Saturday, November 11, 2006 , 12.56

una storia vera


Un numero n di lingue possibili usa lo stesso vocabolario; in alcune, il simbolo biblioteca ammette la definizione corretta dl sistema duraturo e ubiquitario di gallerie esagonali, ma biblioteca sta qui per pane, o per piramide, o per qualsiasi altra cosa, e per altre cose stanno le sette parole che la definiscono. Tu, che mi leggi, sei sicuro d’intendere la mia lingua?

(j.l.b., la biblioteca di babele)



15 Comments »

  1. giusto. mi chiedevo che fine avesse fatto il tuo vecchio amore per borges…

    sraule

    Comment by utente anonimo — 11 November , 2006 @ 15:21
  2. eh già, e descrive con perfezione situazioni che egli non aveva neppure immaginato.

    del resto, egli stesso diceva:

    Al destino piacciono le ripetizioni, le varianti, le simmetrie; diciannove secoli

    dopo [dopo Cesare e Bruto, e Shakespeare e Quevedo] nel sud della provincia di

    Buenos Aires, un gaucho è aggredito da altri gauchos e, nel cadere, riconosce un

    suo figlioccio e gli dice con mite rimprovero e lenta sorpresa (queste parole bisogna udirle non leggerle):
    Come, tu! Lo uccidono e non sa che muore perché si

    ripeta la scena.

    (j.l.b., la trama)

    Comment by brullonulla — 11 November , 2006 @ 16:20
  3. inoltre:

    …In quell’Impero, l’Arte della Cartografia raggiunse tale Perfezione che la mappa d’una sola Provincia occupava tutta una Città, e la mappa dell’impero, tutta una Provincia. Col tempo, codeste Mappe Smisurate non soddisfecero e i Collegi dei Cartografi eressero una Mappa dell’Impero, che uguagliava in grandezza l’Impero e coincideva puntualmente con esso. Meno Dedite allo Studio della Cartografia, le Generazioni Successive compresero che quella vasta Mappa era Inutile e non senza empietà la abbandonarono alle Inclemenze del Sole e degl’Inverni. Nei deserti dell’Ovest rimangono lacere Rovine della Mappa, abitatela Animali e Mendichi; in tutto il Paese non è altra reliquia delle Discipline Geografiche.

    Suàrez Miranda, Viaggi di uomini prudenti, libro quarto, cap. XLV, Lérida, 1658.

    Comment by invunche — 11 November , 2006 @ 22:52
  4. hai letto anche tu il secondo diario minimo, eh?

    Comment by brullonulla — 12 November , 2006 @ 13:03
  5. Al destino piacciono le ripetizioni, le varianti, le simmetrie; vent’anni dopo, al centro della provincia di Bologna, un semiologo si ritrova circondato da molti manoscritti e, nel raccoglierli per la pubblicazione, lo sguardo gli cade su uno dei propri precedenti volumi ed egli esclama con lieta sorpresa e improvviso entusiasmo: “ecco, lo chiamerò Secondo Diario Minimo!

    Lo pubblica e non sa che lo chiama cosí perché lo vuole la legge del sequel.

    Comment by utente anonimo — 12 November , 2006 @ 22:49
  6. LOL :) , caro anonimo.

    però il secondo diario minimo resta uno dei libri della mia vita.

    Comment by brullonulla — 13 November , 2006 @ 00:26
  7. ehy, geek-o-meter fuori scala per le ultime cose postate.

    tvb aitle ora e sempre, facciamo ancora all’ammore sulle cripte dei fasci morti per la gloria.

    brullonulla 666, sessimbòl fra le blogstarz.

    Comment by utente anonimo — 15 November , 2006 @ 01:05
  8. inizio a sentirmi in imbarazzo.

    Comment by brullonulla — 15 November , 2006 @ 10:17
  9. l’hai visto Lindo Ferretti da Ferrara l’altra sera?

    Comment by kush13 — 15 November , 2006 @ 16:22
  10. A me di Merola non me ne frega anche un cazzo, ma dall’intervista che ho sentito mi è sembrato proprio un bifolco.

    Uno che dice che il più grande ESPONENTE DELLA MUSICA ITALIANA è Gigi D’Alessio mi pare che si commenti da solo. Altro che file per strada o encomi dei tg.

    Ma poi a parte quello, era proprio grezzo, volgare, un brutto uomo insomma.

    Per fortuna c’è la tv che ci consola.

    HKD

    Comment by utente anonimo — 15 November , 2006 @ 17:55
  11. One part the Fuehrer one part the Pope,

    The inevitable return of the Great White Dope

    Comment by utente anonimo — 16 November , 2006 @ 00:45
  12. su un libro di Eco c’era il seguente esempio:

    “I vitelli dei romani sono belli”

    il cui significato appare chiaro, solo che sbagliamo perchè in realtà è latino; in italiano diventa:

    “Va, oh Vitellio, al suono di guerra del dio romano”

    Comment by ilbuffone — 17 November , 2006 @ 12:19
  13. ehm. quella gag è vecchia più o meno come la lingua italiana.

    Comment by brullonulla — 17 November , 2006 @ 15:03
  14. ma io sono ignorante.

    Comment by ilbuffone — 17 November , 2006 @ 20:44
  15. poi vabbè, fatto che sia vecchia che c’entra, quello che conta è che quello che dice borges si è verificato almeno una volta.

    per le singole parole poi accade spesso, come il mitico “cin cin” che in giapponese vuol dire qualcosa tipo cazzo o scopare (non so neanche se questa cosa sia vera, bho, però è plausibile)

    Comment by ilbuffone — 17 November , 2006 @ 20:47

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