Questa gente che alle riunioni ti mette in mano il biglietto da visita prima ancora di aver detto nome e cognome. Io, per me, inutile sottolineare che non ho il biglietto da visita. Lavoro in un’azienda dove ci fanno rendere conto dei centimetri di carta igienica che consumiamo. Comunque arrivo alla riunione e questo tizio per presentare se stesso si fa annunciare da un rettangolino di carta. Definisce meeting questo incontro. Fa quattro chiamate ai sottoposti -in vivavoce-   per ottenere quattro risposte ovvie e mi spaparanza portatile, telefono aziendale e agenda elettronica davanti agli occhi.   Ma, in pratica.   Nelle riunioni in cui compaiono questi personaggi io rappresento quella che dice “sì sì va bene .. ma in pratica?” e di conseguenza rompe i coglioni. Oggi non ha fatto eccezione, anche perchè© è la mia ultima settimana prima delle vacanze e l’immagine per qualificarvi il mio entusiasmo per il meeting in questione potrebbe essere una colata di diarrea, indi per cui ora delle diciotto è arrivato il momento dell’ In Pratica, quel momento in cui sento che Signor Biglietto Da Visita mi odia in quanto impiegata (agh), in quanto secondo livello (aagh), ma soprattutto in quanto femmina (aaagh!) e vorrebbe seppellirmi sotto una tonnellata di vomito. E io godo, tre volte tanto.

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