a Google lo fanno

Aziendalmente Google è l’eterno altrove. Dai miei pochi contatti con persone che già ci lavorano non sono riuscito a capire se sia veramente così. Anche oggi comunque mi sono sorpreso a pensare nel mezzo di una riunione “a Google lo fanno”. stavolta anzichè dirlo l’ho solo pensato, e come ogni volta… il pensiero che resta dentro genera altri …altrove, più forti e concreti delle parole che escono e sfogano nelle naturali incomprensioni la loro forza propulsiva.

Parlando di grandi aziende, mi torna in mente quella volta che avevo deciso che sarei andato a lavorare al MacDonalds. Quel modulo d’iscrizione cel’ho ancora, da qualche parte nell’archivio delle cartacce.

Update: inutile dire che col nuovo bot umano che porta news google si sta superando e con la massa critica che si portano dietro una scoreggia scatena davvero uragani. Invece metto un link utile su come scrivere sigle in xhtml validato dello Sberno anche se dovrei pubblicarlo su NG. La grande novità del giorno invece sono i nuovi snippet.

fanatismo creativo e scoperta dei processi cognitivi dell’acquisto

una delle mie motivazioni all’acquisto principali è sempre stata l’auto formazione. vedo un artista che vorrei essere e lo compro per studiare come dovrei diventare. Poi vabè tipicamente non applico il 10% di quello che avrei voluto fare.

Se applicassi sarei famoso e felice: è uno degli altri processi mentali che servono come giustificazione e auto-assoluzione per il primo dei peccati: non essere cosa vorrei essere.

Poi vedendo che l’idea è impossibile metto in discussione la sensatezza e la possiblità di quel genere d’idea.

poi mi perdo. e mi ricordo che da parte ho tantissimi progetti concreti da portare a termine e che procrastino in funzione di una navigazione istintiva e disperatamente umana… di feed in feed.

cosi finisco per pubblicare l’ennesimo contenuto web amatoriale che forse sfamerà una necessità di persone che non conoscerò mai e che non mi daranno mai in cambio qualcosa (il circuito invece si chiude quando vai al cinema e paghi per vedere un attore famoso, che magari ti restituirà qualche emozione, ma il più delle volte è solo un’architettura delle masse critiche determinate dalla popolarità stessa).

come si diventa uno di quegli attori non lo so, ma come da una persona sconosciuta posso trovare qualcosa di interessante tanto da seguirlo per anni (o semplicemente abbonandomi a un suo feed) posso capirlo coi film della BlueTongue (idem per fare una crew che regga inizialmente attori e comici lavorano tra loro, gratuitamente (esempi: team di ciro il figlio di target, macciocapatonda, e Nash Edgerton che nel 2007 postava cortometraggi su QOOB e nel 2009 gira un film con villageroadshow).

stessa cosa per la musica (ancora last.fm che resta una sola rete vuota tra le persone vere comunque).

Compri quando sei social affezionato (social nel senso di networking sociale). Lo si diventa:

  • condividendo con gli amici passioni per attori già famosi
  • in solitaria trovando prodotti di qualità di nuovi altri utenti della rete non famosi, che si seguono nel loro evolvere scendo dalla rete e si comprano dopo averli visti “sbocciare” nel mondo reale, con soldi e collaborazioni nell’industria storia del media.

tristemente addormentati nel recinto della blogosfera invece tutti noi, italiani, che crediamo ancora nell’altrove dell’america dell’evoluzione della creatività in circuiti spendibili sul mercato.

Esseri pubblici tra Francesco Facchinetti, Rainet e X-factor

facchinetti rainet factor

Spentosi il mio snobbismo per la Tv, Francesco Facchinetti mi sorride tra Bastard sons of dioniso e yuri e daniele ed enrico. Personaggi dal DNA modificato geneticamente per calzare nel format internazionale di X-Factor? Amen. non mi interessa che i blog gestiti da RaiNet abbiano una grafica abbozzata in velocità. Mi fa ridere che il pubblico sia costantemente sturlonato dai biancovestiti animatori tipo villaggio turistico.

Non mi interessa neanche che sul myspace e sul sito ufficiale dei tBSOD non abbiano messo un negozio online e nemmeno un mp3 in download per tutti quelli che ieri sera hanno visto la puntata. Guardo i numeri degli ascolti e poche migliaia sembrano piccole nei confronti del mercato, del mondo grande e della sete di popolarità che ci abitua a considerare gli artisti come moderne divinità irraggiungibili e depositarie del “segreto”.

In questo senso, tutto il format di X-Factor è una ammirevole domanda che i presentatori pongono in continuazione consapevoli delle dinamiche alla radice dell’interesse, televisivo e forse umano. Lo stesso interesse che in tempi non sospetti mi aveva portato (trascinando il solito inconsapevole Andrea tra l’altro) a vedere Morgan in concerto, in un campetto da calcio desolato della provincia di Parma. Bel momento quando Morgan insegna a tutti i presenti come si comporta uno showman quando si dimentica la canzone: si dice “vaffanculo me la sono dimenticata, ne faccio un’altra”.

Guardo la lunga lista di concerti dei TBSOD e mi ricordo che la carriera è fatta di fatica, esperienza e tutte quelle menate che mi animano nei giorni di pioggia da solo davanti al computer, e nelle giornate di sole davanti al computer: le stesse menate che mi deprimono quando sono da solo in macchina.

Mi interessa la scelta e la scommessa degli ospiti di X-Factor Italia, prima Anastasia, poi Mogol. Mi interessa il tentativo di offrire un’emozione Live che abbia un sound “professionale”, seppure con la scomoda alternativa delle basi preregistrate (comunque massimo rispetto a chi riesce ogni volta a tenere lontano il temibile effetto Amici-del-karaoke)… e penso a come sarebbe bello vedere gli uochi toki (cioè gli anti-x-factor) al prossimo x-factor.

Mi fa pensare l’impegno di Francesco Facchinetti (1980) nel cercare un contatto impossibile con il pubblico, anche scrivendo sul suo blog di x-factor, mi commuove un po’ l’impegno che ci mettono lo staff di RaiNet e lo staff di RaiTv nel far entrare tutto questo in un quadrato a immagini in movimento.

Mi mancano i post di Valido. mi mancano il sole della sardegna e gli amici lasciati per rincorrere il computer e la partita iva. Ne ho abbastanza di reti relazionali e star bidimensionali, in ogni caso il 19 torno a vedere i donald thompson.