Le capre sugli alberi potrebbero mangiarsi ogni foglia

capre sugli alberi marocco

Mentre Yahoo sembra essere al secondo posto tra i siti dalla maggiore influenza in occidente, e Google ha appena manifestato il suo primo tilt nel servizio agli utenti (anche se in realtà Google sembra essere stazionario nei ricavi dalla pubblicità, dopo l’immensa scalata degli ultimi anni), in realtà mi accorgo della scarsità di fantasia nell’indicizzazione da parte dello stesso Yahoo che sembra dare rilevanza spropositata alla composizione delle URL piuttosto che proporre risultati alternativi in funzione dell’analisi dei relativi nella matrice dei link sul database. Anche se è assurdo parlare di database.

Mentre Google sembra dare troppo ascolto e addirittura supportare l’ottimizzazione per i motori di ricerca (con strumenti come Webmaster tools prima di tutto) è come se stessero provando a dimostrare che il conflitto d’interessi su internet è risolvibile. Forse perchè infinito (la dimensione dello spazio sul web) è divisibile per un numero umanamente percepibile grazie al travaso dei significati nelle famiglie di keywords.

Con tutti questi pensieri in testa Guido mi ha proposto un redesign per il logo di GoatSEO, e inizio a sentirmi infinitamente inutile al cospetto di grandezze come quelle di Gavino e Godard (pochi secondi di :deep: mi hanno ricordato un esperimento fatto con l’armonica qualche anno fa, esperimenti poi tragicamente abbandonati in funzione della ricerca di feedback su altre sponde, ricerca che ha dato frutti solo nell’ottimizzazione dei motori di ricerca).

Resta una bella sfida capire verso quale ricetta della fantasia si spingerà il prossimo algoritmo di Google, dato che quelli scorsi sembrano aver avuto un effetto collaterale nel gigantesco accesso alle informazioni che poi è stato ingrato verso chi le ha fornite. Dare i dati, condividere la conoscenza è una cosa, fornire risorse utili un’altra, e fidelizzare la clientela un’altra cosa ancora.

ti leggo perchè ti conosco e mi ricordi un po’ me

Anni interi a guardare la casella della posta vuota. C’è sempre l’idea che siccome scrivi in pubblico tantissimi possano leggere. Poi vedi le statistiche che non salgono, nessuno ti scrive e ti senti di aver perso qualcosa. Poi ho capito che internet non è parlare Uno a Molti, ma parlare Pochi a Pochi. Così si spiegano i pochi visitatori e così nella mia mente siete spiegati anche voi che tornate misteriosamente su queste pagine. Mi conoscete.

Conoscere qualcuno e legarlo alla propria esperienza personale è alla base dei modi di scoprire il mondo. Ascolto la musica che ascolta martino, guardo i siti che guarda alle, mi interesso di cosa si interessa mio padre. E’ energia anche scambiare nuove conoscenze (che poi il nuovo non esiste diciamolo). Forse anche per questo funzionano le reti sociali ultimamente.