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	<title>...rrr &#187; dialetti</title>
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		<title>Lingua sarda e dialetto emiliano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 23:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>pur non essendo figo come il sardo (che è una lingua nobile, con parti ancora in latino, spagnolo e arabo) anche il dialetto delle <em>mie zone*</em> ha qualche carta da giocare:</p>
<blockquote><p>il verbo <em><strong>&#8220;scantare&#8221;</strong></em>. spesso usato nella forma riflessiva </p>&#8230;</blockquote>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pur non essendo figo come il sardo (che è una lingua nobile, con parti ancora in latino, spagnolo e arabo) anche il dialetto delle <em>mie zone*</em> ha qualche carta da giocare:</p>
<blockquote><p>il verbo <em><strong>&#8220;scantare&#8221;</strong></em>. spesso usato nella forma riflessiva (<strong>scantarsi</strong>) o imperativa (<strong>scantati</strong>!). credo derivi da cantone, cioè angolo. qualcosa come &#8220;esci dall&#8217;angolo&#8221; scantati!. Spesso usato in sostituzione di &#8220;cresci!&#8221; o &#8220;impara!&#8221; o &#8220;svegliati&#8221; i pnlisti direbbero forse &#8220;<em>esci dalla tua zona comfort!</em>&#8220;</p></blockquote>
<blockquote><p>l&#8217;altra parola è <strong>nàdor</strong>, che mi hanno spiegato mio zio e mia cugina che significa anatra. viene usato spesso come sinonimo di &#8220;ocone&#8221; o persona poco sveglia. io ho sempre pensato fosse sinonimo di &#8220;sfigato&#8221; e mi sono sempre offeso molto. per niente.</p></blockquote>
<p>Le due parole in questione, vengono spesso usate in un&#8217;unica frase, che suona circa &#8220;<em>mo scàntôt, nador</em>&#8221; che tradotto letteralmente dice qualcosa come &#8220;<em>dai esci dall&#8217;angolo, anatra!</em>&#8221; e invece significa circa &#8220;<em>ma svegliati, cretino</em>&#8220;.  A riguardo infatti sempre in provincia di parma c&#8217;è un&#8217;altra bella espressione, cioè &#8220;rimasto dentro&#8221;. <strong>Rimasto dentro</strong>, si usa spesso quando una persona si appassiona così tanto di una certa cosa, da non fare altro nella vita, o comunque tanto da dare minore peso a tutte le altre attività. I giovani di milano di qualche anno fa avrebbero detto che è &#8220;<em>andato in fissa</em>&#8220;. Notiamo quindi come l&#8217;assenza di movimento (rimanere dentro, non uscire dall&#8217;angolo) sia visto in modo profondamente negativo, già nella coscienza stessa della lingua che parliamo.</p>
<p>Tornato a casa da scuola, quando facevo le elementari, andavo a mangiare (di solito da solo dato che gli adulti avevano già mangiato) poi andavo in camera a guardare la tv, spesso addormentandomi. Nel pomeriggio spesso uscivo con Filippo o Stefano  (coi quali poi ho fatto una serie di cazzate che li ha allontanati quasi definitivamente) o Alberto: andavamo in bicicletta o giocavamo coi transformers, o guardavamo film della videoteca dello zio di Filippo (spesso e volentieri gli zero zero sette) e giocavamo coi videogiochi. Alle medie, avendo cambiato città per volontà di mio padre, non uscivo più con gli amici del paese e neppure riuscivo ad uscire con gli amici di scuola perchè avevo sempre bisogno che qualcuno mi portasse in macchina. Mitologiche erano le uscite con mio nonno, mia nonna o spesso anche mia madre, che mi portavano &#8220;a giocare con gli amici&#8221;. Questo viaggio apposito che doveva poi comprendere anche un momento di &#8220;ritorno&#8221; portava spesso ad avere rapporti freddi con tutti gli altri amici, che chissà forse mi vedevano come un UFO che arrivava ogni tanto e poi scompariva. Cosa c&#8217;entra tutto questo col dialetto? poco niente, ma avevo voglia di scriverlo e non avrei ancora finito ma è arrivato il treno.</p>
<p><strong>*le mie zone:</strong> sarebbe bello definire intanto quali siano le mie zone, dato che mio padre essendo nato a modena ed essendoci vissuto, quando parla in dialetto usa le inflessioni modenesi (che lo ammetto, mi fanno lollare). Mia madre è nata a Felegara, ma non parla mai in dialetto ed essendo cresciuta in albergo tende verso una specie di italiano universale, con tutte le sporcature tipiche della provincia di parma.<br />
i popoli che hanno portato avanti i due diversi dialetti a cui penso (sardo e parmigiano-modenese, che non c&#8217;entrano nulla col <a href="http://www.parmashop.it/italiano/parmigiano-reggiano.html">pamigiano reggiano</a>) sono diversi, anche geograficamente. Poi essendo cresciuto più tra internet e alberghi che in mezzo al dialetto, la mia lingua personale è una specie di parmigiano con tendenze all&#8217;italiano e inflessioni nerd.</p>
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