertà di stampa.
breve escursus sulla proprietà privata:
hai ragione quando dici che l’essere proprietario di qualcosa non ti rende intrinsecamente più libero, ma ribalti la questione, perchè la domanda è se quando ti rubano qualcosa ti rendono meno libero.
per esempio, ti fai un culo per pagare le rate della macchina, quindi vuol dire che lavori, sudi, soffri per ottenere la macchina.
Poi qualcuno (lo stato gli alieni la banda bassotti eccetera, non importa chi) te la ruba, questo implica che tu hai lavorato ore per soddisfare i bisogni di qualcun altro contro la tua volontà, cioè sei stato deprivato di preziose ore della tua vita.
Sei stato schiavo di qualcuno, ovvero il contrario dell’essere libero.
[...] Poi qualcuno (lo stato gli alieni la banda bassotti eccetera, non importa chi) te la ruba, questo implica che tu hai lavorato ore per soddisfare i bisogni di qualcun altro contro la tua volontà, cioè sei stato deprivato di preziose ore della tua vita.
Sei stato schiavo di qualcuno, ovvero il contrario dell’essere libero.
scusa se mi permetto, ma il secondo periodo della tua proposizione, quasi sillogistica, non consegue affatto dal primo :)
(quello smile sta a significare che non vorrei trovarmi nei prossimi commenti una sfilza di sillogismi validi o non validi. il gioco è divertente ma non ha grande attinenza con la vita vera)
quello che intendo, in sostanza è: libertà di opinione è proprietà privata non sono se non forzatamente in relazione. su quale possa essere una priorità, se proprio uno deve stabilire una priorità, si potrebbe discutere.
brullo: questa tua difesa a oltranza della libertà di espressione come “assioma, principio primo, autogiustificato e immutabile” mi pare un po’ naif.
anche la libertà di espressione, come altre varie “libertà” è regolata da norme che in qualche misura la limitano, senza per questo costituire una minaccia all’assioma. vedi, ad esempio, la proprietà intellettuale.
se qualcuno prendesse la tua ultima ricerca e la pubblicasse su nature a suo nome non credo che avresti più grande rispetto della sua libertà di espressione, per quanto copyrightfree tu possa essere.
era solo un esempio, ok?
gordon gekko: mi pare che ti sia già stato fatto notare come l’esperimento da te citato (e che successivamente, peraltro, non ha retto a verifica) non ha niente (o poco) a che vedere col discorso.
quell’esperimento, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i, (non) provava (come poi si è visto) una teoria che ha però ricevuto altre prove empiriche meno rozzamente condotte e che è quella della minoranza rumorosa.
ora mi aspetto che tu citi i persuasori occulti di pakard prima di farmi una bella risata.
una cosa è la teoria, l’altra è la prassi. sono certa che anche il cavaliere della libertà d’opinione – brullo – è più che d’accordo sul fatto che la maggior parte delle opinioni che si propone di difendere non meritano affatto di sopravvivere, che la gente è stupida, suggestionabile e non dice niente di importante e/o interessante, ma che questo mare di stronzate va comunque difeso in linea di principio, bisognasse anche ascoltare un agostino per i seoli dei secoli. (brullo, ok, ora ti do ragione, ma ne vale davvero la pena? :))
a corollario di ciò, visto che, ops, noi comunque siamo gente… puoi finire il ragionamento da solo, credo.
chiedo venia: nel commento precedente: libertà di opinione è proprietà privata…
quell’ “è” è un “e”.
com’è figo fare i libertari, ma non ti accorgi che non c’è libertà. nessuno può dire ciò che vuole perchè nessuno liberamente vuole.
sai che novità.
ma se andiamo a conculcare anche il campo di quel che rimane, allora addio, no?
ed è così sempre, il tuo anelito di liberta è ridicolo.
sarà ridicolo ma me lo tengo stretto.
autocensurati. scegli l’afasia.
vai avanti tu che io ti seguo a ruota, eh, fra cinque minuti.
se qualcuno prendesse la tua ultima ricerca e la pubblicasse su nature a suo nome non credo che avresti più grande rispetto della sua libertà di espressione, per quanto copyrightfree tu possa essere.
era solo un esempio, ok?
si, ma falsato. questa non è libertà di espressione, è attribuirsi merito di qualcosa che non si è fatto.
c’è un po’ di differenza.
vogliamo eliminare dal novero della l.d.e. la calunnia gratuita e la appropriazione indebita di merito? ci sto. ma finisce lì.
[aneddoto a margine. il mio capo qualche tempo fa è andato ad Aspen, USA, a una conferenza di figoni a presentare varie cose, tra cui anche la roba che ho fatto per la tesi e un po' dopo e che è stata pubblicata solo dopo due anni -su rivista più che dignitosa ma non al pari con le nostre aspettative- con peripezie immani perchè tutti ci sputavano.
alla conferenza è presente la editor di Nature Chemical Biology (rivista piuttosto figa) la quale dice al mio capo tutta entusiasta: “ah fighissima questa cosa, perchè non ce lo mandate che lo pubblichiamo noi?” la risposta che il mio capo purtroppo non ha saputo dare: “perchè ce lo avete cassato un anno e mezzo fa.”
spero che invece abbia risposto: ok, ma voi ci date la copertina.
l’ha detto, vero? se no dovresti strappargli i peli da sotto lo scroto con una pinzetta per le sopracciglia.
ehm, l’abbiamo già pubblicato!
ops. non avevo capito. in effetti rileggendo il tuo commento era ovvio :)
peraltro sulla rivista dov’è finito abbiamo avuto la copertina. :)
oh, wow.
sei.
così.
fico.
Buffone, grazie per la correzione, ma non guardare il dito che indica la Luna. Asserisci che “il condizionamento sociale si pone[ga] su un piano assolutamente differente rispetto alla condizione di limitazione imposta con la forza”, io ritengo che una differenza di grado non sia per forza una differenza qualitativa. Sfrutti la plurivocità di “libertà” e “proprietà” per darti ragione da solo. cercavo di veicolare dei concetti assolutamente banali attraverso quel potente strumento epistemologico che ha nome analogiaMa la Proprietà è il cardine della civiltà e del suo svilluppo, per ragioni organizzative motivazionali sociologiche (“The point is, ladies and gentleman, that greed, for lack of a better word, is good. Greed is right, greed works. Greed clarifies, cuts through, and captures the essence of the evolutionary spirit. Greed, in all of its forms; greed for life, for money, for love, knowledge has marked the upward surge of mankind.”)ect. La Libertà invece è un concetto così scivoloso, difficile da maneggiare.
Tentiamo di risolverla con il citazionismo:
quale di queste due frasi iperfamose sottoscrivereste?
Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.(che cazzata)
L’uomo civile ha scambiato una parte delle sue possibilità di felicità (leggi libertà) per un po’ di sicurezza.(rozzo, ma non male)
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare (…)
la differenza è proprio qualitativa, perchè un contro è essere disapprovati dal proprio circolo sociale, un conto è essere picchiati incarcerati, uccisi, nel secondo caso c’è un aggressione.
e per inciso la libertà è un concetto scivoloso se lo riempi di significati non propri (tipo come fanno i communisti che parlano della libertà dai bisogni) ma il concetto duro e primordiale di libertà è il non essere obbligati con la forza a fare cose che non si vogliono fare.
i liberti, gli schiavi affrancati, sono venuti prima dei libertini, dei liberali, dei liberisti e dei libertari.
poi logicamente nel senso più ampio la libertà è una chimera e si confonde col concetto di potenza, per esempio non sono libero di volare o di teletrasportarmi, ma questa è un’altra storia, ovvero se è possibile il libero arbitrio senza l’onnipotenza.
ciao anonimo del commento 63, grazie per aver riportato esattamente l’opposto di tutto ciò che penso.
”… in quanto non nasce da punti ideologici a priori, ma si giustifica a posteriori…”
A me questa frase sembra na cazzata….
Dorian Rex
Vedi… forse forse una bella mazzata Anarchica nn farebbe poi cosi’ male sai?
Dorian Rex
il problema di fondo è che l’uomo si ostina a voler vivere in grosse comunità formate da persone inconciliabili tra loro…
l’unica soluzione possibile è il ritorno a piccoli agglomerati di persone separati tra loro ed autosufficienti…
l’ideologia è l’oppio dei superficiali..
h.
sarà, ma i puntini di sospensione sono l’impronta digitale dei coglioni.
sarà, ma i puntini di sospensione sono l’impronta digitale dei coglioni.
sarai citato in lungo e in largo.
io ho molta stima dei coglioni, sono ciò che ci ricordano la nostra natura e che ci allarmano quando ci distacchiamo troppo dalla nostra vera natura…
h.
h., ti auguro una felice vita nella tua piccola comunità autosufficiente di coglioni.
b.n.
‘sto blog è il solito Festival del Cazzone Sborone, condotto dal sacerdote SbrurroNulla.
Ma levatevi di culo con ‘sto Dostoieschi, non capite una sega di come stanno le cose.
State a fa’ discorsi a bischero su teorie filosofiche scritte su libri puzzolenti di carta gialla e senza donnine gnude. Roba da pervertiti.
Nessuno segue le BR o altri movimenti eversivi perché abbiamo quello che ci serve e non vale la pena rischiare di perderlo.
Finché potrò scaricare i porno da emule per farmi le mì belle seghe, mi dite chi cazzo me lo fa fare di darmi alla rivoluzione dove la prima cosa è che ti saltano le linee telefoniche, dunque niente ADSL?
Mi potreste dire: uno si fa la scorta di CD porno. No, perché io voglio vede’ i filmini amatoriali appena escono, per commentarli per primo. E poi son pochi i filmini porno che si possono vedere più d’una volta, quando sai il finale non c’è più gusto.
Ma poi nelle BR c’hanno i palmari, con quelli i porno non ce li vedi! Non dico i video, ma nemmeno le foto zozze. Nulla, niente seghe. Ok capisco la rivoluzione ma ci sono diritti che non si possono sopprimere, e quello fondamentale è il diritto alla masturbazione.
Avessero almeno i portatili si potrebbe ragionare, ma finché non c’è il WiFi su tutto il territorio io non ci vado nascosto in una cascina in mezzo alla campagna di merda senza potermi connettere e vedere le ultime foto porche delle bloggher ninfomani.
ahahahahah grandioso e saggio!
ps: e passaci sti indirizzi di ninfomani su…
h.
…vorrei… consigliare… al… simpatico… erotomane… del… commento… 74… di… ascoltarsi… “il comunismo e la fica” di… remo… remotti… e… contemporaneamente… guardarsi… nacho… vidal… che… infila… una… mazza… da… baseball… in… culo… a… belladonna…
g.g.
Dostoieschi
Dostoevskij, capra.
Ci sono altre grafie, ma Dostoieschi è da Marinetti di ‘sto grosso cazzo -cioè da uno esaltato da Marinetti che non ci ha capito una fava.
Porta rispetto, citrullo.
E taccio sugli altri, innumerevoli errori linguistici (“bloggher”: non dirmi che è avanguardia perchè ti meno)
NiccheStavroghi, fatti di’ una cosa: te un tu capisci una beata fava.
O che c’entrano Marinetti, Dostovieschi, l’avanguardia, la retroguardia e il centrocampo? Venvia ma abbonati a Playboy e falla finita.
Come rovinare un gran post e un gran dibattito in 5 facili mosse. Fottetevi stronzi.
DGilmour
apparte gli errori linguistici, secondari se non folkloristici, e il marcato cliche” del toscano zozzone, ecco lo spunto. tutte le grandi ideologie del passato si fondano sulla privazione di liberta. da li nasce la rivolta. quindi, il sogno (e dico sogno non progetto) (ahime”) del fantomatico mondo migliore (pieno di fantastiche nuove privazioni). a nessuno frega un cazzo del resto del mondo,in realta, se prima non si e” spulciato i cazzi suoi. a meno che i cazzi suoi non coincidano coi cazzi del mondo. e li so cazzi. in passato, se c”erano le grandi ideologie, devono esserci stati anche i grandi idealisti. di conseguenza i seguaci. ed era gente disposta a morire per delle idee. a morire davvero, mica c”aveva il tastino “nuova partita” dopo game over. li si lottava davvero.Adesso i potenti hanno capito una gran cosa: “fai volare il canarino e vedrai che torna da solo”, liberandoci dall”ideologia, regalandoci un eccessiva liberta,(farlocca,certo) ci ritrovano poco piu in la spaesati a cercare riferimenti, che non potremmo neanche volendo trovare nelle poco credibili Birbanti Rozze,perlomeno non quanto alla penultima pagina di metro, dove i “responsi” astrologici regalano ancora qualche speranza, a differenza delle br; e” pur vero che la giornata e” breve e all”essere umano -senza problemi- basta poco per andare a dormire non dico sereno, ma almeno non riottoso. quindi, banalita ultima, c”e” troppo benessere. dobbiamo ripartire dagli schiavi.
tutte le grandi ideologie del passato si fondano sulla privazione di liberta.
compreso l’anarchismo, suppongo.
Omaha poker cerco testers!.
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