TORNA A CASA AMICO LETTORE. beh, oddio .. “amico”..

ed ecco la fotografia della situazione dell’ultimo mese. Un grosso ZERO.   Zero mail, zero messaggi, zero di zero di ZERO, un CAZZO DI NIENTE. Grazie, no davvero, prometto che farò A GOMITATE, per venire a leggere i vostri post.

Poi.  I miei capelli si allungano. Stanno proprio bene, dovendo posare per la statua del quinto beatle al museo delle cere.  

Poi. Avete mai telefonato al ministero dello sviluppo economico? E’ come parlare con una puntata di Striscia la Notizia.  Dice ma in italia succedono ancora queste cose?   Sì: succedono, e dopo due mesi di cavilli burocratici ti augurano anche BUON NATALE. 

Poi.  La mia vicina di scrivania. La mia vicina di scrivania si chiama Franca.  Franca è la prima della classe.  Franca ha fatto TUTTO, parla TUTTO ed ha vissuto DAPPERTUTTO.  Scorrendo un vocabolario, puoi star certo che prima o poi qualsiasi parola lei l’ha fatta, la parla o ci ha vissuto.  

Import? L’ha fatto. Export? L’ha fatto.  Segretaria di direzione? L’ha fatto.  Cantante: fatto.  Manicure: fatto. Francese/Inglese/Spagnolo: li parla tutti e tre.  Tedesco: lo capisce.  Cina: fatto.  Russia: fatto.  Cancro: HA FATTO ANCHE QUELLO.  

In più: è una spaventosa leccaculo.  Oggi il capo si è messo a raccontare del libro che ha letto, dicendo che parlava di Napoleone e della battaglia di Hastings.

Ora io sono ignorante, ignoranterrima, sono una capra, per cui non sapendo assolutamente di cosa stesse parlando mi sono limitata a guardarlo con le pupille permeate di VUOTO COSMICO, e mentre io ero li’ ad annaspare nel buco nero delle mie nozioni scolastiche, Franca si svitava il collo a forza di annuire,  dicendo [testuale] ma certo certo, Hastings, assolutamente, la conosco benissimo!.

E’ stato mio padre poco fa a dirmi che la battaglia di Hastings non c’entra un cazzo con Napoleone, essendo avvenuta una cosa come ottocento anni prima. 

Ora vorrei solo trovare il modo di sputtanarla.  Niente di clamoroso. Una cosa sottile, sapete che a me non piace svaccare. Pensavo a qualcosa come un gigantesco cartello in sala caffè con scritto ALMENO IO HO UNA DIGNITA’.

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