Tuesday, September 23, 2008 , 01.32
le mucche, gli incesti, le felci
siamo infine tornati, malconci ma vivi. posterò ancora per un mese anche su splinder, visti i trascorsi, per sicurezza.
adesso che a LHC si sono rotti i magneti posso rendervi partecipi di una delle mie paure più cupe.

m’immagino spesso cosa succederebbe se un equivalente futuro di LHC non trovasse niente. oppure trovasse fenomeni del tutto incomprensibili. ovviamente questo lì per lì sarebbe visto come qualcosa di scientificamente fantastico, di positivo. una nuova fisica, nuove ricerche, nuovi paradigmi. eccetera. dopo di che man mano, lentamente, ci si accorge che ci si sta dibattendo nel vuoto. o meglio, non nel vuoto: si sa dove parare, ma non si sa come. si trova che ci sono buchi fondamentali nei modelli, e gli esperimenti per decidere tali buchi sono impossibili. richiederebbero energie inarrivabili, o condizioni irriproducibili in laboratorio.
una fine umiliante, dovuta non al fatto che in ultimo vi siano eventi non razionalizzabili: ma semplicemente a limiti tecnici, alle leggi stesse del mondo, che ci impediscono di costruire ciò che ci servirebbe a svelarle.
ci si sforza e ci si affretta a riempire gli ultimi buchi, a tirare la corda finchè si può, ma rapidamente ci si accorge che, a livello pratico, la fisica è finita: tutto quanto si poteva umanamente sapere del mondo si sa, e si sa che c’è altro, ma che non è conoscibile. oltre ciò, le montagne sono troppo alte per essere scalate. la fisica teorica, priva di dati sensibili con cui fare i conti, diventa una enorme teologia acefala, una cabala dove si permutano equazioni.
anche la tecnologia incontrerebbe la stessa fine. portati i materiali e le energie ai loro limiti, portata la computazione all’estremo, resterebbero una serie di variazioni sul tema, ma raggiunto il fondo del barile nulla di veramente nuovo romperebbe la monotonia dell’uomo.
a quel punto, restano due strade. la prima è stata proposta altrove, da autori che non rammento, come una delle soluzioni del paradosso di Fermi: l’arricciarsi dell’umanità dentro la realtà virtuale (à la matrix, per intenderci, ma autogestita), acciocchè ci si liberi di qualsiasi vincolo fisico e accidentale e si viva nell’unico paradiso possibile fino alla fine del Sole. la seconda, non necessariamente esclusiva, è che la tendenza già avviata verso la mera sopravvivenza e l’assenza di destino ci porti a un dreidal interminabile, a sgranare nelle mani la nullità. e lentamente riperdere consapevolezza dell’universo, e confondersi in ultimo, lasciandosi andare alle mucche, agli incesti, alle felci.
le tue riflessioni fecondano il mio cervello; mi chiedevo: non è già questo nostro dialogo una forma di realtà virtuale (nonostante esso sia contenutisticamente e formalmente uno dei più profondi che ho l’onore di seguire, è portato avanti con un mezzo digitale) ? e la tua assenza di speranza (che non solo condivido, ma traduco in maniera radicale, poichè chiamando la realtà virtuale “paradiso” per me già la si critica nel suo lato utopico) non è già la “nullità” di cui parli?
in tutto ciò trovo un’ennesima conferma della teoria del nichilismo attivo: proprio perchè in mano ho il nulla, sono costretto a creare il mio senso. nihil habentes, omnia possidentes.
Mula
mula, il mio unico consiglio è: ogni tanto, prenditi una pausa dal fumo.
ah ah ah. il punto è che le mie droghe sono la breakcore, gli scacchi, il gelato, la filosofia.. mi spiego?
ciao sbrullo
Invero agghiacciante l’ipotesi…ma lo è come ogni cosa che si percepisce come inevitabile.
E secondo me di modi per andarsene ce ne sono, e tanti.
Sia nel senso materiale del termine, che anche “metafisico”.
Cioè resto dell’idea che in qualche modo sia possibile viaggiare su lunghe distanze, magari non bene come si sperava ma resta meglio dell’ipotesi ritorno alle felci…e se proprio non ci si dovesse arrivare (anche se cazzo prima che si spenga il sole ce n’è di tempo per masturbarsi la mente e far venire qualche idea) l’essere umano di certo organizzerà dei gran fuochi d’addio…dopotutto perchè andarsene in silenzio? Ci si scanna come porci nella più antica (e sacra oserei dire) delle tradizioni umane…
Proprio non ce la vedo l’umanità a farsi tutta buddista e rassegnarsi al nirvana coatto.
Oppure devo smettere anche io…credo di essere l’unico a cui un certo tipo di diversioni invece di favorire il sonno, lo toglie…
P.S.: comunque mi sa che non arriveremo a porci il problema del “non possiamo andarcene” visto l’attaccamento viscerale che molte persone dimostrano per la tradizione citata poc’anzi…e questo si che mi rode il culo!
http://www.sissa.it/ilas/jekyll/n03/libri/libri_3.htm
sì, so che esiste il libro di Horgan (e anche un altro, di altri autori, intitolato The End of Physics). non li ho letti, ma mi pare questi propagandino l’idea che tale fine è vicina -cosa che io non penso, penso solo che sia del tutto possibile.
qualcuno li ha letti e me ne sa dare un’opinione?
ho letto la fine della scienza. non saprei darti un giudizio sulla profezia, vista la mia incompetenza nei vari settori, ma era un libro piacevole, un po’ ripetitivo, sostanzialmente una raccolta di articoli accessibili anche all’orecchiante.
Non è il genere di post pieno di sentimento di cui si discuteva ieri sera
Non è il genere di post pieno di sentimento di cui si discuteva ieri sera
volevo scriverti quanto ti amavo.
poi mi sono vergognato e ho postato su PostSecret.
dimentichi la religione.
in che senso?
la fine della fisica porterebbe ad un risorgere della religione, suppongo. che dà tutte le spiegazioni ed è infinita.
è per questo che si finisce appunto tutti a incularsi in mezzo alle felci.
purché non si lavori, anche le mucche, gli incesti e le felci mi vanno bene.
e se invece di arenarsi per limiti tecnici si arrivasse a scoprir tutto quel che c’è da scoprire? Non sarebbe una prospettiva tanto magnifica quanto desolante?
Non sarebbe da un certo punto di vista umiliante e sconfortante tanto quanto il sapere che c’è qualcosa da ricercare ma che non possiamo per dei limiti tecnici?
Beh lo scoprire tutto lo scopribile e le leggi che lo governano ha una sola possibile conclusione, che personalmente trovo fantastica… “γενηθήτω φως”, ovvero “Sia la luce”…capito no che intendo?
e se invece di arenarsi per limiti tecnici si arrivasse a scoprir tutto quel che c’è da scoprire? Non sarebbe una prospettiva tanto magnifica quanto desolante?
tecnicamente questo non è possibile, ma adesso non mi sento bene e lascio ad altri lo spiegare perchè.
“e se invece di arenarsi per limiti tecnici si arrivasse a scoprir tutto quel che c’è da scoprire? Non sarebbe una prospettiva tanto magnifica quanto desolante?”
no, sarebbe watchmen.
no, sarebbe watchmen.
NON il film, mi auguro.
ma tu non riponi fiducia nelle missioni spaziali?
sono ignorante in materia, ma in fatto di materiali non è che magari -esplorando nuovi lidi- si scopra qualche elemento in grado di aiutarci fino alla fine del sole?
non vorrei guastare il tuo ottimismo, però io non escluderei proprio nulla. nemmeno di non piangere sul latte cinese.
o su quello calabro.
ossequi
oishi aka fsi-boyadeh
Azz a proposito di watchmen, quando esce?
Che voglio vedermi il film prima di leggermi il fumetto…
non il film, of course.
tu vorresti andare in giro vestito da cat-woman? io no. :)
Che voglio vedermi il film prima di leggermi il fumetto…
NO.
NO.
NO.
NO.
evita il film e leggi il fumetto (che è uno dei capolavori del ventesimo secolo).
Ehm, il fumetto è già in casella dal fumettaro…
Più che altro voglio vedermi un film trash senza aspettative, e senza paragonarlo ad altro, così se è una gran boiata magari potrebbe anche divertirmi per una serata in compagnia tra nachos e schifezze varie…ovvio che non lo vedrò al cinema…
Poi dopo, leggerò il libro e rabbrividirò di disgusto rammentando il film…
Anche perchè ricordo bene i giudizi impietosi espressi sempre qui qualche tempo fa…
Qualcosa del genere (tutto quel che si può sapere, si sa) devono avere pensato anche i greci del IV secolo dopo Aristotele, oppure quelli della Royal Society dopo essersi letti i Principia Mathematica di Newton. Ma il tempo li ha spazzati via, e non è da escludere che spazzi via anche noi, con le nostre certezze e le nostre ansie apocalittiche.
allacciandomi al commento qui sopra, puoi definire meglio in che modo potremmo arrivare a sapere che non potremo sapere? io sono un povero umanista, ma credevo che i limiti della conoscenza fossero in primo luogo limiti tecnologici. per quali vie possiamo stabilire che nessuna tecnica da noi eventualmente congegnabile potrà risolvere certi dubbi?
dal mio punto di vista è più un problema teorico, cioè logico-filosofico, ma come ho premesso di fisica non so nulla.
a meno che il tuo fosse un paradosso, ma non mi è parso.
per quali vie possiamo stabilire che nessuna tecnica da noi eventualmente congegnabile potrà risolvere certi dubbi?
beh, ci ho ripensato e non è effettivamente impossibile, in effetti.
però mi suona assai improbabile.
voglio dire, che io sappia (se qualche fisico ha idea del contario, please stand up!) nulla fa pensare che certe variabili fisiche abbiano dei limiti superiori. a questo punto, per esempio, in teoria non puoi analizzare nulla di ciò che accade a scale di energia superiori a quella complessiva dell’Universo. e magari ti serve accadere a quella scala di energia per capirci qualcosa.
ti faccio un’analogia con la matematica.supponiamo che al mondo ci siano solo 8 oggetti. a questo punto la congettura “tutti i numeri dispari sono primi” sembrerebbe vera: però, se avessimo a disposizione il numero 9, ci accorgeremmo del contrario.
Però è altrettanto vero che potrebbe essere creato l’oggetto “8+1″ che permette di capire il senso di “9″…
Se 100 anni fa avessi detto ad un uomo comune che la gente si sarebbe vista i film colori trasportandoli su chiavette usb ti avrebbe sputato addosso…
Ma anche dirgli che i diabetici si arebbero iinettati insulina prodotta da batteri…
Il fatto che per ora non ci si arrivi non è garanzia di impossibilità.
stranamente mi pare di averlo capito questo post. sono d’accordo sulla constatazione che la fisica moderna diventa sempre più difficile da verificare e da applicare nella realtà. però ci sono ancora molte cose della fisica classica che non sono ancora del tutto state applicate, ad esempio l’energia solare che solo adesso sta cominciando a diventare una cosa realistica. in pratica sarebbe importante riuscire ad utilizzare le molte scoperte degli ultimi 2 secoli in modo più razionale di come si è fatto fino adesso. però ci sono altri campi come medicina/genetica/biologia che sono in piena espansione e le nuove scoperte potrebbero trovare già applicazioni importanti, solo che da una parte ci sono i ‘cattocomunsti’ che le osteggiano, dall’altra i ‘nazicapitalisti’ che le vogliono sfruttare per accumulare potere. e quindi anche in queste cose ci vorrà molto tempo per poterle usare per rendere un po’ più comoda la vita.
se poi si considera che nel passato la maggiore spinta per le scoperte scientifiche sono state le guerre e che adesso non si può più combattere una guerra al massimo del potenziale bellico (a meno di voler estinguere la vita sulla terra), la conseguenza è che bisognerebbe cambiare il modo di pensare la scienza. se prima era una cosa che sfidava i limiti e si evolveva molto velocemente adesso andrebbe vista in modo molto più rozzamente utilitarista nel senso proprio di sfruttarla per fare un cazzo e per rendersi la vita più comoda, visto che le possibilità ci sarebbero per tutti. solo che ci sono talmente tante differenze nel modo di vivere e di pensare tra le persone e le varie parti del mondo che non è una cosa facile..a molti sembrerebbe troppo banale e tenderebbero a complicarsi le cose con la religione o con visioni scientifico/mistiche alla ricerca di un passato eroico/pionieristico della scienza che in futuro tenderà sempre più ad estinguersi. la secolarizzazione vale per tutte le cose, non solo per le religioni.
ahriman: se mi dici questo, vuol dire che non hai capito un cazzo. non è una novità. vabbè.
popp0: te invece devi proprio tornare nell’istituto per ritardati da cui sei venuto.
brullo sei troppo elitario, se non ti si segue nelle tuo voler essere sempre acuto a tutti i costi t’incazzi subito. io cercavo di far notare che la maggior parte delle persone non ha ancora capito l’utilità pratica della fisica tradizionale, cosa di cui a te non frega sicuramente un cazzo ma che comunque è un dato di fatto e posso tranquillamente piccarmi di volerlo far notare. se poi tu sei avanti di 1000 anni rispetto a tutti meglio per te, puoi tranquillamente dare del ritardato a tutti e vivere contento e soddisfatto nella tua elite. mentre gli altri si accontentano di approfondire i numeri da 1 a 8 e magari pensano pure che sei un isterico rompicazzo da assecondare
popp0: sì, sono elitario, e m’incazzo subito perchè se devo fare questo blog per sentirmi rispondere con la snocciolatura di tutti i peggio luoghi comuni di questo mondo, allora chiudo tutto e vi lascio alla visione delle gemelle kessler.
ma si sono luoghi comuni ma sono anche cose vere, mica è come dire che ‘i negri hanno il ritmo nel sangue’ o ‘i rumeni rubano tutti’. il fatto che la scienza si è sempre evoluta in funzione della guerra e che adesso la guerra totale al massimo potenziale sarebbe l’estinzione sono cose ormai appurate di cui però bisogna sempre tenere conto, non è che per cuocere la pasta non usi l’acqua calda perchè la scoperta dell’acqua calda ha una cattiva fama..
poi avrò pure dato le mie interpretazioni banalmente pragmatiche e sempliciuotte che a te stanno tanto sul cazzo. ma da uno che fa dei post per difendere dei serial killer come quelli di erba (che poi in versione ‘luogo comune’ la difesa di quei due si è nettamente infiltrata nella società nazzistella e triste che ci ritroviamo) non ci si può aspettare altro. quindi fanculo, continua pure con le tue elucubrazioni inutili ma che fanno molto fico, io preferisco fare il ritardato, mi diverto di più.
insomma, leggere il tuo blog è anche interessante e divertente a volte, però alla lunga nun se regge.. troppi esercizi di stile, che poi tu fai meglio rispetto alla media dei blog, però cheppalle alla fine
Uhmmm…vero…mi sono inculato da solo dicendo una cosa senza senso, as usual…sarà che sono un inguaribile ubriacone e mi piazzo al pc prima di andare orizzontale altrimenti sbocco.
E la mia opinione di quel che ho detto non è molto difforme dalla tua.
Però boh, resto dell’idea che il ragionamento di base del tuo discorso mi lascia perplesso, è come al solito un assoluto senza via di scampo e mi sembra incredibile che tu, che della scienza fai praticamente la tua religione, ti pianti su di una ipotesi oltre che indimostrabile, abbastanza inconsistente.
Poi il punto morto è possibile, ma altrettanto vero è che di solito dai postulati si arriva alla sperimentazione ed alla dimostrazione. Arrivati a conoscere il tutto dell’universo alla fine sarà solo una questione di tempo prima che si riesca ad “allungare la mano” al di la.
Adesso spero di essere stato un po più chiaro.
ti faccio un’analogia con la matematica.supponiamo che al mondo ci siano solo 8 oggetti. a questo punto la congettura “tutti i numeri dispari sono primi” sembrerebbe vera: però, se avessimo a disposizione il numero 9, ci accorgeremmo del contrario.
Non gridarmi “aracnide!”, ma credo non sia un esempio felice. Nell’insieme {0,1,2,3,4,5,6,7} non esistono “numeri primi” intesi in questo senso.
Senza contare che la Matematica ha una certa facilità a trattare oggetti che non possiamo apprezzare nell’esperienza comune. Se l’universo fosse un insieme di 8 oggetti, non avremmo molti problemi a pensare a insiemi con più oggetti, l’unico problema sarebbe di notazione, un po’ come si fa ad oggi coi numeri ordinali
Ma forse anche io non ho capito un cazzo, potresti essere più chiaro?
Non gridarmi “aracnide!”, ma credo non sia un esempio felice. Nell’insieme {0,1,2,3,4,5,6,7} non esistono “numeri primi” intesi in questo senso.
confesso che non mi è chiaro. 2,3,5,7 sono irriducibili sicuramente però, no?
beh, diciamo che sarebbe la stessa cosa comunque ai fini del mio esempio.
(e dai, è un covo di aracnidi giganti!)
Ma forse anche io non ho capito un cazzo, potresti essere più chiaro?
ok, era un esempio del cazzo, a livello puramente intuitivo.
quello che voglio dire è che comunque l’universo -a quanto sembra- ha una scala ed è finito, e questo secondo me (forse paradossalmente) può limitare le possibilità di poter mai esaurire la sua descrizione dall’interno. proprio perchè magari ti servirebbe analizzare sperimentalmente proprietà fuori dalla sua scala, per comprendere quelle ad esso interne.
Si’, poi ci ho riflettuto con calma e ho capito anche io che intendevi una cosa simile: LHC genera un campo magnetico di circa 8 Tesla (scale umane si aggirano sul Gauss, 0.0001 Tesla). Una pulsar ne sviluppa 10^10. Morale: anche con l’acceleratore di particelle piu’ cazzuto ci possiamo scordare di avere come lampada una stellina di neutroni.
Per il resto, mentre leggevo ho avuto un piccolo flusso di coscienza pensando al fatto che ad oggi (e dagli ultimi 20 anni a questa parte) la Fisica delle alte energie sembra quasi essere La Fisica (l’unica degna di nota, l’ultima che abbia qualcosa da dire). Questo non e’ del tutto vero. Ricorderei che uno dei Problemi del Millennio riguarda la risoluzione di un problema di fluidodinamica. Tutto cio’ per dire che, secondo me, anche nello scenario piu’ pieno di felci e di incesti, qualcosa da studiare lo avremmo per parecchio tempo, magari cambiando campo di lavoro (inutile parlare di quanto sia sbilanciata l’affluenza di fondi verso i laboratori che studiano, ad esempio, problemi di meccanica statistica, a favore di laboratori che invece cercando la Particella di Dio) Oppure semplicemente ci chiuderemmo nel nostro silenzio, gorgogliando lagrangiane che diventano sempre piu’ belle ma sempre meno “pratiche”. Forse la Fisica sparirebbe, e si convertirebbero fondi e risorse investendo nella Matematica piu’ pura. O forse anche qui, si scoprira’ che nemmeno la Matematica pura e’ esente da questa situazione borgesiana.
Immaginate che scena triste, se l’ipotesi di Riemann subisse la sorte di essere risolta da un computer, cui chiedessimo: “esiste una dimostrazione per questo problema?” e cui lui rispondesse “si’, esiste, ma ti e’ [e ti sara' per sempre] incomprensibile.”
PS: La storia dei primi te la spiego pe’mmail.
O forse anche qui, si scoprira’ che nemmeno la Matematica pura e’ esente da questa situazione borgesiana.
in mateamatica, la situazione borgesiana non l’aveva già bellamente dimostrata Goedel?
Questo non e’ del tutto vero. Ricorderei che uno dei Problemi del Millennio riguarda la risoluzione di un problema di fluidodinamica. Tutto cio’ per dire che, secondo me, anche nello scenario piu’ pieno di felci e di incesti, qualcosa da studiare lo avremmo per parecchio tempo, magari cambiando campo di lavoro (inutile parlare di quanto sia sbilanciata l’affluenza di fondi verso i laboratori che studiano, ad esempio, problemi di meccanica statistica, a favore di laboratori che invece cercando la Particella di Dio)
ti quoto a sangue.
ragione da vendere, eh. è fisica bellissima, ma non so quanto sia comprensione ultima del cosmo. è più descrizione di fenomeni complessi derivati.
Immaginate che scena triste, se l’ipotesi di Riemann subisse la sorte di essere risolta da un computer, cui chiedessimo: “esiste una dimostrazione per questo problema?” e cui lui rispondesse “si’, esiste, ma ti e’ [e ti sara' per sempre] incomprensibile.”
questo credo possa essere un futuro possibile per la matematica.
(gli engine di dimostrazione automatica come vanno ultimamente? funzionano? erano dei software che mi affascinavano molto)
PS: La storia dei primi te la spiego pe’mmail.
grazie!
in mateamatica, la situazione borgesiana non l’aveva già bellamente dimostrata Goedel?
(gli engine di dimostrazione automatica come vanno ultimamente? funzionano? erano dei software che mi affascinavano molto)
Intendevo esattamente andare a parare qui. Il teorema dei quattro colori, il primo ad essere stato interamente dimostrato per mezzo di un calcolatore, ha suscitato molte polemiche: la comunità degli informatici se ne è bullata parecchio, mentre quella dei matematici ne rifiuta la validità.
Premesso che a proposito di dimostratori automatici non so molto, i problemi a lasciar lavorare un computer sono essenzialmente tre.
a) la macchina incorpora una mole di dati disumana, e sarebbe improponibile voler fare le pulci al suo output per verificare se non sono stati commessi errori di valutazione di una certa grandezza oppure, alla radice, problemi di interpretazione, conflitti interni al programma, crash ecc.
Questa è stata la critica mossa dai matematici alla dimostrazione del teorema di cui prima: possediamo una dimostrazione, ma non è possibile per nessuno controllare “a mano” se essa funziona, dato che si è scelto di far esaminare ex abrupto al computer tutte le possibili configurazioni di “carte geografiche” con cui si può tassellare il piano.
b) anche se al profano sembrerà una cosa strana, una macchina non riesce a riprodurre l’intuizione matematica che è indispensabile per riuscire a vincere un problema. La possibilità di ricondurre una tesi a un problema noto, la dduttilità mentale per scegliere l’algoritmo più adatto a risolvere un problema (induzione? enumerazione? tecniche combinatoriche o algebriche? senza contare che… come si fa a spiegare a una macchina che cos’è la reductio ad absurdum?), fantasia per trovare una soluzione elegante ed economica (la bellissima soluzione di Eulero al problema di Basilea). Tutte queste cose non possono essere riprodotte (con le tecnologie attuali) da un calcolatore, proprio perchè non sono modellizzabili con un algoritmo.
c) Moltissimi problemi aperti della matematica e della fisica riguardano il pericoloso concetto di infinito (mostrare che gli infiniti zeri di questa funzione hanno questa proprietà, provare che per ogni naturale questa equazione non ha soluzioni intere). Per quanto l’informatica, teorica e pratica, progredisca (ad oggi parecchie centinaia di milioni di zeri della zeta di Riemann verificano la congettura), non è possibile raggiungere un tempo di calcolo infinito.
Almeno per qualche secolo quindi l’intelletto resterà l’unico modo che abbiamo di penetrare il velo di Maya.
Sulla questione dei fondi, mi fa piacere trovarti d’accordo. Uno dei motivi che mi hanno imposto di fuggire da un certo ambiente è constatare che, nel momento in cui a me di Higgs non me ne fosse importato granchè, mi sarei trovato parecchie porte chiuse e una carriera che, (viva l’Italia) già peregrina, sarebbe stata resa impossibile da un atteggiamento contro tendenza. Paradossalmente, un matematico puro ha molti più strumenti e molta più libertà di idee per intaccare problemi di Fisica della Materia.
no, un momento, le tue argomentazioni sugli algoritmi di dimostrazione automatica mi paiono estremamente deboli.
in fondo se a “dimostrazioni” sostiuisci “scacchi” il discorso non cambia. anche per gli scacchi ci vogliono apparentemente intuito e fantasia, però ormai i computer sono i migliori giocatori.
la macchina incorpora una mole di dati disumana, e sarebbe improponibile voler fare le pulci al suo output
beh, ma perchè te ti riferisci al teorema dei 4 colori, che è stato un caso peculiare (ed è un caso di verifica, non di dimostrazione in senso formale).
io mi riferivo a questo tipo di software.
dimostrare teoremi è fondamentalmente manipolare simboli. nel momento in cui hai controllato che la macchina manipoli correttamente i simboli, sei a posto.
La possibilità di ricondurre una tesi a un problema noto, la dduttilità mentale per scegliere l’algoritmo più adatto a risolvere un problema (induzione? enumerazione? tecniche combinatoriche o algebriche?
come per gli scacchi: forza bruta + “hint” empirici nel software, basati sull’esperienza precedente.
come si fa a spiegare a una macchina che cos’è la reductio ad absurdum
perchè? cosa c’è di particolare?
gli dici “assumi che il teorema sia falso e inizia a dedurre cose finchè non incontri una contraddizione”
fantasia per trovare una soluzione elegante ed economica
beh, questo sì, è molto difficile da modellizzare.
ma è una cosa a latere: se il tuo problema è solo sapere se la tale congettura è vera o falsa, eleganza etc. non ti servono (anche se sicuramente le apprezzo molto)
Moltissimi problemi aperti della matematica e della fisica riguardano il pericoloso concetto di infinito (mostrare che gli infiniti zeri di questa funzione hanno questa proprietà, provare che per ogni naturale questa equazione non ha soluzioni intere). Per quanto l’informatica, teorica e pratica, progredisca (ad oggi parecchie centinaia di milioni di zeri della zeta di Riemann verificano la congettura), non è possibile raggiungere un tempo di calcolo infinito.
di nuovo, tu vedi la dimostrazione automatica come calcolo dei controesempi. non è così. “infinito” è solo uno dei simboli da manipolare.
Almeno per qualche secolo quindi l’intelletto resterà l’unico modo che abbiamo di penetrare il velo di Maya.
veramente, no. l’articolo di wikipedia sopra citato riporta:
“…even fully automatic systems have by now proven a number of interesting and hard theorems, including some that have eluded human mathematicians for a long time.”
anche se poi dice che in effetti questo non è ancora la norma.
ma non siamo più soli, mettiamola così.