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	<title>...rrr &#187; boicottaggio emozionale</title>
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		<title>la vita di coppia, parte #2</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 08:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[boicottaggio emozionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/05/coccinelle.gif" alt="coccinelle.gif" align="left" hspace="12" vspace="20" />Ciao Amici!</p>
<p>oggi è mercoledì, e vorrei parlarvi dei <strong>rapporti di coppia</strong> in relazione ad <strong>internet</strong>.</p>
<p>dopo alcuni anni passati a sentire la mia vita di coppia una merda, ho pensato che era ora di puntare a un unico &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/05/coccinelle.gif" alt="coccinelle.gif" align="left" hspace="12" vspace="20" />Ciao Amici!</p>
<p>oggi è mercoledì, e vorrei parlarvi dei <strong>rapporti di coppia</strong> in relazione ad <strong>internet</strong>.</p>
<p>dopo alcuni anni passati a sentire la mia vita di coppia una merda, ho pensato che era ora di puntare a un unico obiettivo: <em>la solitudine</em>.</p>
<p><em>Ok</em>, ho pensato, <em>ora fino a quando non capisco come si sta con le persone, voglio stare da solo.</em></p>
<p>Così questa solitudine si fa via via più intensa, passo le mie giornate ad osservare le sfumature del nulla, mi immergo, nel nulla. nel virtuale.</p>
<p>Strano come il computer sia un compagno perenne della solitudine, un piccolo assurdo amico che non esiste. in questo contesto, internet è il protagonista, e quando noto l&#8217;allargarsi dell&#8217;utenza che approda su internet, un po&#8217; mi preoccupo.</p>
<p>Tuttavia ormai è internet a ri-costruire l&#8217;anima dei rapporti con gli altri. Rapporti che poi si emancipano da internet&#8230; e si tuffano nella vita reale, trovano l&#8217;amplesso&#8230; e liberandosi dalle catene della comunicazione non corporea, poi deragliano di nuovo. E&#8217; il gioco del ferirsi e chiedersi scusa: trascina in vortici spiacevoli tutti quelli abituati a chiudere la chat quando il discorso richiede un&#8217; evoluzione.</p>
<p>Qui ci sarebbe da discutere molto, sulla possibilità stessa che esista l&#8217;evoluzione interiore, comunque noto che anche se le cose vanno bene, la gente le fa andare in vacca per dimostrare qualche tipo di superiorità. Quelli che restano nella barca pretendendo di non farla affondare, sembrano destinati a ritrovarsi soli&#8230;</p>
<p>Per cavarci fuori da questo fastidioso ciclo vizioso, chiamerò in causa i Cavalieri dello Zodiaco</p>
<blockquote>
<ul>
<li>le gambe, sono immobilizzate nel ghiaccio, non riesco piu a muovermi, come è possibile?</li>
<li>semplice&#8230; quante polveri di dimanti ho lanciato,  credi forse che lo abbia fatto per semplice difesa?</li>
<li>no di certo&#8230; ma credevo di poter ribattere facilmente la polvere di diamanti invece non ci sono riuscito come è stato possibile tutto cio?</li>
<li>forse un giorno lo saprete, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=XPRJgS3qF08&amp;feature=related">per ora accontentatevi di questo</a></li>
</ul>
</blockquote>
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		<title>autarchia + solitudine + egocentrismo = vita</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 12:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[boicottaggio emozionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/04/non-importa.gif" alt="non-importa.gif" />&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/04/non-importa.gif" alt="non-importa.gif" /></p>
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		<title>Socialismo di bachelite</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 21:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[boicottaggio emozionale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="left"><img vspace="10" align="left" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/02/offlaga.jpg" hspace="12" alt="offlaga.jpg" /></p>
<p>tra quegli uomini che arrivano da qualche parte e hanno il compito di tornare per raccontare, c&#8217;è max. Ha fatto un altro disco e anche se non gliel&#8217;ho comprato, l&#8217;ho già sentito, oggi in macchina tornando da oristano. Sull&#8217;ultima canzone &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img vspace="10" align="left" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/02/offlaga.jpg" hspace="12" alt="offlaga.jpg" /></p>
<p>tra quegli uomini che arrivano da qualche parte e hanno il compito di tornare per raccontare, c&#8217;è max. Ha fatto un altro disco e anche se non gliel&#8217;ho comprato, l&#8217;ho già sentito, oggi in macchina tornando da oristano. Sull&#8217;ultima canzone dedicata al papà volevo commuovermi ma non cel&#8217;ho fatta anche se ero lì lì. Lui, max, sembra uno di quelli che apre il cuore alle descrizioni della sua mente analitica. Bachelite degli Offlaga DiscoPax sembra più il secondo cd di socialismo tascabile, piuttosto che un nuovo album. Non c&#8217;è stata un&#8217;evoluzione tecnica e nemmeno un cambiamento sul fronte delle idee. Solo alcuni temi nuovi per la &#8220;formula collaudata&#8221;. E&#8217; con questi due freddi termini da redattore di mestiere che descrivo il disco che mi ha fatto più riflettere e venir voglia di parlare dell&#8217;ultimo imprecisato periodo di ascolto di avventure altrui. La sua voce nei miei ricordi di quella sera al Poetto si confonde con questa più gentile e ricercata (rispetto a quella metallica di Socialismo Tascabile). Mi spiace per quel pezzo con la lunga lista di termini, che porta su un piano inconcreto il gruppo di persone che mi era piaciuto molto per il loro modo di vedere e raccontare la realtà. Erano concreti, hanno toccato qualcosa di doloroso dentro e si sono spinti nel virtuale. Questo è quello che ho stupidamente pensato. Non è un PowerDisk, quei dischi che li ascolti 100 mila volte. Se ascolti 10 volte bachelite muori. Perchè è un disco pesante da digerire, la voglia di raccontare sembra calata, le cose da dire sembrano cercate piuttosto che accettate. Il mestiere sembra in vantaggio sulla voglia di espressione, non mi piace chi vuole arrivare a forza in un posto delicato, non mi piace chi ci vuole arrivare a tutti i costi e neanche chi ci prova. Mi piace la gente che trova per caso qualcosa, e la racconta, senza nessun fine.<br />
In questo periodo non vado molto daccordo con M. Io sono spietato, lui è permissivo. Io sono per spare a zero sugli errori, lui è per la relatività dei punti di vista. Io sono per la ricerca della qualità, lui è già molto bravo a trovare ciò che è di qualità. Quindi questa mia recensione non vale niente, senza quella di M, che aspettiamo.</p>
<p>ah, visto che comunque non sono molto bravo a farmi capire, facciamo i pragmatici:</p>
<p><strong>Voto di Bachelite: 10 secco.</strong></p>
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		<title>attacco per difendere, spostando l&#8217;attenzione</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 13:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[boicottaggio emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[regole infrante]]></category>
		<category><![CDATA[reti relazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>oggi vorrei parlare dell&#8217;espressione. Prima vorrei dare per scontate alcune cose</p>
<ul>
<li>tutti i gruppi musicali che ci sono al mondo e che finalmente posso ascoltare.</li>
<li>la voglia di costruire delle persone si basa sul consenso delle altre persone.</li>
<li>esiste chi </li>&#8230;</ul>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oggi vorrei parlare dell&#8217;espressione. Prima vorrei dare per scontate alcune cose</p>
<ul>
<li>tutti i gruppi musicali che ci sono al mondo e che finalmente posso ascoltare.</li>
<li>la voglia di costruire delle persone si basa sul consenso delle altre persone.</li>
<li>esiste chi del consenso fa a meno per lunghi periodi della vita.</li>
<li>al silenzio si può assegnare un colore e un significato.</li>
<li>uscire di casa per andare a lavorare è sentirsi liberi e felici, come una farfalla.</li>
<li>conoscere è ascoltare</li>
<li>giudicare e sparare a zero sugli amici li allontana</li>
<li>preferisco l&#8217;isolamento all&#8217;amicizia senza sentimento e sincerità</li>
</ul>
<p><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/02/sincerityluiscabrera.jpg" alt="sincerità" align="left" hspace="16" vspace="1" />Quando ero a Pordenone (ormai un cult nei miei ricordi strumentalizzati) ho incontrato Martin Durham. Era appassionato di fotografia e ha fatto molte foto della zona con la sua digitale. Come con tutti gli idoli americani mi sono fermato a parlare volentieri, e purtroppo ho anche fatto vedere le mie foto. Sono stati bei momenti di scambio, non è stato facile vedere del bello tra le sue foto, abituato come sono a considerare bello solo quello che conosco. Lui si è gasato quando ha visto la foto del fulmine sopra alla base di aviano, che avevo sottovalutato. Qualcuna che ricordo delle sue: foto di una tomba con sopra una palla di vetro tipo acquario, la foto del cruscotto della macchina dall&#8217;interno dove si vede la velocità (vedere scritto 140 a lui faceva lollare perchè è abituato in miglia), foto dei vigneti con prospettive geometriche, foto di casa sua in mezzo a un prato verde. Le più belle le ho viste sul suo sito, un anno dopo: le traccie di un mollusco e una conchiglia vuota sulla spiaggia, i jet americani in volo, la partenza dello shuttle. Insomma poi Martin mi ha detto dai ti faccio una foto. Io che avevo preso l&#8217;esperienza di aviano come qualcosa di formativo, e nelle cose formative non si dice mai di no, ho detto va bene, anche se con tutte le timidezze del mondo. Istantaneamente mi sono contratto, di fronte all&#8217;obiettivo. Martin mi dice &#8220;perchè ti contrai?&#8221; io penso &#8220;perchè ho paura che qualcuno possa vedermi tranquillo e felice, dall&#8217;altra parte&#8221; ma rispondo solo &#8220;non lo so&#8221;. Il sorriso è una grande apertura, come mi ha insegnato mia mamma. Lei sa fare molto bene i sorrisi &#8220;aperti&#8221; e che io sappia non nasconde quasi niente. Tuttavia, anche quando ero piccolo, misteriosamente ho sempre boicottato i sorrisi agli altri. Adesso con le reti relazionali è simile, devi mettere foto di te stesso, e possibilmente sorridere. Nessuno vuole conoscere qualcuno sempre triste e immusato. E qui la fantastica frattura tra il mondo americano dei sorrisi impostati di chi conosce le regole della società, e l&#8217;interiorità delle persone.<br />
M non sorrideva mai nelle foto, diceva che riguardando le foto da vecchio avrebbe creduto che sorridendo sempre nelle foto sarebbe sembrata una vita molto felice, mentre la sua vita non lo era. Con questa frase ho rotto circa trenta regole di questo blog. non si scrive la parola &#8220;vita&#8221; e neanche &#8220;blog&#8221; &#8220;amicizia&#8221; e &#8220;sincerità&#8221;. Ma almeno ho mantenuto la regola sulla continuità dei post.</p>
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