
Spentosi il mio snobbismo per la Tv, Francesco Facchinetti mi sorride tra Bastard sons of dioniso e yuri e daniele ed enrico. Personaggi dal DNA modificato geneticamente per calzare nel format internazionale di X-Factor? Amen. non mi interessa che i blog gestiti da RaiNet abbiano una grafica abbozzata in velocità. Mi fa ridere che il pubblico sia costantemente sturlonato dai biancovestiti animatori tipo villaggio turistico.
Non mi interessa neanche che sul myspace e sul sito ufficiale dei tBSOD non abbiano messo un negozio online e nemmeno un mp3 in download per tutti quelli che ieri sera hanno visto la puntata. Guardo i numeri degli ascolti e poche migliaia sembrano piccole nei confronti del mercato, del mondo grande e della sete di popolarità che ci abitua a considerare gli artisti come moderne divinità irraggiungibili e depositarie del “segreto”.
In questo senso, tutto il format di X-Factor è una ammirevole domanda che i presentatori pongono in continuazione consapevoli delle dinamiche alla radice dell’interesse, televisivo e forse umano. Lo stesso interesse che in tempi non sospetti mi aveva portato (trascinando il solito inconsapevole Andrea tra l’altro) a vedere Morgan in concerto, in un campetto da calcio desolato della provincia di Parma. Bel momento quando Morgan insegna a tutti i presenti come si comporta uno showman quando si dimentica la canzone: si dice “vaffanculo me la sono dimenticata, ne faccio un’altra”.
Guardo la lunga lista di concerti dei TBSOD e mi ricordo che la carriera è fatta di fatica, esperienza e tutte quelle menate che mi animano nei giorni di pioggia da solo davanti al computer, e nelle giornate di sole davanti al computer: le stesse menate che mi deprimono quando sono da solo in macchina.
Mi interessa la scelta e la scommessa degli ospiti di X-Factor Italia, prima Anastasia, poi Mogol. Mi interessa il tentativo di offrire un’emozione Live che abbia un sound “professionale”, seppure con la scomoda alternativa delle basi preregistrate (comunque massimo rispetto a chi riesce ogni volta a tenere lontano il temibile effetto Amici-del-karaoke)… e penso a come sarebbe bello vedere gli uochi toki (cioè gli anti-x-factor) al prossimo x-factor.
Mi fa pensare l’impegno di Francesco Facchinetti (1980) nel cercare un contatto impossibile con il pubblico, anche scrivendo sul suo blog di x-factor, mi commuove un po’ l’impegno che ci mettono lo staff di RaiNet e lo staff di RaiTv nel far entrare tutto questo in un quadrato a immagini in movimento.
Mi mancano i post di Valido. mi mancano il sole della sardegna e gli amici lasciati per rincorrere il computer e la partita iva. Ne ho abbastanza di reti relazionali e star bidimensionali, in ogni caso il 19 torno a vedere i donald thompson.