faccio i 160 sulla 131 con la suzuki. Arrivo che M come promesso è pronto. Punto al centro di Oristano, chiamo la Ste e partiamo. Scusate amiche non mi ricordo i nomi. Facciamo un po’ di fatica a ingranare. Quando nei pressi del paese natale della mamma la Ste, mi chiede di fare una piccola recensione degli offlaga, dico che
la prima volta che li ho visti eravamo a bologna, e l’estragon era murato. Quella volta Piero e marcello sono scappati alla terza canzone, si stavano “”imparanoiando”". Inutile descrivere la bellezza della musica elettronica. Inutile tutto. poi dico si, il cantante in realtà non è che canta… loro 3 sono perplesse, poi M completa, si, diciamo che le recita, dal fondo della macchina parte l’ola. Ci perdiamo per una mezzoretta e comunque arriviamo al poetto che è notte, non ho mai visto un posto così suggestivo per un concerto (a parte tharros che però è troppo signorile). Enorme spiaggia piatta e interminabile, luna tersa in cielo scuro, montagne, stelle e luci di cagliari sui lati. poesia a manetta. Il calypso è vuoto e appena entro, con due panini in mano e delle birre vedo un uomo dall’aspetto ordinario, tutto vestito di nero. Lo saluto e gli dico che gli voglio bene, chiedo se posso stringergli la mano, dice “”ok, non so perchè ma va bene”". Dico per tranquillizzarlo “”tu sei il cantante, no?”", lui si agita, e dice “”si lì al tavolo invece c’è il resto del gruppo”". non li cago. eppure sono persone importantissime. mistero. abbiamo fame, M è eccitato quanto me, per paura di shrodinger decide di non intervenire, e registra ogni dettaglio da lontano. resta deluso quando max (l’uomo che non canta) prende il caffè al bar. sperava non lo prendesse. a fatica indico una focaccia fredda al prosciutto. ci chiedono se facciamo parte del gruppo. dico di no e un secondo dopo penso che potevo mangiare gratis. iniziano i suoni, sento basi elettroniche, penso che sarà una bella serata. max accenna una sparecchiata di tavolo e poi esce telefonando, M chiede, con chi sarà al telefono? vado a vedermi un po di soundcheck, anche le spalle sono brave. quando torno sento che manca un caffè, vado al bar e c’è M con due birre, dico un caffè, e M dice ma io ho preso le birre, la berrò dopo, dico. è tutta una serie di dico e dice, amen. il caffè è servito in bicchieri di polistirolo che non sopporto A perchè sono di polistirolo B perchè tengono la temperatura del sole all’interno. Visto che non si raffredda, e vedo il non cantante che fa strani segni su un foglio bianco penso abbia bisogno di compagnia. vado e chiedo se posso fare una domana strana e noiosa. fa la faccia di uno che si caca il cazzo, ma dice ok. Vedi le rockstar educate… cos’hai votato? lui dice ***. io sono un po’ atterrito, non mel’aspettavo. capisce la mia espressione, pensavo a qualcosa di più radicale, l’ideologia c’è o non c’è. e invece. dice sai ho militato per tanto tempo, mi è sembrata la scelta più coerente anche se certo non è quella esatta. non riporto esattamente perchè esiste la privacy al mondo, comunque mi racconta un po’ di storia politica di casa nostra, l’argomento gli piace lo ascolto volentieri. ma intanto penso che allora non avevo capito niente, dell’album, della loro storia. cerco di dirgli che l’album è creato da un punto di vista oltre lo schieramento, che è una descrizione puntuale di una realtà soggettiva. lui non sembra approvare. è molto partecipe e presente. lui crede davvero. e per primo nomina la fede. a quel punto capisco che la discussione sta sbarellando, e gli chiedo della sua vita privata, poi racconto di mio babbo, di parma. mi chiede della sardegna, devo raccontare. poi si scrive il mio nome su quel foglio che stava scarabocchiando, spero che mi scriva, penso. ci salutiamo come due che si rivedranno tra 5 minuti. taglio la parte in cui gioco a calcetto e pareggio con fatica perchè pensavo troppo. Inizia il concerto con una scaletta difficile se qualcuno cel’ha, io ho spento il cervello che ricorda i nomi, ho però le facce dei 3 ragazzi che suonano, due in estasi e uno che sembra cagare con fatica. hai voglia a dire che non sei frontman, da questa parte stanno in silenzio quando non cantano le tue parole. La solitudine in mezzo alla folla è sempre potentissima, ti vedo lassù e mi chiedo a chi stai parlando, mi chiedo come stai a ripetere quelle parole tutte le sere, una dietro l’altra, sento la tua voce che negli anni si allena e si scalda, e si scioglie, ti vedo lanciare la pantofola per terra e penso quante altre volte serviranno… per accettare e chiuder lì. Fenomeno mascherato, sei così concentrato che sembra tu lo faccia per te stesso, e da questa parte siamo tutti sul tuo pianeta, dimentichiamo la spiaggia, dimentichiamo pezzi delle nostre storie e chi abbiamo lasciato a casa. tiri fuori energia per far cose, dal passato, giri l’italia. Sono a braccia incrociate e sento qualcosa cascarci in mezzo, apro gli occhi e c’è una cicca al cinnamon. ne do metà a M, ne raccolgo una da terra e vorrei scambiarla con una sigaretta, l’amica della Ste mi dice che me la da gratis (la sigaretta). Pubblico militarizzato, le canta tutte. restiamo basiti dalla preparazione tecnica e un po’ infastiditi. Si anche noi le sappiamo, ma alcuni cristi che non le sanno, tipo le nostre 3 ragazze bellissime che si sono fatte 200km strette sul sedile dietro della suzuki, penso a loro e spero si divertano. Ma io sono lì per me, voglio (ho bisogno di) ascoltare. e quando Ste&C se ne vanno per via del freddo sento un rinculo di solitudine. Era quello che cercavo. Ora mi fate pesare i vostri 40nt anni, di esperienza e feeling col pubblico, penso che posso godermi un po’ di musica, il volume è alto, siamo soli al centro della spiaggia e c’è un vento caldo e umido. Alla fine, me ne vado soddisfatto, penso che forse compro un cd, mi ero masterizzato gli mp3 e per voi posso spendere qualche euro. C’è una fila impossibile, spero che facciate più pila voi in una sera che l’arrogante bottegaio in un mese. Spero che vi torni almeno un decimo di tutta la Disco Pax che generate.