Sunday, March 16, 2008 , 17.10
offlaga disco sucks
se esiste un award 2008 per la canzone italiana veramente cretina, io candido apertamente a tale premio Sensibile degli Offlaga Disco Pax.
disutile soffermarsi troppo sul disco da cui proviene la canzone. a me gli ODP sono sempre stati decisamente antipatici, musica da supermarket biologico per la gioventù nostalgica del Partito Democratico, ma almeno “Socialismo Tascabile” era divertente. in Khmer Rossa e Robespierre, per dire, c’erano degli spunti carini, accattivanti, i testi strappavano un sorriso, e sul lettore mp3 mentre sei in treno semiaddormentato sono ok. “Bachelite” è un disco ottuso e sciatto come il materiale che gli dona il titolo. in pratica gli ODP sono diventati una copia (brutta) dei Massimo Volume con le basi (brutte) dei Giardini di Mirò. una roba sconfortante, davvero, gente che sta vivendo tardi e male l’onda passata da un pezzo del post-rock. una cosa proprio inutile.

Sensibile è peculiare però perchè paradigma dell’idiozia classica della sinistra. chi mi legge da tempo lo sa, ma lo ribadisco ad usum dephicienti: io voto a sinistra, ho sempre votato a sinistra e ideologicamente mi sento molto a sinistra. dove non mi sento a sinistra è antropologicamente, in quanto (detto brevemente) essere antropologicamente a sinistra, dopo il 1970, è come essere intruppati nella Hitlerjugend, ma senza neanche lo stile.
intanto, chiediamoci il senso di prendersela, nel 2008, con Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. vogliamo fare gli antifascisti? facciamoli. io capirei prendersela con Storace, con Forza Nuova, con il PdL (e perchè non con Veltroni, che ti candida Confindustria). ma no, in una sinistra letteralmente avvelenata di sindrome della memoria (una volta il passato doveva aiutarti a capire il presente: ora invece il passato acceca il presente), il vero sdegno rimane ai miti negativi, agli arch-enemies tanto secondari quanto rumorosi degli anni ’70. gente che è (giustamente, peraltro) stata pluricondannata e pluriesecrata. Mambro e Fioravanti sono degli assassini, e siamo d’accordo. sono stati condannati come stragisti, per quanto il teorema accusatorio sui NAR e Bologna faccia notoriamente acqua da tutte le parti. e ok.
e quindi? una volta che hai detto che Mambro e Fioravanti cattivi,cattivi,cattivi, cos’hai risolto? cattiva mambro, cattivo fioravanti! cattivi cattivi! e ora? l’hanno già detto cattivi, gliel’ha già detto lo Stato, e li ha puniti per questo. cosa dobbiamo fare, la pubblica gogna? rasarli a zero e metterli cartello al collo in pubblica piazza, trent’anni dopo? è questo che siamo? che vogliamo? e soprattutto, a che servirebbe?
ma la cosa che sconvolge gli offlaga è che la Mambro abbia definito Fioravanti “il ragazzo più sensibile che avesse mai conosciuto”. non so se sono io strano, ma io sono abituato a pensare che tutti, anche i più mostruosi e deviati assassini di questo mondo, siano comunque almeno in parte umani (non che sia una giustificazione, semplicemente è una constatazione de facto). evidentemente gli offlaga sono cresciuti nella cultura del Male Assoluto, pertanto non possono neppure concepire che degli assassini (per di più neofascisti) possano osare definire sè stessi o i propri sodali come “sensibili”. nell’immaginario degli offlaga, e di molti loro sodali, la Mambro e Fioravanti non sono esseri umani evidentemente, ma dei kraken freddi e muti, dei golem senza nè madre nè padre, cose del genere. e quindi, con beata ingenuità, gli offlaga stupiscono che la mambro non abbia detto cose del tipo “mi sono innamorato di valerio fioravanti perchè era uno stronzo cinico senza pietà”, la quale, per quanto quasi priva di senso, si incastrerebbe nella loro Weltanschaaung sub-brechtiana di cartapesta.
anche perchè, cosa impedisce a un pluriomicida di essere sensibile? la sensibilità (lungi dall’essere cosa nobile) è spesso una cosa egoista, personale e del tutto irragionevole: non vedo perchè uno non possa essere insensibile riguardo alla morte di quelli che considera suoi nemici in una folle battaglia, e sensibilissimo per altre cose. ma dev’essere lo stesso meccanismo degli antiabortisti e dei vegetariani. scommetto anche questi non possono concepire di ritenere “sensibile” chi ammazza feti o animali senza alcun rimorso. ma tutte queste sono persone che vogliono stipare la complessità umana nello stipetto muffito dei propri quattro preconcetti morali.
ma appunto, per gli offlaga mambro e fioravanti sono dei mostri senz’anima, che quando si tagliano perdono olio dai tubicini e non sangue dalle vene, e quindi la mambro fa un uso definito, con lessico degno dell’Osservatore Romano, “sconsiderato e irresponsabile” del vocabolario (come se esistesse un “uso responsabile” dei vocabolari). e con rara mancanza di autoironia invece ecco loro, completamente incapaci di comprendere nozioni base sull’animo umano, completamente avulsi a qualsiasi tentativo di conoscere le motivazioni, giuste o sbagliate, di quei gesti, arroccati sul piedistallo della Posizione del Giusto, loro, incensurati, ben inseriti, moderati ma simpaticamente provocatori, loro sì, sono quelli sensibili.

e questi “neosensibili” lo sono così tanto che a loro fa male vedere che i due terroristi dei NAR sono oggi in regime di semilibertà (come peraltro chili di loro colleghi di estrema destra e sinistra, e come altrettanti criminali non politici), e probabilmente in ispecie gli rode che stiano dimostrando di essere persone almeno parzialmente cambiate, lavorando per l’associzione Nessuno tocchi Caino (non esattamente un think-tank della destra radicale, nè un’associazone di omicidi, mi pare). il fatto che due terroristi neri oggi lavorino per un’associazione radicale contro la pena di morte a me pare un bellissimo e raro esempio in cui la pena ha avuto effettivamente una funzione rieducativa, e bisognerebbe solo esserne felici. ma suppongo che per gli offlaga il garantismo esista solo per chi ci sta simpatico, mentre per i mostri neri solo la Vendetta, l’Esecrazione, la Vergogna è necessaria, roba che non auspicano neanche per Provenzano suppongo. a costo di sembrare Paolo Liguori a questo punto chiedo: come mai gli offlaga di Sensibile non mi citano pure Renato Curcio, leader delle BR, mandante di vari omicidi, mai dissociato nè pentito, scarcerato nel 1993 e direttore della cooperativa Sensibili alle Foglie?
è solo per pigrizia e amor di patria che non entro nella polemica accennata dagli offlaga contro i disciolti Disciplinatha e il loro EP Abbiamo pazientato quarant’anni, ora basta!. se Dario Parisini, che mi conosce e forse mi legge anche qui, vuole accennare qualcosa, lo invito a farlo nei commenti. ma so che è troppo signore per abbassarsi a ciò.
infine, googlando ho trovato casualmente questo, che pur nelle sue ellissi è una buona lettura.
Ahahaha bellissimo, speriamo non intervengano i soliti quattro stronzi nei commenti (mi fermo con questo nick così se scrive qualcuno del giro sa chi sono).
Eh diocane la fira era jane’s Conference, splinder di merda.
non potrei essere più d’accordo.
il punto che non citi, immagino per mancanza ti tempo/voglia/interesse è che poi queste sono le persone che rimangono lì basite quando succedono le cose gravi, perché non hanno i mezzi per comprendere quello che gli succede. tu accenni giustamente al fatto che si tratta di persone tristi intellettualmente e umanamente (per non dire musicalmente), ma il fatto è che sono anche persone in qualche modo pericolose. sono quelle che propongono le soluzioni idiote per i problemi seri e trovano sempre seguaci a iosa. quelli che appoggiano l’indulto perché “poveri criminali” ma poi quando scarcerano il criminale “cattivo” ci ripensano di corsa. quelli che se gli dici che un bundy lavorava in un centro di telephonic-help ti rispondono “chissà quanta gente ha portato alla disperazione”, mentre invece era un buon counselor telefonico, e quelli che credono che i ragazzi di columbine ascoltavano death metal.
in effetti c’è un nome per questo e si chiama idiozia. una volta era apolitica, ma di questi tempi hanno fondato vari partiti, quindi non saprei.
Ti seguo da mesi e sono sempre stato sorprendentemente d’accordo con qualsiasi cosa scrivessi. Ecco, questa è la prima volta che non siamo d’accordo.Però ti stimo lo stesso, perchè come argomenti tu le cose viene sempre da darti ragione.
Niente, volevo solo fartelo sapere, anche se so benissimo che vivi perfettamente anche senza la mia stima.
-A-
Manco s(apevo?)o chi siano ‘sti offlaga, ma in quello che hai scritto, che ho pur letto a brani sparsi, ci hai raggione da vendere.
Non (solo) per il caso nello specifico, ma per la riflessione sul meccanismo disumanizzante in generale, attivato e rivolto ai proprii inimìci.
Dopotutto convincersi che il nemico sia insensibile è il modo migliore per poter rendere se stessi insensibili nel momento in cui, per varie necessità, si arriva a combatterlo senza quartiere. E magari a distruggerlo.
Mah… la canzone “fermo” non è poi tanto male. Io che ormai non sono più di sinistra trovo ancora ridicoli questi assassini (di destra, di sinistra) che usano una parola come “sensibile”. Non so perchè mi irrita l’idea di gente cruda e senza scrupoli che però vuol essere anche tenera (“duri senza perdere la tenerezza”) e dolce, manco la vita li avesse costretti ad ammazzare… e poi anche se fosse, se uno agisse solo per costrizione… allora non ci sarebbe nessun merito. Scelta una via, bisogna pur rassegnarsi ad essere una bestia! Come fa ad esempio il benemerito Angelo Izzo, di cui ho ascoltato l’istruttiva confessione. Un documento che consiglio a tutti.
Nemmeno io sono d’accordo con te: “Socialismo tascabile” fa cagare il cazzo.
(irene)
è iniziata la dodicesima serie di south park
e inoltre sono d’accordo con irene
Bel post, tutto d’accordo.
Tra l’altro avevo letto vari libri su questi argomenti, con stralci di interviste (molto toccanti) a Mambro e Fioravanti. Penso che siano innocenti, per quel che riguarda Bologna.
HKD
-A- , facci sapere perchè non sei d’accordo. siamo qua per parlarne, no? (bwhahaha!)
anonimo #6: io non credo che “vogliano” essere “teneri” (è facile vedere secondo me che mambro e fioravanti vogliono anche ricostruirsi un’immagine, ma questo è altro discorso). io credo che comunque, se non lo sono, possano esserlo. è proprio questo il punto del post: uccidere, anche ripetutamente e a sangue freddo, non ti rende immediatamente un “mostro”. sono tutti mostri i combattenti delle guerre? sono tutti gente completamente priva di sentimenti i terroristi? al contrario, credo che per fare una scelta del genere (oltre a una discreta dose di follia), ci voglia una passione interiore che noi ce la sognamo lontanamente.
la loro sensibilità, la loro umanità potrà essere maldiretta, ambigua, contraddittoria, deviata. e sicuramente esistono anche i figli di puttana al cento per cento. e probabilmente anche mambro e fioravanti sono stati, se non sono oggi, dei figli di puttana. ma in ogni caso non sono automi.
quanto a Izzo, è un personaggio a dir poco ambiguo e peculiare. mentitore compulsivo, mitomane. però non conosco la sua “confessione” (da prendere con molte molle, temo). link/referenza?
hkd: penso anch’io che per bologna siano innocenti. la cosa sorprendente è che mentre Mambro e Fioravanti sono stati condannati per bologna, i quadri di Terza Posizione (il movimento di estrema destra extraparlamentare contiguo ai NAR), Fiore e Adinolfi, furono inquisite ma poi riconosciute vittime di depistaggio da parte credo della P2 (dovrei controllare). sembra piuttosto buffo che il braccio armato faccia una cosa, ma che per tentare di condannare il braccio politico serva un depistaggio, vi pare? non che qui voglia difendere l’estrema destra o i NAR, che di stragi ne han fatte parecchie. ma temo che l’equazioncina “bologna=fascisti” sia un po’ troppo semplice, un po’ troppo rassicurante.
“uccidere, anche ripetutamente e a sangue freddo, non ti rende immediatamente un “mostro”.”
Allora cosa ti rende un mostro. Privi di sentimenti: ma ovviamente non lo sono. Possono cambiare? Forse. Resta però il fatto che anch’io sono sensibile, nel senso che sembri attribuire alla parola, e cioè capace di sentimenti, eppure non sparo nella schiena alla gente, non metto bombe, non combatto per la libertà. Qual è la differenza tra mia sensibilità e la loro? Noi per “sensibile” in fondo intendiamo “buono” e persino delicato, o comunque inoffensivo, che non nuoce.
Lo stesso avviene per “umano”: si intende persona buona e fallibile, non un uomo qualsiasi che stupra la figlia e se la mangia. A stretto rigore, anche questo è “umano”, ma non è il senso che ci interessa e che viene evocato qui.
Quindi i due sono sicuramente umani in senso generale, nessuno lo nega, e bestiali nel caso particolare, e anche questo credo che nessuno lo neghi. A meno che non si voglia giocare e dire che le bestie sono spesso meglio degli uomini (senso possibile ma non rilevante qui).
Izzo: l’ho visto a “un giorno in pretura”.
Privi di sentimenti: ma ovviamente non lo sono.
e quindi siamo d’accordo.
Resta però il fatto che anch’io sono sensibile, nel senso che sembri attribuire alla parola, e cioè capace di sentimenti, eppure non sparo nella schiena alla gente, non metto bombe, non combatto per la libertà. Qual è la differenza tra mia sensibilità e la loro?
fondamentalmente? che tu segui delle regole, loro ne seguono delle altre.
tutto qui.
Noi per “sensibile” in fondo intendiamo “buono” e persino delicato, o comunque inoffensivo, che non nuoce.
questo è violentare il linguaggio. sensibile vuol dire capace di sensibilità, di empatia, di sentimenti. la “bontà” (qualsiasi cosa essa sia), e ancora meno l’inoffensività, non c’entrano niente.
Lo stesso avviene per “umano”: si intende persona buona e fallibile, non un uomo qualsiasi che stupra la figlia e se la mangia. A stretto rigore, anche questo è “umano”, ma non è il senso che ci interessa e che viene evocato qui.
umano non significa “buono e fallibile”. vuol dire dotato degli attributi standard, psicologici in questo caso, dell’essere umano, tra cui ad esempio dubito seriamente che ci sia “buono” (essere assolutamente buoni è cosa profondamente disumana).
essere assolutamente buoni è cosa profondamente disumana
Cfr R. Dawkins?
GLi ODP fanno musica per trentenni nostalgici della loro infanzia. Altro scopo non vedo nell’infarcire i testi con richiami a prodotti- marche-giochi-trasmissioni di fine settanta.
E’ lo stesso trucchetto di quelli che suonano cover dei cartoni animati.
Patetico, eppure funziona.
Per un paio di secondi ti ritrovi a fissare il vuoto con un sorriso ebete, pensando ‘sii, daiii, me la ricordo anch’io questa cosa!!
Per un paio di secondi, appunto.
Mzk
Nel vocabolario sensibile vuol dire capace di sentire o anche percepibile etc etc ma quando si parla di “uomo (o donna) sensibile” si intende di norma una persona dotata di caratteristiche positive come la comprensione, l’altruismo, la dolcezza etc. Non si dice persona sensibile per indicare un tipo feroce o vendicativo o puramente passionale etc.
Anche per umano vale più o meno lo stesso discorso: tanto che il suo contrario “disumano” non significa appartenente a una spcie diversa dall’uomo ma piuttosto spietato, crudele, etc: sul presupposto forse sbagliato, ma integrato nella lingua, che l’uomo è buono. “Umano” è neutro ne “il corpo umano” o la “specie umana”, ma non qui.
In effetti, se intendevi solo dire che Mambro e Fioravanti appartengono alla specie umana, come la mummia del faraone, diciamo, e che sono capaci di reazioni emotive, allora non si può non concordare: ma sarebbe solo una banalità, e non è quello che la canzone intendeva negare.
Mi è però difficile credere che tu non conosca il significato corrente dei termini indicati: così come sembra astratto e un po’ infantile sostenere che tra me e un terrorista cambia solo la regola: sparare alla schiena delle persone non è una regola “sociale” come “non uccidere”, ma una regola privata, e per certi versi quindi non è una regola nel senso comune. Quanto alla bontà assoluta, mi sembra inutile discuterne le caratteristiche dato che probabilmente non esiste.
“Non c’è bestia così feroce da non avere sentimenti. – Già, ma io non ho alcuno, quindi non sono una bestia”
Cfr R. Dawkins?
no, cfr. B.Nulla.
scherzi a parte, penso che non ci sia bisogno di Dawkins per capirlo.
“uomo (o donna) sensibile” si intende di norma una persona dotata di caratteristiche positive come la comprensione, l’altruismo, la dolcezza etc.
va bene.
perchè un terrorista non può essere comprensivo, altruista, dolce?
Anche per umano vale più o meno lo stesso discorso: tanto che il suo contrario “disumano” non significa appartenente a una spcie diversa dall’uomo ma piuttosto spietato, crudele, etc: sul presupposto forse sbagliato, ma integrato nella lingua, che l’uomo è buono.
no.
disumano (per come lo intendo io) è ciò che non appartiene psicologicamente alla natura comune dell’uomo.
poi spesso lo si dice in riferimento a comportamenti particolarmente efferati, ma nulla ti impedisce di dire “la sua mancanza di senso dell’umorismo è disumana” anche di una persona buonissima.
Mi è però difficile credere che tu non conosca il significato corrente dei termini indicati
a me pare sia tu a non conoscerli, o meglio, ad averne una visione estremamente grossolana.
così come sembra astratto e un po’ infantile sostenere che tra me e un terrorista cambia solo la regola: sparare alla schiena delle persone non è una regola “sociale” come “non uccidere”, ma una regola privata, e per certi versi quindi non è una regola nel senso comune.
da quando in qua il concetto di “regola” dipende da quante persone la interiorizzano?
tu interiorizzi la regola di “non uccidere (quasi) mai”. altra gente ha la regola di “non uccidere se non nei seguenti casi”.
dove sta la differenza?
Credevo che per regola tu intendessi regola morale o giuridica, mentre invece parli appunto di una cosa strettamente personale. Io (quasi tutti) seguo la regola di non ammazzare le persone (salvo legittima difesa etc) mentre magari il tizio X segue la regola di non ammazzare la gente con i capelli rossi: è evidente che tra noi ed X non c’è nessuna _vera_ differenza, perchè tutti seguiamo una regola. Anche le maree seguono una regola, e quindi da questo punto di vista sono indistinguibili da X. Le donne hanno le loro regole. In teoria, anche “ammazzo la gente quando mi pare” è una regola, in nulla distinguibile da etc etc.
Credevo che per regola tu intendessi regola morale o giuridica, mentre invece parli appunto di una cosa strettamente personale.
le regole morali o giuridiche non sono altro che regole strettamente personali su cui tutti sono più o meno d’accordo.
E tu non vedi una differenza qualitativa, o comunque sostanziale, tra la regola privata e quella su cui “sono tutti più o meno d’accordo”? Forse la seconda è un po’ più adatta alla civile convivenza, forse è più “umana”. Anche noi che non spariamo alla gente abbiamo la nostra sensibilità e quando sentiamo dire a un assassino che lui nel privato è gentile e sensibile ci viene qualche dubbio: come quando sentiamo dire a un politico ladro che lui vuole tanto bene alla famiglia. O a un mafioso che lui è devoto. E perchè, i mafiosi non possono essere devoti? Non hanno sentimenti anche loro? Perchè allora non ti batti per il rispetto della dignità umana dei mafiosi? Mafiosi o terroristi rossi e neri, fascisti, macellai, cani, gente con le migliori intenzioni… tutti umani, anche troppo. E lo stato da umani li tratta, in fondo: tant’è che stanno fuori. Loro forse avrebbero agito diversamente: con le lacrime agli occhi e la loro sensibilità ferita nel profondo, forse non avrebbero avuto tutta questa nostra pietà.
E tu non vedi una differenza qualitativa, o comunque sostanziale, tra la regola privata e quella su cui “sono tutti più o meno d’accordo”?
il numero di persone che la seguono?
la loro evoluzione culturale?
il loro essere stabili socialmente?
sicuramente il subset di regole sociali presenti nelle culture umane ha caratteristiche particolari rispetto al set complessivo di tutte le concepibili regole sociali, ma non so se la chiamerei una differenza “sostanziale”.
la vedo più come una differenza derivante da una selezione di gruppo sulle società (i darwinisti mi intenderanno).
comunque, per fare un esempio banale, tra gli Yanomamo l’omicidio è considerato un atto quasi doveroso per garantirsi un serio status sociale. vogliamo dire che gli Yanomamo non sono umani?
e quando sentiamo dire a un assassino che lui nel privato è gentile e sensibile ci viene qualche dubbio: come quando sentiamo dire a un politico ladro che lui vuole tanto bene alla famiglia. O a un mafioso che lui è devoto. E perchè, i mafiosi non possono essere devoti? Non hanno sentimenti anche loro?
ma infatti io sono convinto che spesso i mafiosi siano sinceramente devoti, e che il politico ladro voglia spesso veramente bene alla sua famiglia.
Mastella sarà un figlio di puttana e io non lo posso vedere, ma penso che se gli trucidano la figlia non rimanga lì insensibile a dire “oh. ora bisogna spendere per il funerale, due palle”.
tu sei convinto del contrario solo perchè tu ti Comporti Bene e Sei Tanto Bravo? anch’io non rubo e non ammazzo, ma questo tecnicamente non mi impedisce di essere assai più cinico e stronzo di molta gente che ruba e ammazza.
si può essere cinici e stronzi senza violare una singola legge, o addirittura un singolo comandamento morale.
io voglio capire: nel momento in cui uno è disonesto, o viola la legge, o si spinge “troppo oltre” in qualcosa, automaticamente è una persona priva di umanità? priva di un vissuto interiore? no, spiegami.
Perchè allora non ti batti per il rispetto della dignità umana dei mafiosi?
ma infatti i mafiosi ne hanno diritto. diciamo che però i mafiosi, nei fatti e nei presupposti, sono soggetti per cui vedo assai più difficile una riabilitazione completa. il punto è che la coppia dei NAR, oltre a essere umana (come i mafiosi), ha anche dalla sua il fatto a)di aver compiuto consapevolmente una scelta suicida in nome di un ideale (non importa quanto assurdo e odioso), e b)sono notoriamente persone che hanno compiuto un cammino di riflessione personale e di riabilitazione umana notevolissimo. dubito che di Provenzano si possa dire la stessa cosa, fermo restando che se i figli di Provenzano mi dicono “papà era un padre adorabile” io non faccio nessuna fatica a credere loro.
Mi pare che confondi: la differenza che sottolineavo non è tra un particolare sistema morale o giuridico e l’insieme di tutti i comandi possibili, ma tra un sistema (es. il nostro) e un credo personale o una morale privata.
Il fatto che tra gli Yanomamo sia meritorio uccidere ricorda gli esempi di Sade per dimostrare la relatività delle leggi e degli usi: quelle cose tipo “tra certi boscimani è normale e anzi bello metterlo in culo ai bisonti”. A parte che questa usanza è già più diffusa e meno deleteria dell’omicidio, si tratterebbe comunque di pochi casi isolati, magari comprensibili in un ambiente naturale estremo, ma francamente bestiali e ripugnanti. Possiamo capirli solo perchè sono costretti ad essere feroci, ma umani non sono. Se avessero più da mangiare forse non si ammazzerebbero come cani.
Sui mafiosi etc: tu chiedi se un uomo che viola la legge sia per forza un mostro. Il fatto è che nessuno dice questo: neppure la “legge” pretende che tu sia buono, solo che obbedisci. Cosa senti dentro di te importa poco alla legge e questa per molti versi è una conquista, perchè capire cosa ci sia dentro è difficile e ha prodotto molti equivoci. Ciò non toglie che gli uomini tendono a giudicare la “bontà” di un individuo dalle sue azioni, e che ammazzare gente inerme è considerato un atto crudele, che ti qualifica agli occhi degli altri come una bestia. Ora, io non so cosa senta il mafioso o il terrorista: può darsi davvero che in cuor suo soffra per la violenza, che sia “soggettivamente” sensibile, ma per me che posso giudicare solo dalle azioni, quello è un cane. Magari Ghandi faceva quel che faceva per qualche interesse, per semplice delirio, chi lo sa, chi lo può sapere… la canzone da cui è partito tutto questo sproloquio dice una cosa semplicissima, addirittura ovvia, e cioè che puoi protestarti umano quanto vuoi, ma se non agisci da umano non lo sei.
Poi, i due si saranno pure riabilitati. Lo stato in effetti non gli chiede la contrizione nè il cambiamento, ma solo che non facciano del male agli altri. La famosa frase per cui “la pene deve riabilitare” viene oggi intesa in un senso ancora più avanzato, e cioè nel senso che la “riabilitazione” non può essere imposta o pretesa, perchè anche questa sarebbe una violenza: la pena, al massimo, deve evitare di rendere impossibile l’eventuale, spontaneo e libero cambiamento. Come vedi, è una legge molto umana. Mettiamo quindi che i due, in cuor loro, siano diventati “buoni”: per noi che guardiamo tutto ciò non modifica il passato, addirittura non è “percepibile”: quando avranno fatto qualcosa di concreto che possa mitigare il ricordo del sangue, allora si potrà giudicare nuovamente. Giudizio di chi guarda, non legale: nel migliore dei mondi possibili la legge non condanna e non perdona: si limita a contenere i danni.
Oh, allora il discorso di Anonimo, se non ho capito male è questo: tu sarai anche umano, ma visto quello che hai fatto io non ti considero più tale.
E questo non è:
a) privato (TUA opinione, no?)
b) arbitrario (opinione, appunto)
c) mancante di empatia (per precisa scelta, non per impossibilità) e quindi in certo senso disumeno anche questo?
E bada che io sono totalmente d’accordo con questa modalità comportamentale.
Voglio dire, magari i cani hanno da qualche parte un loro monumento segreto a Hitler, supremo benefattore della loro specie, ma gli esseri umani la pensano un po’ diversamente.
Per cui magari i familiari di un mafioso lo considerano un buon padre/marito/figlio ecc, ma il resto della società giustamente se ne fotte se lui è un paparino tanto devoto ai suoi figlioli.
Ma fottersene non significa negare che anche quella persona abbia almeno in parte “buoni” sentimenti.
Non è esattamente privato (la pensi anche tu così, giusto per dirne una); non è proprio arbitrario (biasimare chi ha comportamenti distruttivi non è folle, anzi è naturale: pretendere una riparazione materiale pure mi sembra logico); di certo non è l’atteggiamento più caritatevole del mondo, ma io non sono un santo, e poi mica ho detto che li voglio morti: però ci sono persone più meritevoli di compassione di questi due. Rileggendo i vari messaggi di brullonulla mi sembra di vedere uno strano miscuglio tra una visione strettamente materialistica della vita (le leggi sono proposizioni, il darwinismo delle leggi..) e una del tutto opposta, direi “eroica” (rispetto a chi si brucia per un ideale etc). Questo è forse più interessante dell’intera discussione, che devo però abbandonare. Saluti.
sraule riassume perfettamente il mio pensiero.
tanto per chiarire:
Per cui magari i familiari di un mafioso lo considerano un buon padre/marito/figlio ecc, ma il resto della società giustamente se ne fotte se lui è un paparino tanto devoto ai suoi figlioli.
questo è ovvio e giusto.
anonimo:A parte che questa usanza è già più diffusa e meno deleteria dell’omicidio, si tratterebbe comunque di pochi casi isolati, magari comprensibili in un ambiente naturale estremo, ma francamente bestiali e ripugnanti. Possiamo capirli solo perchè sono costretti ad essere feroci, ma umani non sono. Se avessero più da mangiare forse non si ammazzerebbero come cani.
beh, se non riesci a capire che altri popoli possono trovare ovvi e giusti usi per te orribili e feroci, allora tutta la discussione va a catafascio nel simpatico mantra “per me è giusto così quindi è giusto così”.
comunque sempre sugli Yanomamo ho trovato questo: “Violence among the Yanomami is often domestic, with women commonly beaten by their husbands in disputes. The violence is seen as an act of love by the women, however. Women will shave their head after a beating to show off their bumps. They will even put a red dusting on the bump showing it off even further.”
nulla di più lontano da me, ma voglio vedere la fine che fa la femminista occidentale che va dalle donne yanomamo a dirgli che farsi picchiare è sbagliato.
ma per me che posso giudicare solo dalle azioni, quello è un cane.
questo è un atteggiamento coerente e razionale, se vogliamo.
ma non venire a farmi la lezioncina di “sensibilità” come gli ODP, allora.
Rileggendo i vari messaggi di brullonulla mi sembra di vedere uno strano miscuglio tra una visione strettamente materialistica della vita (le leggi sono proposizioni, il darwinismo delle leggi..) e una del tutto opposta, direi “eroica” (rispetto a chi si brucia per un ideale etc).
tu mi leggi dentro, dhalgren.
mentre si fanno le pulci al termine sensibile, io dissento anche dal tuo dire che musicalmente fanno il post-rock imbruttito dei Giardini. Io, sotto le parole di sensibile, c’ho trovato un pezzo validissimo anche da solo, senza testo e compagnia.
(e che esista un uso responsabile del vocabolario, io ci credo: ma come parli!? COME PARLI! le parole sono importanti!!! [cit.])
Io, sotto le parole di sensibile, c’ho trovato un pezzo validissimo anche da solo, senza testo e compagnia.
bof. a me sembra veramente una robaccia indegna, ma de gustibus.
e che esista un uso responsabile del vocabolario, io ci credo: ma come parli!? COME PARLI! le parole sono importanti!!! [cit.])
ahhaha ok, ma non è questione di uso “responsabile”, bensì di buon gusto.
Allora, premesso che la cifra stilistica degli ODP era l’autoironia nostalgica e qui non c’è (però nota: il riferimento agli anni di piombo si, e quello che rimproveri alla sinistra in generale è semplicemente la “prigione temporale” che gli ODP hanno scelto deliberatamente come estetica) io credo che quando si apre la questione Mambro/ Fioravanti s’intende che non hanno “pagato” il dovuto, non sono stati giudicati adeguatamente, e in qualche misura rimangono “coperti” da uno Stato cui si chiede di fare i conti con il proprio passato recente. Perché rimane il problema che in Italia sembra che non si voglia fare altro che rimuovere gli ultimi cinquant’anni, oppure li si seppellisce nel privato, nelle scopate, nella musica. Non ho alcuna teoria personale sull’innocenza o la colpevolezza di Fioravanti o di Sofri, fatto sta che ce li trasciniamo dietro, e questo accade perché sono lo spettro di uno Stato patetico e di una Giustizia patetica.
se non riesci a capire che altri popoli possono trovare ovvi e giusti usi per te orribili e feroci, allora tutta la discussione va a catafascio nel simpatico mantra “per me è giusto così quindi è giusto così”.
fioravanti e la mambro non sono un altro popolo, anche se sarebbe estremamente romantico crederlo (una nazione di due soli abitanti, op. cit.): sono italiani, immersi nella cultura italiana/occidentale e soggetti alle leggi italiane. non mi sembra che questo artificio sia valido, se non per affermare una relatività che non mi sembra sia possibile mettere in dubbio.
ad ogni modo, puoi vederla così: gli odp, non volendo confondere il significato che loro danno al termine “sensibile” con quello che gli dai tu (o francesca mambro), ne coniano uno nuovo che contiene solo tutto quello che gli piace del termine “sensibile”, un sottoinsieme in cui non c’è spazio per i nar (né per i julie’s aircut): Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili.
.
e quello che rimproveri alla sinistra in generale è semplicemente la “prigione temporale” che gli ODP hanno scelto deliberatamente come estetica
mi pare troppo facile mettere sullo stesso piano il richiamo a mambro e fioravanti e il Toblerone, ma transeat.
s’intende che non hanno “pagato” il dovuto, non sono stati giudicati adeguatamente, e in qualche misura rimangono “coperti” da uno Stato cui si chiede di fare i conti con il proprio passato recente.
a me questa sembra una stronzata allucinante.
mambro e fioravanti sono stati giustamente condannati per tutti gli omicidi da loro commessi o mandati, e in più anche per la strage di bologna, nonostante tutti i dubbi, i ma e i però piuttosto pesanti su quest’ultima imputazione.
giustissime le condanne per gli omicidi (che i due non hanno mai tentato di negare o di nascondere), e giusto che siano adeguatamente puniti per questo. contento anche che ora siano almeno un pochino delle persone diverse, e che passino il loro tempo facendo mobilitazioni contro la pena capitale invece che comminando la pena stessa a gente random. forse questo significa “coprirli”? non capisco.
Perché rimane il problema che in Italia sembra che non si voglia fare altro che rimuovere gli ultimi cinquant’anni, oppure li si seppellisce nel privato, nelle scopate, nella musica.
anche questa affermazione mi lascia esterrefatto (anche se non sei il primo che sento farla). non conosco nessuna nazione che fa costantemente, ossessivamente, indefessamente ravanaggio del proprio passato come l’Italia. celebrazioni, commemorazioni ossessive per tutto: a parte le situazioni varie partigiane, è tutto un ricordare piazze fontana, rapimenti moro, ustiche, falconi e borsellini, e qui e là. ogni anno qua a bologna il 2 agosto è un puttanajo di sindacati, partiti, sindaci e chi più ne ha più ne metta.
oh, giusto che si ricordino, però a me sembra addirittura che vi sia un ossessivo folklore della memoria di queste cose.
Certo, in Italia parliamo di tutto, si rievoca di tutto, siamo pieni di miti pubblici e di miti privati: ma i buchi neri li evitiamo con attenzione. Tutto il folklore è come una pezza. Rimane il fatto: è semplicemente impossibile scrivere la storia italiana degli ultimi cinquant’anni. Prova a raccontarla (intendo dire fallo davvero: scrivila in qualche riga) e non avrà senso. Da ciò consegue che M/F possono anche avere pagato tutte le loro colpe: ma essi restano i protagonisti di processi (uno in particolare) nei quali lo Stato non è in grado di fornire le risposte processuali e storiche che gli chiediamo.
io voto a sinistra, ho sempre votato a sinistra e ideologicamente mi sento molto a sinistra. dove non mi sento a sinistra è antropologicamente, in quanto (detto brevemente) essere antropologicamente a sinistra, dopo il 1970, è come essere intruppati nella Hitlerjugend, ma senza neanche lo stile.
Approvo e sottolineo
Rimane il fatto: è semplicemente impossibile scrivere la storia italiana degli ultimi cinquant’anni. Prova a raccontarla (intendo dire fallo davvero: scrivila in qualche riga) e non avrà senso
se è per questo, prova scrivere 50 anni qualsiasi nella storia dell’umanità in qualche riga ed avrai qualcosa privo di senso. o meglio avrai una semplificazione filtrata dalla distorsione dello storiografo.
è un po’ il concetto alla base dei libri di storia. tipo “l’impero romano crollò sotto la spinta dei barbari”. è probabile che a cinquant’anni dalla morte di vercetorige la vedessero in modo un po’ diverso, no?
mi sembra che si parli dell’acqua calda.
Ci provo, ad argomentare, anche se resto dell’idea che sia piuttosto inutile: io nella canzone ci ho visto un messaggio leggermente diverso, ma magari sbaglio io: non è che Giusva non possa avere sentimenti umani ed essere sensibile. E’ che pare improprio ed ambiguo sostenere che sia “il più sensibile” che tu abbia conosciuto. E questo non riesco a non condividerlo. Soprattutto di questi tempi dove fare i nostalgici è considerato quasi un peccatuccio veniale, da perdonare con un buffetto sulla guancia e una risatina fra amici.
Per il resto boh, de gustibus: a me pare solo un compiaciuto estetismo, il loro immaginario forzatamente passatista à la “Formidabili quegli anni”.
E’ che pare improprio ed ambiguo sostenere che sia “il più sensibile” che tu abbia conosciuto. E questo non riesco a non condividerlo.
e tu, con rispetto (si fa per dire), che cazzo ne sai?
sei la signora mambro? hai il suo esatto bagaglio di esperienze? i suoi precisi metri di giudizio?
conosci personalmente giusva? lo hai paragonato agli altri personaggi che frequentava?
che ne sai te?
io non lo so. non è che dico che la mambro ha ragione: proprio non lo so. ho questa piccola umiltà.
il mio laboratorio collabora sporadicamente con un ricercatore che è stato un ex pezzo grosso delle BR (no, non tiriamo fuori il nome che è meglio). si è laureato in carcere, è uscito e ora lavora all’università. è una delle persone più simpatiche, squisite, umane e piacevoli che abbia conosciuto. sicuramente più umano e sensibile di almeno metà dei miei colleghi.
il mio laboratorio collabora sporadicamente con un ricercatore che è stato un ex pezzo grosso delle BR (no, non tiriamo fuori il nome che è meglio). si è laureato in carcere, è uscito e ora lavora all’università. è una delle persone più simpatiche, squisite, umane e piacevoli che abbia conosciuto. sicuramente più umano e sensibile di almeno metà dei miei colleghi.
che idee. probabilmente i tuoi colleghi mangiano staminali a colazione e le usano per pulire i vetri della macchina, quindi loro sì che sono assassini.
(come avrai capito ieri ho fatto la cazzata e ho guardato annozero. lo so, lo so. tu non mi badare.
ma ci vieni a sp? io sono appena stata in visita dall’ex-coinquilina e ora ho una carenza sul terzo vertice del mio triangolo fratellifero. perché sibling non esiste in italiano, tra l’altro?)
sono a sp! ho visto stamattina il tuo babbo, quindi saprai già! :)
(approposito: qualsivoglia cosa stiate pensando di fare, interrompete e leggete questo post di sraule. no, non è questione di pompini a vicenda: è che proprio avrei potuto scriverlo io, ma è scritto meglio.)
Trovo gli offlaga molto modesti.
E’ forse questa la chiave del loro successo?
O il loro umarellismo che da ste parti va per la maggiore?
O il loro umarellismo che da ste parti va per la maggiore?
da CHE parti, scusa?
che poi, non per dire, ma non è che ‘sti offlaga se li inculi nessuno più di quel tanto…
che poi, non per dire, ma non è che ‘sti offlaga se li inculi nessuno più di quel tanto…
in emilia romagna se li inculano abbastanza (nel senso buono purtroppo)
ah, già.
dimenticavo che siete in emilia romagna. dalle vostre parti il massimo sono tipo… i modena city ramblers? :)))
Che fate, vi ascoltate i dischi solo per fare polemica? Complimenti, facile giudicare! Perchè non siete sinceri con voi stessi? Gli ODP semplicemente non vi piacciono, non filosofeggiate sul nulla! Perchè non parlate di Storace, di Mastella o di Veltroni invece di prendervela in modo sterile con tre persone che fanno solamente musica?
sei un idiota plateale ma ti rispondo lo stesso.
Perchè non parlate di Storace, di Mastella o di Veltroni invece di prendervela in modo sterile con tre persone che fanno solamente musica?
perchè non me ne frega un cazzo di parlare di storace,mastella,veltroni.
mi frega di portare alla gogna, nel mio minuscolissimo, chi si arroga moralismi da quattro lire che non può permettersi.
Perfetto, sono contento di aver fatto lo stesso!
che poi, non per dire, ma non è che ‘sti offlaga se li inculi nessuno più di quel tanto…
Esatto.
Teniamolo sempre presente.
Onore agli Offlaga che per un pò hanno trovato il modo di schivare la fresa.
maso sloggato
vedere maso degli umarells qua mi riempie di gioja. non è che qualcuno può sapere se gli ODP hanno visto il post?
Basta che qualcuno lo segnali sul loro blog…
Chi si prende la briga? Io sono anonimo, non possono, poi mi prendono per un troll.
-A-
uh, grazie.
segnalato. LOL.
Direi che una trentina d’anni in una risaia cambogiana non possono che farti bene!!!
PALMIRO
Rispetto, brullo. In questo post hai condensato molte delle mie personali intolleranze nei confronti della gioventù media di sinistra pur essendo sostanzialmente anche io, politicamente, a sinistra. Ricordo con un certo sconforto i tempi del liceo, quando preferivo di gran lunga ragionare/litigare con un amico di destra ma dal pensiero vispo e indipendente, che con chi teoricamente mi sarei dovuto trovare d’accordo (e invece il mio pensiero correva al FLAME THROWER, sob).
Io non mi sono mai interessato alla musica degli ODP, e avendo 23 anni e vivendo alla periferia dell’impero non agisce su di me nemmeno il fattore nostalgia del loro immaginario di riferimento (senza il quale boh, non ci sento proprio nulla che mi interessi). Ma il testo qui commentato purtroppo è proprio di quelli capaci di darmi la nausea. La cosa migliore che se ne possa dire è che è superfluo, ma oltre a parlare fuori tempo massimo di persone che sono già state condannate dalla società, lo fa in modo veramente becero e gretto. Ma fatevi i cazzi vostri, che vi frega della sfera privata di un terrorista, non le può giudicare un tribunale e lo fa chi nemmeno ci ha mai parlato di persona?
Non so proprio come oppormi a una visione così cretina dell’essere umano, la cui complessità è ridotta qui alla somma vettoriale delle sue azioni. Mi sento inerme. Posso giusto dire, guardatevi Collateral di M. Mann, almeno per farvi un’idea.
Che carini,contro la pena di morte!!!
Rieducatissimi!
Ammazzo,non sconto,mi iscrivo ad una associazione del cazzo ed è fatta!
Poi manca solo il beota che mi nota e dice:
Rieducato!Evviva!Ma son bravi ragazzi questi!
ClapClapClapClapClapClapClapClapClapClapClap
Secondo me SEI Paolo Liguori.
“mi frega di portare alla gogna, nel mio minuscolissimo, chi si arroga moralismi da quattro lire che non può permettersi”
e perchè tu, invece, te li puoi permettere?
an
e perchè tu, invece, te li puoi permettere?
no, infatti io non mi permetto di giudicare. gli ODP sì.
riquoto qua l’ottimo commento di bpilgrim, giusto perchè rimanga a memoria:
che vi frega della sfera privata di un terrorista, non le può giudicare un tribunale e lo fa chi nemmeno ci ha mai parlato di persona?
Non so proprio come oppormi a una visione così cretina dell’essere umano, la cui complessità è ridotta qui alla somma vettoriale delle sue azioni.
Be’, caro amico, apprezzo il modo in cui scrivi ed argomenti le tue idee ed i tuoi pensieri, però mi pare che giudichi assai (un pò come facciamo tutti).
Mi pare inoltre che “te la tiri molto”: vuoi dimostrare d’avere cultura, d’essere uomo di lettere, un’anima libera (ma da che?!?).
Mi pare infine che tu sia infelice e nichilista, a tratti futurista. Comunque sia un pò frustrato!
“Comunque sia un po’ frustrato!”
Solo?!
E’ un povero ragazzo che probabilmente non è riuscito a fare la carriera militare come voleva perchè era troppo dura e allora si è bruciato il cervello leggendo Tom Clancy e roba simile. Poi ha fatto l’università e adesso che è finita non sa più cosa fare e se la prende con gli altri invece che con se stesso. Poverino! e poi per quanto riguarda la sua cultura…la cultura di Wikipedia! ahahahahahahah
usare belle parole e mega-concetti non serve a niente quando si parla del nulla! cazzaro! siamo tutti bravi a fare i duri dietro il computer…e poi tu che tanto parli, ci hai mai parlato con gli offlagadiscopax? Tu ci hai mai parlato con Francesca Mambro? No, però spari sentenze a destra e a manca! Sei tu la gioventù media di sinistra! solo bla bla bla bla bla bla bla bla bla
Ciao cazzaro
però mi pare che giudichi assai (un pò come facciamo tutti).
giudico moltissimo. ma io giudico i fatti, non l’intima sensibilità di qualcuno che non conosco.
Mi pare inoltre che “te la tiri molto”: vuoi dimostrare d’avere cultura, d’essere uomo di lettere, un’anima libera (ma da che?!?).
tua impressione, e liberissimo. non sono uomo di lettere, comunque, ho una formazione scientifica.
nè mi ritengo un’anima libera da alcunchè. sono figlio del mio tempo e della mia cultura, come tutti. non sto fuori dalla ragnatela; altri si piccano adolescenzialmente di esserlo.
Mi pare infine che tu sia infelice e nichilista, a tratti futurista.
è una semplice ma bellissima definizione, grazie.
Comunque sia un pò frustrato!
vorrei vedere te a fare il ricercatore in italia.
–
E’ un povero ragazzo che probabilmente non è riuscito a fare la carriera militare come voleva
mioddio, no. sempre odiato l’idea di andare nell’esercito.
e allora si è bruciato il cervello leggendo Tom Clancy e roba simile.
tom clancy chi? è un autore di best seller, vero? ma perchè?
Poi ha fatto l’università e adesso che è finita non sa più cosa fare. Poverino! e poi per quanto riguarda la sua cultura…la cultura di Wikipedia! ahahahahahahah
sono ricercatore universitario in biofisica delle proteine. desideri un curriculum?
siamo tutti bravi a fare i duri dietro il computer
verissimo. infatti mi riesce bene.
e poi tu che tanto parli, ci hai mai parlato con gli offlagadiscopax?
no, infatti ho segnalato il post sul loro blog (che non conoscevo) proprio perchè mi piacerebbe parlare loro.
Tu ci hai mai parlato con Francesca Mambro?
no, mi piacerebbe molto farlo però.
No, però spari sentenze a destra e a manca!
sparo sentenze su sentenze di altri, mentre gli odp sparano sentenze su cose di cui non avranno mai, concepibilmente, contezza.
a meno che gli odp non mi dimostrino di aver passato settimane a psicanalizzare mambro e fioravanti, nel qual caso posso anche ritirare tutto.
Sei tu la gioventù media di sinistra! solo bla bla bla bla bla bla bla bla bla
guarda, ne sarei felice, vorrebbe dire che molti la pensano come me. purtroppo non è così.
“usare belle parole e mega-concetti non serve a niente quando si parla del nulla! cazzaro!”. Perchè non commenti questo?
“siamo tutti bravi a fare i duri dietro il computer”
Resta sempre un’evergreen, questa.
-A-
“usare belle parole e mega-concetti non serve a niente quando si parla del nulla! cazzaro!”. Perchè non commenti questo?
perchè è assurdo in ogni suo punto (tranne “cazzaro”, che per carità, ci sta).
- belle parole quali? non mi pare di usare belle parole particolari. scrivo più o meno come un buon liceale.
- mega-concetti? caro, avevi l’insegnante di sostegno o che? mi spieghi quali capziose disquisizioni metafisiche avrei fatto?
- parlare del nulla è un esercizio piacevole, ma purtroppo non è così qua, e la tua stessa esistenza lo dimostra: tu ci sei e porti avanti (male) un’idea di mondo e dell’uomo che trovo profondamente squallida. non è “nulla”, purtroppo. la gente si massacra per queste cose, sai?
Ti ci massacri solo tu e altri quattro gatti con queste pippe mentali da fallito. Il mobbing al quale sei stato sottoposto ti ha bruciato il cervello, mi dispiace per te. Ciao
Minchia, tutti psicanalisti qui.
Rilancio con un’opinione scomoda di musicisti sensibilissimi!!!1!
Comunque non avevo colto subito la frecciata ai Disciplinatha verso la fine.
Spalare merda dopo 20 anni su un gruppo che ne aveva già ricevuta tanta ai tempi. Ecco, questa è una vera merdata, tanto più da parte di un musicista.
Spalare merda dopo 20 anni su un gruppo che ne aveva già ricevuta tanta ai tempi.
e che valevano anche parecchio.
toh, ecco un video di addis abeba. punk nell’anima, altro che.
del resto loro erano stati (facili?) profeti, vent’anni fa.
Perchè DISCIPLINATHA non è filo qualcosa,non appoggia un partito, un’idea, neppure una nostalgia data, precostituita, strutturata, sedimentata.
DISCIPLINATHA critica e nega , e come tale sarà criticata e negata.
- Chiederete la grazia?
- Fioravanti: «Dovremmo chiederla per le cose che abbiamo fatto ma riteniamo più giusto pagare fino in fondo il nostro debito. Per ciò di cui non siarno responsabili, non la chiederemo mai».
Questo blog mi era piaciuto abbastanza, prima di leggere questo pezzo e soprattutto questi commenti.
Lasciando perdere il giudizio qualitativo e musicale sugli offlaga disco pax, sul quale siamo agli antipodi, giudicandoli io veramente ottimi e tu decisamente pessimi, mi chiedo quanto tutta la polemica che hai tirato su ul testo di sensibile abbia senso. Perchè in realtà mi sembra piena di banalità e di luoghi comuni, la tua e non la loro.
Ciò che ha contraddistinto gli ODP dal loro primo album a questo, è stata l’ironia, sugli altri e su sè stessi. Sulla politica nostalgica stessa che gli appartiene, ironia che gli permette di parlare e di giocare su un periodo storico e personale, giovanile soprattutto, sicuramente lontano dalle disillusioni del presente politco che li/ci circonda.
Per il resto non vedo nulla di studiato, ma proprio nulla, nel loro semplice e diretto manifestarsi. Avendo visto il terzetto dal vivo più volte, avendo letto di loro e da loro, posso avere un’idea del loro modo di essere e non credo di sbagliarmi.
La polemica in sè su “sensibile” è talmente assurda che sarà inutile la mia risposta, ma te la dò lo stesso.
Per un gruppo che si è definito, anche qui ironicamente, neosensibilista, capirai che sentire una frase come “era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato” detta dalla Mambro in riferimento a Fioravanti è abbastanza ostica da mandare giù. Senza entrare poi nel caso del loro percorso post processuale che, spero sarai d’accordo, è vergognoso.
Certo è che non sono gli unici pluriassassini a potersene andare in giro liberi e tranquilli come loro fanno da anni, ma questo non vuol dire che siccome non sono gli unici allora non abbia senso parlarne.
Concludendo, forse non conosci molto gli offlaga disco pax, forse giudichi qualcosa che spesso è ironia e metafora come altro, forse dovresti, se sei interessato non tanto a loro e alla loro musica, ma a capire se sei nel giusto o meno nel giudicarli, entrare più in profondità. Perchè altrimenti ci vuole poco a sparare a zero e demagogia, magari, la facciamo noi e non gli ODP.
Per il resto, qualcuno qui ha scritto che gli offlaga non se li incula nessuno in Italia. Forse quel qualcuno non sa quanti dischi abbiano venduto, quanto i giornali e la critica musciale ne parli, quanto siano pieni di gente i loro numerosissimi concerti, quanto fosse atteso questo secondo album e quanto seguito abbiano, in tutta Italia, questi tre ragazzi che hanno fatto sentire che la musica italiana ha ancora molto, molto da dire. Fortunatamente.
Sarah
Ciò che ha contraddistinto gli ODP dal loro primo album a questo, è stata l’ironia, sugli altri e su sè stessi. Sulla politica nostalgica stessa che gli appartiene, ironia che gli permette di parlare e di giocare su un periodo storico e personale, giovanile soprattutto, sicuramente lontano dalle disillusioni del presente politco che li/ci circonda.
ironia? a me sembrano tre amici al bar che sospirano sui tempi che furono tra amici al bar.
stanno lì a ricordarsi Enrico Berlinguer alla TV sorridendo e dicendo “bei tempi”.
boh, ok, ci sta bene, ma mi pare roba un po’ fiacca.
sento sempre paragonare gli ODP ai CCCP. la cosa mi fa inorridire. i CCCP erano un rasoio, coglievano in profondo tutta la poesia di un sistema ideologico, di forze, della teologia del socialismo reale. qui invece siamo all’onanismo sui ricordi di infanzia.
Per il resto non vedo nulla di studiato, ma proprio nulla, nel loro semplice e diretto manifestarsi.
io non penso siano studiati. però penso che il loro sia un progetto assai autoconsapevole, com’è giusto che sia.
Per un gruppo che si è definito, anche qui ironicamente, neosensibilista, capirai che sentire una frase come “era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato” detta dalla Mambro in riferimento a Fioravanti è abbastanza ostica da mandare giù.
e perchè?
io l’avrei trovato splendido, ci avrei scherzato ulteriormente su e avrei detto “siamo sensibili, come e più di Giusva Fioravanti!”.
è evidente invece che qua prendono la cosa terribilmente sul serio.
Senza entrare poi nel caso del loro percorso post processuale che, spero sarai d’accordo, è vergognoso.
sì, è vergognoso. specie il fatto che siano ancora ritenuti responsabili per la strage di Bologna.
Certo è che non sono gli unici pluriassassini a potersene andare in giro liberi e tranquilli come loro fanno da anni, ma questo non vuol dire che siccome non sono gli unici allora non abbia senso parlarne.
a me la cultura della vendetta e della demonizzazione non piace.
possiamo discutere del fatto se sia giusto o meno che mantengano il regime di semilibertà per una questione di stato di diritto, ma sentire gli ODP, incensurati, liberi, tranquilli, paciosi e democratici dire che i due NAR, mostrificati, con alle spalle vent’anni di galera, maturati personalmente in uttto questo, eccetera, “vincono due a zero”, è una cosa piuttosto ipocrita, per usare un eufemismo.
ma tu lo sai perchè la Mambro ha scelto la lotta armata, per dire?
tu cosa avresti fatto nel ’77, con un tuo amico neanche ventenne che ti muore tra le mani, sparato dalla polizia?
io non so cosa avrei fatto, ma erano altri tempi e altri mondi. leggiti la storia di quegli anni e pensaci su.
non è tutto bianco, rosso e nero.
forse giudichi qualcosa che spesso è ironia e metafora come altro, forse dovresti, se sei interessato non tanto a loro e alla loro musica, ma a capire se sei nel giusto o meno nel giudicarli, entrare più in profondità.
io ci vedo poca profondità e poca ironia (e fidati, sono una persona con un certo senso dell’humour). ci vedo una sorta di sarcasmo acre, e poco più. ci vedo una concezione piatta e ideologica della complessità umana. ci vedo una sterilissima polemica con un gruppo disciolto da dieci anni. insomma, vedo tante cose, e tutte povere e meschine.
se non ho capito, spiegami.
Per il resto, qualcuno qui ha scritto che gli offlaga non se li incula nessuno in Italia. Forse quel qualcuno non sa quanti dischi abbiano venduto, quanto i giornali e la critica musciale ne parli, quanto siano pieni di gente i loro numerosissimi concerti, quanto fosse atteso questo secondo album e quanto seguito abbiano, in tutta Italia, questi tre ragazzi che hanno fatto sentire che la musica italiana ha ancora molto, molto da dire.
su questo siamo d’accordo; proprio per questo mi preoccupa un po’ che questi lancino certe concezioni superficiali e ottuse dell’essere umano.
(by the way, Sarah, mi ricordi qualcuno. il tuo cognome inizia per T?)
Nessuna T, mi spiace.
Interromperei qui la polemica sugli ODP, mi scuserai.
Nessuna T, mi spiace.
meglio così, guarda.
Interromperei qui la polemica sugli ODP, mi scuserai.
come preferisci. a me dispiace, perchè io scrivo queste cose con il sincero intento di comunicare. le scrivo in modo violento perchè detesto il pacificare i toni in nome del simpatico dialogo arcobaleno. penso delle cose, con aggettivi e bestemmie di contorno, e così le metto giù. ma vorrei un confronto anche con l’altra parte, allo stesso modo.
Ma l’abbiamo già avuto il confronto. Tu ed io qui e tu con altri sul blog degli offlaga.
Solo che partiamo da presupposti lontani. Forse la tua “antipatia” ti condiziona, forse no. Ma ripetere le stesse cose all’infinito, nel tentativo di avere ragione, diventa noioso. Per cui preferisco fermarmi qui.
Ma l’abbiamo già avuto il confronto. Tu ed io qui e tu con altri sul blog degli offlaga.
sul blog degli ODP ho avuto praticamente solo insulti e minacce. il che mi starebbe bene, se ci fosse stato anche il confronto.
Ma ripetere le stesse cose all’infinito, nel tentativo di avere ragione, diventa noioso. Per cui preferisco fermarmi qui.
boh, come preferisci.
però ci sono cose che nessuno mi ha spiegato. tipo perchè la frase della mambro è ostica, perchè il loro percorso è “vergognoso”, o cose così. ma come vuoi.
certo che i ricercatori in italia non hanno proprio un cazzo da fare
Boh…io penso che non avrei remore nè problemi di coscienza nel ficcare tipo una bomba a mano con le mie mani in bocca a, che so, bush, tanto per citare il primo della lista che mi viene in mente, per poi stare a guardarlo esplodere allegramente. Sono sicuro che dopo dormirei benissimo….questo secondo voi fa di me un insensibile?
Ma soprattutto pensate poi che gli offlaga ci scriverebbero un pezzo su?
Sinceramente sarebbe questa la mia maggior proccupazione.
Ciò che ha contraddistinto gli ODP dal loro primo album a questo, è stata l’ironia, sugli altri e su sè stessi. Sulla politica nostalgica stessa che gli appartiene, ironia che gli permette di parlare e di giocare (…)
ironia? a me sembrano tre amici al bar che sospirano sui tempi che furono tra amici al bar.
Anche al di là della polemica sugli ODP: Pare solo a me che sia di una semplicità incredibile dichiararsi d’intento ironico, e di un’ironia incompresa, quando qualcuno espone una critica?
Quasi ogni produzione culturale, (forse fanno eccezione quelle strettamente scientifiche ma non ci giurerei), può essere definita ironica a posteriori, utilizzando tale dichiarazione come estrema foglia di fico a parare le orride pudenda esposte.
L’ironia fin troppo spesso nei fatti non serve ad altro che a sollevare l’autore dalle responsabilità verso la propria opera. si tratti di Guerra e Pace, due ore di pellicola, trenta secondi di musica o un micropost.
La frase “ah, ma era ironia, non l’hai capita?” è retoricamente quasi sullo stesso piano della godwin’s law, e andrebbe trattata di conseguenza.
Auspico un ritorno alla serietà dell’autore.
Mi sembra esagerato declassare ad esercizio di folklore lo sforzo di memoria collettiva messo in atto dalla società civile in Italia su questi temi. Non foss’altro perchè mancano ancora parecchi tasselli a queste storie e la richiesta di verità è un gesto dinamico, non rievocativo o rituale, almeno in teoria. Possiamo ovviamente discutere su quanto concretamente si configuri in un modo piuttosto che nell’altro, ma direi che sfogare la propria frustrazione autocritica in modo così deliberato sulla intera questione del peso del passato sull’eredita della sinistra sia avventato e controproducente.
Questo tra cultura politica di oggi e memoria storica di ieri è un rapporto equivoco, non risolto e per questo ancora dibattuto. Chiaramente il carattere “aperto” della questione produce conseguenze diversificate e sarebbe errato considerarne solo il lato positivo, in quanto alla vitalità che ne consegue -vitalità forzata dall’incompletezza, lungi da essere una vitalità ottimale- si aggiunge il peso di un passato -costantemente ricordato nel tentativo di comporlo- che “acceca” il presente.
Sono due ingredienti complementari emblematici della condizione problematica di questo capitolo di memoria storica. La retorica passatista ha sempre esaltato l’aspetto positivo della testimonianza, della guida interpretativa per il futuro. La retorica modernista invece sottolinea la cesura col passato come esca per l’innovazione e il cambiamento, bollando spesso ogni tentativo di riferimento alla memoria storica come una palla al piede. Abbandonare questa visione polemologica significa capire che il problema è relazionale e si risolve trovando un’interpretazione corretta del legame tra memoria e presente, non subordinando uno all’altro.
Oggi la tendenza modernista mi sembra crescere progressivamente nella cultura di massa, complice un contraltare passatista istituzionalizzato e accademico reticente ad un tentativo di ripensare un linguaggio moderno della memoria, che comunichi l’importanza della testimonianza in modo non ortodosso.
Già mi suonano vecchie queste parole ma non vedo tante alternative, evidentemente la chiave risiede altrove appunto, poichè tanto nel nome del passato quando in quello del futuro mi sembra si combinino parimenti schifezze.
Entrando nel merito del testo e più in generale del gruppo stesso, l’idea di un’estetica pseudo-nostalgica che celebra i propri caratteri in modo volutamente dogmatico e sublimante ha rotto il cazzo già da tempo, è chiaro che ha esaurito il suo fuochetto di paglia perdendosi nella mancanza di prospettiva e configurandosi come un manierismo romantico dei reduci degli anni ruggenti. Giovanni Lindo Ferretti da Ferrara ne è la triste riprova.
Uno stile polveroso nonostante lo sforzo autoreferenziale, per vocazione buono solo a dipingere un passato statico, simbolico, cristallizzato nella sua bellezza stereotipa davanti a cui sorridere lacrimando come davanti ad un filmino di quando eravamo piccoli.
In questo contesto ovviamente rispuntano fuori tutte le distorsioni e i tipici passi falsi del passatismo. Idealizzazione del contesto, emendato di ogni carattere storico a fini estetici (lo stile raccontato distaccato e quasi processuale), idealizzazione dei personaggi, il tipico errore dell’umano che diventa “mostro” e l’incomprensione di un fatto semplice: essere sensibili non è -al di là dell’accezione utilizzata nella risposta della Mambro- un fatto eticamente positivo ed è del tutto normale il fatto che una persona possa nell’arco di una vita esprimere sensibilità differenti ed una moralità complessa ed articolata che lascia spazio tanto ad un sincero sentimento verso la propria donna quanto alla lotta armata, lungi peraltro dal poter essere associata ad una realtà di organizzazione politica priva di sensibilità.
Anzi in un certo senso è proprio contro il carattere burocratico e spersonalizzante della politica istituzionale e dell’inazione dei gruppi extraparlamentari classici che la lotta armata indirizza il proprio carattere spontaneo e immediato, figlio di una sensibilità tristemente presente.
In conclusione trovo anche abbastanza frustrante il notare come la cultura “engagè” in Italia continui ostinatamente a ribattere le solite riarse e polverose strade, puntuamente uscendo fuor di carreggiata sempre alle stesse buche peraltro. Più di tutto mi sembra ossessivo il modo in cui viene riproposta la memoria nella storia d’italia, e l’incapacità di sfruttarlo per delineare una controcultura che la smetta di vivere riciclando materiale passato e che abbia il coraggio di riappropriarsi della modernità e dello slancio al futuro, uscendo dalla retorica delle radici, la cui ricerca troppo spesso somiglia ad un nascondere la testa sotto terra senza più venirne fuori.
- patello
Mi sembra esagerato declassare ad esercizio di folklore lo sforzo di memoria collettiva messo in atto dalla società civile in Italia su questi temi. Non foss’altro perchè mancano ancora parecchi tasselli a queste storie e la richiesta di verità è un gesto dinamico, non rievocativo o rituale, almeno in teoria.
teoricamente ineccepibile. in pratica però è diventato un rituale.
di concreto non si fa niente per ricercare la verità. si portano avanti teorie più o meno contrapposte e più o meno radicate nel nostro immaginario collettivo, e le si celebra e ricelebra monotonamente.
si celebra una verità che non c’è, e non si ricerca niente, in pratica.
per il resto ti quoto in pieno, in particolare questa frase:
Anzi in un certo senso è proprio contro il carattere burocratico e spersonalizzante della politica istituzionale e dell’inazione dei gruppi extraparlamentari classici che la lotta armata indirizza il proprio carattere spontaneo e immediato, figlio di una sensibilità tristemente presente.
sensibilità fin troppo presente, appunto.
Si, già, capisco. Probabilmente il formarsi di questo ribollire di opinionismo inerte si spiega almeno in parte proprio nella scarsezza di elementi, di fonti, di punti fermi utili ad orientare il dibattito e renderlo fertile se non altro di azioni collettive concrete, ad esempio una mobilitazione sul segreto di stato.
Scusa per il commento prolisso precedente.
-patello
Scusa per il commento prolisso precedente.
ma figurati. ce ne fossero di commentatori come te.
#62 by Truceklan
scusate, da profano dei disciplinatha (li conosco solo x via di una citazione di ferretti in un live dei defunti c.s.i.) nn ho compreso il riferimento.
il loro “pazientare per quarant’anni” quando è iniziato, con la resistenza delusa o con la repubblica democratica antifascista?
in altre parole: da che parte stanno?
#62 by Truceklan
!!!???
il truceklan che conosco io non si metterebbe mai a fare il difensore degli odp! tsk.
scusate, da profano dei disciplinatha (li conosco solo x via di una citazione di ferretti in un live dei defunti c.s.i.) nn ho compreso il riferimento.
il loro “pazientare per quarant’anni” quando è iniziato, con la resistenza delusa o con la repubblica democratica antifascista?
in altre parole: da che parte stanno?
i disciplinatha erano un gruppo di bologna che nei primi tempi facevano un po’, se vogliamo, la stessa operazione dei CCCP, ma con un immaginario del Ventennio invece che del socialismo reale. cerca su youtube il video di “Addis Abeba” e capirai cosa voglio dire.
per questo genere di provocazione, certamente dirompente nell’emilia romagna anni ’80, ebbero fama di “fascisti”, poi prontamente smentita nei fatti (cosa che gli stessi ODP peraltro riconoscono in un’intervista).
comunque “Abbiamo pazientato 40 anni” è il titolo di un loro EP. è -se non erro- una citazione di Mussolini, ma (era) probabilmente anche un riferimento anche ai circa 40 anni passati, allora, dalla fine della guerra. e vabbè, in questo EP nei ringraziamenti mettono anche il nome della Mambro. cosa che aveva un certo tipo di intento provocatorio che agli ODP suppongo sia sfuggito, e che tutt’oggi, anni e anni dopo, vanno a ripescare.
i disciplinatha erano nel cd di materiale resistente se non sbaglio, mi sembra strano accusarli di fascismo. spero non sia un’associazione di idee troppo semplice per lorsignori.
-patello
andate tutti a fare in culo
offlaga disco jews
spero muoiano, gruppo di merda.
sul blog hanno ricevuto critiche anche diversi mesi fa, appena presentato il pezzo, e per tutta risposta uno dei tre ha inneggiato a Pecorile.
il loro disco esce a trent’anni da Via Fani, e su questo nessuna parola.
la loro maturità, e quella del relativo seguito, si commentano da sole…
Idiota
Disciplinatha fascisti?
I Disciplinatha erano degli esteti e si rifacevano si a quell’iconografia e nella modesta Bologna venivano criticati dai soliti pecoroni, poi quando li han prodotti i dichi del mulo tutti i pecoroni hanno cominciato a considerarli.
Nel 2008, arrivano gli Offlaga e fanno sta modesta polemica… mah
La modesta polemica la fate voi,mi pare.
Magari attirando qualche fascistello,vedi qui sotto.
Certo,il vostro ridurre ad estetica l’apologia del fascismo di quel gruppetto che altro non era se non uno dei giocattolini dei Ferretti e Zamboni – vi presentiamo il nostro opposto – e che senza quei due non sarebbe uscito dal garage la dice lunga sulla capacità vostra di rileggere la storia contemporanea,buffoni.
giusto per tornare al post originario, al di là dei disciplinatha, del livello musicale dei ODP, è evidente che la questione dell’uso sconsiderato della parola Sensibile è un pretesto secondo me notevole per denunciare il terrificante esproprio di senso del nostro linguaggio contemporaneo, sia quello privato che quello pubblico, mercificato e inflazionato nel suo sistematico abuso dalla pigrizia mentale del vivere quotidiano. Se poi tutto questo diventa anche l’occasione per prendere le distanze da un passato della nostra storia oggettivamente impresentabile, nero o rosso che sia, onestamente non vedo il problema.