Sunday, February 26, 2006 , 19.20

tre meraviglie della natura

I: romero vive nel mondo degli insetti

da qui. in parole povere, sapete già dell’esistenza di muffe malvagissime attaccamosche, no? ecco, qui siamo di fronte a qualcosa di simile, ma a suo modo più tremendo. è noto un pò a tutti quelli che guardano "quark" che esistono delle vespe che paralizzano degli altri insetti, ragni o bruchi e depongono le uova nel bruco vivo ma paralizzato, acciocchè le larve se ne nutrano. questa vespa fa un passo oltre. lo scarafaggio di cui si nutriranno le larve è infatti troppo grande perchè la vespa riesca a trasportarne il corpo paralizzato nel nido. che fare dunque?

easy. la piccola vespa punge il cervello dello scarafaggio. a questo punto lo scarafaggio è vivo e capace di muoversi, ma privo di una sua volontà. uno zombie. non fugge nè si muove da solo, ma la vespa gli prende tra le mandibole un’antenna e lo guida docile docile per l’antennina fino al nido, come un domatore che guida un elefante.

II: i figli dell’uomo

inutile leggere fantascienza. esiste una specie non (più) umana che deriva da noi, e la cosa è passata quasi sotto silenzio.

quelle nella foto sono cellule HeLa. le cellule HeLa derivano da un tumore della cervice che negli anni ’50 ha ucciso la signorina Henrietta Lacks. il tumore della signorina Lacks era di origine virale: i geni virali hanno -come si dice in gergo- immortalizzato le cellule, rendendole tra l’altro in grado di replicarsi in eterno senza invecchiare (le normali cellule umane smettono di replicarsi dopo 15-20 cicli al massimo). in questo senso le cellule HeLa non sono diverse da un qualsiasi organismo monocellulare, come un’ameba, o un lievito. come i lieviti, e come i topi e i moscerini, le HeLa sono "animali da laboratorio" comunissimi.

inevitabile quindi prendere atto della situazione. col passare degli anni le cellule HeLa non hanno più nulla di veramente umano (benchè ne conservino buona parte del DNA e l’organizzazione cellulare generale). e qualche anno fa un articolo (Van Valen, Leigh M. and Maiorana, Virginia C. (1991): HeLa, a new microbial species. Evolutionary Theory 10:71-74.) assegna la dignità di specie alle cellule HeLa, sotto il nome Helacyton gartleri (a proposito, qualcuno può farmi avere l’articolo originale?). il problema tassonomico che ne deriva è sorprendente. H.gartleri è genotipicamente estremamente vicina all’uomo, ed è quindi teoricamente un mammifero. fenotipicamente però non ha nulla a che vedere con un mammifero. quale il corretto criterio, quindi? tenderei a dar retta a quello genetico, ma qualcosa inevitabilmente ripugna nel dare dignità di primate a delle cellule che vivono in un brodo di coltura a 37 celsius.

super-duper-uber-update: daw ha come al solito magistralmente riassunto ogni cosa. porgetegli numerosissime fellatio. fumetto qui.

III: spegni il computer che voglio vedere la posta

gente che ne sa troppe ha inventato un computer quantistico che funziona anche da spento, ma i dettagli mi sfuggono un pò. chiedo ai simpatici amici del regolo calcolatore il loro aiuto.



53 Comments »

  1. A me spesso da ripugnanza dare dignità di primate ad altri esseri umani, quindi non vedo perché non fornirlo a una pappetta cellulare.

    Ma il pensiero che precipuamente occupa la mia mente ora è: non so se è più rabbrividente l’idea di vespe burattinaie o rimasugli cellulari post-mortem della fino-a-cinquant’anni-fa-pimpante Henrietta, o quella di un computer che lavora da spento. Voglio dire, da spento. Fanno molti danni quando sono accesi. Ma poi ora pure da spenti. I b-movie in cui il computer si riaccende da solo con malevola risata per conquistare il mondo non potranno più essere classificati come ‘pieni di strafalcioni tecnologici’!

    Comment by RedGlow — 26 February , 2006 @ 21:21
  2. Io e la foto di Camillo Golgi abbiamo concluso che queste cellule non sono primati.

    Un primate è per definizione un essere pluricellulare, mentre queste cellule possono essere considerate esseri uni-cellulari dal momento che vivono anche da sole e si replicano all’infinito. Il fatto che esse derivino da una cellulla di mammifero non significa che esse stesse siano un mammifero (Così come un fibroblasto di mammifero non è un mammifero ma solo una cellula di mammifero).

    Io sarei dunque per rubricarli come esseri monocellulari, ancorchè derivati da cellule di esseri superiori infettate.

    Comment by Piter7269 — 27 February , 2006 @ 03:19
  3. Il fatto che esse derivino da una cellulla di mammifero non significa che esse stesse siano un mammifero

    va bene, quindi buttiamo a puttane tutta la cladistica e la tassonomia molecolare?

    mi rendo conto che buttare la tassonomia anatomica è almeno altrettanto inquietante. ma il criterio molecolare è quantomeno in corrispondenza pressochè biunivoca con l’effettiva evoluzione e separazione dei viventi, mentre la divisione fenotipica è totalmente arbitraria.

    Comment by brullonulla — 27 February , 2006 @ 10:13
  4. le cellule non sono sono mammifero, ma esse sono tuttora la signora herrietta, che non merita una lapide, visto che non è mai morta e ancora vive in mezzo a noi e ha fatto tanto per la ricerca scientifica.

    e appena ho tempo spiego l’universo jpg

    Comment by ilbuffone — 27 February , 2006 @ 12:54
  5. Ho fatto prevalere una analisi del fenotipo a scapito del criterio molecolare perchè ho imparato che è sempre l’apparenza quella che conta.

    La cosa davvero inquietante è che il criterio anatomico e quello molecolare finiscono per dimostrarsi non più sovrapponibili pur restando entrambi assolutamente validi.

    Che cosa ne dice la letteratura?

    Comment by Piter7269 — 27 February , 2006 @ 13:13
  6. La cosa davvero inquietante è che il criterio anatomico e quello molecolare finiscono per dimostrarsi non più sovrapponibili pur restando entrambi assolutamente validi.

    Che cosa ne dice la letteratura?

    sul caso Helacyton dice poco. in effetti tale nomenclatura è ancora ben poco accettata, anche se secondo me l’argomento per la dignità di specie di HeLa è innegabile. le HeLa sono oggetti viventi indipendenti. hanno una loro biologia. non credo che potrebbero neanche più vivere in un corpo umano.

    il fatto che il loro habitat sia artificiale non significa nulla secondo me, ma probabilmente mantiene il problema in un limbo. se un giorno delle cellule umane prendessero un’esistenza come forma di vita unicellulare in un ambiente naturale, il discorso si porrebbe in pieno.

    è invece da discutere se criterio anatomico e molecolare siano entrambi assolutamente validi. io credo più in quello molecolare, ma si pone un problema di interpretazione.

    Comment by brullonulla — 27 February , 2006 @ 15:01
  7. > la divisione fenotipica è totalmente arbitraria

    Sporco riduzionista. A tanto è dunque giusta l’assurda frenesia analitica dei tempi nostri!

    Sintesi! Sintesi!! Sintesi!!!

    Per che motivo una descrizione d’alto livello dovrebbe risultare maggiormente arbitraria di una a basso livello?

    Comment by fBxxx — 27 February , 2006 @ 17:17
  8. > La cosa davvero inquietante è che il

    > criterio anatomico e quello molecolare

    > finiscono per dimostrarsi non più

    > sovrapponibili pur restando entrambi

    > assolutamente validi.

    Un mondo dove ogni classificazione fosse riconducibile a una e una sola dicotomia mi inquieterebbe assai di piú.

    Comment by fBxxx — 27 February , 2006 @ 17:18
  9. Per che motivo una descrizione d’alto livello dovrebbe risultare maggiormente arbitraria di una a basso livello?

    perchè quello che hai appena detto è una stronzata.

    non è questione di livelli.

    è questione che l’uno (il molecolare) è generatore dell’altro. e l’uno contiene molta più informazione dell’altro. la sequenza di DNA contiene non solo tutta l’informazione necessaria a ricostruire l’organismo completo, ma anche a ricostruirne il ciclo vitale (nel DNA della farfalla c’è il bruco e la farfalla, per dire), per esempio. e soprattutto è l’unica fonte che contiene una sicura informazione statistica e quantitativa sull’evoluzione della forma vivente in questione.

    Comment by brullonulla — 27 February , 2006 @ 19:45
  10. ma a mettere il dna di queste bestemmie viventi in un ovulo e poi impiantarlo secondo te che succede?

    Ci si riesce a creare un homunculus immortale?

    Comment by ilbuffone — 27 February , 2006 @ 21:32
  11. In effetti la catalogazione su base genotipica presenta i vantaggi che hai detto. Tuttavia la classificazione fenotipica presenta altri vantaggi, non meno utili. In alcune materie è dunque più vantaggioso servirsi dell’una, in altri dell’altra.

    Stavo pensando a questo: un giorno raccogli un campione di qualche cosa e scopri che dentro ci sono delle cellule sconosciute, così le coltivi e le studi. In realtà queste cellule sono le nostre Hela di cui stiamo parlando, ma tu non ancora non lo sai. In breve tempo capisci che ti trovi di fronte a una cellula che ha molto in comune con una cellula animale, ma vive come un essere unicellulare tant’è che si può benissimo parlare di nuova specie. Saresti più portato a catalogarla come specie animale o come specie di eucariote unicellulare?

    Comment by Piter7269 — 27 February , 2006 @ 21:34
  12. l problema tassonomico che ne deriva è sorprendente. H.gartleri è genotipicamente estremamente vicina all’uomo, ed è quindi teoricamente un mammifero. fenotipicamente però non ha nulla a che vedere con un mammifero.

    E’ chiarissimo, invece: H.gartleri è batcave.

    AnalCunt

    Comment by utente anonimo — 28 February , 2006 @ 01:21
  13. Saresti più portato a catalogarla come specie animale o come specie di eucariote unicellulare?

    il problema non è a cosa sono più portato, il problema è: cosa è più razionale fare?

    un problema analogo si sta ponendo attualmente in astronomia. alla sua scoperta, Plutone venne considerato senza pensarci due volte un pianeta. ora però tutta l’evidenza porta a pensare che, oltre la sua orbita, sia pieno di decine se non centinaia di oggetti almeno altrettanto grandi di Plutone, e almeno in un caso sicuramente di più. quindi cosa facciamo? estendiamo il sistema solare da 9 a (oggi) 12 e magari un giorno 1200 pianeti? oppure togliamo Plutone dal novero dei pianeti: ma allora quei corpi cosa sono? o rinunciamo per sempre al nome “pianeta” e usiamo delle sottocategorie tipo “gigante gassoso”, “roccioso terrestre” e “nano ghiacciato”?

    tutte e tre le alternative hanno qualcosa di ripugnante. eppure qualcosa bisognerà fare, o diventa un puttanaio privo di senso.

    il dna di queste bestemmie viventi in un ovulo e poi impiantarlo secondo te che succede?

    Ci si riesce a creare un homunculus immortale?

    penso che, se crescesse qualcosa, il risultato sarebbe più prossimo a questo:

    E’ chiarissimo, invece: H.gartleri è batcave.

    e con questa inside joke hai battuto veramente tutti, porcodio. :)

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 01:37
  14. ti inviai mail

    Comment by Daw_ — 28 February , 2006 @ 03:15
  15. > la sequenza di DNA contiene non solo tutta l’informazione necessaria a ricostruire l’organismo completo

    Ragioni come un riduzionista ingenuo, appunto. La relazione esiste, ma non è né semplice né lineare, e in generale non è neppure utile: ricordati dei bruchi che si trasformano in farfalle mantenendo il medesimo genotipo: di per sé il genotipo è statico, ma l’organismo è dinamico.

    Da leggi semplici si possono generare comportamenti complessi, dove “complessi” ha il significato ben preciso di “non descrivibili sinteticamente”; in altre parole un sistema è complesso quando la miglior descrizione possibile del sistema è il sistema stesso.

    Posso fare esempi tratti dalla dinamica dei sistemi “caotici”, volendo (il sistema dei tre corpi va benissimo), ma ciò implica una certa profondità matematica e non vorrei irritare nessuno.

    Comment by fBxxx — 28 February , 2006 @ 09:54
  16. >> Saresti più portato a catalogarla come specie animale o come specie di eucariote unicellulare?

    >il problema non è a cosa sono più portato, il problema è: cosa è più razionale fare?

    Ecco la solita dicotomia campata per aria: i concetti di “mammifero” e “monocellulare” non esauriscono tutte le possibilità dell’esistente e non sono neppure mutuamente esclusivi. Si può benissimo essere entrambe le cose o nessuna delle due. Il nostro universo non è monodimensionale.

    Comment by fBxxx — 28 February , 2006 @ 10:01
  17. Ragioni come un riduzionista ingenuo

    una classificazione è per sua struttura riduzionista

    Comment by mainard — 28 February , 2006 @ 12:17
  18. Mah, veramente io non ho mai detto che “mammifero” e “unicellulare” esauriscono le possibilità dell’esistente. E i due termini non rappresentano affatto una dicotomia. Anche perchè io parlo di EUCARIOTE UNICELLULARE.

    Del fatto che si possa o meno essere allo stesso tempo mammifero e unicellulare stiamo discutendone adesso, e in ben altri termini. Secondo me non si può essere allo stesso tempo mammiferi e unicellulari. Ma visto che potrei sbagliarmi e invece tu sembri così dannatamente sicuro di quel che dici, ti prego di fare un esempio di mammifero unicellulare.

    Comment by Piter7269 — 28 February , 2006 @ 12:31
  19. E’ interessante notare come si riesca a costruire un dibattito sulle cellule immortali di una persona morta più di 50 anni fa.

    Comment by karvek — 28 February , 2006 @ 14:29
  20. Ragioni come un riduzionista ingenuo, appunto.

    riduzionista ingenua sarà tu’madre.

    non hai capito alcunché di ciò che sto dicendo. sappiamo benissimo che (come ha detto mainard) ogni categorizzazione è ipso facto riduzionista. ora, lo scopo della tassonomia biologica è duplice. da un lato si tratta di organizzare i viventi in un qualche tipo di schema razionale gerarchico che ci permetta di capire di cosa stiamo parlando. in questo senso la tassonomia è puramente descrittiva e utilitaristica. si è visto però che per renderla maggiormente utile, tale schema è bene che segua per quanto possibile l’effettiva vicinanza evolutiva degli esseri viventi. mettere le balene con i pesci non serve quasi a nulla; metterle in un gruppo con gli artiodattili invece rivela una relazione più profonda, e ci permette di formulare nuove e più solide ipotesi. e quindi, il suo secondo scopo è descrivere l’evoluzione dei viventi, che è l’unico criterio sensato di vicinanza.

    in ultima teoria, si vorrebbe la tassonomia isomorfa all’albero evolutivo: tale tentativo prende il nome di cladistica. tentativo nobilissimo e che funziona bene nella maggioranza dei casi, ma che ha i suoi punti bui quando si va ad esempio a studiare l’evoluzione degli eucarioti, in cui genomi e biochimiche eubatteriche e archaeote si mescolano inevitabilmente, dando origine a un “reticolo evolutivo”.

    questo dal punto di vista molecolare, ma ora: non c’è bisogno che mi fai la cazzo di lezioncina su frattali, biforcazioni e attrattori strani: sebbene (ahimé) a livello puramente qualitativo/divulgativo, ‘sta roba qua la mangio da quando ho otto anni.

    ordunque:

    dove “complessi” ha il significato ben preciso di “non descrivibili sinteticamente”; in altre parole un sistema è complesso quando la miglior descrizione possibile del sistema è il sistema stesso.

    questo è il nostro problema. se vogliamo una tassonomia dobbiamo ridurre la descrizione a dei punti comuni, altrimenti crolla il concetto stesso di tassonomia. in ultima analisi ogni esemplare di un essere vivente, ogni oggetto più grande di una molecola, è strutturalmente diverso da un altro. se ci perdiamo in questa granularità però, torniamo al punto di partenza. noi vogliamo superarla questa cosa, acciocchè le nostre povere menti possano ragionare.

    Ecco la solita dicotomia campata per aria: i concetti di “mammifero” e “monocellulare” non esauriscono tutte le possibilità dell’esistente e non sono neppure mutuamente esclusivi. Si può benissimo essere entrambe le cose o nessuna delle due.

    grazie amore mio per la lezioncina. sappi però che essere contemporaneamente mammifero e monocellulare implica ridefinire completamente “mammifero” (definizione che si rivolge a vertebrati pluricellulari con la mascella fatta in un certo modo e con ghiandole di un certo tipo in uno dei due sessi etc.etc.). a meno che, appunto, non adottiamo un criterio puramente molecolare. ma è qui appunto il nodo della questione.

    quello che non hai capito è che so benissimo che “mammifero”, “procariote” (o “fungo” e “archeociatide”) non sono categorie eterne e immutabili, ma cassettini artifiziosi e umani. il punto è che vogliamo questi cassettini essere il più congruenti comunque col reale, per quanto possibile, e Helacyton è il peggiore problema che io conosca al riguardo.

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 15:29
  21. La relazione esiste, ma non è né semplice né lineare, e in generale non è neppure utile: ricordati dei bruchi che si trasformano in farfalle mantenendo il medesimo genotipo: di per sé il genotipo è statico, ma l’organismo è dinamico.

    quindi mi dici che sei assolutamente per il criterio molecolare.

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 15:30
  22. Badalì!

    Comment by HotelKingDavid — 28 February , 2006 @ 16:49
  23. > essere contemporaneamente mammifero e monocellulare implica ridefinire completamente “mammifero”

    Ridefinire i termini è cosa necessaria in ogni scienza di fronte all’emergere di fatti nuovi, quale potrebbe essere l’esistenza delle cellule in questione. O si amplia il concetto, o ne si riduce il campo di applicazione, affiancandogliene un altro complementare.

    Niente impedisce di utilizzare contemporaneamente tassonomie tra loro incompatibili, fintantoché esse vengano impiegate in momenti diversi a descrivere aspetti diversi delle cose.

    Noi fisici abbiamo più volte ridefinito completamente il concetto di particella, sovrapponendogli quello (macroscopicamente incompatibile) di onda, non sarà un semplice mammifero a fermarci.

    Comment by fBxxx — 28 February , 2006 @ 16:49
  24. Badalì!

    quoto.

    Armaduk

    Comment by utente anonimo — 28 February , 2006 @ 16:54
  25. io ci penserei bene prima di utilizzare un sistema di classificazione esclusivamente basato sul genotipo.

    Il DNA contiene gran parte dell’informazione per lo sviluppo di un organismo, ma indubbiamente non contiene tutta l’informazione, poichè l’interazione tra gene e ambiente è cruciale per il corretto sviluppo del suddetto organismo. Inoltre considerando la grande quantità di geni comuni ai vari generi di eucarioti (mono e pluricellulari) si rischierebbe di trovare distanze genetiche molto differenti da quella che è la storia evolutiva dell’organismo.

    Inoltre il sistema di classificazione basato sul genotipo sarebbe inutilizzabile per le specie procariotiche in quanto la trasformazione batterica e lo scambio di plasmidi rendono difficilmente applicabile lo stesso concetto di specie.

    Con queste premesse, solo integrazione tra un sistema fenotipico e un sistema genotipico può rappresentare una vaga speranza di classificare il vivente.

    In ogni caso non credo che le HeLa possano essere considerate genotipicamente un organismo mammifero, poichè è evidente che i geni che influiscono sul controllo della replicazione e del ciclo cellulare non sono più simili a quelli dei mammiferi. Se fossero simili a quelli dei mammiferi, le cellule non sarebbero in grado di replicarsi indefinitivamente e mostrerebbero un qualche tipo di differenzazione.

    In ogni caso bel blog, ricco di interessanti spunti.

    Comment by MRCwasHere — 28 February , 2006 @ 17:25
  26. e pensare che ieri notte ho fatto le corse per inviarti via mail la risposta definitiva a questo quesito, e ancora non te ne sei accorto

    Comment by Daw_ — 28 February , 2006 @ 18:20
  27. Ridefinire i termini è cosa necessaria in ogni scienza di fronte all’emergere di fatti nuovi, quale potrebbe essere l’esistenza delle cellule in questione. O si amplia il concetto, o ne si riduce il campo di applicazione, affiancandogliene un altro complementare.

    fb, ti ho sempre ammirato, ma qui mi stai deludendo, siamo giunti alla tautologia.

    quello che non hai capito è: tutto ciò che mi stai dicendo è scontato, ok. scontato questo, come affrontare la situazione nel modo migliore? non hai sempre davanti dei bambini dell’asilo, fb.

    non contiene tutta l’informazione, poichè l’interazione tra gene e ambiente è cruciale per il corretto sviluppo del suddetto organismo.

    si, ma è sul genoma che agisce l’evoluzione.

    in realtà -genericamente parlando,eh- il corretto sviluppo è così fatto: se le condizioni ambientali sono OK, il sistema si comporta (entro le fluttuazioni random) come deciso dal genoma. se non sono OK, lo sviluppo va a farsi fottere.

    considerando la grande quantità di geni comuni ai vari generi di eucarioti (mono e pluricellulari) si rischierebbe di trovare distanze genetiche molto differenti da quella che è la storia evolutiva dell’organismo.

    chi fa tassonomia molecolare (non io purtroppo, mi piacerebbe molto) si occupa di questi e di altri problemi, e li affronta. correttamente o meno, beh, è un campo in tumultuoso sviluppo.

    sistema di classificazione basato sul genotipo sarebbe inutilizzabile per le specie procariotiche in quanto la trasformazione batterica e lo scambio di plasmidi rendono difficilmente applicabile lo stesso concetto di specie.

    infatti la tassonomia batterica è proverbialmente disperante. non so come funzioni la cosa attualmente in quel campo di ricerca, sono rimasto alla fase “opporcodioèuncasinopporcodiocomecazzofacciamo”.

    mi informerò.

    è evidente che i geni che influiscono sul controllo della replicazione e del ciclo cellulare non sono più simili a quelli dei mammiferi. Se fossero simili a quelli dei mammiferi, le cellule non sarebbero in grado di replicarsi indefinitivamente e mostrerebbero un qualche tipo di differenzazione.

    mah, da quando in qua la classificazione dei vertebrati si fa sulle cicline? (oddio: e perchè non farla?)

    ieri notte ho fatto le corse per inviarti via mail la risposta definitiva a questo quesito, e ancora non te ne sei accorto

    ma io non ho ricevuto nessuna mail!

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 18:33
  28. ma quindi indagando il dna dei parameci si può scoprire che in realtà sono cellule tumorali di alieni intelligentissimi estinti prima della comparsa dell’uomo?

    Comment by onq — 28 February , 2006 @ 19:24
  29. ok sullo sviluppo, ma continuo ad insistere sul fatto che l’ambiente in cui l’organismo si sviluppa ha un ruolo essenziale non solo per quello che riguarda lo sviluppo stesso, ma anche per quello che riguarda la pressione selettiva.

    purtroppo nemmeno io mi occupo di tassonomia molecolare… so solo che i tassonomi tendono a litigare spesso tra loro, come delle vecchie comari.

    Certo usare le cicline non porterebbe lontano, meglio comunque degli istoni. Considerando che l’uomo ha poco più dell’1% di geni non i relazione con altri organismi e ben il 22% in relazione soltanto con gli altri vertebrati (escludendo gli altri organismi), le differenze tra i genomi non so fino a che punto possono essere marcate e accessibili. Sarebbe da sequenziare centinaia di migliaia di genomi per provare a capirne le differenze. In ogni caso mi aggrego alla serie di bestemmie per la situazione riguardante la tassonomia batterica.

    Comment by MRCwasHere — 28 February , 2006 @ 19:54
  30. Considerando che l’uomo ha poco più dell’1% di geni non i relazione con altri organismi e ben il 22% in relazione soltanto con gli altri vertebrati (escludendo gli altri organismi), le differenze tra i genomi non so fino a che punto possono essere marcate e accessibili. Sarebbe da sequenziare centinaia di migliaia di genomi per provare a capirne le differenze.

    beh, ci stanno provando.

    e comunque ci sono varie strategie. non è che guardi solo i geni unici per una specie (che possono anche non esistere). guardi innanzitutto le differenze tra loro di diversi geni contemporaneamente (appunto: usare istoni, o anche le cicline, non ti porta lontano. usare, che so, i promotori dei geni Hox un pò di indizi magari te li da). di solito un gene/una sequenza sola danno delle tassonomie sbagliate (la stragrande maggioranza dei dati di tassonomia molecolare è basata sui rRNA, ma man mano che escono dati genomici si scoprono che molte erano cazzate).

    e poi puoi guardare dati più a larga scala come la sintenia cromosomica o il DNA non codificante.

    insomma, è una cosa complicatina, ma ti assicuro che si fa.

    ma quindi indagando il dna dei parameci si può scoprire che in realtà sono cellule tumorali di alieni intelligentissimi estinti prima della comparsa dell’uomo?

    ora hai scoperto il segreto che insegnano a tutti i genetisti. verrai terminato.

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 20:54
  31. ha un ruolo essenziale non solo per quello che riguarda lo sviluppo stesso, ma anche per quello che riguarda la pressione selettiva.

    dimenticavo: qui ci interessa solo sapere chi si è evoluto da chi, non perchè. quindi delle pressioni selettive ci interessa fino a un certo punto. però è vero che effetti di selezione cambiano le frequenze di mutazione di alcuni geni rispetto ad altri: per questo serve un confronto generale tra le mutazioni di geni differenti.

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 20:56
  32. devo dire che sono quasi commosso da questo scambio di opinioni…

    il prossimo passo sarà promuovere una crociata per utilizzare gli umanisti come cavie da laboratorio.

    Comment by MRCwasHere — 28 February , 2006 @ 21:27
  33. una crociata per utilizzare gli umanisti come cavie da laboratorio.

    credo che lei sia in prima fila o giù di lì.

    Comment by brullonulla — 28 February , 2006 @ 23:18
  34. Un grazie sentito a Daw.

    Comment by stone — 1 March , 2006 @ 00:10
  35. ummh, come avete fatto a uccidere delle immortali trombandole? è dai tempi di higlander che noi comuni mortali (mai termine fu più appropriato) sappiamo che funziona solo la decapitazione

    Comment by ilbuffone — 1 March , 2006 @ 01:47
  36. Daw, eccezionale!



    il prossimo passo sarà promuovere una crociata per utilizzare gli umanisti come cavie da laboratorio

    Fatevi avanti.

    Comment by HotelKingDavid — 1 March , 2006 @ 09:51
  37. ah, ottimo post!

    riguardo al computer quantistico, ti dico piu’ tardi (mi subscribo, poi lavoro, poi leggo, e ti dico se ci ho capito qualcosa).

    Comment by drpsycho — 1 March , 2006 @ 12:35
  38. decisamente snuff.

    invunche.

    Comment by utente anonimo — 1 March , 2006 @ 13:14
  39. vi faccio notare che l’ultima vignetta è una fedele rappresentazione di casa brullonulla.

    Comment by brullonulla — 1 March , 2006 @ 15:01
  40. vi faccio notare che l’ultima vignetta è una fedele rappresentazione di casa brullonulla

    Ah. Allora hai cambiato la camera da quando l’ho vista io l’ultima volta…

    Comment by HotelKingDavid — 1 March , 2006 @ 15:34
  41. Nel fascismo. Nel nazismo.

    Comment by Forlivese — 1 March , 2006 @ 16:49
  42. vi faccio notare che l’ultima vignetta è una fedele rappresentazione di casa brullonulla.

    Io l’ho notato immediatamente. :-)

    Comment by Ivowen — 1 March , 2006 @ 17:47
  43. Tu costruisci aerei di carta. MacGyver costruisce aerei con la carta.

    Chuck Norris ha le palle mediche

    Comment by ilbuffone — 1 March , 2006 @ 22:42
  44. dimenticavo:

    http://www.mcgyverisback.blogspot.com/

    http://welovechucknorris.blogspot.com/

    Comment by ilbuffone — 1 March , 2006 @ 22:43
  45. obs.

    Comment by brullonulla — 2 March , 2006 @ 00:20
  46. premettendo che esco da 12 ore di lavoro ininterrotto di cui putroppo solo 9 con pazienti psichiatrici e 3 con psicologici schizzati…

    premettendo che non se un cazzo di biologia se non cerebrale, tassonomia e genetica (per quanto brullo si sia sbattuto a lungo per fare entrare un briciolo di saggezza nel mio recalcitrante cranio – tranne il dna ribosomiale, porco cazzo non dimentico)

    insomma, premettendo tutto ciò, qualcuno potrebbe rispondere a una mia illetterata domanda, che poi è questa:

    ‘sto hela come si riproduce? per mitosi?

    poi, siccome so che le domande rispettose non vanno per la stragrande da queste parti, se mi consentite aggiungerei un porcodio assolutamente arbitrario, tanto per mantenermi in linea con il resto dell’utenza.

    sraule

    Comment by utente anonimo — 2 March , 2006 @ 00:24
  47. mitosi eccome, susy! porcodio!

    Comment by brullonulla — 2 March , 2006 @ 02:24
  48. per quanto brullo si sia sbattuto a lungo per fare entrare un briciolo di saggezza nel mio recalcitrante cranio – tranne il dna ribosomiale, porco cazzo non dimentico

    Bella, sraule!

    come quella volta che quando ti ho chiesto “HEI MA COME FUNZIONA LA MEMORIA?” mi hai risposto “NON ME LO RICORDO BENE”.

    Comment by HotelKingDavid — 2 March , 2006 @ 09:31
  49. oh, non m’hai ancora mandato il copia-incolla dell’articolo. mica sono abbonato, io!

    Comment by drpsycho — 2 March , 2006 @ 10:53
  50. > chiedo ai simpatici amici del regolo calcolatore il loro aiuto.

    fatto.

    http://drpsycho.livejournal.com/2006/03/05/

    Comment by drpsycho — 5 March , 2006 @ 02:47
  51. se non ha ancora trovato l’articolo posso controllare se la biblioteca di genetica, ove svolgo mansione di borsista, sia abbonata a tale rivista.

    Comment by MatildaPlays — 8 March , 2006 @ 18:57
  52. Complimenti!!!!!

    Mi fa veramente piacere che la tua attenzione non si sia concentrata solo su un maglioncino rosso.Umanità ne ho fin troppa, volutamente celata.Il tempo te ne darà risposta.

    Comment by donnafranca — 28 March , 2006 @ 10:36
  53. altre tre meraviglie con e senza zampe

    I)lo scarafaggio ripieno di cervello che se gli stacchi la testa vive ancora per molte ore in piena autonomia.

    II) la sessualità delle streghe

    III)i vangeli gnostici

    è assolutamente interessante questo blog. con il tuo permesso e piacere, ovvio, mi piacerebbe linkarlo.

    e senza obbligo di do ut des.

    aspetto eventuale risposta.

    un saluto

    paola

    Comment by utente anonimo — 1 June , 2006 @ 21:52

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