Saturday, January 24, 2004 , 20.23

INDIE ROCK POST!! IN…

INDIE ROCK POST!! INDIE ROCK POST !!!


HOWE GELB. il covo. bologna. 23-I-2004


riassunto : ho visto un genio e sono lieto.


cosa c’è di buono nell’indie rock a bologna. c’è che vengono tante cose,anche se io poi non le vado a vedere. era da quasi un anno che non mi vedevo un concerto. sicchè quando vedo che il buon gelb viene a suonare al covo (che è a poche centinaia di metri da casa mia) mi dico “vabbè,andiamoci”. benchè la prospettiva di convincere linux a usare una scheda grafica che (giustamente) si rifiuta anche solo di toccare coi guanti mi attirasse sempre di più. benchè fossi da solo, perchè io, da buon spezzino, ai concerti ci vado da solo.howe gelb 1


mica tanto convinto all’inizio. i due dischi che possiedo di gelb (due giant sand) sono belli, ma non così belli da diventarci scemo. pertanto avevo la classica diffidenza da pompino di blowup. il pompino di blowup, per chi non lo sapesse, è quell’azione spermatica mediante la quale una serie di recensori della suddetta rivista tanto indierocker si mettono in coda davanti a un autore mediocre ma tanto cool e gli succhiano il cazzo a sfinimento. sfinimento del lettore,è ovvio. vedasi per esempio cos’han tirato su per cose carine ma non sublimi come gli Oneida. o per cose francamente imbarazzanti come Kid 606. il pompino di blowup crea oscene reazioni a catena su vari siti indiroc italici, dove (facciamo un esempio) tonnellate di tizi disquisiscono per ore sull’ultimo minicd di Jason Molina pensando che sia bello, anche se in cuor loro sanno che non è affatto vero. (perchè non è affatto vero. guardatemi negli occhi e ditemi che “the magnolia electric co.” è bello,please).


per carità, delle volte il pompino di blowup è indovinato (vedi Johnny Cash). ma è mera statistica.


siccome il nostro mr.Gelb è soggetto da sempre dei pompini del peraltro stimato s.i.b. (chi sa,sa. chi non sa,non sappia), mi dico “andiamo e vediamo se c’è motivo di aprir la bocca anche noi”.


sappiate che, a sorpresa, il motivo c’è. e quindi oggi , signori, vi beccate un pompino di brullonulla a Howe Gelb. so che è una recensione malscritta, ma sono al pc pubblico dell’università, ergo fanculo.


poche parole sul gruppo di supporto. duo di indie rockers italici , di cui il chitarrocantante forgiato paro paro su Massimo Coppola. poverino. come mille altri. sul pubblico saprete poi,ma mi pare di aver visto qualcuno dei Giardini di Mirò. “sai chi se ne frega”. appunto.


dopo di che sale quest’uomo. da solo. è la prima volta che vedo un concerto solista veramente solista : un sol uomo davanti al pubblico. e già questo mi sta simpatico. poi mi sta simpatico il suo abbigliamento da boscaiuolo americano. felpa scrausa e cappellino scemo. altro che lo stile fighettissimo finto-bancarella degli indie rocker italiani. vorrei vedere qualcuno di loro se osa vestirsi come aveva fatto will oldham a bologna. per non parlare dei massimicoppola e dei cristianogodani. ecco,non parliamone. il nostro howe, kalos kai agathos, si aggira sornione come un gatto sul palco, e fa partire una musichetta jazz dal lettore cd portatile che ha attaccato alle casse. scodinzola per il palco sculettando come un cretino mentre cerca la chitarra e l’accorda. si guarda intorno, fa finire la musichetta jazz, e comincia a suonare.


ed è uno spasso. immaginate di incrociare frank zappa con townes van zandt, e avrete una vaga idea di cos’è quest’uomo in concerto. innanzitutto aveva un’intelligenza, un’arguzia che brillava da matti. letteralmente. il modo perfetto in cui cazzeggiava, faceva cabaret col lettore cd, scherzava col pubblico, improvvisava alla tastiera come un cantante di piano bar, era quanto di più affascinante avessi mai visto su un cazzo di palco musicale. martinka lo avrebbe adorato subito , peccato che non c’era. o forse meglio così , sarebbe scappata con lui.


davvero, mai visto musicista così fottutamente intelligente e simpatico.


e tra un cabaret e l’altro, tira su delle canzoni che fanno paura. howe gelb ha un songwriting sovrumano. punto. nient’altro da dire. ma non c’è da stupirsi che su disco non si capisca al volo. la cosa che faceva impressione è che non dava la minima idea di suonare un repertorio : ogni volta si guardava intorno, provava un paio di accordi, e la canzone sgorgava dal nulla dalla chitarra, come se la stesse inventando lì per lì : ondivagando con gli accordi , cazzeggiando, chiedendo al pubblico di seguirlo sul ritornello (indimenticabile l’esilarante collettivo di “paradise”), e fregandolo nel farlo (lo accenava, la gente iniziava a dire “pa…” poi ti guardava e ti diceva “no,not yet”, e tornava alla strofa!) tirando su medley improbabili. una cosa del genere non è assolutamente comprensibile su disco. una cosa del genere è deliziosa, e sono felice di averla vissuta. non ho mai riso così tanto, non sono mai stato così bene ad un concerto.


mai visto qualcosa del genere,ma spero di riverderlo ancora.


cosa c’è di sbagliato nell’indie rock a bologna. molto,ma primariamente il pubblico. sarà che vengo dalla provincia. io sono abituato che ai concerti indie rock ci sono 25 persone, di cui 18 nerd o autistici , 2 punk che passano lì per caso, 1 pinhead, 2 genitori dei componenti del gruppo, e una coppietta che era-nel-localo-per-caso-per-bere-un-bicchiere-di-rosso. noterete che,coppietta a parte, non si parla di donne. perchè le donne non ci sono,e se ci sono sono orrende. il pubblico ascolta il concerto, sta zitto, guarda per terra, e poi se ne va digrigando i denti. perchè a casa mia gli indie rocker sono autistici. e questo è bello, visto che permette fenomeni come onq. a bologna cosa si vede? un milione di autistici? evidentemente no. ed ecco che ci sono fenomeni surreali come le ragazzine che strillano al concerto di Will Oldham come se fosse Justin Timberlake.


sicchè al covo gira questo popolo preoccupante di indie rockers felici e sorridenti, vestiti per benino benino, nelle 2 versioni “giacca-e-maglioncino-nero” e “tanto-stile-bancarella-ma-sorpresa!-son-100-euro-a-calzino” e di fighe ultraterrene. vi rendete conto? fighe a un concerto indie rock! senza contare che le fighe sovrumane (vestite da sbarbina protonogglobbal , o da studentessa dams un pò pazzerella un pò stilosa se l’altezza supera il metro e 70) sono installate ciascuna su un indie rocker, almeno nel 95% dei casi : fanno eccezione le 4 liceali che c’erano dietro di me che si rollavano tromboni manco fossimo al concerto degli ska-p. ora, che senso ha tutto questo? come si fa ad ascoltare gli Xiu Xiu, giusto per tirar fuori un gruppo solare e orecchiabile, o gli Spokane, quando ti svegli la mattina con una modella moretta 19enne che sta per farti un pompino e tu (visto che oltretutto sei pure ricco sfondato) fotografi il pompino col tuo nokiacellulare fotografante (che tutti avevano al momento per far le foto al concerto)? e quando dopo il pompino ti alzerai per andare dai tuoi amici a discutere di Baudrillard e alimentazione vegetariana, tutti accompagnati dalle sbarbine sorridenti e luminose, come farai a fare tutto ciò e poi guardarti allo specchio mentre Will Oldham canta “i can’t do anything better than dying, so take it” ? tutto questo non ha senso. ha senso per me che passo la vita a cercare manuali del c++ e a telefonare per pochi minuti alla settimana alla mia ragazza che è in scozia e che esce con paquito, che non ho amici e non ho vita e non ho senso. che guardo regolarmente foto di bimbi deformi per capire che la vita è orribile. che passavo il liceo a pensare con quale medicinale suicidarmi. ma non per questi stronzi. questi stronzi dovrebbero ascoltare del jazz, o dell’elettronica professionale. o della sana musica classica. shostakovic. webern. non i pavement, porcodio.


senza contare le liceali-con-canne, per le quali rinuncio a qualunque spiegazione, e mi volgo alla teologia.


uniche consolazioni : le 2 tardone bionde grassone con marito puzzone al fianco, e il tipo che si è girato verso di me dicendo “oh,cioè,è proprio una flebo costui!”.


e infine : qualcuno mi deve spiegare gli skinhead che ballavano e grugnivano davanti al bar.


fatemi sapere se eravate a quel concerto, vorrei sapere che ne pensate. io ero quello con la felpa nera aperta e la maglietta brutta dei radiohead.


———


COREA DEL NORD Tip Of The Day


in corea del nord mangiano la terra. prendono la terra, la cuociono e la mangiano. perchè? perchè non c’è altro.



6 Comments »

  1. - questi stronzi dovrebbero ascoltare del jazz – mica solo loro. Dio del dramma umano dipinto da coltrane.
    No, ecco, perchè adesso inizio un due secondi di protesta gratuita e fine a se’ stessa. Che sto sentendo -a love supreme- e mi pare che spari (il disco) come cannonate di merda il nonsenso mio tuo e di tutta la santa chiesa, questo disco.
    Che, tanto per farsi le pugnette, c’è anche il live di non so dove ma bello, in quest’album. E non ce li mettere accanto “questi stronzi” e “il jazz” che gesu’ merda e coprofago non c’entrano mica, no. ecco.
    Ecco, è finito un pezzo, chiudo, cosi’, rapidamente, che mi pagano un tanto a parola, no a tempo, qui.

    Comment by martinka — 24 January , 2004 @ 21:51
  2. caro brullonulla: buone notizie! la tua ragazza e’ hitler. more info sul suo blog NB: la tua ragazza pensa che sia stata una imperdonabile dimenticanza omettere nel catalogo di sbarbine quanto Ella sia anch’essa Gran Figa nonche’ Infinitamente Superiore, e che sara’ il caso di porvi rimedio, sempre che tu non voglia fare la fine della polonia.

    Comment by onq — 24 January , 2004 @ 23:08
  3. Gran post, gran post. C’è tutto dentro. Certo che qundo ‘ste cose le dico io, tu difendi a spada tratta gli indie. Ne hanno da mangiare di minestra sti bolognesi di merda. Pogassino è indie, altro che.

    Comment by utente anonimo — 25 January , 2004 @ 18:31
  4. un post davvero corretto e puntuale. a proposito di marlene che fanno i fighetti, ho appena scoperto che al famoso concerto dei sonic youth di correggio di qualche anno fa (starfuckers – marlene kuntz – sonic youth), ai membri dei m.k. fu espressamente vietato l’ingresso ai camerini (che i sonic youth concedevano a chiunque altro), e che l’origine di tutti i problemi elettrici occorsi durante lo show dei m.k. (leggi: corrente che saltava ogni 2 minuti) va ricercata negli stessi sonic youth che gli manomettevano di proposito l’impianto. averlo appreso è bello, perché io ora mi immagino lee ranaldo che va da thurston moore durante l’esibizione dei m. k. e con un sorrisetto beffardo gli dice “mi è venuta un’ideuccia…” e come due scolaretti vanno quatti quatti a staccare la spina a quel gruppo di stronzi.

    Comment by utente anonimo — 26 January , 2004 @ 12:36
  5. la mia ragazza è superiore & strafiga. ma questo era talmente ovvio che non pensavo valesse la pena di puntualizzarlo.

    quanto a onq: grazie per l’ennesimo aneddoto che mi dà gioja & esperanza nel mondo.

    Comment by Error — 26 January , 2004 @ 13:43
  6. il rock è morto. per fortuna. musica da vecchiacci del cazzo :). tornatevene negli anni 70. dio merda ormai caduto in malora

    Comment by Error — 22 August , 2007 @ 20:23

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