Tuesday, September 11, 2007 , 23.18
la disciplina della libertà

un recente post di r.v. introduce un ragionamento -intelligente, com’è sua abitudine- a favore della limitazione della libertà d’espressione. come quasi tutti i ragionamenti basati sull’analogia, è tanto seducente quanto fallace.
il succo del ragionamento di r.v. è questo: è dato di fatto in gran parte del mondo occidentale (e non solo) che la libertà dell’individuo è tale in quanto sottoposta alla legge: la sottoposizione alla legge consente di non sottostare ad alcun uomo. la legge quindi è utile in quanto pacificatrice, ponendo file alle prevaricazioni degli individui singoli. a questo punto, viene naturale pensare che -se la parola e l’opinione sono dotate di potere e quindi pericolose, perchè possono in effetti portare al conflitto- anch’esse debbano essere pacificate utilizzando lo strumento legislativo.
il ragionamento è seducente e contiene in effetti un evidente fondo di verità. ricordo l’aneddoto di una coinquilina cinese della mia ex-ragazza in erasmus la quale dichiarava di essersi unita a una setta cristiana fondamentalista perchè "lì la pensano tutti allo stesso modo, e la cosa mi tranquillizza molto, perchè nel mondo tutti la pensano in modo diverso e questo porta la gente a litigare". purtuttavia, è questo veramente un buon motivo?
pensiamo al perchè esiste una legge contro l’omicidio. il problema non è che l’omicidio sia una cosa cattiva per se. il problema è che una società in cui l’omicidio è permesso è una società in cui ciascuno vive potenzialmente sotto attacco da parte di tutti gli altri, in cui quindi una parte enorme di risorse personali (mentali, economiche, fisiche) andrebbe dedicata all’autodifesa, e in generale sarebbe un mondo più complicato e peggiore.
ma ciò che è importante è che l’omicidio è un evento, è un’azione. io uccido te, tu muori. il suo effetto sul mondo è immediato e non dipende dall’interpretazione o dall’arbitrio. è un effetto netto, innegabile e irreversibile, e come tale o lo si ferma, o niente. a questo punto scatta immediatamente in piedi chi -forte del proverbio "la penna è più forte della spada" e simile- controbatterà sul fatto che le parole sono effettivamente azioni, che hanno delle conseguenze anche gravi, che una vignetta di troppo può provocare una sommossa, per citare il post di r.v.

il problema (e la fallacia dell’analogia di r.v.) è che le parole (e in generale le opinioni) per provocare una reazione hanno bisogno di essere ascoltate (un discorso in greco non ha effetto su di me che non lo conosco), interpretate (e tutti sappiamo quanto ambigua e mutevole possa essere l’interpretazione) e messe in pratica (e la messa in pratica è un’azione che l’ascoltatore e interpretatore decide di sua volontà). il loro effetto è quindi indiretto, ma soprattutto dipende dall’arbitrio dell’uomo che le ascolta.
facciamo un esempio -che incidentalmente spiega perchè io trovo un’aberrazione il concetto legale di "istigazione a delinquere". io dico che sarebbe cosa buona e giusta uccidere un uomo. il giorno dopo qualcuno che mi ha ascoltato, ma che non sono io e sul quale non ho alcun potere (se non quello della mia parola), uccide quest’uomo. verrebbe da pensare che in qualche modo io sia corresponsabile di quell’omicidio. ma è veramente così?
chi ha ucciso quell’uomo innanzitutto mi ha ascoltato e interpretato. ha udito le mie argomentazioni sul fatto che uccidere quell’uomo fosse cosa buona e giusta, e riflettendoci su (quanto, non importa) si è convinto che sì, la pensa come me: uccidere quell’uomo è cosa buona e giusta. a questo punto la convinzione diventa cosa sua. è stata da egli elaborata (di nuovo, non importa quanto), indagata, accettata. a questo punto è un’opinione tanto sua quanto mia. è ora lui che vuole uccidere quell’uomo, a prescindere da quanto ne pensi io (che potrei mentire o aver cambiato idea). dopo di che, l’assassino, convinto della necessità di uccidere, riflette anche sul da farsi e decide scientemente di uccidere. tutto questo avviene solo ed esclusivamente di sua volontà (non mi riferisco a situazioni in cui vi siano costrizioni morali o ricatti di qualsivoglia genere). la responsabilità di quell’omicidio è quindi, inevitabilmente, personale: è l’assassino e lui solo che ha deciso di uccidere e che ha ucciso.
qual è il problema della società, quindi? che esista chi dice di uccidere o che esista chi, effettivamente, convinto di queste parole passa alle vie di fatto e uccide? per me il problema è evidentemente il secondo: dire "vorrei vedere morto brullonulla" non ha alcun effetto fattuale sul mondo di per sè. uccidere brullonulla ne ha uno (la rimozione irrevocabile di brullonulla dal novero dei viventi). non oso certo negare che esista una correlazione causa-effetto tra le due cose, ma è una correlazione totalmente mediata dal pensiero e dalla volontà di chi commette l’atto, cosa su cui chi esprime l’opinione è del tutto impotente. r.v. dice: "Le parole possono colpire, ferire, cambiare, trasformare". questa è una bella e utile metafora, ma è sbagliata: sono gli individui che colpiscono, feriscono, cambiano, trasformano. individui che hanno coscientemente e volontariamente deciso di tradurre le parole in fatti.

esiste poi un’argomentazione più generale e filosofica per rigettare la limitazione della libertà di opinione ed espressione. la pacificazione delle opinioni per l’eliminazione chirurgica dei conflitti. l’opinione X è pericolosa: va quindi rimossa, repressa, cancellata. questa soluzione presenta due problemi. innanzitutto difficilmente si può sopprimere un’opinione in sè: se ne può al limite sopprimere -per quanto possibile- la diffusione. questo significa che il "pericolo" dell’opinione X è inevitabilmente costantemente presente, e quindi lo sforzo di repressione è teoricamente infinito nel tempo. il secondo problema è: che diritto abbiamo noi di dire che l’opinione X è pericolosa? nel senso, su quali basi noi poniamo il fatto che l’opinione X sia il male da estirpare e la nostra, Y, il bene da perseguire? intendiamoci: ognuno di noi sicuramente, se sostiene un’opinione, ha forti basi personali e magari ben solide per sostenere X o Y. ma o vi sono esclusivamente basi oggettive al riguardo (e quindi stiamo parlando di opinioni scientifiche o matematiche, sulle quali alla fin fine vince la forza dei fatti e di rado sono interessanti ai fini della discussione), o parliamo di basi perlomeno parzialmente assiomatiche e soggettive. di confronti tra visioni e desideri del mondo. ci troviamo quindi, a conti fatti, in una situazione xenofoba (nel senso tecnico del termine), di identitarismo: noi non vogliamo l’opinione X perchè e solo perchè noi vogliamo conservare intatto il mondo basato su Y, a qualunque costo.
si noti che in questo senso, come struttura di ragionamento, i giovani di sinistra fautori della Legge Mancino non sono diversi da Julius Evola. tutte le culture finora tendono più o meno a prendere la strada della pacificazione interna quale elisione del differente, compresa quella cosiddetta democratica (è notoria la persecuzione ed emarginazione politica di chi pone alternative a tale cultura, principalmente gli anarchici e i fascisti). la democrazia attuale non è che un morbido totalitarismo, in cui tutte le opinioni sono tollerabili purchè democratiche. il che, se ne converrà, non è diverso dal dire tutte le opinioni sono tollerabili purchè fasciste/comuniste/islamiche/cristiane etc. (che è esattamente quello che accade nei regimi cosiddetti totalitari).
vi poi un’altra strada. si accetta il fatto che esiste la pluralità e a volte l’incommensurabilità dei punti di vista -ovvero delle assunzioni su cui si fondano. si accetta il fatto che ogni punto di vista è, a tutti gli effetti, un mondo possibile. la reificazione dei mondi possibili è ovviamente di conflitto e di attrito, visto che esiste un unico universo realizzabile. ma in termini di discussione, in termini di giudizio, ciascun mondo possibile ha lo stesso spazio di tutti gli altri ed ha quindi lo stesso diritto di esistere di tutti gli altri. ciascuno di essi è un sistema di valori ed assiomi indipendente. ognuno di essi è allo stesso tempo discutibile e indiscutibile allo stesso modo. quello che propongo è la fine dello scandalo.
si pensa spesso che propagandare la libertà d’espressione ad ogni costo sia un segno di mollezza, di sbraco. tutt’altro. eliminare lo scandalo -ovvero riconoscere anche a ciò che mi è orribile, che mi è inconcepibile, che mi è spaventoso il diritto di essere espresso (che è ben diverso dal diritto di essere in sè)- richiede una forte dose di umiltà e disciplina interiore. richiede ogni volta di essere presenti a sè e di ricordare che i miei principi -sui quali io non transigo e che in me sono saldi- sono tali esclusivamente in me e nei miei casuali sodali. richiede a chi ascolta la presenza della distinzione tra la ovvia convivenza dei mondi possibili e l’altrettanto ovvia incompenetrabilità dei mondi reali. richiede di riconoscere ove possibile la dignità dell’avversario. richiede lo sforzo di tener presente che l’avversario ha i miei stessi diritti e, in un certo senso, è specchio di me stesso.

si noti infine che tale concezione non implica un "volemosebbene" o un ipotetico rapporto di simpatica amicizia tra opinioni e culture. al contrario, in un mondo in cui lo spazio delle opinioni non è represso in alcun angolo, qualsivoglia attacco verbale/concettuale, anche il più violento e inaudito, non porta alla cancellazione di un’opinione, ma si somma a quanto detto precedentemente. non vi è mai distruzione, vi è invece uno scontro che è inevitabilmente costruttivo, perchè ogni volta aggiunge. X e anti-X non si elidono nello spazio delle opinioni, ma coesistono, e ogni volta, quindi, v’è un arricchimento intellettuale.
riguardo al rapporto col mondo reale, il mantenimento dello spazio dei mondi possibili permette infine il miglioramento complessivo. ogni società è generalmente convinta di vivere in uno stato ottimale locale: stiamo bene così, quindi non potremmo stare meglio di così. di nuovo, questo non è diverso dal villano che pensa che il suo paesello sia il migliore del mondo, semplicemente perchè non ne ha visti di altri. l’esplorazione e il confronto totale dello spazio delle possibilità è l’unica cosa che ci consente di evolvere. ogni repressione delle opinioni e delle possibilità implica la recisione di una strada possibile, di un percorso futuro. significa arrendersi al presente, rifugiarsi nel temporaneo. la libertà d’espressione senza condizioni implica, richiede, forgia il coraggio. di sé stessi, delle proprie idee, del futuro.
Non è consentendo ogni opinione… ma ogni azione… che si esplora la possibilità. Nessuna azione distrugge, perchè eterna è la materia, ma ognuna si somma alle altre: un cadavere all’altro. Cambia soltanto la forma. L’omicidio è inevitabilmente costruttivo.
e bravo lui che tenta il giochino.
no, le azioni non si sommano, ma si sostituiscono l’una all’altra. quello che conta è proprio la forma della materia, non la sua quantità in sè. e le conformazioni della stessa materia non coesistono nel tempo.
di nuovo: le analogie ti fottono, perchè quello che contano sono sempre i dettagli, l’ontologia di cui si parla.
Se bene interpreto poni il relativismo come punto di partenza, campo di battaglia sgombro da dogmi e ostracismi, sul quale le idee possano confrontarsi liberamente, soccombere e prevalere in virtù del loro valore (e, almeno in parte, del valore degli uomini che le sostengono).
Il relativismo etico inteso non come passiva accettazione dell’opinione avversa, ma come ammissione di questa alla contesa dialettica, magari per poterla meglio combattere o smascherare.
Il relativismo è l’ultima eresia perseguitata dalla chiesa, questo fa di te un eretico. E anche per questo non posso che rendere onore a te e al tuo post.
Il relativismo etico inteso non come passiva accettazione dell’opinione avversa, ma come ammissione di questa alla contesa dialettica, magari per poterla meglio combattere o smascherare.
sì, esattamente.
post da inserire in tutti i libri di antologia scolastica
purtroppo su di me ha effetto pure un discorso in greco
brullo> la democrazia attuale non è che un morbido totalitarismo, in cui tutte le opinioni sono tollerabili purchè democratiche
Questa l’hai presa da me (quotato, perché ai tempi non mi facevo archiviare) o da Luciano Canfora?
Aramcheck> (e, almeno in parte, del valore degli uomini che le sostengono)
Questo ha un certo valore pratico, ma solo perché noi umani ci sopravvalutiamo come specie: il valore di un’idea, nel grande schema delle cose, è del tutto indipendente dalle qualità degli uomini che la sostengono.
Bello, come sempre, ma io e te ne abbiamo già parlato tante volte. Forse troppo teorico, poco pragmatico.
E’ un discorso atomistico.
Ma attori oggi non sono chiunque possa esprimere un’opinione, ma marco-gruppi sociali, politici, poli e castelli di postulati e costrutti-di-visioni-del-mondo. E alcune, fisiologicamente, si scontrano, altre sono “amiche e affini”, altre sono bandite. Bandirle non vuol dire estirparle, circoleranno sempre e sempre qualcuno troverà comunque modo di approfondirle se vuole.
Molto stimolante, comunque.
Tutto molto vero e molto complesso.
HKD
Questa l’hai presa da me (quotato, perché ai tempi non mi facevo archiviare) o da Luciano Canfora?
confesso di averla letta da qualche parte tempo fa ma non ricordo dove.
Bandirle non vuol dire estirparle, circoleranno sempre e sempre qualcuno troverà comunque modo di approfondirle se vuole.
e allora che le bandisci a fare?
fb, comunque non era quel tuo quote. dev’essere un concetto abbastanza comune.
Non credo che questo post sia compatibile con le tue idee sulla religione (se le ricordo bene). Ora dici che non si puo’ commettere un crimine tramite l’ espressione di un’ opinione: allora, se qualcuno esprime l’ opinione che il contenuto della bibbia sia vero, la integra con le sue personali interpretazioni e manda un milione di persone a sterminare turchi, non e’ forse piena responsabilita’ di quelle persone il crimine che commettono? Una persona non decide di testa sua quando sceglie di aderire a una certa confessione religiosa? E quindi, non solo la religione in senso astratto ma anche il clero (che di azioni propriamente dette ne compie ben poche) sarebbero innocenti.
Ma comunque, il fatto che la colpa delle azioni commesse ricada su chi le compie o su chi le ispira non ha nessuna rilevanza se stiamo parlando della questione in senso utilitaristico: se senza l’ intervento del’ opinionista criminoso il crimine non sarebbe stato commesso, o sarebbe stato commesso piu’ tardi, allora togliergli la liberta’ di opinione ha effetti benefici, anche se il poveretto non ha colpe.
Ma poi a cosa serva la liberta’ di opinione lo sanno anche i bambini: serve innanzitutto a preservare la liberta’ di informazione. Affinche’ non si possa bloccare la diffusione di una informazione col pretesto che “in realta’ e’ solo un’ opinione”. E poi, liberta’ di informazione e di opinione assieme hanno lo scopo di impedire la formazione di una societa’ di tipo mafioso (o un certo tipo di societa’ dittatoriale), fondata sull’ omerta’ e sulla falsificazione delle informazioni. La quale e’ male in quanto non meritocratica. O no?
se qualcuno esprime l’ opinione che il contenuto della bibbia sia vero, la integra con le sue personali interpretazioni e manda un milione di persone a sterminare turchi, non e’ forse piena responsabilita’ di quelle persone il crimine che commettono?
ma certo!
guarda che io sono d’accordissimo sul fatto che la religione etc. siano pericolose. ma non è un pericolo che puoi troncare in questi termini. perchè è un pericolo solo nel mio sistema di pensiero.
Una persona non decide di testa sua quando sceglie di aderire a una certa confessione religiosa? E quindi, non solo la religione in senso astratto ma anche il clero (che di azioni propriamente dette ne compie ben poche) sarebbero innocenti.
ma infatti io non credo di aver mai accusato il clero di alcun crimine.
il clero non ha nulla di criminale, tecnicamente. è un’associazione di liberi cittadini.
ti rendo noto che, per quanto detesti la chiesa, io sono quello che si incazza sempre quando gli amichetti dicono “il Papa dovrebbe stare zitto sulla politica/l’aborto/gli stronzi”. il papa ha il sacrosanto diritto di dire quel che cazzo vuole. è la gente che gli da’ retta (in primis i media e il parlamento), il problema.
se senza l’ intervento del’ opinionista criminoso il crimine non sarebbe stato commesso, o sarebbe stato commesso piu’ tardi, allora togliergli la liberta’ di opinione ha effetti benefici, anche se il poveretto non ha colpe.
sì, ma vai a processare le intenzioni.
vai a processare il probabile, il “forse che”. su questa strada, rischi di mandare in galera uno per qualunque cosa. te ne rendi conto?
>Questo ha un certo valore pratico, ma >solo perché noi umani ci >sopravvalutiamo come specie: il valore >di un’idea, nel grande schema delle >cose, è del tutto indipendente dalle >qualità degli uomini che la >sostengono.
Un uomo che sostiene a parole un’idea tradendola ad ogni azione e piegandola ai propri interessi è un uomo che non rende un buon servigio a quell’idea e alla sua diffusione, la indebolisce. Questo ha un valore pratico ma non c’entra col sopravvalutare la nostra specie, anche perchè è un discorso completamente interno alla comunità umana.
Non conosco idee che sappiano fare a meno degli uomini.
Un punto di vista simile sull’essenza di questa democrazia è quello di massimo fini:
http://www.massimofini.it/
Offre molti spunti -per me- condivisibili, anche se tende ad essere piuttosto ripetitivo (ci si potrebbe facilmente fare una grammatica per polygen)
mzk
Non conosco idee che sappiano fare a meno degli uomini.
giusto per sottilizzare: ci sono però idee che postulano il farne a meno un giorno (transumanismo, VHEMT, etc.)
mzk: ho letto Sudditi: Manifesto contro la democrazia di Massimo Fini. l’ho trovato un ottimo libro nella pars destruens, mentre la sua alternativa politica mi pare debolissima per usare un eufemismo. comunque è un libro che fa pensare, dispiace che delle sue suggestioni si alimentino quasi esclusivamente ambienti di destra radicale.
Be’ ho commentato sulla religione solo perche’ ricordavo di aver scritto dei commenti a un tuo post su preti pedofili che dissentivano dalla tua opinione (che la religione andasse attaccata in quanto tale, perche’ introduce delle opinioni irrazionali e ingiustificate) portando praticamente le stesse argomentazioni di questo tuo post di ieri. ^^
anonimo #17: la religione va sì attaccata in quanto tale, secondo me. e anche di brutto. ma attaccarla non significa mai censurarla. significa aggiungere delle opinioni proprie, non zittire quelle altrui.
un p.s. al mio commento #16: bisogna dire che in effetti tra le prime firme del movimento zero di massimo fini ci sono alain de benoist e paolo signorelli…
Bandirle è una posizione cVlturale. Quello che io intendo vale per casi limite. Non certo per migliaia di argomentazioni su cui io sono contrario, fermamente, ma che naturalmente vanno discusse liberamente.
Si dice, si urla, che la tua opinione è merda, e che l’unico modo di dirla è che io non ti senta mentre lo fai.
Allora tu dirai: ma che sia merda è una tua idea. E io ti rispondo: non mia, di quei vari milioni di persone che formano la “società civile” nel mondo.
Il tuo ragionamento è corretto in linea di principio, e formalmente sacrosanto. Questo nessuno lo nega. Io mi tiro fuori, pongo delle eccezioni.
HKD
> quasi esclusivamente ambienti di destra radicale.
Ho letto parecchi suoi libri (sono piuttosto agili) e “sudditi” mi pare il piu’ interessante. E’ apprezzato dalla destra radicale (partecipa se lo invitano anche a incontri di Terza Posizione) soprattutto per la sua vocazione antimoderna e le critiche all’illuminismo, che si spingono fino quasi all’esaltazione dell’Ancient Regime (“la ragione aveva torto”). Critiche che non condivido. Nelle interviste sostiene di non essere di destra, di essere un anarchico individualista vicino all’ambientalismo radicale scandinavo. Sul free speech sarebbe d’accordo con te, si è battuto in passato (anni 70) perchè i fascisti, avessero piena libertà politica.
E io ti rispondo: non mia, di quei vari milioni di persone che formano la “società civile” nel mondo.
da quando in qua i numeri della massa contano qualcosa nella validità di un’idea?
Io mi tiro fuori, pongo delle eccezioni.
ma quello che dico io è che le eccezioni non devono esistere!
l’alternativa è tra chi pensa che esistano delle eccezioni (ovvero, chi persegue una politica della cancellazione di certe idee dall’orizzonte mentale) e chi invece come me pensa che non debbano esistere eccezioni di alcun tipo. la partita è questa.
E’ apprezzato dalla destra radicale (partecipa se lo invitano anche a incontri di Terza Posizione) soprattutto per la sua vocazione antimoderna e le critiche all’illuminismo, che si spingono fino quasi all’esaltazione dell’Ancient Regime (“la ragione aveva torto”). Critiche che non condivido.
sì, ho ben presente (e anch’io ovviamente non condivido la critica all’illuminismo e al razionalismo, che invece suppongo mandino in brodo di giuggiole i tradizionalisti).
nota a margine: TP credo sia sciolta dall’autunno 1980. forse ti riferisci a casapound.
Nelle interviste sostiene di non essere di destra, di essere un anarchico individualista vicino all’ambientalismo radicale scandinavo.
ah, vabbè, bei pazzi anche quelli.
Sul free speech sarebbe d’accordo con te, si è battuto in passato (anni 70) perchè i fascisti, avessero piena libertà politica.
sì, d’accordo, ma ora non tramutiamo questo post in una velata apologia del fascismo.
il fascismo è una di quelle opinioni scandalose che oggi sono tagliate fuori a prescindere. il mio pensiero va anche, per dire, alla allucinante levata di scudi che c’è stata contro la famosa giornata dell’orgoglio pedofilo. ovvero, mezzo mondo contro quattro gatti che ribadivano la banale (non importa se orrenda ai più) verità della loro esistenza: gli piace scopare i bambini.
notare bene che la stragrande maggioranza delle idee di cui difendo l’espressione sono idee che io non condivido affatto e che sul piano pratico combatto e combatterei. il punto è: stabilire il diritto che gli altri dicano liberamente ciò che io ritengo inammissibile è l’unico modo in cui io a mia volta acquisisco il diritto di dire liberamente ciò che gli altri ritengono inammissibile.
>TP credo sia sciolta dall’autunno 1980. forse ti riferisci a casapound.
Sì scusa ho fatto confusione il nome è Terza Via, ma la matrice è quella.
>sì, d’accordo, ma ora non tramutiamo questo post in una velata apologia del fascismo.
L’idea non mi ha mai sfiorato o non avrei applaudito il post, le idee pseudo-para-nazi-fasciste hanno il mio massimo disprezzo. Il riferimento era alla legge Mancino da te citata che Fini avversa per ragioni analoghe. Tutto qua.
Sì scusa ho fatto confusione il nome è Terza Via, ma la matrice è quella.
a proposito di terzaposizionismo, se vuoi divertirti, dai un’occhiata alla Comunità Politica di Avanguardia…
L’idea non mi ha mai sfiorato o non avrei applaudito il post, le idee pseudo-para-nazi-fasciste hanno il mio massimo disprezzo. Il riferimento era alla legge Mancino da te citata che Fini avversa per ragioni analoghe. Tutto qua.
sì, ma sai: di norma chi difende l’espressione di certe cose viene ottusamente messo nel calderone. quindi è bene mettere un po’ di mani avanti.
a proposito di terzaposizionismo, se vuoi divertirti, dai un’occhiata alla Comunità Politica di Avanguardia…
Li metto in lista insieme ai transumanisti (su cui ho letto qualcosa) e al VHEMT. E’ il genere di esplorazioni che mi diverte :)
quindi è bene mettere un po’ di mani avanti.
Capisco, essere travisato in quel senso mi provocherebbe una brutta gastrite.
Capisco, essere travisato in quel senso mi provocherebbe una brutta gastrite.
ti dirò: meglio fascista che partito democratico.
da quando in qua i numeri della massa contano qualcosa nella validità di un’idea?
Bum. Lo sapevo. Io ragiono da un punto di vista politico.
1. Accantonando per il momento la logica del “volere è potere”, ad agire ed a decidere sono altre entità. Il fatto stesso di chiedersi come gestire la censura significa infatti discutere di qualcosa su cui non abbiamo facoltà di decidere.
2. Chi ne decide è, di norma, il potere politico/governativo, gli Stati moderni. Che si riuniscono in “gruppi culturali”, sempre di solito. In “blocchi”. E condividono idee del mondo, nonchè empatie e valori di riferimento. Sostenuti in genere, nei migliori casi almeno, dalle masse, dall’opinione pubblica.
3. In certi casi si discute, vedi aborto, eutanasia, droga, perfino incularsi i bambini, appunto. Qualcuno fa così, qualcun altro fa cosà. Tutti amici.
In altri casi, non si discute. Ci sono assiomi che, nel mondo occidentale, sono archiviati e non più in discussione. Esattamente come per la scienza, “E’ COSI’”, stop. Per difendere, come dicevi all’inizio, il nostro sistema comune. Perché ci sono in gioco valori ben precisi etici ed emotivi. Naturalmente, gli altri fanno la stessa cosa in modo speculare, con un sistema di valori capovolto e un enforcement analogo ma contrario.
Quello che intendo dire è che il potere cerca di annientare ciò che oltre una certa soglia di tollerabilità, che è normale così e che non vedo perché dovrebbe essere altrimenti perché non può non succedere.
Come vorremmo che fosse è un altro discorso su cui posso anche condividere.
Com’è, è un altro.
Così si spiega il caso della Francia per esempio – cui credo tu ti riferissi nel post implicitamente – o della Germania, che ha chiuso le sue celebri gesta storiche con un severo controllo teso ad impedire ritorni di ideologie naziste. Ti faccio notare, fra l’altro, che questo argomento riguarda, in fin dei conti, le solite due o tre idee politiche scomode.
Purtroppo questa dinamica causa poi anche orrori per cui si vietano e si censurano le idee/costumi palesemente esatte o sacrosante (l’insegnamento del darwinismo o la repressione degli omosessuali ad esempio). E qui si entra in un circolo veramente angusto. Sarei d’accordo perciò a concordare sul che tutti dicano la loro!. In teoria è la soluzione perfetta, 100% libertà per tutti. Ma credo che purtroppo così non sia, e non possa essere.
Credo inoltre che di norma si possa discutere tranquillamente su tutto, sia a livello di privati cittadini che di governi, che di gruppi sociali.
I casi che tu citi, sono casi limite, sono casi di provocazione o comunque “borderline” – perché so a cosa ti riferisci come tu sai a cosa mi riferisco io.
HKD
ti dirò: meglio fascista che partito democratico.
E’ l’antico dilemma tra una pessima idea e il vuoto pneumatico.
Poche considerazioni di coda:
1. il divieto vale di norma per posizioni che sono in palese contrasto con l’ordinamento che, appunto, agisce reprimendo. E quindi non si può lamentarsene.
2. certe proposte di cambiamento o raffigurazioni della società hanno più senso non se si proclamano, ma se si agisce per realizzarle passando ai fatti. Se bisogna solo fare chiasso, non è un gran problema insomma la sorte di chi discute in modo sterile.
3. Sempre le suddette posizioni sono spesso volutamente provocatorie barra rivoluzionarie proprio in quanto l’ordine costituito le vieta dandogli così ragione d’essere.
Forse così è più breve e più chiaro.
HKD
1. il divieto vale di norma per posizioni che sono in palese contrasto con l’ordinamento che, appunto, agisce reprimendo. E quindi non si può lamentarsene.
io non ho capito. tu dici che gli stati oggi come oggi si difendono così? ma questo lo so già: io dico che è una soluzione vecchia, difettosa e arbitraria, alla quale ne andrebbe contrapposta un altra. e che significa “non me ne posso lamentare”? significa che siccome è lo status quo, viva lo status quo? non capisco.
so benissimo che è così, e come e perchè fanno così. questo non significa che sia giusto o che possa desiderare qualcosa di differente.
Ci sono assiomi che, nel mondo occidentale, sono archiviati e non più in discussione. Esattamente come per la scienza, “E’ COSI’”, stop. Per difendere, come dicevi all’inizio, il nostro sistema comune.
guarda che l’idea di una comunità organica di popolo in cui tutti condividono una struttura di valori comuni e proseguono ritti verso un unico obiettivo non è esattamente un concetto realistico, anche se agli estremisti di destra piace molto.
c’è sempre qualcuno che mette in discussione qualche assioma. niente è archiviato. tu hai, appunto, una concezione identitarista della cultura: io difendo il mio sistema e quindi devo recidere la malapianta per tenere il mio ordinato praticello. io voglio la foresta delle piante, dove solo la competizione libera tra esse decide.
“l’idea di una comunità organica di popolo in cui tutti condividono una struttura di valori comuni e proseguono ritti verso un unico obiettivo non è esattamente un concetto realistico, anche se agli estremisti di destra piace molto”
a guardar bene è un ideale che condivide anche il comunismo radicale
a guardar bene è un ideale che condivide anche il comunismo radicale
e non è un caso.
infatti. la mia osservazione era – mi rendo conto – pleonastica
Mi rendo conto che il mio commento sembrerà un po’ sciocco e forse sempliciotto, ma mi pare che la maggioranza delle idee qua espresse possano essere considerate condivisibili e magnifiche, se solo non ci fossero un paio di considerazioni che le rendono nient’altro che una bella disquisizione teorica.
Partiamo da alcuni presupposti né politici né filosofici:
1) il libero arbitrio è – e su questo brullo mi pare d’accordo – l’ambito solo di chi, perfettamente compos mentis, sia in grado di scegliere per se stesso.
2) l’idea dell’istigazione a delinquere è sciocca fintanto che l’istigato non sia sufficientemente “debole” da poter essere plagiato. Ad esempio: a mio avviso avrebbero dovuto condannare duramente vanna marchi per circonvenzione d’incapace – dichiarando ovviamente incapaci le vittime, gente palesemente non in grado di badare a se stessa.
3) la percentuale di persone che potrebbero essere dichiarate “incapaci” all’interno della nostra società è preoccupantemente alta. oserei dire che l’eccezione è data da quelli che sono, effettivamente, capaci di non lasciarsi influenzare. non vorrei che questa posizione fosse vista come l’ennesimo snobismo (chi mi conosce sa che ben poche persone sono più snob di me, ma non è questo il caso).
il fatto è che la gente ha spesso ottimi motivi per comportarsi come una pecora. fatica, dolore, incertezza, intorpidimento, intossicazione.
4) alcune informazioni, in un simile scenario, diventano obiettivamente pericolose. ad esempio: su internet si trovano facilmente istruzioni per costruire esplosivo partendo da pressapoco qualsiasi cosa. per il momento le persone in grado di “accedere” a queste informazioni sono abbastanza limitate. se domani venissero pubblicate sul sole 24 ore dopodomani duemila imbecilli si farebbero saltare in aria (forse sarebbe un esperimento da tentare, non fosse che gli imbecilli difficilmente andrebbero a farsi saltare in aria in un bosco).
dal punto di vista filosofico non posso che essere d’accordo con le tue civilissime idee, brullo.
ma sono le omogeneizzate idee democratiche e pluraliste che trovo terribilmente idiote quelle che impediscono alla nostra maggioranza di vicini imbecilli di impiccare ogni extracomunitario che incontrano per strada.
perché la gente non pensa, non pondera, non ha affatto un libero arbitrio.
è la famosa disputa tra “le pistole uccidono” e “le persone uccidono”. per un essere pensante è appoggiare la seconda opzione. osservando meglio ci si rende conto che, se pure la prima frase non è molto precisa, è assai meno assurda di quanto si penserebbe.
in un mondo popolato da persone in ottime condizioni mentali, tuttavia, le tue idee avrebbero il mio completo appoggio.
proporrei ora di spostare la discussione su quanto sia economico, divertente e a buon prezzo l’albo mostrato nella seconda immagine del tuo post.
ti davo gia per spacciato dopo i vecchi post ammosciati in cui tentavi di vendere gadget,ma non c’e che dire bvullo hai colto nel segno.la fine dello scandalo e’ fondamentale.anzi penso sia la base stabile di ogni analisi e speculazione.
tuttavia simili idee legittimano i blog.
Grazie, ti rispondo presto. Dici cose molto sagge, che condivido. Il mio è soprattutto un problema “teorico”. Nel senso che (fallacia permettendo) si trattava di “dedurre” una posizione e mostrare che può essere dedotta, sul piano strettamente argomentativo.
vorrei rispondere a tutti (specie a sraule), ma oggi mi sono svegliato malissimo e ho lo stomaco sottosopra, quindi attendete.
ieri avevo scritto un commento che si è mangiato zio splinder, a meno che brullonulla non l’abbia letto e rimosso all’istante -ma non mi sembra il tipo.
sulle parole e il plagio sraule ha già detto tutto.
sulla coesistenza/competizione delle idee, il principio è ottimo e la sua attuazione è impossibile. le idee hanno sempre una paternità che in quanto tale aggrega più e meno persone, e in democrazia quelle che aggregano più persone sono quasi eticamente più importanti (fatta salva la paraculissima tutela delle minoranze, che ha effetti spesso ridicoli). in democrazia, poi, credono quasi tutti all’assioma democrazia=giustezza, così nessuno è disposto a discutere il metodo della rappresentanza e a prendere in esame una vera e libera competizione tra idee a prescindere dalla fonte.
il problema di queste ottime idee nasce appena si cerca di metterle in pratica. qui tutti crediamo nella ragione e nella libertà d’espressione, ma c’è anche un’ampia concordia sulla sostanziale stupidità della gente. si rischia davvero di passare per snob, come minimo.
poi, io alle vittime di wanna marchi direi: cazzi vostri, perchè la mia difesa della libertà d’espressione e del libero arbitrio non è difesa del cretinismo. ma altri comportamenti possono preoccuparmi.
orrei rispondere a tutti (specie a sraule), ma oggi mi sono svegliato malissimo e ho lo stomaco sottosopra, quindi attendete.
ma porcodio, ancora il mal di stomaco? devi farti esorcizzare.
comunicazione di servizio: in qualche momento del prossimo mese (mi tengo larga perché mi conosco) andrei a treviso a trovare la simo e nel farlo dovrei passare da bologna.
sempre che non debba rimanere legata ai tossici giorno e notte :)
Nonore a Brullonulla.
ho sbagliato porco dio!
…era Onore!
manco fossimo all’asilo.
che la gente sia stupida è pacifico. ma perchè bisogna abbassare tutto al minimo comune denominatore? siccome alcuni discorsi gestibili da persone di senno possono essere pericolosi per chi di senno non è, allora meglio non farli?
inizio a sospettare che ci sia bisogno di tornare ai bei tempi dell’aristocrazia.
Ho risposto, dr. Nulla. Sull’aristocrazia mi trovi d’accordo: il problema è che ogni messaggio finisce nell’abisso della decontestualizzazione. Questo è il problema. Ed infatti la strategia che preferisco è l’esoterismo. E questo senza dubbio limita la necessità della limitazione della libertà di espressione,
L’eliminazione totale degli idioti mi pare una soluzione molto elegante, anche se un tantino drastica.
Visto che è improbabile che ci si possa mettere d’accordo sui criteri per scegliere chi è e chi non è un idiota (oltre al fatto che mettersi d’accordo è incredibilmente cheap) immagino che un dittatore o almeno un’oligarchia nasceranno allo scopo e provvederanno al più presto.
In genere queste cose vanno da sé.
sraule, siamo partiti con l’essere “l’ala reazionaria del civico” e ora eccoci qua a compiere teorizzazioni degne del fronte nazionale.
lo sapevo, io.
Ma quale fronte nazionale. Monarchia old style.
Io mi offro come regina, se no niente.
io preferivo una cosa stile impero romano.
la monarchia, diciamolo, è troppo camp.
>che la gente sia stupida è pacifico. ma perchè bisogna abbassare tutto al minimo comune denominatore?
con questo parti dall’assunto di essere migliore della maggioranza dell’uditorio, ed in questa posizione autocostruita le tue idee perdono di significato perché in contrasto con quanto da te esposto sull’esplorazione totale del mondo:
non puoi comprendere gli altri se ritieni di essere migliore, e non ce la puoi fare immaginandoti nelle loro vesti, perché questo ti rende solo un piccolo bottegaio che si immagina nei panni di qualcun altro (e in misura ultima uguale al villico che ritiene il suo paesello il migliore del mondo).
ma va là
non puoi comprendere gli altri se ritieni di essere migliore, e non ce la puoi fare immaginandoti nelle loro vesti, perché questo ti rende solo un piccolo bottegaio che si immagina nei panni di qualcun altro (e in misura ultima uguale al villico che ritiene il suo paesello il migliore del mondo).
Ecco, vedi che cosa intendevo, Brullo?
con questo parti dall’assunto di essere migliore della maggioranza dell’uditorio
ehi, calma: io ho detto che la gente è stupida, non che io sia migliore della gente.
o meglio, io penso di essere messo meglio di tanta gente, ma non di essere messo veramente tra i migliori.
non puoi comprendere gli altri se ritieni di essere migliore
e perchè?
perché questo ti rende solo un piccolo bottegaio che si immagina nei panni di qualcun altro (e in misura ultima uguale al villico che ritiene il suo paesello il migliore del mondo).
anche quest’affermazione mi pare priva di fondamenti. puoi spiegarti meglio?
>il punto è: stabilire il diritto che gli altri dicano liberamente ciò che io ritengo inammissibile è l’unico modo in cui io a mia volta acquisisco il diritto di dire liberamente ciò che gli altri ritengono inammissibile.
ho eiaculato.
certo. primo, se tu ritieni di essere migliore di altri significa che non hai interesse a comprendere quello che ti possono insegnare.
e questo è il primo sbaglio, poiché di fatto ti poni in una posizione, per te, avvantaggiata.
la conseguenza politica di questo tuo pensiero (se lo volessi mettere in pratica) sarebbe che tu potresti reclamare maggior potere decisionale rispetto agli altri.
e questa è la falla fondante della democrazia, diventando niente più che un rappresentante generale di interessi particolari.
un democristiano, alla fine (prova a parlare con i vecchi rappresentanti storici della dc, non quei buffoni di rifondazione dc, ti accorgeresti che sono degli apocalittici che manco mielke).
in seconda: tu ritieni che le idee si possano sommare fino a saturare e rendere inattivo ogni collegamento con l’azione.
però: quello che tu dici è di difficile ipotesi, nemmeno realizzazione: la maggior parte del conoscere si basa sulla sottrazione; mi viene in mente l’empirismo decostruttivista, che imponeva la giusta via per somma di nozioni. di fatto spazzato via dallo scientismo (che non trovo mai sia un male) che individua un funzionamento delle cose e quindi annulla la possibilità che ogni idea sia possibile.
mi sa che quanto esposto sopra non è molto chiaro, in ogni caso gli spunti che mi hai dato sono ottimi
quello che non è chiaro a me è il motivo per cui cliccando la casetta di JOnsi m’appare l’umberto smaila’s blog. che essi siano la medesima persona??
era che avendo cancellato il mio blog originale onde depurarmi dall’ignominia, splinder arbitrariamente mi impostava come blog-casa quello di Smaila, appunto, a cui sono “iscritto” – qualunque cosa significhi.
agendo sul profilo credo di aver risolto il problema
se tu ritieni di essere migliore di altri significa che non hai interesse a comprendere quello che ti possono insegnare.
ma non è assolutamente vero.
io di norma non giudico le opinioni altrui sulla base del loro autore, bensì sulla base dell’opinione in sè.
poi leviamoci di torno quest’assunzione che brullonulla si senta dio in terra. brullonulla si sente francamente parecchio sciocco: se sciocco non fosse, non perderebbe tempo a scrivere su un blog di serie B, per esempio. semplicemente, credo vi sia della gente sorprendentemente più sciocca di me. il problema non è che sono intelligente io, è che sono messi male gli altri.
del resto, se la tua intelligenza è media, vuol dire che il 50% delle persone sono più stupide di te.
la conseguenza politica di questo tuo pensiero (se lo volessi mettere in pratica) sarebbe che tu potresti reclamare maggior potere decisionale rispetto agli altri.
è un’idea. io penso che chi è intellettualmente e culturalmente avvantaggiato debba avere più potere decisionale rispetto agli altri. più volte ho espresso l’idea che per votare debba essere necessaria una “patente”. non so poi se io potrei meritare (o desiderare) tale potere decisionale.
non è un pensiero democratico? pazienza.
tu ritieni che le idee si possano sommare fino a saturare e rendere inattivo ogni collegamento con l’azione.
questo è un travisamento decisamente confuso del mio pensiero. io ritengo che non si possa mai fare un collegamento causale diretto tra espressione di un pensiero da parte di A e azione da parte di B, perchè B avrà comunque interpretato, assorbito, fatto suo il pensiero di A, e quindi la responsabilità è interamente di B, secondo me.
di fatto spazzato via dallo scientismo (che non trovo mai sia un male) che individua un funzionamento delle cose e quindi annulla la possibilità che ogni idea sia possibile.
sì, ma una parte fondamentale del lavoro quotidiano dello scienziato (compreso il mio) è vagliare tutte le ipotesi che possono spiegare qualcosa.
quindi a te serve sempre avere il panorama di tutte le ipotesi possibili. si tratterà semmai di scegliere il percorso. la scrematura si fa a posteriori. e il ruolo della discussione delle idee sbagliate, lungi dall’essere una perdita di tempo, è fondamentale come controllo e come basamento di questo vaglio. per esempio, io apprezzo il fatto che esistano i creazionisti, perchè rispondere alle loro domande permette infine di rendere concettualmente ancora più solida la teoria dell’evoluzione.
> del resto, se la tua intelligenza è media, vuol dire che il 50% delle persone sono più stupide di te.
che fine ha fatto l’esperto di statistica di qualche post fa?
(altro che “infatto”)
oh, se assumi una distribuzione gaussiana, è così (e la distribuzione dei QI non si discosta significativamente da una gaussiana)
non è diverso dal dire: se la tua altezza è la media, il 50% delle persone è più bassa di te.
questo non toglie che la frase di prima fosse una cazzata dalla deviazione standard notevole.
questa mia ultima invece, rientra perfettamente nella media.
e la distribuzione dei QI non si discosta significativamente da una gaussiana
capisco che per la legge dei grandi numeri dovrebbe essere così.
in effetti la schiacciante maggioranza di orrendi idioti non ha una spiegazione statistica convincente.
il fatto è che gli orrendi idioti di cui sopra possono riuscire a strappare un 100 (o valutazione equivalente) ad una maggioranza dei test qi, ma questo non li rende meno idioti.
poi, sveliamo gli altarini: brullo alle elementari aveva un qi di 4 punti superiore al mio, me lo ricordo benissimo. e, come vedi, questo conferma la mia teoria :)
questo non toglie che la frase di prima fosse una cazzata dalla deviazione standard notevole.
why? (seriamente, mi interessa. la statistica è una disciplina dannatamente affascinante)
in effetti la schiacciante maggioranza di orrendi idioti non ha una spiegazione statistica convincente.
penso che l’umanità segua un minimo comun denominatore, e scostarsi da esso è già essere oltre 1sigma positivo.
poi, sveliamo gli altarini: brullo alle elementari aveva un qi di 4 punti superiore al mio, me lo ricordo benissimo. e, come vedi, questo conferma la mia teoria :)
io non me lo ricordo!
io non me lo ricordo!
certo… sig… tu avevi quei quattro punti in più… sniff…
tu 16 e io 14…
dovresti lasciarti andare al fascino degli oroscopi, seriamente.
tu 16 e io 14…
ecco, appunto.
comunque: http://www.eatliver.com/i.php?n=2374
se la tua intelligenza è nella media vuol dire che non ti vien voglia di spaccare la testa contro un muro quando senti fare discorsi che a te paiono stupidi.
[la capacità di definire un discorso stupido non ha nulla a che vedere con l'intelligenza]
se la tua intelligenza è nella media vuol dire che non ti vien voglia di spaccare la testa contro un muro quando senti fare discorsi che a te paiono stupidi.
uh, e perchè?
(in ogni caso non mi hai mica ancora risposto sulla gaussiana)
>tu 16 e io 14…
ecco, appunto.
stavo giusto aspettando. bravo.
sraule, io avevo capito l’ironia e mi sono pertanto trattenuto dal commentare. Questo quanto è quantificabile in termini di q.i?
Bella lì
HKD
In merito a quanto sotto, quindi, fatevi raccontare da Brullonulla di quando in Croazia in campeggio – innervosito dalle vespe – le intrappolava nei bicchieri a incastro, le lasciava al sole tramortite e poi – visto che ci servivano – lanciava il cumulo di bicchieri incastrati uno sull’altro, con un urlo titanico, per poi fuggire rovinosamente nonché in preda al panico (comprensibilmente).
HKD
In merito a quanto sotto, quindi, fatevi raccontare da Brullonulla di quando in Croazia in campeggio – innervosito dalle vespe – le intrappolava nei bicchieri a incastro, le lasciava al sole tramortite e poi – visto che ci servivano – lanciava il cumulo di bicchieri incastrati uno sull’altro, con un urlo titanico, per poi fuggire rovinosamente nonché in preda al panico (comprensibilmente).
whahaha! mi vedo il film.
kush: non sono sicura al cento per cento, ma brullo aveva fatto 137 e io 133 (questo l’ho saputo anni dopo, ovviamente, perché all’epoca – anche se le nostre madri sostengono il contrario – non ci conoscevamo). dovrei forse aggiungere che i vari test qi imho sono immense vaccate. :)
mi sembrava che fossi io 133, ma vabbè.
la storia delle vespe è verissima. ho constatato personalmente la scarsa resistenza degli insetti al calore. mettere delle vespe vive dentro un bicchiere di plastica trasparente coperto e lasciarlo per un’ora al sole di agosto è una deliziosa, sadica soddisfazione.
e il test di Rorschach?

la scarsa resistenza degli insetti al calore
nulla in confronto alla scarsa resistenza di brullonulla agli insetti
kush: diciamo che se dovessi affidare la mia vita al risultato di un rorschach non mi sentirei troppo tranquilla.
comunque ci sono un sacco di modi diversi di interpretarlo, alcuni più seri, altri meno. ma come tutti i test proiettivi va anche un po’ a caso, eh?
fine della lezione.
per il resto vorrei approfondire i possibili metodi di tortura per gli insetti, che mi interessa molto (ed è segno di equilibrio interiore). Nello specifico: come uccidere in modo lungo e doloroso le zanzare?
a parte l’intramontabile must strappa-le-zampe-e-le-ali, che però richiede prima la cattura di una zanzara viva, cosa non facile?
brullo: era 133 e 129? no, io mi ricordo che avevo un 3 dentro. mmmh… 113? 103? comunque non ci credo: so benissimo che il tuo qi è 666.
brullo: era 133 e 129? no, io mi ricordo che avevo un 3 dentro. mmmh… 113? 103?
a me questa cosa del raffronto dei QI coi miei amici mette francamente inquietudine.
nulla in confronto alla scarsa resistenza di brullonulla agli insetti
:(
e il test di Rorschach?
“rimango alla luce del fuoco, sudato. macchia di sangue sul petto, come la mappa di un nuovo, feroce continente.
mi sento puro. sento un pianeta oscuro girare sotto di me e so quello che sanno i gatti quando urlano come neonati nella notte.
guardo il cielo attraverso il fumo greve di grasso umano e dio non c’è. buio freddo, soffocante, senza fine e noi siamo soli.
viviamo come capita, in mancanza di meglio. poi escogitiamo giustificazioni.
nati dall’oblìo, facciamo figli destinati all’inferno come noi. torniamo nell’oblio.
non c’è altro.
la vita è dettata dal caso. non segue schemi, tranne quelli che ci troviamo noi dopo averla fissata troppo a lungo. nessun senso tranne quello che decidiamo di imporle.
questo mondo alla deriva non è plasmato da vaghe entità metafisiche. non è dio che uccide i suoi figli. non è il fato che li massacra o il destino che li getta ai cani.
siamo noi.
solo noi.
le strade puzzano di fuoco. il vuoto mi soffia freddo sul cuore, trasformando le illusioni in ghiaccio, frantumandole.
rinasco, libero di scarabocchiare il mio disegno su questo mondo eticamente vuoto.
ho risposto alla tua domanda, dottore?”
(rorschach, Watchmen)
per il resto vorrei approfondire i possibili metodi di tortura per gli insetti, che mi interessa molto…
il vecchio metodo accendino+deodorante non fallisce mai! anzi, ha quel pizzicante retrogusto di rischio esplosione mortale ma profumata che fa sempre divertire tutti, e se muori, almeno non muori sudato
Io una volta ho preso una mosca (lo so, una mosca) ancora vivissima, ma solo contusa per la cattura e l’ho messa esattamente sopra l’”iniettore” elettrico dei fornelli.
E poi le ho dato la scarica.
Non so come ho fatto a concepirlo.
Probabilmente ero esasperato, ricordo che era estate, non vivevo più perché la mosca si posava ogni 3 secondi.
Ho ancora vergogna a raccontarlo, ma l’ho fatto.
Non mi ha dato molta soddisfazione però.
La mosca… non ha parlato.
HKD
io mettevo sempre le formiche nell’accendigas piezoelettrico.
non morivano. sembravano morte per una mezz’ora, ma poi si riprendevano e ritornavano al formicaio, tutte barcollanti e scosse. “twitching” è il termine esatto.
bwhawhahah… paura che sveli altri dettagli vergognosi, eh?
HKD si conferma un raffinato intenditore del mondo. il problema è sempre riuscire ad acchiapparle, le zanzare…
La tecnologia viene sempre in soccorso.
Il mio metodo preferito era servirmi di un insetto o un aracnide davvero cattivo come un grosso ragno peloso. S’infila l’ “insetto boia” in un barattolo o in una ciotola coperta dal celofan e poi gli si danno in pasto gli insettini molesti.
Per il carnefice naturalmente la scelta migliore è sempre l’amantide religiosa. (Ah, questa piccola e violenta regina devota allo sterminio!)
Quando ci si stufa un’interessante variante è quella di far combattere due grossi “insetti boia” tra loro.
L’amantide-vince-sempre.
mmmhh.
io usavo spruzzare le zanzare con la lacca e poi guardarle rimanere appiccicate man mano che si asciugava.
diventano troppo pesanti per volare e poi cadono a terra, ma il problema è non perderle di vista durante i primi passaggi.
comunque è confortante notare che si sia passati dalle alte tematiche sociali ai mezzi di sterminio per gli insetti favoriti.
anonimo #82: LA MANTIDE, non “l’amantide”, testadicazzo!
(per il resto condivido il metodo. molto affascinante)
io usavo spruzzare le zanzare con la lacca e poi guardarle rimanere appiccicate man mano che si asciugava.
diventano troppo pesanti per volare e poi cadono a terra, ma il problema è non perderle di vista durante i primi passaggi.
ahahaha anche io con le mosche, mi divertivo un sacco.
Io per lo più spostavo le formiche soldato da un formicaio all’altro.
due cose: prendendo come esempio il fascismo, nonostante condivida il tuo discorso, ho serie difficoltà ad accogliere un’idea politica e quindi personale che abbia come matrice la viUlenza. C’è qualche principio che esuli dal concetto di “libertà di espressione” ? La violenza ad esempio. Il fascista è violento, quello che sostiene legittima la violenza, mi è impossibile inglobare questo punto di vista.
due, parlare di “opinioni” islamiche e cristiane non è corretto. così come credere alla veridicità o meno di un testo sacro non lo rende pericoloso, piuttosto è l’ignoranza a rendere l’uomo tale, che sia religioso in modo “consueto” o un “idolatra moderno”
(l’interpretazione dei testi sacri è come saprete qualcosa di piuttosto complesso, e soprattutto per quanto intelligenti siate, difficilmente chi non vuole credere per principio potrà mai capire, o meglio creare uno stato mentale che permette di capire certe dinamiche, che proprio perchè non sono affatto evidenti hanno portato alla merda che tutti “conoscono” )
Ed è un’ignoranza profonda quella che porta l’uomo ad identificarsi con tutte le stronzate che pensa.
Quindi nessuna limitazione alla libertà d’espressione…ma un par de calci in culo li darei volentieri a un sacco di gente. Voglio dire, ognuno decide di dare la forma che vuole alle proprie nevrosi, però passivamente accettiamo un sacco di compromessi e limitazioni che nevrosi più potenti che hanno attecchito nel tempo ci hanno portato a subire ora. dunque la limitazione della libertà d’espressione è insita nel sistema, nella mente del singolo, siamo dei frustrati, e probabilmente la lotta che facciamo ogni giorno o quella che dovremmo fare è proprio nell’abbattere quelle prevaricazioni che ci autoimponiamo, che ci impediscono di vederci, quasi ci vergognassimo di noi stessi.
poi da un punto di vista pratico, è evidente che la limitazione della libertà d’espressione è ormai un dato di fatto, e che i mass media fanno schifo al cazzo e sono degli strumenti degli organi di potere malati che stanno mandando a puttane un pianeta.
porco mondo.
peace and love sempre (…)
ho serie difficoltà ad accogliere un’idea politica e quindi personale che abbia come matrice la viUlenza. C’è qualche principio che esuli dal concetto di “libertà di espressione” ? La violenza ad esempio. Il fascista è violento, quello che sostiene legittima la violenza, mi è impossibile inglobare questo punto di vista.
mica devi “inglobarlo”.
devi semplicemente permettergli di esprimersi (a parole).
anche lo stato democratico moderno e progressista legittima la violenza, come sa chiunque abbia avuto a che fare con la polizia, quindi l’obiezione è abbastanza ridicola.
due, parlare di “opinioni” islamiche e cristiane non è corretto.
beh, perchè, non sono opinioni sul mondo?
“secondo me Maometto è il Profeta.”
“secondo me no.”
non sono due opinioni distinte?
difficilmente chi non vuole credere per principio potrà mai capire, o meglio creare uno stato mentale che permette di capire certe dinamiche
sarà, ma io sono piuttosto orgoglioso del fatto di non credere per principio.
lo ritengo un sintomo di salute mentale.
per il resto, meno canne antoinette, ché ormai sei grandicella. :)
Il direttore del Tg2 ieri in diretta ha paventato l’ipotesi che un folle ascoltando i discorsi di beppe grillo possa uscire e ammazzare qualcuno.
Senza entrare nel merito delle posizioni di grillo, mi sembra che il tuo post sia, come al solito, un grande esempio di intelligenza e razionalità che cade al momento giusto.
E mi deprimo ogni volta che parlare con persone al di fuori di me si rivela per me impossibile, per la pregiudizialità, la prevaricazione, la miopia, l’ottusità che ogni discorso altrui dimostra.
Da chi può imparare chi senta di non essere all’altezza delle proprie aspettative?
“Brullo” è una risposta.
Ma uno non basta…
Il direttore del Tg2 ieri in diretta ha paventato l’ipotesi che un folle ascoltando i discorsi di beppe grillo possa uscire e ammazzare qualcuno.
concordo sull’assurdità dell’editoriale del tg2, ma nulla mi toglie dalla testa che beppe grillo è un cretino.
difatti l’attuale democrazia come avete scritto non so dove, è una dittatura mascherata, non comporta ciò che dovrebbe, dunque è un fallimento
per quanto riguarda le opinioni islamiche il tuo esempio è fallace, se non sai cosa significa “profeta” come puoi parlare di opinione? “Maometto sws è il profeta” non è un opinione è un dato di fatto per chi crede che seguire la sunna, ovvero il costume del profeta, sia la chiave per vivere in un certo modo(e non implica necessariamente elementi sovranaturali). il misticismo non da direttive a proposito di cos’è giusto o sbagliato, offre piuttosto degli spunti di riflessione, racconta una realtà e come un libro propone degli esempi che rielaborati possano essere in qualche modo riutilizzati nella propria vita.
lo si fa con i musicisti rock, con i filosofi e con celine perchè non puoi farlo con maometto sws?
puoi apprezzare e rimanere affascinato dalla finezza della violenza, del machiavellismo, dalla crudeltà sottile o dal cosiddetto cinismo, però non riesci ad accettare che forse qualcuno ha provato e prova a vivere in una dimensione “d’amore” cosiddetta e magari la vesti con parole come buonismo, perbenismo o non so cos’altro, o addirittura follia, se follia è davanti alla scelta di coltivare il dolore o sputare veleno su tutto e su tutti, optare per un bel mazzo di cazzi propri e proseguire seguendo ciò che si sa giusto per se stessi “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” (rif. a ulisse)
e l’orgoglio produce abbrutimento
per quanto riguarda le canne, sei proprio scaduto, non solo intellettualmente che poco mi interesserebbe, u’re smart we know, ma affettivamente potevi risparmiartela.
concordo sull’assurdità dell’editoriale del tg2, ma nulla mi toglie dalla testa che beppe grillo è un cretino.
E’ anche la mia opinione.
puoi apprezzare e rimanere affascinato dalla finezza della violenza, del machiavellismo, dalla crudeltà sottile o dal cosiddetto cinismo, però non riesci ad accettare che forse qualcuno ha provato e prova a vivere in una dimensione “d’amore” cosiddetta e magari la vesti con parole come buonismo, perbenismo o non so cos’altro, o addirittura follia [...]
Infatti puoi credere tutto questo e sarebbe una tua opinione, valida quanto le altre, secondo gli assunti di Brullo.
il misticismo non da direttive
Forse le canne no, ma “dà” si scrive con l’accento, baby.
era ovvio che fosse una mia opinione
grazie per la precisione grammaticale, sister!
era ovvio che fosse una mia opinione
ti dirò, non mi era sfuggito.
intendevo: il post di brullo era proprio sul fatto che ogni opinione dovrebbe avere pari possibilità di essere presa in considerazione, e non essere esclusa a priori solo perché è una cazzata.
grazie per la precisione grammaticale, sister!
figurati, per me è sempre un piacere istruire la plebe ignorante. :)
ma pensi di guadagnare stima palesando a tutti la tua acidità o cosa? :)
ma pensi di guadagnare stima palesando a tutti la tua acidità o cosa? :)
perché, non è così?
ho sempre pensato che quando uno passa a commentare la persona e non il contenuto delle sue frasi è perché ha esaurito gli argomenti.
no forse manco d’antagonismo e basta
?
“Maometto sws è il profeta” non è un opinione è un dato di fatto per chi crede che seguire la sunna, ovvero il costume del profeta, sia la chiave per vivere in un certo modo(e non implica necessariamente elementi sovranaturali).
stai dicendo una cosa del tipo “che babbo natale porti i regali non è un’opinione, è un dato di fatto per chi crede che il babbonatalesimo sia la chiave per vivere in un certo modo”, te ne rendi conto, vero?
il misticismo non da direttive a proposito di cos’è giusto o sbagliato, offre piuttosto degli spunti di riflessione, racconta una realtà e come un libro propone degli esempi che rielaborati possano essere in qualche modo riutilizzati nella propria vita.
lo si fa con i musicisti rock, con i filosofi e con celine perchè non puoi farlo con maometto sws?
ma certo che puoi farlo, ho mai detto il contrario?
puoi apprezzare e rimanere affascinato dalla finezza della violenza, del machiavellismo, dalla crudeltà sottile o dal cosiddetto cinismo, però non riesci ad accettare che forse qualcuno ha provato e prova a vivere in una dimensione “d’amore” cosiddetta e magari la vesti con parole come buonismo, perbenismo o non so cos’altro, o addirittura follia, se follia è davanti alla scelta di coltivare il dolore o sputare veleno su tutto e su tutti, optare per un bel mazzo di cazzi propri e proseguire seguendo ciò che si sa giusto per se stessi “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” (rif. a ulisse)
ti stupirà, ma io ammiro e apprezzo tantissimo chi vive in quella che tu chiami “dimensione d’amore”.
se lo sa fare davvero, con umiltà e intransigenza.
quello che mi rattrista è che la stragrande maggioranza di quelli che si sforzano in tale direzione non sono altro che dei fricchettoni che rifiutano di comprendere cosa sia effettivamente l’universo e quindi si rifugiano in questo genere di batuffolo morale da quattro ghinee.
per quanto riguarda le canne, sei proprio scaduto, non solo intellettualmente che poco mi interesserebbe, u’re smart we know, ma affettivamente potevi risparmiartela.
ho toccato qualche nervo scoperto? mi dispiace, era una frase affettuosa.
ho sempre pensato che quando uno passa a commentare la persona e non il contenuto delle sue frasi è perché ha esaurito gli argomenti.
un po’ anche quando ci si mettere a fare i grammar nazi però :)
stai dicendo una cosa del tipo “che babbo natale porti i regali non è un’opinione, è un dato di fatto per chi crede che il babbonatalesimo sia la chiave per vivere in un certo modo”, te ne rendi conto, vero?
uno può arrivare ad abbracciare certe cose per i motivi più diversi, anche per sola curiosità.
quindi per curiosità fai esperienza di cosa significa essere mussulmano, ad esempio, che non vuol dire credere in allah o nel profeta sws, ma significa un certo tipo di pratica per 24 ore al giorno (almeno dovrebbe). vuol dire che segui l’adab, una sorta di galateo del buon mussulmano: come infili le scarpe, come entri ed esci da una porta, quello che dici quando entri ed esci da una porta, come mangiare, come bere, e mille altre cose. e questo ti getta in una particolare consapevolezza di te stesso, e consapevolezza apparte, richiede concentrazione e ti aiuta a svilupparne . se poi ci metti che oltre a seguire l’adab pratichi lo dkir, il discorso si amplia notevolmente, basandosi lo dkir su precise disposizioni matematiche -fisiche che regolano la ripetizione dei nomi, in base a cose che io proprio non so. E la ripetizione dei nomi non la immaginare come una nenia infinita che ti incasina il cervello (almeno non dovrebbe),anzi, se fatta correttamente va in primo luogo a stimolare il tuo corpo in vari punti (già se solo provi a ripete le lettere arabe come devono essere pronunciate dopo un pò cominci a ruttare)non a caso..ed inoltre ogni nome, ogni sequenza, ogni ritmo ha un certo tipo di frequenza, e di effetti oltre che su te stesso su quello che hai attorno.
non ricordo il nome, ma c’è un giapponese che ha sperimentato gli effetti dei suoni sull’acqua e sono venute fuori cose interessanti, tra i vari suoni c’erano anche preghiere di varie religioni..
così come le campane tibetane
o insomma “il potere” Del suono è usato ovunque non c’è bisogno che continui
è ovvio che il discorso “spirituale” non debba essere fine a se stesso
la storia delle canne pisciala.
figurati, per me è sempre un piacere istruire la plebe ignorante. :)
Mamma mia. Questa era terribile.
Sraule a volte penso che ho un rimpianto enorme: non averti conosciuto 10 anni fa.
HKD
nulla mi toglie dalla testa che beppe grillo è un cretino
Come mai dite ciò?
HKD
brrr… brullo, mi fai paura quando la gente farnetica sul tuo blog e tu la difendi anche, ma forse sono io che fraintendo costantemente praticamente tutto ciò che antoinette dice.
forse sono cose sensate ma ermetiche, nel qual caso chiedo venia.
o forse mi manca semplicemente un pezzo extrabloggale, nel qual caso chiedo venia ancora di più.
hkd, non vorrei deprimerti, ma mi sa che ci siamo conosciuti una decina d’anni fa. e poi ci siamo tipo dimenticati a vicenda per i successivi otto.
:off: l’altra sera ho incontrato un tipo che ti conosceva alle superiori, brullo. è uno che è rimasto come alle superiori ma ora mi sfugge il nome. ha i capelli castani a orecchia di cocker e una pronuncia un po’ blesa, ti dice qualcosa?
mi sa che ci siamo conosciuti una decina d’anni fa. e poi ci siamo tipo dimenticati a vicenda per i successivi o
Ma no dai!
Cioè sapevo chi eri, ma boh. Non so, può darsi.
‘altra sera ho incontrato un tipo che ti conosceva alle superiori, brullo
Chi non lo conosceva?
Basta che non fosse il Lalo…
HKD
nulla mi toglie dalla testa che beppe grillo è un cretino
Come mai dite ciò?
non mi far parlare di beppe grillo qui! non lo fareeeeeh! ho evitato di discuterne e voglio continuare a evitare di discuterne. diciamo che questo post riassume in due righe il mio umore. fine. game over. se vuoi ne parliamo in privato. :)
brullo, mi fai paura quando la gente farnetica sul tuo blog e tu la difendi anche, ma forse sono io che fraintendo costantemente praticamente tutto ciò che antoinette dice.
forse sono cose sensate ma ermetiche, nel qual caso chiedo venia.
o forse mi manca semplicemente un pezzo extrabloggale, nel qual caso chiedo venia ancora di più.
non manca nessun pezzo extrabloggale nè altro (stai a cercà er gossip,eh?), non mi pare neanche di averla difesa!
facevo solo notare che tirarsela sugli accenti è simile all’andare sul personale, a livello di profondità dell’argomentazione :)
ha i capelli castani a orecchia di cocker e una pronuncia un po’ blesa, ti dice qualcosa?
sì, secondo me è un mio fu compagno di classe di origine sarda (hkd capisce).
è un periodo che lo vedono tutti.
hkd capisce
Annulla mia mail.
Ho capito cazzo!
Ahahaha mitico!
HKD
a proposito di ragni e insetti, dottor Brullo lei che è uomo di scienza conosceva gli esperimenti di tal Peter Witt coi ragni? inoculava varie sostanze allucinogene in mosche che poi dava in pasto ai ragni, e poi fotografava le ragnatele
http://cannabis.net/drug-webs.html
Basta che non fosse il Lalo…
no, no, non era lui – ha-ha!
e non era di origine sarda (anche se non so perché ma ho l’impressione che nemmeno colui di cui parlate voi lo sia).
penso che fosse tipo amico del brullo or something similar.
faccia facciosa.
ovvio che cerco lo spettegulez
in quanto al “dà” volevo solo essere utile. è proprio vero che nessuna buona azione resterà impunita.
Volevo dire la mia, ma 109 commenti da leggere mi fanno passare la voglia.
Che dire? Brullonulla vince sempre.
W l’anarchia, W la figa, W il milan.
Volemose bene.
a me è piaciuto minory report, sono forse un minus habens?
Se non hai letto il libro, o peggio se lo preferisci a quest’ultimo sì, sei un minus habens.
a proposito di ragni e insetti, dottor Brullo lei che è uomo di scienza conosceva gli esperimenti di tal Peter Witt coi ragni? inoculava varie sostanze allucinogene in mosche che poi dava in pasto ai ragni, e poi fotografava le ragnatele
questa roba è più obsoleta della teoria del flogisto, kush.
questa roba è più obsoleta della teoria del flogisto, kush.
io la definirei più “un classico intramontabile”, brullo.
non ti facevo così diplomatica.
di’ romantica, piuttosto.
L’esempio che lei ha proposto nell’esplicare “il concetto legale di istigazione a delinquere” non configura il reato in questione.Buonasera.
L’esempio che lei ha proposto nell’esplicare “il concetto legale di istigazione a delinquere” non configura il reato in questione.Buonasera.
vuoi dire che vivo in uno stato più civile di quanto pensassi?
spiegami.
No.Voglio dire che conosce il diritto penale meno di quanto pensasse.
l’anonimo 117 ha tutta la mia approvazione. il suo “buonasera” finale mi è piaciuto moltissimo.
#117/119, fai poco il ganzetto e spiegami, piuttosto.
non posso leggere 120 commenti, mi scuso se mi ripeto. Dico brevemnte che tendenzialmente non sono d’accordo sul fatto che le opinioni e l’espressione del pensiero non abbiano ripercussioni sui fatti e sulle azioni.
Sul modo con cui una legge decide di reprimere l’espressione penso che si determini in bae a convenzioni storicamente in evoluzione (o involuzione a seconda dei punti di vista) e non si possa fissare per principio. LA soglia – come acade con la censura dell’osceno – va ridiscussa di epoca in epoca.
Però di certo vedrei una relazione quanto meno di “responsabilità morale” indiretta o diretta tra certe idee o espressioni e le azioni conseguenti. Non necessariamente un “reato”, ma una “colpa” che – è una speranza un’utopia – la storia farà poi scontare. L’esempio di chi professava e teorizzava l’attacco al cuore dello Stato, la lotta armata come teroia dell’agire politico ha responsabilità? è causa di un effetto (atto terroristico)? no, ma è vero anche che senza quelle teorie non ci sarebbe stata l’azione. ha una qualche responsabilità, una qualche colpa. Ma è un argomento troppo sottile e profondo per esaurirsi qui e venire dopo 121 commenti.
Non si tratta di essere “ganzetti”.Semplicemente l’ipotesi che lei ha riportato non qualifica la condotta incriminatrice di cui all’art. 414 c.p..L’esempio da lei citato rientra altresì nei confini di libera manifestazione del pensiero ex art. 21 Cost..Non è pertanto possibile parlare di istigazione a delinquere e,più in generale,di reato,in presenza di condotte non punibili.Spero di essere stato sufficientemente chiaro.Buona giornata.
Mi ricorda tanto il vecchieto di La Haine.
“Grumwalski è..morto di freddo. Arrivederci.Arrivederci.Arrivederci.”
Dico brevemnte che tendenzialmente non sono d’accordo sul fatto che le opinioni e l’espressione del pensiero non abbiano ripercussioni sui fatti e sulle azioni.
ma certo che hanno ripercussioni, però indirette e mediate.
non sono causa immediata.
LA soglia – come acade con la censura dell’osceno – va ridiscussa di epoca in epoca.
quello che io dico è che non ci vuole nessuna soglia.
L’esempio di chi professava e teorizzava l’attacco al cuore dello Stato, la lotta armata come teroia dell’agire politico ha responsabilità? è causa di un effetto (atto terroristico)? no, ma è vero anche che senza quelle teorie non ci sarebbe stata l’azione.
certo che no, ma chi siamo noi per dire che la teoria (e l’atto conseguente) erano sbagliati?
i terroristi quando vincono si chiamano rivoluzionari. i rivoluzionari quando perdono si chiamano terroristi. non v’è altra differenza.
con la “responsabilità morale” mi ci spazzo il culo, visto che la responsabilità è di chi commette gli atti, non di chi pensa che un atto sia simpatico o meno.
Semplicemente l’ipotesi che lei ha riportato non qualifica la condotta incriminatrice di cui all’art. 414 c.p..L’esempio da lei citato rientra altresì nei confini di libera manifestazione del pensiero ex art. 21 Cost..
QUESTO L’HO CAPITO NON SONO RITARDATO MA DIOBESTIA COSA CAZZO DICE L’ARTICOLO 414 C.P. E PERCHE’ CIO’ CHE HO SCRITTO NON VI SI CONFIGURA?
ecco.
ah, argomentare con un dj di radiodeejay mi fa sentire un po’ sporco.
La fattispecie del reato di istigazione a delinquere viene attuata mediante l’azione di colui il quale RAFFORZA od ECCITA in altri un proposito criminoso già esistente.Sostenere che “sarebbe cosa buona e giusta uccidere un uomo” non rappresenta pertanto un’ipotesi sufficiente a configurare tale delitto,nè eventualmente l’apologia di reato citata nell’ultimo comma dello stesso art. 414 c.p..Se non è soddisfatto di quanto esposto non esiti a chiedere ulteriori chiarimenti.
è ovvio che non sono un avvocato, per cui io da ignorante, cercando il c.p. online, leggo questo:
Art. 414
- Istigazione a delinquere -
Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione:
1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti.
2) con la reclusione fino a un anno, ovvero con la multa fino a lire quattrocentomila, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni.
Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita nel n. 1.
Alla pena stabilita nel n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti.
Art. 415
- Istigazione a disobbedire alle leggi -
Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni (1).
(1) Con sentenza n. 108 del 23 aprile 1974 la Corte cost. ha dichiarato l’illegittimità di questo articolo, riguardante l’istigazione all’odio fra le classi sociali, nella parte in cui non specifica che tale istigazione deve essere attuata in modo pericoloso per la pubblica tranquillità.
è giusto? (ho visto un paio di fonti e coincidono, ma…)
dov’è che si parla di rafforzare un intento già esistente?
e quand’anche fosse già esistente, io come faccio a saperlo?
ah, questo è puro genio:
Art. 369
- Autocalunnia -
Chiunque, mediante dichiarazione ad alcuna delle Autorità indicate nell’articolo precedente, anche se fatta con scritto anonimo o sotto falso nome, ovvero mediante confessione innanzi all’Autorità giudiziaria, incolpa se stesso di un reato che egli sa non avvenuto, o di un reato commesso da altri, è punito con la reclusione da uno a tre anni.
perchè porta alla versione legale del paradosso del mentitore.
Sì,questo è l’art. 414 nella sua esatta formulazione.Tuttavia nel codice non vi è alcuna esplicazione delle varie fattispecie,ma,come avrà avuto modo di notare,soltanto il mero trattamento punitivo;per questo motivo l’unico modo per apprendere le peculiarità del ruolo dell’istigatore è aprire un manuale di diritto penale.Purtroppo a causa di un errore il mio precedente intervento deve essere stato pubblicato incompleto,per cui le riformulo il concetto che è alla base del delitto in questione:la fattispecie del reato di istigazione a delinquere viene attuata mediante l’azione di colui il quale FACCIA SORGERE in altri un proposito criminoso prima inesistente o RAFFORZI od ECCITI in altri un proposito criminoso già esistente.In parole povere,se un soggetto istiga un terzo a delinquere,indipendentemente dal fatto che quest’ultimo fosse o meno propenso alla commissione di un reato,viene punito in base a quanto disposto dall’art. 414 c.p..
Cioè in pratica dovrebbe “istigare” con una frase tipo: “Sai, Tizio, dovrestri proprio uccidere Caio. Sarebbe una gran buona idea”?
sraule
la fattispecie del reato di istigazione a delinquere viene attuata mediante l’azione di colui il quale FACCIA SORGERE in altri un proposito criminoso prima inesistente o RAFFORZI od ECCITI in altri un proposito criminoso già esistente.
e questo dov’è scritto? è una tua personale interpetazione o c’è l’Allegato Batuffolo al Codice Penale che mi dice che “guarda, il 414 va inteso così, fidati”?
viene attuata mediante l’azione di colui il quale FACCIA SORGERE in altri un proposito criminoso prima inesistente o RAFFORZI od ECCITI in altri un proposito criminoso già esistente.In parole povere,se un soggetto istiga un terzo a delinquere,indipendentemente dal fatto che quest’ultimo fosse o meno propenso alla commissione di un reato,viene punito in base a quanto disposto dall’art. 414 c.p..
quindi se io dico “bisogna uccidere tizio!” e l’altro dice “ehi, lo sai che hai ragione, ci penso io!”, è contemplato dal 414 c.p. , no?
che è esattamente ciò che stavo dicendo io.
No,nessun Allegato Batuffolo.Come le ho già detto il codice penale non contiene esplicazioni riguardo alle modalità di realizzazione di un reato o alla descrizione di esso;informazioni peraltro reperibili su un manuale di diritto penale.Ovviamente lei è libero di diffidare della definizione che le ho proposto e scrivere di diritto penale senza conoscere adeguatamente la materia,ma,le ripeto,i precetti di diritto penale sono contenuti nei manuali,non nei codici.La seguente dichiarazione:”Bisogna uccidere Tizio!” ha un peso ben diverso dall’originaria affermazione (che riporto testualmente) del suo articolo:”Io dico che sarebbe cosa buona e giusta uccidere un uomo”.Pertanto alla sua conclusiva sentenza “è esattamente ciò che stavo dicendo io” non mi resta che risponderle:”No,non direi proprio”.Cordiali saluti.
sarò un cinico pragmatista insensibile alle moine della precettistica del C.P.P. ma vedo sterile tanto l’intervento del penalista qui sotto quanto la discussione che ne è nata.
ma,le ripeto,i precetti di diritto penale sono contenuti nei manuali,non nei codici.
quindi esiste effettivamente l’allegato batuffolo.
la cosa mi incuriosisce. come funziona? ovvero, dov’è stabilito che essi manuali contengono le norme effettive di diritto penale? la cosa per il cittadino è piuttosto importante -voglio dire, significa che il codice penale non è altro che un canovaccio di riferimento e che la legge reale è qualcos’altro.
La seguente dichiarazione:”Bisogna uccidere Tizio!” ha un peso ben diverso dall’originaria affermazione (che riporto testualmente) del suo articolo:”Io dico che sarebbe cosa buona e giusta uccidere un uomo”.
questa mi pare un’assurdità.
che differenza semantica c’è tra le due affermazioni? nell’affermazione di sopra tutto ciò che manca è “io dico che”, in pratica.
ma vedo sterile tanto l’intervento del penalista qui sotto quanto la discussione che ne è nata.
per me non è sterile, a me queste cose interessano.
Alea iacta est
anche a me sembra sterile, per la piega che ha preso.
a quanto pare il codice penale dice cosa succede quando è stato commesso un reato, mentre cos’è
un reato è oggetto di interpretazione. ma questo è ovvio. anche un omicidio confessato e provato è soggetto a interpretazioni sull’entità della colpa. e l’istigazione a delinquere mi sembra una colpa più difficile a definirsi, non essendo dimostrabile in assoluto il rapporto tra le due cose.
tanto è vero che le due frasi riportate possono parere identiche o anche no (sarebbe bene vs dobbiamo).
Nella frase:”Sarebbe cosa buona uccidere qualcuno” l’uso del condizionale è indice di una mera opinione dell’individuo,non sufficiente pertanto ad integrare il reato di istigazione a delinquere.L’esclamazione:”Bisogna uccidere Tizio!” esprime invece in modo chiaro ed inequivocabile l’intento di voler spingere altri alla commissione di un delitto (nella fattispecie il delitto di omicidio).Il codice penale è il punto di riferimento per ciò che attiene al trattamento sanzionatorio;la legge,come peraltro il diritto ed ogni altra disciplina,è soggetta all’interpretazione.
‘L’esempio di chi professava e teorizzava l’attacco al cuore dello Stato, la lotta armata come teoria dell’agire politico ha responsabilità? è causa di un effetto (atto terroristico)? no, ma è vero anche che senza quelle teorie non ci sarebbe stata l’azione.’
THE BRUNULLA’S ANSWER: ‘certo che no, ma chi siamo noi per dire che la teoria (e l’atto conseguente) erano sbagliati?
i terroristi quando vincono si chiamano rivoluzionari. i rivoluzionari quando perdono si chiamano terroristi. non v’è altra differenza.’
BRUNULLA FIRSTLY SAID: ‘ il problema è che una società in cui l’omicidio è permesso è una società in cui ciascuno vive potenzialmente sotto attacco da parte di tutti gli altri, in cui quindi una parte enorme di risorse personali (mentali, economiche, fisiche) andrebbe dedicata all’autodifesa, e in generale SAREBBE UN MONDO PIU’ COMPLICATO E PEGGIORE.’
E’ evidente che brunulla ha idee un po’ confuse nonchè masochiste e nel suo intimo vuole ritornare alla legge della giungla. Non ti preoccupare brunulla non occorre la terza guerra termonucleare globale, basta un disastro naturale serio (leggi anche terremoto vs meteorite) che spacchi quelle 50 centrali nucleari in posizione strategica e dopo puoi ritornare ad urlare unga unga con la sciabola nei campi incolti radioattivi.
E’ evidente che brunulla ha idee un po’ confuse
Gigi, guarda che non c’è contraddizione tra le affermazioni che citi. Forse ho capito dove tu hai pensato di vederla, ma spero tu non sia così stupido.
Non ti preoccupare brunulla non occorre la terza guerra termonucleare globale, basta un disastro naturale serio (leggi anche terremoto vs meteorite) che spacchi quelle 50 centrali nucleari in posizione strategica e dopo puoi ritornare ad urlare unga unga con la sciabola nei campi incolti radioattivi.
Ok. Sei così stupido/a.
HKD
ma stupido sarai tu. e pure imbecille visto che non riesci ad argomentare e offendi, beota.
HM
Dai non ti offendere HM: qui usa così.
Io non ho alcunché su cui argomentare. Devi argomentare tu sul perché vedi in contrasto le frasi che hai citato.
Brullonulla prima ha constatato che in una società naturale in cui l’omicidio fosse sempre permesso il mondo sarebbe meno sicuro.
Dopo ha scritto che quella dell’attacco al cuore dello stato è una posizione, un’idea e un proposito e si è chiesto “chi siamo noi per dire se sia giusta o sbagliata”? Questo è un caso limite, ma il problema filosofico esiste, e tante situazioni sono molto meno nette.
Quindi ti chiedo: perché le due frasi (se a queste ti riferisci) sarebbero in contrasto?
Come dice quello di prima: La ringrazio, Buona giornata.
HKD
allora non sai leggere:
1) Brunulla prima ha scritto che in una società in cui l’omicidio fosse permesso il mondo sarebbe PEGGIORE.
2) Dopo invece ha considerato l’attacco al cuore dello Stato come idea e ATTO PRATICO (leggi omicidi di massa), chiedendosi ‘chi siamo noi per dire se tutto ciò sia giusto o sbagliato?’ e dimenticandosi il punto 1).
E’ evidente che le due frasi sono in contrasto, è semplice logica, lo capirebbe anche un bambino. Tutto ciò se non si considera in precedenza l’assioma ‘Brullo Nulla è masochista’ che giustificherebbe il fatto che si chieda se sia giusto o sbagliato dopo avere asserito in precedenza che sarebbe certamente PEGGIORE. Inoltre ‘La ringrazio, buona giornata’ dovevi dirlo prima, scrivendolo dopo aver dato dello stupido a qualcuno sembri solo un fesso.
Nella frase:”Sarebbe cosa buona uccidere qualcuno” l’uso del condizionale è indice di una mera opinione dell’individuo,non sufficiente pertanto ad integrare il reato di istigazione a delinquere.L’esclamazione:”Bisogna uccidere Tizio!” esprime invece in modo chiaro ed inequivocabile l’intento di voler spingere altri alla commissione di un delitto (nella fattispecie il delitto di omicidio).
ok, questo conferma solo ciò che ho sempre saputo.
gli avvocati sono pazzi e non hanno la minima idea di cosa sia la logica.
il mondo mi terrorizza.
E’ evidente che le due frasi sono in contrasto, è semplice logica, lo capirebbe anche un bambino.
no, sei tu che non capisci un cazzo.
un conto è un mondo in cui ogni omicidio è legittimo, a prescindere dai perchè e dai percome.
un altro è un colpo di stato, in cui alcuni omicidi mirati possono avere lo scopo di rendere lo stato migliore a lungo andare. è un calcolo costi benefici.
così lo capisci o ti servono i disegnini?
ma forse sei tu che non capisci un cazzo, l’omicidio è omicidio in qualsiasi caso, e tu non hai parlato di differenti tipi di omicidio nei tuoi discorsi. a me terrorizza la frase che hai scritto ‘alcuni omicidi mirati possono avere lo scopo di rendere lo stato migliore’ tipo terrorismo preventivo. niada lioce unica luce. Vedo che la bassa lega del blog sta venendo fuori di prepotenza. Un’altra immane cazzata del post è che le azioni escludano altre azioni mentre i pensieri siano addittivi (nel senso che un pensiero non esclude l’altro), è falso perchè anche un pensiero esclude un altro pensiero (e anche questo lo capirebbe anche un bambino).
‘a prescindere dai perchè e dai percome’ è la frase più antiestetica che abbia mai letto.
Ok ora puoi contorcerti cercando il modo di rispondermi senza un’altra offesa, secondo me non ce la fai.
Sapevo che era questa la contraddizione che notavi.
Ma è tale in un tuo sistema di valori. L’attacco al cuore dello stato non vuol dire omicidi di massa, prima di tutto.
Altre situazioni o teorie contemplano l’omicidio e ti assicuro che alcune non sono facilmente etichettabili a mò di suorina come stai facendo tu.
Se tu vivessi a 2 km dal confine nord di Israele te ne renderesti conto.
Ma questo non ha nulla a che fare con la considerazione hobbesiana da cui è partito il post.
ora aspetto sraule.
HKD
Ok ora puoi contorcerti cercando il modo di rispondermi senza un’altra offesa, secondo me non ce la fai.
se mi leggi, ti accorgerai che ti rispondo argomentando. poi ti insulto anche, ma questo è puramente per mio divertimento.
l’omicidio è omicidio in qualsiasi caso
beh, ma esistono posti in cui l’omicidio mirato si pratica e la gente invece di lamentarsi ne è felice perchè secondo loro tale omicidio migliora la qualità della vita degli altri. vedi alcuni stati USA alla voce “pena di morte”.
a me terrorizza la frase che hai scritto ‘alcuni omicidi mirati possono avere lo scopo di rendere lo stato migliore’ tipo terrorismo preventivo. niada lioce unica luce.
ehi, cretinetti, io non ho mica detto che sono d’accordo con i terroristi.
riporto quella che è l’opinione dei terroristi, che è comunque un’opinione diversa dal “legalizziamo l’omicidio LOL” ed è stata santificata in varie occasioni (cfr.partigiani).
Un’altra immane cazzata del post è che le azioni escludano altre azioni mentre i pensieri siano addittivi (nel senso che un pensiero non esclude l’altro), è falso perchè anche un pensiero esclude un altro pensiero (e anche questo lo capirebbe anche un bambino).
non hai assolutamente capito il senso della frase.
non voglio dire che P e non-P possano essere vere contemporaneamente.
voglio dire che, mentre è possibile che esistano contemporanemanete un sito internet che dice “viva la pena di morte” e uno che dice “abbasso la pena di morte”, non è possibile che uno stato abbia e non abbia contemporaneamente la pena di morte.
in questo senso, l’espressione di un concetto P non impedisce l’espressione di un concetto opposto da parte di un altro.
ma tu vuoi i disegnini, vero?
Certamente può darsi che gli avvocati siano pazzi e che non s’intendano di logica.D’altro canto mi limitavo a farle notare che il reputare “un’aberrazione il concetto legale di istigazione a delinquere” quando del concetto legale di istigazione a delinquere si ha un’idea quantomeno distorta non rappresenti il modo migliore per intraprendere un discorso inerente al diritto penale.Detto questo,la lascio alla sua logica,terreno sul quale appare decisamente ben più preparato.
Dimenticavo…Io non sono un avvocato.
Io insegno filosofia del diritto.La saluto.
Io insegno filosofia del diritto.La saluto.
ah, da questo la formulazione forbita del discorso.
che bello questo blog. dj di radiodeejay e professori universitari di giurisprudenza. era un bel po’ che non si vedeva un po’ di materiale umano divertente.
dove insegna?
D’altro canto mi limitavo a farle notare che il reputare “un’aberrazione il concetto legale di istigazione a delinquere” quando del concetto legale di istigazione a delinquere si ha un’idea quantomeno distorta non rappresenti il modo migliore per intraprendere un discorso inerente al diritto penale.
il discorso riguardava, come dire, lo spirito della legge. ora sarà anche vero che tra “bisognerebbe uccidere X” e “bisogna uccidere X” c’è una differenza (io lo trovo patologico, ma tant’è). il concetto è che il mio discorso vale per entrambi i casi, delle finezze occupatevi voi.
già che siamo qua: l’apologia di reato come funziona?
La Sapienza,Roma.
Per rispondere alla sua domanda,l’apologia di reato può definirsi come il delitto,previsto per la precisione dall’ultimo comma dell’art. 414 c.p.,che punisce colui il quale pubblicamente esalta e/o manifesta la correttezza e la giustificabilità di atti ritenuti illeciti dall’ordinamento giuridico.
ma veramente brullonulla sembra molto carente in logica.
‘beh, ma esistono posti in cui l’omicidio mirato si pratica e la gente invece di lamentarsi ne è felice perchè secondo loro tale omicidio migliora la qualità della vita degli altri. vedi alcuni stati USA alla voce “pena di morte”.
e allora? un conto è occhio per occhio dente un conto è ‘un omicidio mirato con lo scopo di rendere lo stato migliore’ aka terrorismo preventivo. e in ogni caso io sono contro alla pena di morte non so tu.
‘alcuni omicidi mirati possono avere lo scopo di rendere lo stato migliore’
se scrivi questo sei d’accordo con i terroristi, a meno che tu non sia un oggetto privo di opinione. e anche con i partigiani brrr
‘non hai assolutamente capito il senso della frase.
non voglio dire che P e non-P possano essere vere contemporaneamente.
voglio dire che, mentre è possibile che esistano contemporanemanete un sito internet che dice “viva la pena di morte” e uno che dice “abbasso la pena di morte”, non è possibile che uno stato abbia e non abbia contemporaneamente la pena di morte.’
sì ma tutta quest’aggiunta l’hai scritta adesso per giustificarti perchè il tuo discorso non stava assolutamente in piedi. ed era molto più generale non riferito allo Stato o alla pena di morte. a parte che è possibile che uno Stato abbia e non abbia la pena di morte se consideri come Stato unico una repubblica federale come gli USA in cui ogni singolo stato ha proprie legislazioni.
che punisce colui il quale pubblicamente esalta e/o manifesta la correttezza e la giustificabilità di atti ritenuti illeciti dall’ordinamento giuridico.
mi fa l’esempio delle frasette come prima?
abbia pazienza, io sto finendo un dottorato in biofisica, ho un modo di ragionare piuttosto differente.
(restate comunque dei pazzi)
e allora? un conto è occhio per occhio dente un conto è ‘un omicidio mirato con lo scopo di rendere lo stato migliore’ aka terrorismo preventivo. e in ogni caso io sono contro alla pena di morte non so tu.
guarda, argomento con te solo per mostrare al popolino che brullonulla tutto sommato è persona caritatevole e pietosa, e non quel monolite di stronzaggine che vorrebbe apparire.
(sospiro)
caro figliuolo, quello che penso io, o te, o altri sulla pena di morte in questo momento non c’entra un cazzo nulla (sono contrario anch’io personalmente). l’esempio della pena di morte era teso a dimostrati che il concetto di “omicidio preventivo a fini sociali in casi estremamente limitati” è completamente diversa da “legalizzare l’omicidio e basta”. ci sei arrivato o meno?
se scrivi questo sei d’accordo con i terroristi, a meno che tu non sia un oggetto privo di opinione. e anche con i partigiani brrr
ai fini del discorso del post, il mio punto di vista è quello di un (s)oggetto privo di opinione, poichè mi riferisco alla possibilità di tali punti di vista e alla possiblità di essi di venire espressi, non ad un giudizio morale su di essi (il quale poi ho, ma è mio personale e non interessa a nessuno). personalmente poi non trovo inconcepibile che si possa desiderare il sangue per la Rivoluzione, anche se sicuramente non è tra i miei desideri (anche perchè non saprei che rivoluzione fare, boh).
sì ma tutta quest’aggiunta l’hai scritta adesso per giustificarti perchè il tuo discorso non stava assolutamente in piedi.
liberissimo di pensarla così. in ogni caso “tutta quest’aggiunta” non è che il senso di quel paragrafo rispiegato for dummies (visto che tutti l’avevano compreso correttamente a parte te).
a parte che è possibile che uno Stato abbia e non abbia la pena di morte se consideri come Stato unico una repubblica federale come gli USA in cui ogni singolo stato ha proprie legislazioni.
dal punto di vista della legislazione sulla pena di morte, non sono entità uniche. il concetto generale è che ognuno può dire la sua, ma un ente politico deve decidere per tutti. chiaro adesso?
quei disegnini li vuoi proprio, ma ora non ho pastelli a cera.
Caro HeartMind,
(inizio così perché sono conosciuta per la mia squisita gentilezza), mi duole informarti che l’opinione generale vigente su questo blog (che tu non abbia capito una mazza), ha trovato un’altra sostenitrice.
Il tuo discorso è scorretto dal punto di vista
a) formale. La prima frase si riferisce ad un’opinione di Brullo (“un mondo dove l’omicidio è legale sarebbe peggiore”, all’incirca), la seconda si riferisce ad una considerazione generale sullo stato del mondo: “i terroristi si chiamano terroristi finché non vanno al governo, dopo si chiamano rivoluzionari”. All’incirca, di nuovo. Non ho voglia di andare a quotare.
Vedi bene che le due affermazioni non solo non sono in contrasto, ma non appartengono neanche allo stesso ambito.
b) della prassi conversazionale. Qua nessuno aveva intenzione di iniziare un dibattito sulla pena di morte o sull’omicidio. Se hai avuto l’impressione che si stesse parlando di quello mi duole informarti che sei finito grossolanamente off topic.
Noi stavamo parlando dal punto di vista strettamente speculativo. Anzi, il senso del post era proprio quello che ogni opinione è un’opinione, anche se non sei d’accordo.
Brullo, come vedi la tua nella prassi non è una buona idea. Questo conferma la mia tesi.
ops! abbiamo postato in contemporanea, brullo!
ma no, 19.10 contro 19.20, ti ho preceduto di BEN 10 minuti!
@sraule
‘La prima frase si riferisce ad un’opinione di Brullo’
e a cosa si dovrebbe riferire? ma cosa vuoi che mi interessi se scrivi che non ho capito una mazza se non sei nemmeno in grado di argomentare? sei patetica. e te lo dico con molta gentilezza. se non hai voglia di andare a quotare è perchè non sei in grado di smontare quello che ho scritto, semplice. e quando quoti scegli i pezzi di frase criticati non quelli che pare a te per giustificarti. vedo benissimo. oltretutto mi sembri anche abbastanza limitata, è naturale poter confrontare affermazioni appartenenti anche ad ambiti diversi.
‘Anzi, il senso del post era proprio quello che ogni opinione è un’opinione, anche se non sei d’accordo.’
infatti sono assolutamente in topic, e stavo appunto criticando l’opinione di brunulla. la mia opinione è che le sue opionioni siano confuse e masochiste. e tu mi sembri una specie di avvocato difensore.
@brunulla
‘l’esempio della pena di morte era teso a dimostrati che il concetto di “omicidio preventivo a fini sociali in casi estremamente limitati” è completamente diversa da “legalizzare l’omicidio e basta”. ci sei arrivato o meno?’
stai andando fuori tema, non c’entra assolutamente nulla con la prima critica che ti ho mosso. ci arrivano tutti che è diverso, ma è sempre omicidio, e nel primo caso si chiama terrorismo preventivo. e io ho mosso una critica a una tua opinione contraddittoria a riguardo(che tu però in seguito hai asserito di non avere, forse sei una macchina), è assurdo che tu sia contro la legalizzazione dell’omicidio e ‘omicidio preventivo a fini sociali’.
*’è assurdo che tu sia contro la legalizzazione dell’omicidio e a favore dell ‘omicidio preventivo a fini sociali’.
sì ok ora mi risponderà che non è la sua opinione. Ok sappiate che brullonulla non ha opinioni. E’ un bot di splinder.
io ho delle opinioni, ma non è di queste che stiamo parlando.
lo so che è difficile, ma prova ad arrivarci.
*’è assurdo che tu sia contro la legalizzazione dell’omicidio e a favore dell ‘omicidio preventivo a fini sociali’.
quanto a questo, se così fosse* non ci sarebbe comunque alcuna assurda contraddizione:
- l’omicidio generalizzato porterebbe al caos e al terrore collettivo per tutti.
- l’omicidio mirato ammazza pochi per il bene di molti, quindi collettivamente la maggioranza sta meglio.
*ma così non è, e te l’ho già detto.
l’omicidio mirato ammazza pochi per il bene di molti, quindi collettivamente la maggioranza sta meglio.
pardon, sostituisci con:
“l’omicidio mirato -secondo coloro che lo propongono- ammazza pochi per il bene di molti, quindi collettivamente la maggioranza sta meglio. “
THE BRUNULLA’S ANSWER: ‘certo che no, ma chi siamo noi per dire che la teoria (e l’atto conseguente) erano sbagliati? [logica matematica sottende: se non è sbagliato è giusto n.d.HM]
i terroristi quando vincono si chiamano rivoluzionari. i rivoluzionari quando perdono si chiamano terroristi. non v’è altra differenza.’
questo lo hai scritto tu eh? secondo coloro che lo propongono chi? ma non hai nemmeno il coraggio di sostenere quello che pensi e scrivi? puah
‘io ho delle opinioni, ma non è di queste che stiamo parlando.’
guarda che non stai parlando di teoremi matematici, ogni cosa scritta in questo post è una tua opinione. e come diceva srolla in precedenza al #154 il senso del post è che ogni opinione è valida, e nessuna andrebbe censurata. quindi questo è strettamente un post su una tua opinione personale che abbraccia (anzi tenta senza successo) di abbracciare anche le opinioni altrui.
i terroristi quando vincono si chiamano rivoluzionari. i rivoluzionari quando perdono si chiamano terroristi. non v’è altra differenza.’
questo lo hai scritto tu eh? secondo coloro che lo propongono chi? ma non hai nemmeno il coraggio di sostenere quello che pensi e scrivi? puah
l’ho scritto io sì, e ho assolutamente il coraggio di sostenerlo. sostengo ampiamente che non esiste alcuna differenza reale tra rivoluzionari e terroristi. sostengo altrettanto ampiamente che non sono sempre a favore di costoro nè sono mai a favore di costoro: essenzialmente, dipende.
ogni cosa scritta in questo post è una tua opinione.
no: io sto citando delle potenziali opinioni altrui.
‘l’ho scritto io sì, e ho assolutamente il coraggio di sostenerlo. sostengo ampiamente che non esiste alcuna differenza reale tra rivoluzionari e terroristi’
bravo finalmente esprimi una tua opinione e non ti spersonalizzi. invece secondo me non esiste alcuna differenza reale tra un terrorista e un assassino che commette un omicidio random.
ottimo. sei felice adesso?
Hai rotto HM!
Questo post era piuttosto interessante prima che ti ci infilassi.
Non capisco la pazienza di Brullo nel risponderti, quando è evidente come tu fraintenda sistematicamente qualunque cosa tu legga.
Si discuteva di ipotesi di principio, non di teorie politiche applicabili o meno alla realtà italiana.
Il tuo discorso, invece, fila più o meno così: Brullo riporta un ipotetico punto di vista dei ‘terroristi’, quindi li giustifica , quindi Brullo è presumibilmente un terrorista, o quantomeno ad essi connivente.
Ricorda quello che bush rispondeva a chi, tra i suoi concittadini, manifestava dissenso per la guerra in Iraq.
A proposito, HM, dimenticavo.
Che nel post si parli del fatto che ogni opinione dovrebbe essere valutabile non significa scassare le palle con i tuoi commenti OT. Perchè tali sono; non basta usare le stesse parole per dire che si è in tema. Lagnarsi poi del fatto che gli altri non abbiano voglia di perdere tempo a star lì a quotare per rispondere a te rende definitivamente palese a tutti che tu proprio non ci arrivi..
Ho dimenticato di ‘firmarmi’
mzk
i miei commenti non erano assolutamente OT, sono partiti da una critica a UNA OPINIONE di brunulla e se non lo hai capito non rompermi. Non mi interessa quanto stai rosicando.
eri completamente OT visto che non avevi capito un cazzo nulla.
ho capito tutto, basta rileggere i commenti ed è chiaro a tutti. e mzk sei tu.
HM
Che palle
Non vedo perchè questo hm sia qui invece di andare sul forum del MucchioSelvaggio o di BeppeGrillo…
Tra l’altro continua a scrivere brunulla e srolla…
per dare l’estrema unzione al tuo blog
Dolce CuoreMente..
HA ha ha ha!
Credi davvero che Brullonulla avrebbe bisogno di inventarsi commenti sotto altro nick per far credere a te che ci sia qualcuno dalla sua parte?
Che fesso!
Cos’è? Troppa droga o sei così paranoico fin da piccolo?
A proposito, oltre ad essere un duro dal cuore tenero sei anche metallaro?
Così, giusto per curiosità..vediamo di conoscerlo un po’ questo incompreso!
PS: che tu scambi i miei commenti per quelli di Brullo decisamente mi lusinga assai!
Ciao tenerone!
mzk
lo credono tutti
Io no.
“Tutti” è diverso da “alcuni” e da “io”.
3a volta che usi questo lemma in questo modo.
Il fatto che tu non riesca ad utilizzare propriamente una parola dal significato preciso, e la tua pretesa di avere, contro ogni evidenza, numerosi sostenitori, mi suggerisce di etichettarti come “Testa di Cazzo”.
In ogni caso, a proposito del post, penso che sia “filosoficamente” ineccepibile.
Tuttavia, bandire le idee non democratiche, a mio avviso, ha una matrice diversa dalla comune censura di un sistema totalitario. Mentre il sistema totalitario teme per la sua esistenza, il sistema democratico, almeno all’inizio, almeno in teoria, teme più che altro l’idea di sistema totalitario.
Non so se mi sono spiegato. La paura non sta(va) nel crollo del sistema o nella diffusione di idee contrarie, ma nell’impedire la generazione di un sistema totalitario. Pensandoci, in effetti se togliamo i sistemi democratici restano quelli totalitari, il mio discorso non regge molto, ma ho come l’impressione che qualcosa di buono ci sia.
Anyway, quando mai si è vista un’oligarchia o un potere assoluto nel quale il ruolo di governante non arrivasse ben presto ad essere meritato esclusivamente col sangue o col censo?
Sarebbe bella la patentina per votare, ma inevitabilmente verrebbe ben presto data agli idioti perchè tengano in carica l’oligarchia di turno, sicuro.
Non nego che ora ci sia una nascosta (neanche tanto) oligarchia di mercato, che il bigottismo cattolico o democratico che sia dilaghi, tuttavia la libertà di pensiero e di parola è in gran parte garantita, fortunatamente. Nessuno ti ha ancora arrestato, brullo. Mi chiedo se come specie possiamo meritarci un sistema migliore. La paura è che tenda a peggiorare.
oh, se assumi una distribuzione gaussiana, è così (e la distribuzione dei QI non si discosta significativamente da una gaussiana)
non è diverso dal dire: se la tua altezza è la media, il 50% delle persone è più bassa di te.
Mettere di mezzo la statistica in questo modo mi ferisce, e dire che l’altezza segue una distribuzione gaussiana, e tu sei nella media, è parecchio diverso dal dire se la tua altezza è la media, il 50% delle persone è più bassa di te. Pero’ nonostante tutto, la conclusione non si discosta troppo dalla realtà.
io invece ti etichetto come cimice.
E tu chi cazzo 6?
#95
figurati, per me è sempre un piacere istruire la plebe ignorante. :)
SRAULE,MA QUANTO SEI SFIGATA?!