Saturday, November 1, 2008 , 18.54

rerum navonarum

era un po’ che non seguivo l’area neofascista, ma sai com’è, “entra a spinta nella vita”: e quindi eccoli qua, protagonisti del dibattito degli ultimi tre giorni, prendersi la scena a Piazza Navona. chi l’avrebbe detto.

innanzitutto, ormai la dinamica dei fatti è stata sia pure approssimativamente ricostruita. la riassumo brevemente qua giusto a promemoria per gli appunti successivi (ovviamente se ci sono news al riguardo sono benvenute). il Blocco Studentesco ha attaccato, a un certo punto della mattinata, il camioncino dei COBAS (c’è video e il leader del Blocco tra gli aggressori è facilmente riconoscibile dalla camicia a righe – li si vede arrotolare le cinture in chiara preparazione alla cinghiamattanza). attaccano apparentemente senza motivo, si dice che sia stato perchè volevano guadagnarsi la cima del corteo e hanno iniziato a litigare coi cobas: comunque, sono quelle cose di cui non si saprà mai.

comunque l’attacco dei fascisti lì per lì viene respinto con pochi danni da entrambe le parti (un paio di pischelli sbucciati). dopo la scaramuccia il Blocco entra in piazza Navona e si arrocca dal proprio camioncino, tirando giù le spranghe e mettendosi sulla difensiva. in tutto questo la polizia è silente e inattiva. nel frattempo i gruppi di sinistra si riorganizzano e marciano verso piazza Navona per vendicarsi. La polizia li tiene separati per un po’, poi, “inspiegabilmente”, lasciano entrare i rossi -ormai in assetto da combattimento- e non sgomberano nè disarmano i neri, in classica formazione da scontro di piazza. pochi minuti, qualche fumogeno, e i ragazzi della Via Pal possono finalmente giocare alla guerra.

l’evento è stata l’occasione per osservare in azione una serie di dinamiche assai interessanti. sgombriamo subito il campo dalla prima, ovvero la caccia all’infiltrato tra i fascisti. la desolante ingenuità di questo fenomeno è duplice.

primo, è comico il modo in cui si è cercato di “identificare” l’infiltrato. prima il tizio con la felpa blu, poi il leader stesso del Blocco sono stati variamente identificati come “infiltrati” perchè fotografati/ripresi mentre parlano con la polizia o vengono da essa chiamati per nome. ora, il Blocco Studentesco non è nato ieri: l’anno scorso aveva occupato il liceo Farnesina e sono l’emanazione studentesca di Casa Pound Italia, che a Roma credo sia la principale organizzazione neofascista. trovo ovvio che la DIGOS conosca bene o benissimo, ci abbia parlato spesso (vuoi durante risse, vuoi per organizzare manifestazioni etc.) e anche se così non fosse, sarebbe ovvio che si fossero parlati e conosciuti durante la mattinata. il “francesco, và và!” sparato dal poliziotto mi pare banalmente qualcosa del tipo “a francè, non rompere il cazzo, ce ne occupiamo noi”.

in ogni caso: è palese che un infiltrato di norma non è il leader di un movimento, o comunque uno che sta in prima linea e sbraita con polizia e gente davanti a tutti. specie davanti a tutti i suoi amici. si può pensare tutto quel che si vuole dei fascisti ma pensare che quei 30 siano tutti a libro paga DIGOS e lo facciano vedere allegramente in video ai loro camerati -rischiando di esserne sbranati vivi- mi sembra poco plausibile. un infiltrato “cossighiano” a una manifestazione che causa degli scontri di norma mi aspetto sia qualcuno che non conosce nessuno, che provoca il casino e che poi scappa via fischiettando mentre le fazioni cadono allegramente nel trappolone (sull’argomento val la pena anche leggere il post di miguel martinez)

secondo, cercare l’Infiltrato Fascista, comunque sia andata, è inutile, perchè si tratta di un caso classico di badare alla pagliuzza mentre c’è un bastimento carico di travi. comunque si risolva la storiella dell’infiltraggio, la mostruosità della questione è tutta nella gestione della cosa da parte delle forze dell’ordine (o meglio, di chi le coordina). si osserva polizia che:

- non fa niente dopo la prima scaramuccia neri/rossi

- non fa niente quando i neri si radunano in piazza navona e scaricano spranghe

- non fa niente quando i rossi si muovono in spedizione punitiva (umanamente comprensibile ma, è bene ricordarlo subito, politicamente suicida) verso piazza navona

- tiene separati neri e rossi in piazza navona quel tanto che basta per fargli bollire il sangue, per poi andarsene di colpo e lasciare che i ragazzi della Via Pal si sfoghino.

ora, non c’era bisogno di nessuna infiltrazione per fare tutto questo (tranne forse che per la primissima scaramuccia). bastava cucinare saggiamente il cocktail. se qualche infiltrato ha creato lo scontro, ha solo catalizzato una reazione già assai probabile.

nonostante questo genere di overinterpretazioni, bisogna ricordare a questo punto che noi tutti dobbiamo assolutamente ringraziare cossiga che permette di dare chiavi di interpretazione al tutto senza che nessuno possa sollevare obiezioni. cossiga ha ammesso senza giri di parole e con forza quelli che sono meccanismi noti, ma che finora era facile attribuire a “complottismo di sinistra”. cossiga ha semplicemente detto quello che hanno sempre fatto tutti i governi. fossero tutti come lui, gli ex presidenti, si imparerebbero un bel po’ di cose. il fatto che adesso la cosa sia rimbalzata in alto, facendo vedere alla gente ingenuamente “infiltrati” dove magari non ci sono, non stupisce. ma in ogni caso nessuno potrà ignorare il fatto che certe cose siano orchestrate, a prescindere dal come. in questo caso, semplicemente, l’infiltrazione non era necessaria per l’implementazione. citando questo commento: “Non c’è davvero bisogno di provare l’esistenza di una linea di comando che arrivi ai ragazzi di Casapound (quali esecutori materiali di questo comando) per arrivare ad avere la certezza del fatto che la polizia non intervenendo si è resa responsabile di quello che è accaduto.”.

la seconda cosa che mi ha colpito è la rinnovata conferma della capacità mediatica della destra radicale (e in particolare dell’area Casa Pound Italia), fenomeno seriamente da studiare -specie per la sinistra. è evidente che Blocco Studentesco cercava soprattutto pubblicità ed esposizione mediatica apparendo alle proteste (da tempo il Blocco voleva la prima fila alla manifestazione). altrettanto evidente è che loro sono nella win-win situation per cui bene o male, l’importante è che si parli di loro (win-win situation dovuta principalmente al fatto che il Blocco era “la cosa nuova”, mentre le sinistre sanno tutti chi sono), dopo di che la curiosità dei ragazzi farà il resto.

una cosa in merito che mi ha segnato è il dettaglio, splendido, delle spranghe. le spranghe tricolori, che sono un po’ il simbolo delle foto di questi giorni. pensateci bene. innanzitutto, non avendo/volendo una divisa, hanno reso divisa la loro stessa arma. così facendo poi hanno “nobilitato” l’umile e grezza arma da strada, quella che loro vivono come la loro “spada”, consegnando ad essa una grandezza ipotetica altrimenti preclusa. e con cosa l’hanno vestita? col tricolore, dando un messaggio del tipo “non sono io che ti meno, ma la mia Patria”. in quella spranga tricolore c’è, addensato in una linea, un universo semantico della destra radicale in un simbolo immediatamente riconoscibile (e la destra radicale ha spesso il genio dei simboli, poichè essa li venera e rispetta in quanto tali: basti pensare alla svastica, probabilmente il simbolo più indovinato del XX secolo).

trovo poi sempre affascinanti i riti tribali delle guerre tra bande. la sinistra la gioca classicamente sul binomio “veniste per suonare e foste suonati”, mentre la creatività fascista si inventa estemporanee epiche dello scontro di piazza. di tutto questo un giorno bisognerà fare una letteratura: ma non una letteratura “dal basso”, militante o che. bisognerà fare una letteratura alla borges, in cui si astragga tutto questo e diventino pure epiche e intrecci di simboli e riti.

ma infine, anche se si tratta di una piatta ovvietà, non posso trattenere il mio facepalm di fronte all’ingenuità assoluta dimostrata da entrambi gli schieramenti. i neri che si sono lasciati docilmente usare come esche, e i rossi che hanno abboccato verme, amo e lenza. lasciando inalterato il cammino della democrazia dei due poli che fa il suo moto di precessione, cancellando pian piano ogni possibilità rinnovatrice -possibilità che se arriverà, non arriverà da noi in occidente, temo.



36 Comments

  1. Stupendo!

    Comment by Miguel Martinez — 1 November , 2008 @ 19:25
  2. http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/pinocchio-scontri/1.html

    Comment by fas — 1 November , 2008 @ 22:02
  3. Analisi Ineccepibile.
    Però manca qualcosa, non saprei forse un po di odio :-)

    Comment by AhrimanTheHarsh — 2 November , 2008 @ 05:20
  4. Ottimo lavoro! Grazie!

    Comment by iMod — 2 November , 2008 @ 09:43
  5. Bravissimo. Non avevo ancora letto parole così lucide su quello che è successo.

    Comment by elena — 2 November , 2008 @ 11:39
  6. Ti ringrazio per il testo così comprensibile e lucido.
    Sono felice di poter mandare ad altri amici un testo “critico” che affronta un fatto così evidente da porsi delle domande sul futuro e presente di una democrazia così “mediatica”.

    Comment by Lapo — 2 November , 2008 @ 13:09
  7. ahriman: sto crescendo e sto diventando una persona troppo seria, ahimè.

    Comment by brullonulla — 2 November , 2008 @ 13:38
  8. agli altri, beh, grazie. l’”endorsement” di martinez aiuta. (btw: di martinez penso quello che pensano quasi tutti: è una persona di cui non condivido alcune posizioni, ma che ritengo molto lucida. tra l’altro è un po’ di tempo che voglio scrivere un post su di lui, su tutt’altro argomento)

    Comment by brullonulla — 2 November , 2008 @ 13:39
  9. complimenti la miglior analisi tra tutte quelle che ho letto in questi giorni

    Comment by gattasorniona — 2 November , 2008 @ 14:09
  10. nn ti fa pensare il fatto che molti rossi prendano a pernacchiate i neri per essersi fatti pestare dalla polizia?
    tipo il post di leonardo
    http://leonardo.blogspot.com/2008/11/chi-la-cacarella-noi.html
    come a dire, quando menano voi va tutto bene, quando menano noi c’è pinochet
    comunque, se questi scontri tribali fossero svolti in aperta campagna sarebbe assai meglio

    Comment by Yoshi — 2 November , 2008 @ 19:14
  11. però nell’ottica complottista i motivi che portano ad escludere l’infiltrazione sarebbero proprio i motivi che portano ad affermarla (è appunto un macchinoso complotto). in linea generale è vero, non serve che ci sia un infiltrato, ma dal punto di vista “storico” o per meglio dire “storico-giudiziario” una differenza c’è: perchè l’infiltrato potrebbe essere anche, in teoria, uno che agisce per fatti suoi, per convinzioni personali, mentre altra cosa è supporre tutta la polizia (e la politica che c’è dietro) impegnata nel far degenerare lo scontro. poi naturalmente è possibile che l’infiltrato sia solo l’ultima pedina del grande complotto: grande complotto che, del resto, si dava per scontato esistesse anche prima degli scontri. e quindi a questo punto direi che non solo l’ipotesi dell’infiltrato è superlfua, ma persino quella della polizia al completo: perchè, se per un caso qualsiasi non ci fossero stati scontri, si sarebbe semplicemente detto che l’infiltrato non ha agito abbastanza bene (o che la polizia etc).

    Comment by ò — 2 November , 2008 @ 23:15
  12. la frase “svastica, probabilmente il simbolo più indovinato del XX secolo” te l’ha suggerita un pubblicitario compagno di una blogger popputa?

    Comment by rectoscopy — 3 November , 2008 @ 02:23
  13. perchè l’infiltrato potrebbe essere anche, in teoria, uno che agisce per fatti suoi, per convinzioni personali, mentre altra cosa è supporre tutta la polizia (e la politica che c’è dietro) impegnata nel far degenerare lo scontro.

    boh, a me sembra molto più ovvio che esistano delle banali direttive per gestire questi casi, del tipo “IF due fazioni che possono sputtanarsi a vicenda THEN sfruttare occasioni per farle scontrare”.

    la frase “svastica, probabilmente il simbolo più indovinato del XX secolo” te l’ha suggerita un pubblicitario compagno di una blogger popputa?

    no. a chi ti riferisci?

    Comment by brullonulla — 3 November , 2008 @ 02:45
  14. fortunatamente non ho potuto seguire la cosa, causa lucca.
    dico fortunatamente perché sono davvero stanca dell’idiozia della stampa.

    Comment by sraule — 3 November , 2008 @ 14:11
  15. si sarà ovvio ma non è detto che sia vero _in questo specifico caso_ etc etc. in sostanza, tu dai per scontato che la polizia agisce in un certo modo (“cossiga ha semplicemente detto quello che hanno sempre fatto tutti i governi”), per cui ovviamente qualsiasi prova, e qualsiasi analisi dei fatti, diventa irrilevante.

    Comment by fas — 3 November , 2008 @ 14:16
  16. tu dai per scontato che la polizia agisce in un certo modo (”cossiga ha semplicemente detto quello che hanno sempre fatto tutti i governi”), per cui ovviamente qualsiasi prova, e qualsiasi analisi dei fatti, diventa irrilevante.

    non ho capito.

    io credo che prove e analisi dei fatti siano estremamente rilevanti. detto questo la mia opinione personale è che la geometria della situazione sia coerente con direttive banali del tipo “fateli menare davanti alla tv così la smettono di rompere i coglioni”.

    è anche possibilissimo che la polizia sia stata semplicemente insipiente o incapace di tenere la piazza, eh. ma francamente non ho capito qual è la tua ipotesi alternativa (se c’è) quindi non so cosa risponderti.

    Comment by brullonulla — 3 November , 2008 @ 14:54
  17. ad esempio, che la polizia è incapace (è già molto diverso che ritenerla volontariamente inerte).

    Comment by ò — 3 November , 2008 @ 15:06
  18. che la polizia sia incapace è un’ottima spiegazione, e segue anche il rasoio di Heinlein.

    e posso anche attribuire il fatto di far incontrare le due fazioni in piazza navona a mera idiozia. ma la seguente dinamica:
    - rossi che entrano in piazza
    - polizia che si mette davanti ai rossi
    - rossi che tirano bottiglie ai neri
    - polizia che a questo punto li lascia andare di colpo a scontrarsi con i neri
    - pochi minuti di rissa
    - polizia che solo ora interviene

    mi pare troppo complessa per essere mera idiozia (avrei capito se li avessero fatti incontrare abbandonando la piazza a sè stessa direttamente).

    poi oh, tutto è possibile.

    Comment by brullonulla — 3 November , 2008 @ 15:45
  19. Più che all’idiozia della polizia o alla cospirazione di stato io credo alla teoria dei cerchi concentrici

    comunque a proposito della capacità mediatica della destra extraparlamentare bisogna dire che gli spartani coi pettorali de fora dei 300 hanno un pò cacato il cazzo come testimonial. Sono pronto a scommettere che il prossimo a campeggiare sui manifesti di Casa Pound sarà mr.Walter Kovacs/Rorschach

    Comment by kush — 4 November , 2008 @ 11:40
  20. Secondo me, Brullonulla ha pienamente ragione al n. 14, solo che non è nemmeno necessaria una direttiva.

    Qualunque giornalista sa già che tipo di articolo gli procurerà elogi e non guai. E lo sa d’istinto: tutti sono programmati a essere “responsabili”, a condannare gli estremismi, ecc.

    E’ proprio questo il vero e più disumano dei complotti.

    Comment by Miguel Martinez — 4 November , 2008 @ 11:56
  21. Sono pronto a scommettere che il prossimo a campeggiare sui manifesti di Casa Pound sarà mr.Walter Kovacs/Rorschach

    che tra l’altro sarebbe bellissimo!

    Qualunque giornalista sa già che tipo di articolo gli procurerà elogi e non guai. E lo sa d’istinto: tutti sono programmati a essere “responsabili”, a condannare gli estremismi, ecc.

    E’ proprio questo il vero e più disumano dei complotti.

    anche in questo c’è del vero.

    Comment by brullonulla — 4 November , 2008 @ 12:17
  22. la frase “svastica, probabilmente il simbolo più indovinato del XX secolo” te l’ha suggerita un pubblicitario compagno di una blogger popputa?

    Direi più Rudolf Arnheim, “il pensiero visivo”.
    Dubito inoltre ch’egli fosse accomagnato da blogger tettone al momento dell’estensione (’69 peraltro, cifra eloquente), o della pubblicazione italica del ’74.

    Comment by Loforestieroprolisso — 4 November , 2008 @ 15:24
  23. non so chi sia questo Arnheim ma farò finta di averlo citato.

    Comment by brullo nulla — 4 November , 2008 @ 17:17
  24. non so chi sia questo Arnheim ma farò finta di averlo citato.
    Il che equivale a bullarsi di aver visto autonomamente la medesima verità, il che non è cosa da poco anche se la suddetta verità a posteriori dell’affermazione sembra palese.

    D’altronde, tu Detieni il Dottorato per cui non c’è da stupirsi (memo: ricordarsi di inneggiare al Daw).

    Comment by Loforestieroprolisso — 4 November , 2008 @ 17:40
  25. Analisi lucida, critica, consapevole del fatto che le dinamiche di piazza sono difficilmente interpretabili.
    Non entri nel merito (forse fai bene) di un giudizio sui giovani del Blocco.
    Criminali picchiatori? Giovani Mazzieri del 2000? Coraggiosi militanti dallo spirito goliardicamente combattivo? Suggerisci solo la definizione di “esche”… per dare il via allo spassoso circolo vizioso e/o mediatico della maggioranza silenziosa?

    Gradirei da te un giudizio globale sui giovani di destra radicale perchè:
    1. dimostri una conoscenza ravvicinata a simboli e rituali di quest’area.
    2. I ragazzi di destra (non i Circoli della Gioventù!) formano un club a cui appartengo, anche se, per fortuna, non ho mai fatto gite su camioncini carichi di spranghe e aste di picconi (chissà poi quest’ultime dove le saranno andate a prendere?!).
    Grazie

    Comment by geezmo — 4 November , 2008 @ 20:09
  26. D’altronde, tu Detieni il Dottorato per cui non c’è da stupirsi (memo: ricordarsi di inneggiare al Daw).

    nota a margine: nel numero 2 di a come ignoranza c’è una lunga e spassosissima storia sul brullo. tu ne detieni una copia, vero?

    Comment by sraule — 4 November , 2008 @ 21:58
  27. Gradirei da te un giudizio globale sui giovani di destra radicale perchè:
    1. dimostri una conoscenza ravvicinata a simboli e rituali di quest’area.
    2. I ragazzi di destra (non i Circoli della Gioventù!) formano un club a cui appartengo, anche se, per fortuna, non ho mai fatto gite su camioncini carichi di spranghe e aste di picconi (chissà poi quest’ultime dove le saranno andate a prendere?!).

    ciao geezmo. la domanda che mi poni è molto difficile, perchè dare un giudizio globale su una categoria umana è molto difficile.
    posso iniziare così: io sono cresciuto a sinistra -sia pure sui generis. mi sento molto lontano, lontanissimo da molte posizioni della destra radicale, ma ciò nonostante subisco il fascino di una certa simbologia e visione del mondo antiegualitaria. trovo interessanti certe dinamiche, riti, estetiche e in rari casi anche posizioni politiche tout court. mettila così, sono un ateo materialista antinazionalista a cui però piace nietzsche e che ha un senso d’appartenenza alla cultura europea occidentale.

    ci sono posizioni nella destra radicale con le quali non posso rapportarmi e su cui non transigo: dal razzismo (c’è) a certa religiosità fanatica all’antievoluzionismo etc.

    detto ciò, io non penso che siano tutti pazzi o stupidi e credo che gridare slogan antifascisti a cazzo non serva a nulla. credo che, come in tutte le categorie umane, vi siano alcune persone lucide e interessanti e un “fondo” di gregari tutto sommato inutili. trovo sicuramente più interessante parlare con un attivista di Casa Pound (o di un circolo anarchico) che con l’analogo dei Circoli della Libertà o del Partito Democratico. se ti può interessare diciamo che mi piacerebbe passare una serata chiacchierando con Anna K. Valerio, Miro Renzaglia e Gabriele Adinolfi (anche se poi probabilmente finirei mangiando da solo i popcorn mentre loro tre si menano tra di loro).

    come ho detto nel post, ne ammiro molto le recenti capacità comunicative. il fatto di mantenere uno stile immediato, estremamente coerente, che colpisce molto l’occhio ed è molto lucido (tu sai mica tra l’altro chi ha inventato la grafica-tipo dell’area Casa Pound? manifesti, font etc.? devo fargli dei complimenti). c’è chiaramente un progetto dietro tutto ciò: un progetto comunicativo che l’attuale sinistra radicale non sa darsi -nonostante gli organici e le strutture assai maggiori su cui conta-, e su cui dovrebbe riflettere.

    poi, sui giovani in particolare, non saprei. non ne conosco molti da vicino e quei pochi che conosco con cui ho parlato che si riconoscono più o meno in quell’area non militano in movimenti definiti. credo che purtroppo, come in tutte le aree estreme e reiette, vi siano fenomeni (quello che dico vale a destra come a sinistra):
    - ci vanno a finire molte persone che non hanno alcun interesse in una cultura politica,ma che si rifugiano in un movimento perchè li toglie dall’emarginazione e che tutto sommato fanno mera tifoseria.
    - c’è uno “spirito di corpo” che impedisce loro di guardarsi e autocriticarsi con lucidità.
    - a questo conseguono paranoia e complottismo
    - c’è moltissima autoreferenzialità e scarsa capacità di uscire dai propri confini (in questo la destra radicale sta facendo dei tentativi, anche se goffi a volte)

    la politica a quell’età mi sembra spesso un gioco adolescenziale. i ragazzi della via pal, appunto. la maglietta degli ZZA, il fulmine cerchiato, etc. , sono i loro simboli di questa partita.

    ecco, credo che spesso quello che manca alla destra radicale è un po’ di sana autoironia. a volte c’è eh, però spesso la gente di destra che conosco/letto in giro su forum,blog etc. è più permalosa o suscettibile della media. c’è anche questo senso mafioso del “daje all’infame” che mi dà un po’ i brividi (hai presente la canzone “Asso di Bastoni” degli zetazeroalfa? ecco)

    sia infine chiaro che verso il naziskin “negrodimmerdavivailducie” provo un ovvio e assoluto disprezzo.

    non credo però di averti risposto, magari se mi fai una domanda più precisa so risponderti meglio.

    tu di che organizzazione fai parte -se ne fai parte?

    nota a margine: nel numero 2 di a come ignoranza c’è una lunga e spassosissima storia sul brullo. tu ne detieni una copia, vero?

    detengo una preview copy “in fieri”, diciamo, dalle mani dell’Autore.
    non detengo il volume però :(

    Comment by brullonulla — 4 November , 2008 @ 23:07
  28. ah, sui giovani del Blocco in particolare la vedo così: giovani a cui piace “giocare alla battaglia”. un po’ sinceramente per cause che ritengono giuste, un po’ perchè gli piace e basta. dove per battaglia intendo anche ma non solo menar le mani, eh. è una cosa diversa dal ritenerli picchiatori bruti e ottusi (alcuni lo saranno anche, altri no, non lo so). li vedo più vicini a ragazzetti che fanno una specie di grosso gioco di ruolo.

    (come molti dei ragazzi che fanno politica sotto i 20 anni. ma secondo me certe dinamiche nella destra sono più palesi -i manifesti-sfida con 300, la formazione in linea, i bastoni-bandiera etc. secondo me ne sono una dimostrazione palese.)

    Comment by brullonulla — 4 November , 2008 @ 23:12
  29. In riferimento a Zentropa, ad esempio: il discorso è, semplicemente, che un no-global del cazzo non sarebbe mai in grado di concepire un testo e un racconto così. Stop. Questa leggerezza, ma questo latente senso, contemporaneamente che sia tutto così serio, anche quando sembra che se ne stia ridendo, o che sia tutto così buffo, anche quando sembra che se ne stia parlando seriamente, non potrebbe mai sfiorare la mente del no global, dell’attivista di sinistra medio, purtroppo. Questa ironia, questa estetica, questo senso così pervasivo di uno stile, di un modo di essere.

    La mentalità di sinistra, quando non è macchinosa e marxiana-leninista terribilmente pedante e assurda, è terribilmente SCIATTA e grezza, ma, contemporaneamente, violenta e ciecamente arrogante. Quando si parla di sinistra in termini di “daily way of life” – non certo di dottrina o di filosofia politica, certo – è la disgrazia. Gente brutta, che parla brutto, senza alcuna fantasia, urlando slogan, VESTENDOSI BRUTTO PERCHE’ QUESTO E’ IL MODO DI MOSTRARE CHE SI E’ FRATELLI, CHE SI E’COMPAGNI. Che si è belli dentro.

    E’ triste. E’ triste vedere i branchi di liceali del cazzo, tutti uguali, con i dredd o i rasta, ancora, con le solite retoriche logore, senza alcuna fantasia. Mi vien davvero da chiedermi se non mi sono sbagliato. Mi viene da invidiargli la lucidità di se stessi, che nessun altro ha.

    Di qui, da anni, la salvifica ricerca del brullonulla su questi temi. Perché abbiamo bisogno, direi senza esitazione, di fare benchmark dal mattino alla sera su gente come questa. Leggete il post di Zentropa, scorrete anche velocemente tutto, anche sotto. Non una immagine banale, non una frase già sentita. Forlivese ai tempi? Stessa cosa, e grazie a Dio ho fatto in tempo a comunicargli la mia stima.

    Quindi, ragazzi, se siamo ancora in tempo, olio di gomito.

    Per quanto riguarda me, a volte voglio sorridere e condividere qualcosa con questi giovani camerati, una battuta, uno slogan buffo, un modo di avere più stile della controparte. Perché per molti versi, vincono loro.

    Comment by HKD — 5 November , 2008 @ 00:37
  30. mi piace, tra i tag del post, quel generico “aveterottoilcazzo”

    Comment by kush — 5 November , 2008 @ 18:57
  31. HKD> E’ triste. E’ triste vedere i branchi di liceali del cazzo, tutti uguali, con i dredd o i rasta, ancora, con le solite retoriche logore, senza alcuna fantasia

    Mi sono appena appena distratto una trentina d’anni e adesso rasta = sinistra?

    Nel 1977 i dreadlocks erano invece uno dei tanti simboli del riflusso… e anche un chiaro segno di ascendenza meridional-popolare. Come cambiano i tempi.

    Comment by fB — 5 November , 2008 @ 21:33
  32. brullonulla ha scritto:non credo però di averti risposto, magari se mi fai una domanda più precisa so risponderti meglio.
    tu di che organizzazione fai parte -se ne fai parte?
    ————————————————————
    A domanda risponde. Al liceo ho militato a livello dirigenziale nella federazione di Azione Giovani della mia città, per poi uscirne insieme al mio gruppo circa un anno fa, quando era diventato chiaro che Alleanza Nazionale sarebbe confluita nel PdL a titolo permanente.
    Insieme con i militanti fuoriusciti da AG abbiamo costituito il centro regionale di Gioventù Italiana (il movimento giovanile de La Destra di storace), anche se nel campo universitario collaboro con i ragazzi di Azione Universitaria.
    Nei fatti continuiamo a lavorare allo stesso modo: coordiniamo le attività politiche dentro e fuori le scuole ed università, candidiamo gente agli organi della scuola e dell’università, con risultati soddisfacenti.
    Non mi dilungo sulle motivazioni politiche, etiche, filosofiche, estetiche che mi hanno portato a diventare un militante di destra.

    Chiusa la parentesi autobiografica, alcuni problemi della destra giovanile di cui parli (mancanza di autocritica in favore di uno spirito di corpo) li vedo anche fra i ragazzi con cui milito, altri ce li risparmiamo: razzismo, voglia di menar mani, posizione ultraclericali (io ho rifiutato anche la comunione a 10 anni). Tuttavia so anche che a Roma la situazione è diversa.
    Non mi dilungo sulle motivazioni politiche, etiche, filosofiche, estetiche che mi hanno portato a diventare un militante di destra.
    Per quanto riguarda la “grafica” di Casa Pound:
    -se ti riferisci a quella dei manifesti del blocco studentesco non conosco di persona la gente che se ne occupa, ma so con certezza che si tratta di ragazzi armati di photoshop.
    -se invece ti riferisci a quella originaria dei centri sociali destra degli anni ’70 (come la stessa Casa Pound o la libreria “testa di ferro”)

    [img]http://aycu39.webshots.com/image/4758/2004095065883942042_rs.jpg[/img]

    Vi sono pesanti eredità dell’estetica futurista in generale e marinettiana in particolare con novità tipiche della destra anni ’70, fra cui il font fronte.

    Comment by geezmo — 5 November , 2008 @ 21:35
  33. Ciao FB, beh sì, ti sei distratto un attimo.
    Si si la so la storia dei dreadlocks ecc ecc. Anche il fascio una volta era simbolo romano, non c’entrava nulla il fascismo, ecc ecc.
    Scommetto però che hai capito esattamente che tipo intendevo.

    Per la cronaca (spero di non attirarmi troppe ire e accuse di pregiudizio) stamani, in metro (Milano), vedo un mendicante affetto da poliomelite, con la gamba deformata ecc, che è lì tutte le mattine, avvicinato da una coppia, lei, NOTA BENE, con la gonnellona, gli anfibi, e lo zainetto con il simbolo della pace cucito (…) che, con sguard caritatevole, ascoltavano le sue lagnanze. Lo sguardo dei due, ma soprattutto di lei, era spaventoso. Magari saranno conclusioni tratte da me in modo affrettato, ma faceva tutto parte di un quadro così coerente… chi vuol capire capisca.

    Comment by HKD — 5 November , 2008 @ 22:42
  34. Per la cronaca (spero di non attirarmi troppe ire e accuse di pregiudizio) stamani, in metro (Milano), vedo un mendicante affetto da poliomelite, con la gamba deformata ecc, che è lì tutte le mattine, avvicinato da una coppia, lei, NOTA BENE, con la gonnellona, gli anfibi, e lo zainetto con il simbolo della pace cucito (…) che, con sguard caritatevole, ascoltavano le sue lagnanze. Lo sguardo dei due, ma soprattutto di lei, era spaventoso. Magari saranno conclusioni tratte da me in modo affrettato, ma faceva tutto parte di un quadro così coerente… chi vuol capire capisca.

    ora, non vorrei essere noiosa e tornare troppo spesso sul discorso dello ziklon b, ma una metro non sarebbe un posto perfetto per fare degli esperimenti?
    ah, ops, ci hanno già pensato.

    ma, vedi, sarò retrograda, ma secondo me il problema è sempre quello: al mondo c’è troppa gente.
    che siano di destra o di sinistra è pressoché ininfluente.

    scusate se come al solito ho tagliato il dialogo con l’accetta, ma mi sono anche un po’ rotta il cazzo di tutto questo dialogo.

    Comment by sraule — 5 November , 2008 @ 23:33
  35. Com’era la legge della deriva obbligatoria di ogni discussione verso il nazismo? :-p

    Comment by AhrimanTheHarsh — 6 November , 2008 @ 00:29
  36. caro geezmo, innanzitutto sono assai felice di averti qua e sarei curioso di chiacchierare con te in privato. ti va di aggiungermi a msn o a google talk? trovi i contatti in alto a destra. te ne sarei grato.

    altri ce li risparmiamo: razzismo, voglia di menar mani, posizione ultraclericali (io ho rifiutato anche la comunione a 10 anni). Tuttavia so anche che a Roma la situazione è diversa.

    beh, sì, mi descrivi infatti un background differente.
    per il clericalismo pensavo soprattutto a forza nuova (stasera a matrix Iannone di Casa Pound diceva “forza nuova sono i guelfi, noi i ghibellini”). sul menar le mani, io non penso che in casa pound italia, blocco studentesco etc. siano tutti pazzi facinorosi, ma sicuramente c’è un culto dell’azione fisica più elevato e anche più schietto che altrove. non credo nel vostro gruppo, ma in CP o in FN direi di sì.

    sulla grafica, mi riferivo ai manifesti di casapound, blocco e gruppi limitrofi. si nota che hanno tutti lo stesso identico font, lo stesso stile. font che per un po’ hanno usato anche per la fiamma e con cui sono addirittura fatti gli striscioni. un bel passo avanti da quello che chiami “font fronte”, ovvero quell’agghiacciante, grezzissimo font quadrato che usava spesso la destra radicale fino a qualche anno fa (non so se è una balla, ma avevo letto che quello era opera di Jack Marchal). immagino che siano ragazzetti con photoshop, ma vorrei sapere chi coordina questa cosa perchè, beh, funziona.

    (la grafica futurista la conosco -amo il futurismo!)

    Comment by brullonulla — 6 November , 2008 @ 03:47

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