Proposta per i graffiti nella stazione temporanea di Parma

Salve Signor Sindaco,

sono un passeggero abituale della tratta Parma-Salsomaggiore, ne approfitto per farle i complimenti per questa tratta che è comodissima per tutti lavoratori come me che devono arrivare a Parma dal mio comune.

Nella giornata di oggi sono comparsi su un muro del nuovo sottopassaggio della stazione di Parma alcuni graffiti. Non sono particolarmente brutti, tuttavia sono incompleti. I ragazzi che li hanno fatti hanno approfittato delle pareti del nuovo sottopassaggio che sono state tinteggiate di fresco, e quindi avevano molto spazio per “esprimersi”.

le chiederei in via non ufficiale di “gestire” questa situazione per lanciare una piccola campagna di integrazione, che dia la possiblità ai ragazzi che vogliono fare murales di completare la loro opera, rendendo il sottopassaggio della stazione di parma una piccola opera d’arte piuttosto che un luogo in cui i ragazzi tentano di scrivere e le amministrazioni finiscono per spendere soldi pubblici per dover rimettere a nuovo le pareti.

le dico questo perchè i “graffitari” rispettano le opere “compiute” dei loro colleghi, e quando un graffito è completo, non viene quasi mai “sovrascritto” da altre “tags” che in gergo sono le “firme” che ogni graffitaro mette quando trova uno spazio vuoto. Le firme sono anche la parte del graffito che la maggior parte della gente trova brutte, dato che non hanno una reale connotazione iconografica o comprensibile.

I graffiti completi, come quello le cui basi sono state tracciate nel sottopassaggio della stazione d parma, vengono rispettati anche dalla critica artistica, e sono considerati a tutti gli effetti delle piccole opere d’arte contemporanea.

Ora io non conosco gli autori di questi graffiti che sono comparsi per la prima volta nel sottopassaggio di parma, ma visto che c’è in piedi tutto questo progetto della stazione temporanea che espone in lungo e in largo piccoli poemi sulla poesia dei progetti contemporanei, credo sarebbe bello aprofittare della disponibilità dei “graffitari” per rendere davvero aperta a tutti la stazione di parma.
alcuni esempi di opere simili si trovano in tutt’europa, le faccio l’esempio della metropolitana di parigi dove ogni stazione è stata trasformata in una esposizione permanente di installazioni di artisti locali e internazionali, dando lustro a tutta l’amministrazione locale di parigi, e notorietà internazionale alla stessa metropolitana di parigi.

Per fare anche nella nostra stazione di Parma un piccolo progetto di integrazione tra l’ “arte” spontanea dei graffitari e gli spazi comuni del nuovo sottopassaggio, basterebbe credo mettere un foglio, firmato dalla sua amministrazione, sui muri in cui si possono fare murales, negli orari consentiti e secondo regole che l’amministrazione può stabilire (ad esempio le opere fatte con lo spray puzzano molto mentre vengono eseguite, e servono protezioni particolari per non inspirarne i gas, protezioni che tutti i ragazzi che fanno murales hanno già)

arrivederci a presto e grazie per aver letto questa lunga lettera

simone

I folli della carta stampata

scultura-albero-tagliato

Essendo disponibile il nuovo EP dei Tv On the Radio, che si chiama Read Silence (che tra l’altro è quasi anagramma di Dear Science), seppure si viva nell’ epoca in cui tutti sentono la natura che urla disperata, c’è ancora qualcuno che ha voglia di stampare carta che nessuno leggerà.

sono le riviste indie: tipicamente stampate da amici/parenti tipografi consenzienti, in meno di 1000 copie. I più prepotenti chiedono anche soldi per la pubblicità, altri le distribuiscono gratuitamente.

Ecco un elenco delle inutili riviste che conosco solo perchè ci scrivono miei amici/parenti:

sono 4 in meno di 4 anni. e solo perchè possiate vivere l’esotico brivido del vanto effimero: scrivo! sono famoso! sono figo!

Ragazzi per piacere apritevi un blog e rassegnatevi ad essere ignorati, come tutti noi, come Scòzzari insegna.

Update: spero che al litcamp di torino di quest’anno si possa parlare ampiamente dell’inutilità della carta stampata.

Esseri pubblici tra Francesco Facchinetti, Rainet e X-factor

facchinetti rainet factor

Spentosi il mio snobbismo per la Tv, Francesco Facchinetti mi sorride tra Bastard sons of dioniso e yuri e daniele ed enrico. Personaggi dal DNA modificato geneticamente per calzare nel format internazionale di X-Factor? Amen. non mi interessa che i blog gestiti da RaiNet abbiano una grafica abbozzata in velocità. Mi fa ridere che il pubblico sia costantemente sturlonato dai biancovestiti animatori tipo villaggio turistico.

Non mi interessa neanche che sul myspace e sul sito ufficiale dei tBSOD non abbiano messo un negozio online e nemmeno un mp3 in download per tutti quelli che ieri sera hanno visto la puntata. Guardo i numeri degli ascolti e poche migliaia sembrano piccole nei confronti del mercato, del mondo grande e della sete di popolarità che ci abitua a considerare gli artisti come moderne divinità irraggiungibili e depositarie del “segreto”.

In questo senso, tutto il format di X-Factor è una ammirevole domanda che i presentatori pongono in continuazione consapevoli delle dinamiche alla radice dell’interesse, televisivo e forse umano. Lo stesso interesse che in tempi non sospetti mi aveva portato (trascinando il solito inconsapevole Andrea tra l’altro) a vedere Morgan in concerto, in un campetto da calcio desolato della provincia di Parma. Bel momento quando Morgan insegna a tutti i presenti come si comporta uno showman quando si dimentica la canzone: si dice “vaffanculo me la sono dimenticata, ne faccio un’altra”.

Guardo la lunga lista di concerti dei TBSOD e mi ricordo che la carriera è fatta di fatica, esperienza e tutte quelle menate che mi animano nei giorni di pioggia da solo davanti al computer, e nelle giornate di sole davanti al computer: le stesse menate che mi deprimono quando sono da solo in macchina.

Mi interessa la scelta e la scommessa degli ospiti di X-Factor Italia, prima Anastasia, poi Mogol. Mi interessa il tentativo di offrire un’emozione Live che abbia un sound “professionale”, seppure con la scomoda alternativa delle basi preregistrate (comunque massimo rispetto a chi riesce ogni volta a tenere lontano il temibile effetto Amici-del-karaoke)… e penso a come sarebbe bello vedere gli uochi toki (cioè gli anti-x-factor) al prossimo x-factor.

Mi fa pensare l’impegno di Francesco Facchinetti (1980) nel cercare un contatto impossibile con il pubblico, anche scrivendo sul suo blog di x-factor, mi commuove un po’ l’impegno che ci mettono lo staff di RaiNet e lo staff di RaiTv nel far entrare tutto questo in un quadrato a immagini in movimento.

Mi mancano i post di Valido. mi mancano il sole della sardegna e gli amici lasciati per rincorrere il computer e la partita iva. Ne ho abbastanza di reti relazionali e star bidimensionali, in ogni caso il 19 torno a vedere i donald thompson.

Le serate in provincia di Parma

nero blanco contro la solitudine

Scenari possibili per le mie serate, dalla meno probabile alla più probabile

  1. andare al Nero Blanco di Parma: note - portare gente simpatica e sperare che continuino ad esserci i buttafuori giusti e che magari mettano house pesante (visto che mstrkrft, daft punk, teddy bears, shout out out out, justice, david guetta, vitalic, laurent garnier, kitsune maison, sono così vicini al resto d’europa e cosi lontani dalla playlist dei dj che riescono solo ad alienarmi con raffaella carrà e village people)
  2. fare sport e passeggiare per il parco
  3. aspettare il festival beat di salso
  4. aspettare qualche altro concerto
  5. andare a cantare col coro: prima trovare un coro vicino a salsomaggiore
  6. andare al devils di salsomaggiore: portare gente simpatica, stare tranquilli
  7. guardare un film sulla rai
  8. guardare x-factor
  9. andare al taun di fidenza: tenersi informati sui concerti
  10. leon doro di salsomaggiore: portare gente simpatica, spendere poco e mangiare la pizza storica di salso.
  11. randevù des artistes: altra pizza che mi godo a salso
  12. aspettare che la silvia risponda
  13. leggermi statistiche, articoli e cazzate da nerd piuttosto che un bel libro
  14. andare a sentire i donald thompson
  15. stare in casa a sentirmi inadatto per qualsiasi rapporto umano
  16. andare al cinema a salso
  17. stare da solo giocando a videogiochi di conquista dello spazio
  18. organizzare i prossimi corsi di seo e referenziamento di siti internet
  19. lavoro: posizionare i siti dei clienti sui motori di ricerca

passa il tempo e guardo la mia interiorità. Alcune idee non le posso dire: il mondo sembra volere concetti infallibili, mentre nei pensieri c’è sempre una parte di imprecisione, supposizioni, sogni a volte e le cose giuste e belle hanno la stessa radice di quelle che causano dolore e smarrimento. Per esprimere i sentimenti uso il coraggio per osare le follie, proprio come quando ballo. Devo fare leva su tutte le mie paure più forti per alzare un piede e iniziare il movimento innaturale imposto dal ritmo e dai costumi locali. Così tutte le volte che ballo in pubblico è per me un piccolo evento, di solito una figuraccia evitabile: come coi sentimenti.