il rituale dell’invito
antropologicamente parlando nel rituale dell’invito i soldi perdono ogni valore. Anzi, lo stesso rituale è una conferma della superiorità del rapporto umano sul resto, e la necessità di contatto… l’unica moneta di scambio.
antropologicamente parlando nel rituale dell’invito i soldi perdono ogni valore. Anzi, lo stesso rituale è una conferma della superiorità del rapporto umano sul resto, e la necessità di contatto… l’unica moneta di scambio.
ciao Amici!
non nascondo che come tutte le volte che finisco per scrivere molto e quindi scrivere solo per me, anche questo non sia uno di quei periodi, non fingiamolo: non lo fingerò.
Poco fa ero nudo, perchè facevo la doccia, seduto sul bordo della vasca da bagno marrone, come marrone è tutto il mobilio del mio bagno, bagno che sta al centro della casa che fa parte del mio contratto di lavoro, lavoro che è duro anche perchè oggi mi hanno cacciato dall’extend dei plugin di WP senza spiegarmi perchè.
Oltre alla necessità di concentrazione intensa che mi serve per mettere in fila tutto, è un periodo che penso ad ampio raggio alla mia biografia, a come la vorrei migliorare, e quindi perdo lucidità perchè faccio poco e penso molto. Non mi fa paura mi conosco bene in questo lato e so uscire dalle spirali, e so slegare i nodi, ma, e c’è sempre il ma, oggi vorrei riflettere principalmente su due cose:
non che serva dirle a voi queste cose, anche perchè dopo il secondo paragrafo il “voi” non esiste più.
chiamo linguaggio naturale quello che abbiamo imparato dai genitori e dalla famiglia e abbiamo sentito così tante volte che è entrato dentro di noi ed ora è naturale. come rispondere “niente” al posto di “prego”, o dire a qualcuno “ti accontenti di poco per ridere” per fare un complimento minimizzando la propria personalità. Oppure dire tel’avrò detto “mille” volte, o dire “sei SEMPRE distratto!”.
questo linguaggio naturale è detto col tono di voce impossibile da decifrare e che parla al subsconcio, subconcio, lui. il sub sconcio.
detto questo, mando a letto tutta la mia storia di grande scrittore e artista, muratore e panettiere oltre che cuoco e albergatore e barista. e tenore. tutte queste parti di me sono nulla e galleggio e metto in fila necessità, e mi rendo conto che stare da solo non è possibile, che non sono mai stato solo perchè c’è internet, e non è un valore di internet è proprio il fatto che anzichè stare a guardare la parete cerchi un dialogo con gente che al 99% delle volte non c’è. (al contrario del dialogo col libro che è più difficile e più concreto e costruttivo, bambini leggere fa bene! mi raccomando)
righini on July 4th 2008 in isolamento