Beh credo non manchi nulla. Mi sono depilata (quasi) tutto e ho tagliato due etti di capelli, ho talmente tanti peli in meno che sento quasi freddo.
Poi, con l’ansia che Israele decida di annettersi anche la Grecia e io all’ultimo momento debba lasciare nella vaschetta dei raggi ics di Malpensa metè  degli oggetti che mi sono indispensabili per rendermi presentabile in luoghi pubblici, ho messo il beauty in valigia: ne occupa la metè  del volume e il doppio del peso, visto che di vestiti ho portato giusto qualche strazza a casaccio e due infradito. In sintesi ho più shampoo che mutande, fatto che ha anche un suo senso perchè© se mi lavo tanto posso rimettermi le stesse cose anche più volte (eeh? ma quante ne so?).
A ‘sto punto io andrei in ferie, se non vi dispiace. Voi, lunedì, godetevi Il Rientro (da pronunciare con l’eco cavernosa:   “entro..entro…entro…entro”) e odiatevi l’un l’altro come io ho odiato voi.

Questa gente che alle riunioni ti mette in mano il biglietto da visita prima ancora di aver detto nome e cognome. Io, per me, inutile sottolineare che non ho il biglietto da visita. Lavoro in un’azienda dove ci fanno rendere conto dei centimetri di carta igienica che consumiamo. Comunque arrivo alla riunione e questo tizio per presentare se stesso si fa annunciare da un rettangolino di carta. Definisce meeting questo incontro. Fa quattro chiamate ai sottoposti -in vivavoce-   per ottenere quattro risposte ovvie e mi spaparanza portatile, telefono aziendale e agenda elettronica davanti agli occhi.   Ma, in pratica.   Nelle riunioni in cui compaiono questi personaggi io rappresento quella che dice “sì sì va bene .. ma in pratica?” e di conseguenza rompe i coglioni. Oggi non ha fatto eccezione, anche perchè© è la mia ultima settimana prima delle vacanze e l’immagine per qualificarvi il mio entusiasmo per il meeting in questione potrebbe essere una colata di diarrea, indi per cui ora delle diciotto è arrivato il momento dell’ In Pratica, quel momento in cui sento che Signor Biglietto Da Visita mi odia in quanto impiegata (agh), in quanto secondo livello (aagh), ma soprattutto in quanto femmina (aaagh!) e vorrebbe seppellirmi sotto una tonnellata di vomito. E io godo, tre volte tanto.

sipario

(mensa Cippalippa, ore 13)

Monj> per cortesia mi dè  un piatto di quel pollo?
Sciura Concetta> vuol dire quel vitello?
Monj>sì .. quello con i funghi
Sciura Concetta> sono carciofi

sipario.

Ogni mattina apro il pc e sulla homepage di Splinter c’è sempre lui, ma sempre.   Ulivo velletri, non so cosa voglia dire, non so di cosa parla il blog e le due volte che ho provato ad aprirlo m’è preso male chè© con firefox non si vede un cazzo per la metè  della pagina e arrivati all’altra metè  è tutta una pappardella che non ho il coraggio di affrontare. Fatemi ‘sto favore, ditemelo voi: cosa dice Ulivo Velletri? Cosa spinge quest’uomo a compitare ogni mattina alle sei quei sermoni interminabili? Qualcuno se lo fila? Lo commenta? Lo legge? Diamogli un incoraggiamento, un segno, due lire, qualcosa, a ‘sto poveraccio.

Stamattina è stata tremenda. Tremenda. Per svegliarmi davvero avrei avuto bisogno di due giorni di sonno. Per festeggiare degnamente la totale inutilitè  di questo lunedì ventuno agosto di merda ho comprato due magliette da Melamoda (sì lo so che si chiama Melablu ma io la chiamo Melamoda, ochei?), la crema che sublima i   capelli e il coso per lavare la faccia .. il coso .. vabbè, quel coso lì.
Andre è tornato dalle ferie, pallido esattamente come quando è partito anzi se possibile pure di più perchè© il quindici di agosto è riuscito a trascorrerlo al pronto soccorso di Sanremo con un gigantesco tampone infilato nel naso. Andre infatti è soggetto a episodi di lieve epistassi, sottolineo lieve, durante i quali è solito farsi cogliere da crisi di panico da morte per dissanguamento, che culminano intorno alle tre – tre e mezza del mattino con l’immancabile Corsa All’Ospedale dove l’annoiato medico di turno gli somministra venti gocce di Lexotan e il tampone di cui sopra.
Vado a farmi la doccia, sperando di non confondermi e ritrovarmi con le tette aromatizzate alla perla.

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