Friday, May 28, 2004 , 22.25
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karlheinz stockhausen disse poco dopo l’11 settembre che quell’attentato era stata una delle maggiori opere d’arte della modernità.
ci sono state poche opinioni con cui mi sono trovato nella mia vita più istintivamente d’accordo. quand’ero piccolo ricordo che desideravo ardentemente la guerra nucleare. non perchè desiderassi veramente morire bruciato da un’atomica,o agonizzante con un tumore in un mondo in disfacimento. ma perchè ho sempre avuto questo fascino per l’apocalisse. perchè mi sembrava che esteticamente sarebbe stato giusto così. sarebbe stata la giusta fine per l’umanità. non a caso in futuro sarei rimasto innamorato del futurismo.
più penso a questo, più penso a stockhausen e a manhattan, più mi rendo conto che a me del mondo interessa sempre meno, se non dal punto di vista estetico-entomologico. la prima battaglia politica in cui credo fortemente da anni è quella per i diritti sul copyright e sulla libertà dello scambio dell’informazione. e questo perchè l’unico diritto che sento è quella di poter avere informazioni a disposizione.
guardo in giro voi,i blogs,il mondo e cosa vedo? gente che parla del sudan. gente che parla dell’iraq. gente che dice che brutte le torture, che brutta la morte etc.etc. certo, se mi sforzo e ci penso capisco anch’io che la guerra è una brutta cosa e che sarebbe meglio sbattersi perchè non ci sia,e via dicendo. disgraziatamente, non è per questo che io esisto.
per me il mondo è una gigantesca mappa dell’impero uno a uno. è abitare un’enciclopedia. un’enciclopedia che voglio conoscere il più possibile. provo una smisurata ammirazione per l’universo -è per questo che faccio scienze- perchè è solenne, terrificante, complesso e disumano. provo una pena straziante per chi fa scienze allo scopo di aiutare l’umanità. il dottorando che mi segue per la tesi è uno di questi. si laurea in fisica e cosa fa? viene a studiare le proteine perchè “possono servire a qualcosa” e ora vuole andare a insegnare perchè “politicamente non ha senso fare scienza,bisogna fare altre cose”. ecco,questa è cultura gettata ai porci. a quest’uomo è stato insegnato come comprendere le galassie e l’atomo e lui cosa fa? si preoccupa di berlusconi.
queste persone non vedono la bellezza. queste persone non vogliono capire l’universo,e quindi non si meritano l’universo. queste persone di bellezza e di universo non capiscono niente (ed ecco perchè per esempio brecht è un fallito,e di galileo non ha capito niente). queste persone sono pericolose per me, perchè levano ossigeno allo sforzo di comprendere la bellezza del mondo.
ricordo un vecchio libro di fantascienza. una saga in quattro volumi. pianeta tschai di jack vance. racconta in modo banale la storia banale di un tizio che casca su questo pianeta, tschai, e che cerca di tornare a casa. il libro è un pretesto per narrare, a mò di marco polo, i vari aspetti di questo pianeta favoloso che è abitato da numerosissimi popoli, umani e no. stranamente nessuna di queste civiltà sembra autoctona di tschai. finchè non si scopre che questo popolo autoctono esiste,e vive sotto terra, e il suo unico scopo è preservare la memoria del pianeta. tutte le guerre, le città, l’arte, la scienza di tschai sono per questo popolo informazioni da studiare e catalogare per l’eternità. senza alcuna partecipazione emotiva. a loro non interessa chi o cosa abbia ragione. a loro interessa che esistano, e che siano interessanti di per sè.
è così che io vivo nei confronti dell’universo. dell’iraq,di bush,di abu ghraib,di cuba a me non interessa realmente nulla, perchè come me queste persone sono polvere, e polvere ritorneranno. potevano esserci come non esserci, e la loro storia è ritrita e banale. la loro storia non è niente. la mia storia non è niente. nessuna storia è niente. restano solo le stelle.
vedi, tendenzialmente avresti anche ragione. quando pensiamo ad alessandro magno che in cinque giorni e mezzo ha conquistato un fantastiliardo di km², nessuno pensa ai tizi che ha impalato – e giustamente, chi se ne fotte degli impalati a distanza di millenni? – che anzi, gli impalati diventano a loro volta opera d’arte, indirettamente, grazie a dracula.
quando si pensa a jack lo squartatore, per dire, che?, se ne frega qualcuno di pensare ai dolori delle vittime (almeno fino a che il regista della passione di cristo non ci farà su un film)? no, chi se ne fotte, a distanza di decenni.
però se si parla di persone che stanno morendo ora, porco cazzo, non capisci che c’è qualcosa che non va? non vedi che magari i tipi massacrati in sudan, se solo fossero meno sfigati, potrebbero arrivare a capire anche loro la bellezza del mondo – e magari meglio di te? voglio dire, anche la guerra dei 30 anni è stata uno spettacolo. morti di qua e di là, massacri e stupri come se piovessero, città secolari interamente rase al suolo che se solo ci fosse stata la tv, altro che 11 settembre. eppure, quei poveri coglioni combattendo combattendo (e, dal tuo punto di vista: producendo arte, o forse meta-arte) erano troppo impegnati a segare e tagliare e impalare e violentare ed estirpare e cavare e inculare per poter pensare a qualcosa di vagamente artistico. fosse per loro, la nostra arte sarebbe ferma a rubens. vedi bene che la prospettiva non è gradevole.
delio, razionalmente hai perfettamente ragione. oggettivamente fanno tutti benissimo a incazzarsi per questo. e non credere che anch’io non ci pensi e non mi ci incazzi. semplicemente, non è per questo genere di cose che sono nato. non è a questo che riesco a dire di dedicare la mia vita. chi mi conosce spesso mi sorprende dicendomi che sono una persona sensibile (anche se altrettanto spesso mi dicono che manco di empatia). ma non è in questo che dò il meglio di me.
(dio, dovevo nascere nell’anno mille, vivere tutta la vita in un monastero e ricopiare il de reditu suo di rutilio namaziano. ecco.)
retorica e logica, giulio preti; grandioso libro, me l’ha fatto venire in mente il post, magari ti piace. In biblioteca (una) c’è di sicuro, che è uno dei classici di sempre.
no, dico:a te dell’universo, dell’iraq, di bush, di abu ghraib e di cuba dovrebbe interessare, proprio perché l’arte dell’ultimo millennio, secondo me, nasce soprattutto dallo sfregamento tra empatia e storia. (o non-empatia e storia; ma tutte le storie sui non-empatici, chessò, bret easton ellis, fanno leva comunque – anche un po’ moralisticamente – sulla innata empatia umana, secondo me).
brullo, per questo sei amico mio. demu, come al solito sei completamente fuori strada e abbassi il profilo della discussione a livelli che mi vergogno a leggerla, quindi ora ci provo io. prendiamo la guerra in iraq che è un argomento che conosciamo tutti: a brullo interessa eccome, ritiene di doverla capire nel come e nel perché, nelle varie posizioni degli attori e in tutti i suoi possibili risvolti, compresi quelli estetici (la tuta arancione di berg creava un BEL contrasto coi vestiti dei rapitori alle sue spalle?). ammette anche di poter prendere una posizione, addiritura di schierarsi ideologicamente da una parte, ma NON di adoperarsi per quella parte, brullonulla è contrario alla MILITANZA in quanto impone un punto di vista parziale ed autolimitato. come dici anche tu, delle guerre non restano i morti, perché i morti appunto muoiono. restano invece le immagini, la storia e l’arte. 3mila morti sono il giusto prezzo per lo spettacolo di manhattan? è una cazzata: i 3mila morti SONO lo spettacolo di manhattan. cerca un momentino di capire di che cazzo si parla, eh?
ringrazio onq per aver espresso con chiarezza quello che io ho espresso obnubilato dal sonno del giusto.
non leggo i commenti qua sotto, anche se sicuramente non dirò nulla di nuovo, è difficile stare indifferenti a tutto questo, per quanto trita e ritrita storia che ci portiamo attaccata al culo dai secoli dei secoli amen, ti mette sempre la pelle d’oca vedere che chi non capisce un’emerita minchia è in alto e influisce così troppo su tutto, magari è per paura che non si riesce a rimanere estranei, boh. beh.
vedi, amica pinguina, è che è normale che gente che non capisce un cazzo influisca troppo su tutto. non mi stupisce. non mi dice niente di nuovo. è sempre stato così. è pressochè inevitabile. e soprattutto, non è interessante.
ah, delio : a me non dovrebbe interessare un bel niente, se mi permetti. non mi interessa quel che non mi interessa, e mi interessa quel che mi interessa. ma come fai a capirlo? il gravissimo dramma della gente come te è che in cuor suo sente che ha per forza ragione, che è nel giusto, e che non può essere altrimenti,e che gli altri che non pensano così vanno cambiati o distrutti. bella lì,delio.
Ovviamente d’accordo (a quando il post sulla superiorità della cultura scientifica su quella umanista?), faccio un appunto: lo sai, vero, che stockhausen è un coglioncello che dice quello che dice perchè gli artisti devono fare colpo e scandalo ma siccome ormai non si può più trombare nessuno perchè ne ha ben 73 si riduce a scuotere l’opinione pubblica per farsi pubblicità?
Stockhausen è come la fallaci, e da una un compositore che collabora con aphex twin (altro bellino) è un povero cretino. I compositori devono essere compositori e comporre, non giocare coi campionatori sventrati, registrare gli elicotteri e sparare cazzate sull’arte. i compositori non dovrebbero nemmeno parlare. dovrebbero fare musica e basta.
Certo, esattamente come la Fallaci, nel mare di cazzate uno può anche dire la cosa giusta.
aphex twin ha collaborato con philip glass, non con stockhausen.
stockhausen è abbastanza un coglioncello, sì. è una malattia congenita alla sua generazione di compositori (ma mauricio kagel o charlemagne palestine sono casi peggiori). diciamo che stockhausen ha dalla sua alcuni pezzi forti. e il fatto che è stato il maestro dei kraftwerk. inoltre stockhausen è uno che sta tuttora componendo un ciclo di opere liriche mistiche e monumentali chiamato Licht. ogni opera è intitolata come un giorno della settimana. quindi assurge all’olimpo della follia fine a se stessa, altro che pugnette.
il fatto è che la cultura di sinistra si basa sull’assunto “io ho ragione perchè ho capito, e se voi non siete d’accordo con me è perchè non ci avete ancora ragionato nella maniera giusta, se lo faceste arrivereste alle mie stesse conclusioni”. ed è l’assunto più irritante che esista
Vero onq, ho controllato e scoperto che mi sbagliavo. Però avrebbe benissimo potuto collaborarci, no? è questo il punto.
Brullo, quello che vuoi su stockhausen; per carità i kraftwerk nn mi piacciono ma li rispetto. Però un compositore che, per dire, in “light” mette dodici altoparlanti intorno alla gente e ad ognuno di questi fa suonare campioni di “uomini,donne,gatti,cani,corvi,macchine da scrivere, fotocopiatrici (sic)” mentre i musicisti suonano, io un compositore così lo manderei nelle miniere di sale. Perchè se lo faccio io che sono un coglioncello mi pigliano a calci in culo e fanno bene, se lo fa stockhausen di fare del gran casino senza senso, è stockhausen e quindi un artista, un genio, misterioso e sregolato e ambiguo per definizione, quindi che cazzo vuoi che capiscano i non artisti.
La verità, e tu lo sai, caro brullo, perchè sei il primo a dirlo, è che ci ha rovinato il romanticismo e che siamo tutti un po’ postromantici; altrimenti, vedi quanti calci nel culo alla gente così.
Finisco con stockhausen:
E poi a me lui mi sta proprio in culo. Con quella faccia che pare l’ispettore derrick, la faccia tedesca del tedesco che viene in italia col sandalo aperto di cuoio ed il calzino bianco, le unghie delle mani lunghe ed i capelli lunghi e mai perfettamente pettinati perchè lui è artista e quindi se li arruffa e se li strappa preso dalla tremenda morsa dell’ispirazione. Io ste cose non le sopporto in un matematico, figurarsi in uno che registra gli elicotteri e le fotocopiatrici e i corvi, l’equivalente musicale di yves klein.
E poi è un vecchio impiccione, vuole parlare di tutto e su tutto, ce n’ha sempre una da dire, cercate stockhausen interview su google e vedete quanti hit, neanche fosse un opinionista. No, lui sventra gli amplificatori per fare i suoni strani e cacofonici e ce n’ha una per tutti. Lui compare in tutte le recensioni e le interviste il cui lessico è per l’80% formato da parole come “flamboyant”, “iconoclastic” ed “ethereal”; d’altronde intervistare stockhausen dev’essere facilissimo, a giudicare dai siti minori che pubblicano una sua intervista. il vecchiaccio di merda ci gode, basta che gli mandate una mail e gli dite “o, ci becchiamo su IRC che ti faccio due domande” e lui sbava, gli si illuminano gli occhi alla Raymond Burr e ci viene, perchè ha il culto di sè stesso: basta vedere come si fa fotografare, sempre vicino ad enormi tastiere attaccate a complesse macchine piene di cavi, che poi gliele costruisce Capurro, e sono vuote dentro, sempre con un bobinone in mano, sempre con lo sguardo impostato alla Dalì che fa molto compositore pazzo (guardatelo qui http://www.gazeta.ru/2001/09/19/images/stockhausen.jpg).
E poi si chiama KarlHeinz, come Rumenigge, cristo, che vuol dire Carloenzo: in confronto i nostri Giangiacomo è come se si chiamassero Gino.
Stockhausen di merda, che invita gli spettatori dei suoi spettacoli a “chiudere gli occhi, perchè non c’è niente da vedere”. Ma vai a fare un lavoro onesto, vai, rincoglionito, che se fossi mio nonno ti ruberei la pensione e ti chiuderei in un ospizio dove nella sala ricreativa ti fanno sentire solo i sick of it all.
questo è il tuo miglior commento da anni.
sono molto d’accordo con il commento di lobanovski
Infatti. Una cultura che non riesce ad accettare che altri arrivino a diverse conclusioni non è degna di rispetto.
Io non cercherei mai di convincerti, delio. Anzi. Se sono convinto che tu stia sbagliando, tanto meglio per me.
pronostico a lungo termine: anche le stelle non esisteranno pi
no: non resteranno
secondo me uno ha tutto il diritto di cercare di convincere qualcuno di qualcosa e il rispetto dell’opinione altrui è un’altra cosa
Anzi, più uno è convinto di avere in mano la verità e meno cercherà di convincerti, riservandoti invece pesanti dosi di disprezzo.
Di solito se uno cerca sinceramente di convincere è anhe disposto ad essere convinto, c’è dell’etica nel suo tentativo.
Il resto è militanza, ieratismo, presunzione, quelli non cercano di convincerti/essere convinti, cercano di reclutarti o toglierti di mezzo. Se non ce la fanno, ti ignorano.
mi limito a condividere, senza prevaricare, senza prevaricarmi.
ps. a me,Stockhausen, piace
ps2.la Fallaci pure