La macchina degli autoritratti non fa davvero gli autoritratti. E’ un progetto di tecniche raffinate per far seguire al braccio del robot il braccio dell’uomo. E’ anche un’installazione artistica per consapevolizzare l’estrema dipendenza dell’uomo verso le macchine. Le macchine ci portano a lavoro, le macchine ci permettono di lavorare, comunicare…
ora, con tutta la forza del mondo binario vorrei dire a questi signori artisti: E STICAZZI!!!
Solita segnalazione da Slashdot: un tizio, per la precisione un NEGRO dell’ALASKA, si è autocostruito un robottone alto 5 metri e mezzo capace di riprodurre i movimenti del pilota che ha all’interno. Ci ha messo quattro anni, gli è costato non più di una volkswagen golf e ha l’unico difetto di non essere a forma di Voltron.