me vs la natura/il racconto (con update, avevo scordato un particolare)

Ore 21.00 Il primo ad arrivare è un vespone che si mette a girare intorno alle bottiglie. Commento di Francesco: “oh…ma guarda…una vespa…”. Mio marito ride, mia cugina non alza la testa dallo spiedino, io controllo di avere abbastanza Xanax nella borsa.

 

ore 22.45 Veniamo sorvolati da un coleottero di cui probabilmente la scienza non ha nemmeno ancora scoperto l’esistenza. E’ talmente grosso che non ce la fa neanche a sollevarsi da terra. Commento di Francesco “oh, ma guarda….un cervo volante…”. Mio marito mi prende in giro, mia cugina continua a ciucciare spiedini e io capisco che la soluzione di questa cena potrebbe essere solo un grappolo di granate.

ore 23.00 E’ il momento delle pesche del contadino. Francesco: “sono freschissime. Basta tagliarle in due, SCROLLARE IN TERRA GLI INSETTI che troverete dentro e mangiarle. Squisite!“.   Mio marito ha smesso di ridere da dieci minuti, mia cugina fa cadere un cerambice sulla tovaglia e io cancello mentalmente i barbecue di Francesco dai miei impegni dei prossimi quindici anni.  

Ore 23.20 Mia cugina sente un solletichino sul piede, guarda giù e vede una cicala che le cammina sul dito. Commento di Francesco (che a questo punto è l’unico a non mostrare ancora segni di isteria) “ah sì…sapete .. è la stagione delle mute…”. Mia cugina rovescia il tavolo con una ginocchiata, mia marito cambia posto e io decido di trascorrere in piedi e con la borsa in mano il resto della serata.

 

Ore 00.30 Il ronzio di un F22 Raptor annuncia l’ IMPERATRICE DELLE FALENE. Un coso delle dimensioni di una mano, materializzato direttamente dai miei incubi degli ultimi dieci anni comincia a svolazzare intorno al tavolo e qui Francesco non dice veramente più un cazzo: in mezzo secondo salta in piedi, abbatte tutti a gomitate e si fionda in casa mulinando le braccia. Mio marito bestemmia, mia cugina piange, io sono giè  duecento metri verso il parcheggio.

 

Ripetere cinquanta volte: mi sento bucolica.

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