In autobus con la banda

Sorry english readers, this post is in italian. Anyway i’m just recording yesterday’s dream about a coach, a woman and a musical group.

A quanto pare è tornato un altro sogno dedicato agli autobus. Statisticamente ogni volta che ho sognato autobus poi è successo qualcosa di particolare nella mia vita, o perchè ci ho creduto o perchè in qualche modo il cervello ha pre-sentito quello che sarebbe successo, o è un caso, o sono in pieno effetto placebo, o gli autobus hanno un “senso” nei miei sogni. eccolo, come l’ho trascritto stamattina appena sveglio:

ero in una specie di campo da calcio, c’eraltro altre persone e si faceva uno strano gioco lanciandosi una pallina da tennis minuscola per tutto il campo. faccio una specie di mossa acrobatica in verticale rimanendo con le gambe sollevate da terra e qualcuno mi guarda in silenzio. quando nel campo incontro una ragazza e le faccio capire che sono solo e triste in modo scherzoso mi prende la testa e l’appoggia tra le sue grandissime tette. non mi arrapo, anche perchè sono in mezzo al campo con tutti gli altri e devo sforzarmi di stare freddo.

usciti dal campo, sto camminando in una specie di scalinata, mentre scendo incontro una ragazza che sale e iniziamo a parlare, non mi ricordo di cosa, ma poco tempo dopo ci mettiamo “assieme”.

andiamo tutti con una specie di compagnia di persone in una grande sala da pranzo che ha il bagno separato da una enorme parete a vetri e io devo cagare, mentre cago tutti quelli che entrano mi vedono il pisello, per via della mia posizione, e continuano a vederlo perchè anche per lavarmi il sedere devo assumere una posizione accovacciata che fa vedere tutto. Non provo vergogna, ma anzi è un momento goliardico. quando pero entrano troppe persone mi metto un panno bianco davanti, e a quel punto entrano anche una sedie di negri nel cesso, uno dei quali vuole cagare anche lui. gli dico che non si può perchè ci sono io in bagno, mi risponde che lui vuole cagare lo stesso. mi fa una battuta molto divertente e ci mettiamo a ridere, io finisco di lavarmi in tranquillità.

in qualche modo con la ragazza delle scale inizia un rapporto,

dopo mi trovo su un autobus in compagnia con quelli della squadra di prima, e mi danno uno strumento da accordare perchè durante il tragitto in autobus loro di solito suonavano. io ho dimenticato a casa tutto, ho la chitarra scordata che non riesco ad accordare nonostante gli aiuti di un assistente e non ho neanche il mio pletro preferito. quando arriva il maestro del gruppo e chiede chi sono io, un ragazzo risponde che sono nuovo e che mi sono unito al gruppo perchè sto con la ragazza di cui sopra. Un altro dice che anche lui l’anno prima è arrivato in quel gruppo conoscendo quella stessa ragazza e io mi sento un po deluso perchè capisco di non essere “ne unico ne speciale”. però allo stesso tempo ho ancora un senso di tranquillità e di profonda felicità perchè so che tra poco si inizierà a suonare.

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