Espressionismo death* metal

Ciao Amici,

oggi vorrei segnalarvi alcuni momenti d’oro del metal su internet.

Nelle foto sopra potete vedere come si stira e si pulisce casa nel mondo del death metal, come si va a mangiare al Mac Donalds e come viene rappresentato il Sole nella versione dei TeleTubbies per i figli di genitori death metal.

* in realtà sarebbe black metal, ma so che non vi scandalizzate

 

Sopravvivere socialmente

Sembrerebbe impossibile vivere in assenza totale di soddisfazioni o felicità. Invece è possibile sia vivere che lavorare. Vado avanti facendo leva sulla sordità emozionale. Poi in questo ultimo anno di social network, dopo aver aperto il twitter, il facebook, il friendfeed (e dopo aver chiuso il badoo e conservato il msn e il gtalk e il skype) mi rendo conto di come l’unico posto dove poter scrivere avendo la certezza che qualcuno non risponda, è questo.

Update (pochi minuti dopo): azz, mi ero dimenticato che IntenseDebate aggrega i commenti di friendfeed.

non decidere

tsuda french

La posizione di non-fare è attiva, il non-essere è attivo. così come diceva Tsuda.

il fatto di aver puntato in quella direzione pur sbagliando strada mi sconcerta, l’idea di sbaglio stessa scompare, come avevo cercato di dire con generatore. Steve Jobs parlava di collegare i puntini, guardando indietro nella propria vita le cose diventano chiare, diceva ai laureati di stanford. Lo pensavo oggi sul treno in un momento di lucidità pre-catalessi. Al mio risveglio, appena prima di Salsomaggiore tutto aveva senso, la solitudine, il non fare, ignorare il mondo attorno e lasciami solo e pieno dei miei pensieri, su lavori da organizzare e mettere in strada, e tutto quel genere di cose che sei stimolato a fare quando sei lanciato con la tua attività. E dopo anni ho riparlato con la Dolma che è al centro di un progetto incredibile e così pieno di vita e cose a me lontane che mi da le vertigini. E ho parlato con Michele e visti i suoi loghi per il sito che al momento Google non vuol saperne di posizionare. Dopo la sconfitta a viso aperto parlando con la Gio stamattina (che mi ha fatto capire che non c’è posto per quello che voglio esprimere), e dopo le penalizzazioni di Google, non ho niente in mano e invece mi sento cosi pieno di grinta e possibilità e azione, che un po’ mi faccio pena per quello che sono diventato. Pelato, col portatile tutto il giorno, l’ultimo innamoramento almeno 5 anni fa e nessuna predisposizione ad allontanarmi dal silenzio, autoimposto, distruttore, rigeneratore e incatenatore. Il silenzio può fare tutto, e unito all’ascolto attivo di chi mi sta attorno rende la mia mente dinamica e creativa. Mi sembra che tutto sia possibile e mi sembra di capire che ci saranno cose belle all’orizzonte. Ogni mattina sta ricominciando a sorridere, piano piano mi sento sulla carreggiata, sento che il mio progetto solista sta ricominciando e trovo la forza di impegnarmi a scoprire gli arrovellamenti della partita iva, dei contratti di lavoro, vedo le persone in prospettiva e di alcune provo a fidarmi e di altre sento la paura dagli echi del passato. E so che tutte le cose belle che riesco a costruire verranno distrutte, e cerco di allenarmi a trovare cose delle quali non conosco l’esistenza. Come diceva Did you know, cerco di allenarmi a risolvere problemi che ancora non esistono. Faccio lunghe liste di To-Do che prima o poi mi daranno la gioia di essere spuntate, completate, messe in riga. Trovo lo spazio per seguire i progetti no profit di conoscenza condivisa, e riesco a fare un buon lavoro grazie a tutte le belle persone che incontro in ufficio tutte le mattine. e tutte le sere (grazie Saro). Domani sarà l’ora di presentare un altro progetto, che come tanti forse non partirà oppure forse piacerà e sarà creduto fattibile. E verrà finanziato, e ci lavoreremo per scrivere di Salsomaggiore, e Parma e dell’Emilia come vorrei che qualcuno avesse scritto a me. O come cercheremo di capire sarà necessario.

E in tutto questo il mio io è finalmente scomparso e mi guarda da lontano annegato in un lago digitale.

Lucidità

stati-danimo1

Vedo di costruire qualcosa tipo equilibrio, mi manca cantare ma sento che è giusto stare zitto, i denti fanno fatica a spuntare e ho costantemente la guancia infiammata. Sul treno in silenzio tutti i giorni penso al futuro, ideale. Vado a vedere un sacco di case tutte le settimane. Sono preso da una forte voglia di organizzare, ottimizzare e capire, parto da me stesso e faccio una fredda tabella.

Update: di lucidità parla anche il nuovo album dei Uochi Toki (Libro Audio) che sto ascoltando a manetta in ufficio. Caro Napo, pensa a una release dell’album anche per chi sta scrivendo Xhtml per piacere. Comunque, bellissimo (sempre che non t’incazzi per la brevità e semplicità dell’affermazione). Ti pago quando vieni in concerto a Salsomaggiore.