Friday, May 14, 2004 , 23.16
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people must know

siccome il post che volevo fare preferisco meditarlo con calma, faccio da mirror della monumentale citazione riportata dal mai troppo lodato savicevic.
non esercitati all’analisi logica, male attrezzati per sviluppare e capire un’argomentazione, non avvezzi a consultare testi per documentarsi, gli studenti hanno ripiegato sulla sola posizione che potevano rivendicare come propria: le loro sensazioni su questo o quello. quando gli stati d’animo sono i principali referenti di un’argomentazione, attaccare una tesi diventa automaticamente un insulto a chi la sostiene, o addirittura un attentato ai suoi «diritti» o supposti tali, ogni argumentum diventa ad hominem e rasenta la molestia, se non la violenza vera e propria. «mi sento molto minacciato dal tuo rifiuto delle mie opinioni su [barrare una casella]: il fallocentrismo / la Dea Madre / il Congresso di Vienna / il modulo di Young». provate a tramandare questa soggettivizzazione del discorso per due o tre generazioni di studenti che poi diventano insegnanti, con progressivo accumulo di diossine sessantottesche, e avrete il background entropico della nostra cultura del piagnisteo.
(robert hugues, la cultura del piagnisteo: la saga del politicamente corretto, adelphi 1994 e 2003)
grazie jonsi,grazie. e prometto che acquisterò il libro al più presto compatibile con le mie finanze.
te lo posso prestare quando lo finisco
dets de uei o-ho o-ho ai laichit o-ho o-ho
mai prestare i libri, jonsi! lo sai! comunque accetto l’offerta, volentieri, se ti va.
oh dai tanto costa solo 8 euro* quindi puoi farcela benissimo da solo
*euro, termine che in lingua aborigena sta a significare un grosso canguro
buono a sapersi. i tuoi cd vanno avanti.