il pilota non ha una voce familiare?

stamattina ho letto una cosa straordinaria ed é tutto il giorno che voglio scriverne. Bruce Dickinson, il vecchio cantante degli iron maiden, come secondo lavoro fa il pilota di linea. ovviamente non per soldi, é pura passione. pare che suo padre fosse un pilota e che Bruce abbia iniziato guidando il jet privato dei maiden. poi, ho letto nell’intervista “volevo qualcosa di più grosso, e l’unica possibilità era diventare pilota di linea”. non metto la foto anche perché sto pubblicando dal cellulare e l’editor di wordpress non é il massimo. comunque ci sono le prove. e magari qualcuno dalla voce lo riconosce davvero, durante i classici messaggi rassicuranti del pilota ai passeggeri. quando l’ho letto mi ha dato molta speranza per il futuro, ho anche pensato di aprire una seconda enciclopedia dell’harrr in suo onore, ma l’harrr delle nostre vite ha cambiato colore da un pezzo. non potrei dire la stessa cosa del controllore che é appena passato, una versione magra e disfatta di lerch della famiglia adams. si c’è ancora qualcuno che sa dare onore alla vita

il dialogo del silenzio

real-review

Il dialogo del silenzio è uno dei libri di Tsuda che ricordo volentieri, ed è anche quello che mi è successo al ritorno da Edimburgo, controllando i feed rss di 2 giorni di assenza (circa 100), e gli inutili e innumerevoli aggiornamenti di facebook (che ho perso) e gli articoli che mi sono promesso di leggere, e ricordando un disegno che mi aveva spedito JuanC., e dispiacendomi di un’incomprensione con Luigi (incomprensione che darà sicuramente il via a una collaborazione massiva credo) chiedendomi se andare a un concerto punk in sardegna solo perchè ho visto una bella locandina, e sperando di far tornare il mio ciclo intestinale quello di una volta, nonostante il momento più bello della mia giornata oggi sia stato mangiare un cubetto di torta di starbucks, e non per il logo famoso o l’atmosfera sapientemente calibrata: c’era una cassiera sottile silente e carina e con l’ego piccolo piccolo, che mi ha guardato negli occhi dicendo “goodbye” e mi ha fatto sentire così importante che mi spiace di non poterla avere in lista sull’inutile facebook o tra i lettori che finiscono qua sopra per sbaglio. Poteva essere un altro due di picche, invece ho scelto di tornare in italia.

(thanks to abstrusegoose for the original comic used for this post)

riassuntone

diciamo che sono tornato dalla sardegna in pianta stabile. Ma tornato dove? a Salsomaggiore. Perchè salso e non parma? perchè a salso si respira ancora.

il futon è la prima grande invenzione dopo il pavimento, per dormire comodi e rilassati. bisogna pensare intensamente “io sono un gatto, posso dormire ovunque” e la comodità scaturisce dalle onde emesse dal cervello e si fonde con le ossa del bacino che picchiano sul pavimento, anestetizzandole.

Stamattina lo ammetto, ho dovuto ingannare il mio cervello per svegliarmi. E’ come se avessi nella testa due bambini che vogliono giocare e giocare, e è impossibile fermarli. Ovviamente, il loro divertimento preferito è dormire. E mi spiace vietare il miglior divertimento di un bambino… e così con la motivazione più subdola (non voglio togliermi questo piacere immenso) mi sono sparato le mie orette sul futon. E cosi, consapevole dell’essenzialità del godere delle gioie semplici senza negarsi nemmeno l’ozio minimo, ho pensato, dai, mi alzo, vado in bagno e torno a letto. E poi ovviamente la mia macchina mentale per le motivazioni s’è accesa, e la mia giornata è partita.

Poi vabè, sto facendo lavori fighi, ma tipo molto fighi quindi da quel punto di vista sono contento. Stasera anche concerto dei marta sui tubi che si sono organizzati per venire fino a fidenza per darmi il bentornato.

ho rivisto molti dei parenti che avevo bisogno di vedere, sono andato a trovare gabri che ha perso la barba nera e ha tenuto solo la bianca + sopracciglia bianche, suona ancora da dio, e quando è al piano sembra immortale e a pensare quanto c’è arrivato vicino, scappa un po’ da piangere, ma comunque, per fortuna che c’è ancora. Gli ho lasciato il mio CD più bello dei tenores di orosei. spero gli faccia il bene che ha fatto a me.

Mi ha scritto una tipa di fidenza su badoo e io non so neanche dove e come si fanno le chiacchiere.

quindi va tutto bene? la risposta è semplice: NO!

mi manca M, mi manca il mare, mi manca il coro, mi manca la vecchia ditta e quel modo di lavorare. La prima settimana a casa è stata dolorosamente insopportabile, mi sono chiuso in me stesso cercando di capire perchè ho fatto questa scelta impossibile da capire (ma che comunque in sardegna hanno capito tutti benissimo). Forse qua in provincia di parma c’è quella cosa tipo richiamo della foresta, non saprei. fatto sta che sono qui, e vedo persone dalle faccie familiarmente sconosciute. Sono andato in comune, ho spostato la residenza ho visto gli appartamenti e scelto quello dove traslocherò (tanto stavolta è facile, ho già tutte le valige fatte).

la sardegna piange allagata, io con lei, e mi porto dentro le esperienze, le persone, e i sentimenti che non sono riuscito ad esprimere in un solo misero anno. e mentre il piano originario era “vado in sardegna per imparare a cantare come i tenores” ed essendo oggi questo piano ufficialmente fallito, eccomi senza motivo e con grande, immensa delusione. Ciao gav, ciao tenores, non cel’ho fatta, son tornato a casa

adiòs Nugoro amada, prite parto… in terra anzena