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	<title>...rrr &#187; imparare a svegliarsi</title>
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		<title>riassuntone</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 01:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[imparare a svegliarsi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-536" title="maestra-sardegna" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/10/maestra-sardegna.jpg" alt="" width="373" height="294" /></p>
<p>diciamo che sono tornato dalla <strong>sardegna </strong>in pianta stabile. Ma tornato dove? a <strong>Salsomaggiore</strong>. Perchè salso e non parma? perchè a salso si respira ancora.</p>
<p>il <strong>futon </strong>è la prima grande invenzione dopo il pavimento, per dormire comodi e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-536" title="maestra-sardegna" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/10/maestra-sardegna.jpg" alt="" width="373" height="294" /></p>
<p>diciamo che sono tornato dalla <strong>sardegna </strong>in pianta stabile. Ma tornato dove? a <strong>Salsomaggiore</strong>. Perchè salso e non parma? perchè a salso si respira ancora.</p>
<p>il <strong>futon </strong>è la prima grande invenzione dopo il pavimento, per dormire comodi e rilassati. bisogna pensare intensamente &#8220;io sono un gatto, posso dormire ovunque&#8221; e la comodità scaturisce dalle onde emesse dal cervello e si fonde con le ossa del bacino che picchiano sul pavimento, anestetizzandole.</p>
<p>Stamattina lo ammetto, ho dovuto ingannare il mio cervello per <strong>svegliarmi</strong>. E&#8217; come se avessi nella testa due bambini che vogliono giocare e giocare, e è impossibile fermarli. Ovviamente, il loro divertimento preferito è dormire. E mi spiace vietare il miglior divertimento di un bambino&#8230; e così con la motivazione più subdola (non voglio togliermi questo piacere immenso) mi sono sparato le mie orette sul futon. E cosi, consapevole dell&#8217;essenzialità del godere delle gioie semplici senza negarsi nemmeno l&#8217;ozio minimo, ho pensato, dai, mi alzo, vado in bagno e torno a letto. E poi ovviamente la mia macchina mentale per le <strong>motivazioni </strong>s&#8217;è accesa, e la mia giornata è partita.</p>
<p>Poi vabè, sto facendo lavori fighi, ma tipo molto fighi quindi da quel punto di vista sono contento. Stasera anche concerto dei <strong>marta sui tubi</strong> che si sono organizzati per venire fino a fidenza per darmi il bentornato.</p>
<p>ho rivisto molti dei <strong>parenti </strong>che avevo bisogno di vedere, sono andato a trovare gabri che ha perso la barba nera e ha tenuto solo la bianca + sopracciglia bianche, suona ancora da dio, e quando è al piano sembra immortale e a pensare quanto c&#8217;è arrivato vicino, scappa un po&#8217; da piangere, ma comunque, per fortuna che c&#8217;è ancora. Gli ho lasciato il mio CD più bello dei tenores di <strong>orosei</strong>. spero gli faccia il bene che ha fatto a me.</p>
<p>Mi ha scritto una tipa di fidenza su badoo e io non so neanche dove e come si fanno le <em>chiacchiere.<br />
</em></p>
<p>quindi va tutto bene? la risposta è semplice: <strong>NO</strong>!</p>
<p>mi manca <strong>M</strong>, mi manca il <strong>mare</strong>, mi manca il <strong>coro</strong>, mi manca la vecchia ditta e quel modo di lavorare. La prima settimana a casa è stata dolorosamente insopportabile, mi sono chiuso in me stesso cercando di capire perchè ho fatto questa scelta impossibile da capire (ma che comunque in sardegna hanno capito tutti benissimo). Forse qua in provincia di parma c&#8217;è quella cosa tipo richiamo della foresta, non saprei. fatto sta che sono qui, e vedo persone dalle faccie familiarmente sconosciute. Sono andato in comune, ho spostato la residenza ho visto gli appartamenti e scelto quello dove traslocherò (tanto stavolta è facile, ho già tutte le valige fatte).</p>
<p>la sardegna piange allagata, io con lei,  e mi porto dentro le esperienze, le persone, e i sentimenti che non sono riuscito ad esprimere in un solo misero anno. e mentre il piano originario era &#8220;<em>vado in sardegna per imparare a cantare come i tenores</em>&#8221; ed essendo oggi questo piano ufficialmente fallito, <strong>eccomi senza motivo</strong> e con grande, immensa delusione. Ciao gav, ciao tenores, non cel&#8217;ho fatta, son tornato a casa</p>
<blockquote><p><em>adiòs Nugoro amada</em>, prite parto&#8230; in terra anzena</p></blockquote>
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		<title>perchè svegliarsi è cosi difficile</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 11:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[imparare a svegliarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img style="margin-right: 20px; margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/04/cavallo-mustang-shilloute.gif" alt="cavallo-mustang-shilloute.gif" hspace="13" vspace="5" width="300" height="418" align="left" />Ciao Amici,</p>
<p>oggi vorrei parlarvi di una cosa che mi sta molto a cuore: <strong>il risveglio alla mattina</strong>. Ma prima vi racconto un po&#8217; della mia storia, sai come quelli che scrivono i libri per smettere di fumare, e &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 20px; margin-top: 20px; margin-bottom: 20px;" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/04/cavallo-mustang-shilloute.gif" alt="cavallo-mustang-shilloute.gif" hspace="13" vspace="5" width="300" height="418" align="left" />Ciao Amici,</p>
<p>oggi vorrei parlarvi di una cosa che mi sta molto a cuore: <strong>il risveglio alla mattina</strong>. Ma prima vi racconto un po&#8217; della mia storia, sai come quelli che scrivono i libri per smettere di fumare, e ti dicono che loro una volta fumavano tantissimo, tipo 4 pacchetti al giorno.</p>
<p>Anche io mi ero attaccato a tante menate, soprattutto al momento del risveglio. Quando ero piccolo una volta qualcuno mi ha detto che chi dorme molto cresce di più, e siccome mi sono sempre sentito basso (anche perchè non sono alto), inizialmente restavo a letto per crescere di più. Quindi così ho saltato molti giorni di scuola, fin che la scuola non finiva e poi iniziava l&#8217;estate, e potevo dormire tranquillamente, anche se era meno emozionante, perchè non avevo obblighi.</p>
<p>Poi è venuto il lavoro, e capivo che non si poteva saltare il lavoro, per quanto restare a letto fosse bello, e mi svegliavo col cuore pesante e la sensazione di perdermi qualcosa di bello. Poi la giornata iniziava, arrivava il lavoro, il pranzo&#8230; poi la sera uscivo con qualche amico, e tornato a casa stavo sveglio a lungo, fino al cuore della notte. Avevo paura di andare a dormire, anche se non era quella paura tipo quella dei ladri o quella del buio. Era una sensazione precisa che il giorno successivo avrei avuto problemi nel risveglio. E così succedeva.</p>
<p>poi, quando ho avuto abbastanza soldi, ho mollato il lavoro, per un anno e alcuni mesi. mi svegliavo solo quando sentivo di non avere difficoltà, a volte dormivo per giorni interi, anche 2 giorni di fila, alzandomi solo per mangiare velocemente (c&#8217;era mia nonna che mi faceva da mangiare). Poi stavo sveglio per giorni interi, insomma, mi sono fatto il mio ritmo che dopo circa un anno è ritornato simile a quello del pianeta terra, svegli di giorno, dormiti di notte.</p>
<p>Poi avrei continuato così anche un altro anno, solo che avevo finito i soldi, ed è capitato un lavoro come dipendente, e mi sono fatto assumere, sono andato lontano da casa. lavoravo nella cucina di un albergo, e mi svegliavo verso le 8 del mattino. poi andavo a pelare patate, spostare sacchi, preparavo creme, guardavo i cuochi bravi come facevano e cercavo di imitarli. mi sentivo sempre diverso, e sempre un po&#8217; alieno, facevo le cose, ma era come se non mi fossi mai svegliato, anche durante il giorno. Pero il lavoro fisico stancava il fisico, e la sera potevo dormire anche prima di mezzanotte. Ed è cominciata una vita lontana dai pensieri. Poi siccome ero incapace, mi hanno cambiato di posto e mi hanno messo alla reception, dove potevo fare meglio ed essere più utile per l&#8217;azienda.</p>
<p>e lì è cominciato il vero anno di dolore. Ogni mattina mi svegliavo alle 6, mi mettevo camicia, cravatta, giacca, la manutenzione dell&#8217;abito mi impegnava per alcune ore alla settimana tra lavanderia e ferro da stiro. Per essere presentabile, e poi la giornata passava tra un cliente felice e un cliente triste, ognuno coi suoi modi per essere capito, e di corsa per tappare buchi nell&#8217;organizzazione che per stare in economia doveva lavorare con poche persone.</p>
<p>Ogni mattina mi svegliavo senza il tempo di pensare se fosse stato bello dormire oppure no, c&#8217;erano cose da fare alla svelta, e la grossa responsabilità per farne filare dritte il più possibile. Facendo i passi dalla mia camera dell&#8217;albergo alla reception mi sentivo un condannato che va al patibolo (mi scuso per il paragone coi condannati veri, però non so come altro esprimerlo). Tutti i miei sogni, che mi portavo dietro anche durante i giorni, pieni di idee e modi di pensare, anche alternativi, morivano. Potevo applicare solo una regola: la disciplina. La dolorosa accettazione. Che comunque era inutile nel rapporto con le persone, che volevano dialogare con un essere vivo, e non con un morto vivente. Così ho raffinato le mie tecniche di recitazione. Da dietro il mio scudo trasparente vedevo i comportamenti dei miei colleghi, e li riconducevo a dinamiche precise, a volte gli chiedevo come si erano svegliati quella mattina. Per alcuni di loro era difficile, e anche più difficile di quanto lo era per me.</p>
<p>Alcuni di quei giorni, anche se è strano, ho pregato. Poi si è rifatta viva quella sensazione precisa di essere odiato dalle persone in funzione del mio ruolo. E ho pensato di lasciare quel ruolo. Ho iniziato a mandare curriculum. ho trovato la sardegna. ho fatto colloqui, ho trovato vari lavori, ne ho scelto uno, lontano dalla gente. ho studiato. ho avuto qualche risultato. mi sono rimesso a cantare.</p>
<p>e per la prima volta nella vita, una mattina mi sono svegliato felice. con un senso di realizzazione e partecipazione della mia giornata, con la voglia di fare i miei compiti del giorno, come se fossero un buon cibo da mangiare. un periodo durato pochi mesi, che mi hanno lasciato un ricordo intenso e soprattutto la sensazione che è possibile raggiungere vette della soddisfazione, intense.</p>
<p>poi come delle onde, ogni tanto tornano i momenti di bassa marea, e qualche mattina è difficile, ma ripenso alla vita di sacrificio che facevo in albergo, e mi sembra di andare in discesa. Così una mattina ho fermato il tempo, è successo da solo, senza che io volessi. Ero sveglio mentre dormivo, il corpo respirava dormendo, ma la mia mente lucida. Ho potuto seguire tutta la sequenza di avvio del mio corpo, come se fosse un computer. Ho capito che avevo bisogno di una cosa facile, qualcosa facile come un pensiero, per poter iniziare la giornata. Fin da piccolo, sono sempre stato viziato, le cose facili venivano prima di quelle difficili, e così ho sempre rimandato le cose difficili, per avere il premio prima ancora di compierle. Così ho sempre avuto grandi soddisfazioni e felicità gratuite, e sospiri di sollievo e piaceri tipo &#8220;ho saldato il debito&#8221; quando avevo finito di fare anche le cose difficili.</p>
<p>Così in quel momento di buio e pensiero, ho capito la cosa concreta più facile che potevo fare senza sentirmi appesantito. Questa cosa era aprire gli occhi. Ho capito che gli occhi sono una parte del cervello, e che tutto quello che fanno loro, mi è facile come fare un pensiero. E la spesa fisiologica in termini di energie del corpo che serve per aprire gli occhi, è trascurabile. Cosi li ho aperti, e ho visto che guardare questo mondo che avevo attorno, era la cosa di cui avevo più paura. Vedere cosa ho costruito attorno a me, sapere che tutto quello che vedo è una mia responsabilità, e una mia conquista, è un pensiero che mi è stato difficile affrontare come se dovessi portare un mobile di legno su per le scale a chiocciola. Era un pensiero più difficile, e una azione, aprire gli occhi facile.</p>
<p>Ora lavoro col computer, dove tutti i movimenti fisici sono al minimo, e dove gli sforzi mentali al massimo. Posso concentrarmi e vedere di spostare mobili di legno immaginari, e posso portarli in cima a grattacieli senza l&#8217;uso dell&#8217;ascensore.</p>
<p>per tutto questo periodo, per scoprire queste cose, ho dovuto lasciare fuori tutti, lasciare lontani famiglia e amici, e ora stare con le persone è il mio prossimo obiettivo. E cosi stamattina ho telefonato a franco, stando ancora nel letto, sono uscito dal letto parlando con lui dei tempi passati e parlando del futuro e delle persone che abbiamo perso per strada. Ora guardo fuori dalla finestra e mi aspetta un amico, grazie al quale ho potuto vivere tutto questo. M.</p>
<p><strong>e ora alcune tecniche che possono essere utili per svegliarsi</strong>:</p>
<ul>
<li>avere una sveglia che fa musica e non rumore (magari scegliere la musica con cura, un bell heavy metal, o qualcosa di tranquillo vedete voi)</li>
<li>leggere un libro appena svegli, mentre si è ancora a letto (serve una giornata un po particolare però)</li>
<li>avere il cane del vicino particolarmente in forma</li>
<li>avere dei lavori belli da fare</li>
<li>avere dei lavori brutti da fare</li>
<li>prima aprire gli occhi, stare un po fermi a respirare, poi mettere un piede fuori dal letto, poi un altro&#8230;</li>
<li>andare in vacanza, esaminare il risveglio di quando si è in vacanza e riprodurlo a casa durante l&#8217;anno</li>
</ul>
<p>per ora basta, se avete una tecnica vostra, scrivetela qua sotto, ciao grazie a tutti!</p>
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		<title>rifare il letto, silenzio e young</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 22:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[imparare a svegliarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>oggi vorrei parlare di</p>
<p><strong>importanza di rifare il letto</strong>. Me ne sono accorto quando stasera a lezione mi è venuto un calo di attenzione, ho pensato <em>strano</em>, e non mi sentivo le forze per reagire. Tornato a casa &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oggi vorrei parlare di</p>
<p><strong>importanza di rifare il letto</strong>. Me ne sono accorto quando stasera a lezione mi è venuto un calo di attenzione, ho pensato <em>strano</em>, e non mi sentivo le forze per reagire. Tornato a casa ho scoperto con orrore che stamattina nella fretta <strong>non avevo rifatto il letto</strong>.</p>
<p>Questa incrinatura nella forza è scaturita in un mancato riposo psicologico.</p>
<p><span id="more-308"></span></p>
<p>Da quel momento dipende la giornata, ed è andata bene, ero concentrato e lo sono rimasto fino alla fine, ma la distrazione del letto si è ripercossa.</p>
<p><strong>silenzio</strong>. il fatto che la gente su internet sa usare il silenzio molto meglio che nella vita reale, e il fatto che nei concerti l&#8217;atmosfera è fatta dal pubblico quando riesce a stare in silenzio partecipe, cosi anche nelle lezioni. Questo silenzio partecipe è la stessa cosa che cercano i bambini quando vorrebbero attenzione, è quel silenzio che in qualche modo gratifica.</p>
<p><strong>neil young.</strong> Al suo concerto di Massey del &#8217;71 la gente è riuscita a rimanere in un silenzio incredibile, ma soprattutto la voce di Young quando parla del fatto che abita in ranch ed ha un tono così amaro, che quando canta diventa pieno di significato e forte nonostante l&#8217;ottava più in alto. si chiama determinazione.</p>
<p><strong>aperture</strong>. Leo alle lezioni di psicologia parlava di &#8220;aprire&#8221; e &#8220;chiudere&#8221; le persone. Aprire è quando qualcuno si sta fidando di te, e si lascia mettere i semi del cambiamento. Solo quelli che sanno <em>mettersi in gioco</em> possono farlo. Stasera per un attimo mi sono lasciato &#8220;aprire&#8221; e ho perso concentrazione.</p>
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		<title>imparare a svegliarsi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 11:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[imparare a svegliarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img style="margin-right: 11px;" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/01/video-zaxxon2.jpg" alt="sogno zaxxon e lenzuola e svegliarsi presto" hspace="11" vspace="3" width="224" height="549" align="left" />dopo i famosi anni in stato vegetativo, senza stimoli e drogato di cinema, sonno, musica e mast. forse posso dire di esserne fuori, e vorrei capire cos&#8217;è successo per farmi cambiare direzione.</p>
<p>da quando sono in sardegna la fatica del &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 11px;" src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2008/01/video-zaxxon2.jpg" alt="sogno zaxxon e lenzuola e svegliarsi presto" hspace="11" vspace="3" width="224" height="549" align="left" />dopo i famosi anni in stato vegetativo, senza stimoli e drogato di cinema, sonno, musica e mast. forse posso dire di esserne fuori, e vorrei capire cos&#8217;è successo per farmi cambiare direzione.</p>
<p>da quando sono in sardegna la fatica del risveglio, praticamente, non esiste più. negli anni a parma, poi tabiano, poi roma, poi pordenone, ho scoperto città dopo città dolori diversi e di crescente intensità, emotivamente legati ai miei risvegli. Non capivo l&#8217;alchimia, come non la capisco ora; la mancanza di comprensione si aggiungeva al vortice del dispiacere. Per alcuni mesi sentivo anche vocine che piangevano, dentro il petto. Oppure vocine che chiedevano aiuto.</p>
<p>Facevo le cose del giorno, lavoravo in hotel, con la costante vocina nei momenti di silenzio. L&#8217;hotel e il contatto col pubblico sono sicuramente serviti, come sono serviti i corsi e le prove non riuscite. Avere provato per tanti mesi l&#8217;obbligo del risveglio tutte le mattine spesso anche all&#8217;alba, mi è molto utile ora, più che allora.</p>
<p>Allora ero dilaniato dal compiere azioni immotivate per saldare e rendere reali decisioni prese giusto per uscire dalla mia normalità, che stava diventando una gabbia. Poi un giorno ho preso un treno e andavo da bologna a venezia. Ho lasciato il libro al quale mi ero incatenato sul sedile, e dopo due giorni mi ha scritto una ragazza, l&#8217;aveva raccolto.</p>
<p>Avevo scommesso il tesoro che mi aveva tenuto in vita, liberandomi e regalando. Lei ha raccolto, ed ha voluto restituire. E&#8217; nata una corrispondenza, latente. Un castello tra la periferia dei mondi e la trincea. Una rocca piena di sentinelle che non hanno mai visto la guerra.</p>
<p>Tra noi che scriviamo biografie è importante capire cosa tira i fili, quando possiamo, quando è permesso. Io voglio capirlo così, anche se non capisco. Avere da fare da svegli è importante come sognare quando si dorme. Avere donne attorno è come sognare di giorno.</p>
<p>Tuttavia da alcune donne bisogna continuare a scappare come il sonno scappa dal giorno, quando fai il primo passo del grande salto dal letto alla tua giornata. senti che non dimentichi niente tra le lenzuola, e non c&#8217;è niente che non c&#8217;è.</p>
<h3>Alcune frasi per resettare memorie negative e autodemolizione</h3>
<blockquote><p>ho imparato che è piu bello svegliarsi di buonumore e farsi rovinare la giornata,<br />
che rovinarsela da sè</p>
<p>(Alessia)</p>
</blockquote>
<h3>Insonnia: alcuni falsi miti</h3>
<p>La nostra cultura è ossessionata dalla necessità imposta del dormire almeno 8 ore a notte. Vi siete mai alzati perfettamente riposati e vi siete sentiti cadere addosso una stachezza estrema appena visto che ore erano? Magari mattino presto prima che suonasse la sveglia?</p>
<p>Mica solamente i geni tipo Leonardo o il maestro Noguchi dormivano 4 ore a notte. Il bioritmo cambia da cultura a cultura. In alcuni paesi tipo Nuova Guinea per esempio è normale svegliarsi nel cuore della notte e stare svegli per qualche ora. Anche nelle comunità dell&#8217;est europa tradizionalmente il sonno veniva diviso in &#8220;primo sonno&#8221; e &#8220;secondo sonno&#8221;. (tratto da un articolo di <a title="articolo insonnia" href="http://www.newsweek.com/id/146794">Newsweek</a>)</p>
<p>Tra l&#8217;altro anche <a title="napoleone dormiva pochissimo" href="http://www.lapaolina.net/books/the-house-of-sleep-jonathan-coe/">Napoleone dormiva pochissimo</a> (non che sia un grande esempio, ma fa figo parlare di quanto dormono quelli di successo, tipo Leonardo e Valentino Rossi).</p>
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		<title>l&#8217;apparente assurdità logica di certe azioni semplici è limitante se si decide di non agire</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 02:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="505.jpg" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/12/505.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/12/505.thumbnail.jpg" alt="505.jpg" hspace="16" vspace="5" align="left" /></a>anche se mi sono svegliato tardi, le cose da fare a casa dopo mesi che non mi facevo vedere sono tante. In realtà io non farei nulla e starei immobile a guardarmi allo specchio. e dormirei. E&#8217; sempre tempo di &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="505.jpg" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/12/505.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/12/505.thumbnail.jpg" alt="505.jpg" hspace="16" vspace="5" align="left" /></a>anche se mi sono svegliato tardi, le cose da fare a casa dopo mesi che non mi facevo vedere sono tante. In realtà io non farei nulla e starei immobile a guardarmi allo specchio. e dormirei. E&#8217; sempre tempo di conti col passato e col futuro. C&#8217;è sempre una cena in famiglia, e questa è una indubbia grande fortuna, e fare quella piccola fatica d&#8217;alzarsi dal letto pagato da altri, per incontrare persone è sempre ricevere un dono importante, per il quale non mi sento sempre pronto, ma comunque mi alzo.</p>
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		<title>perchè rifare il letto è essenziale per la sopravvivenza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 19:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[imparo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="vivere nella spazzatura" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash2.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash2.thumbnail.jpg" alt="vivere nella spazzatura" hspace="11" vspace="9" align="left" /></a>Alla luce del catastrofico errore appena compiuto in un semplice clic, torno in camera mia pronto a fare le valige, e ritrovo il casino che ho lasciato stamattina, alla fine della lotta nottura con sogni e sonno.</p>
<p>Mi tornano in &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="vivere nella spazzatura" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash2.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash2.thumbnail.jpg" alt="vivere nella spazzatura" hspace="11" vspace="9" align="left" /></a>Alla luce del catastrofico errore appena compiuto in un semplice clic, torno in camera mia pronto a fare le valige, e ritrovo il casino che ho lasciato stamattina, alla fine della lotta nottura con sogni e sonno.</p>
<p>Mi tornano in mente tutte le volte che qualcuno mi ha urlato per qualche cazzata fatta, in confronto al silenzio partecipe e costernato di quello che ormai considero più un amico che un capo.</p>
<p><a title="vivere nella spazzatura" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash3.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash3.thumbnail.jpg" alt="vivere nella spazzatura" hspace="11" vspace="5" align="left" /></a>Tuttavia, grandezza delle persone a parte, ho fatto un casino, per una semplice distrazione. Un clic. Questo mi sembra <em>in questo momento di silenzio</em> una grande metafora della mia vita.  e posso solo pensare che la giornata non sia andata bene quando per l&#8217;ennesima volta ho lasciato che la dissolutezza si impossessasse di me. stamattina.</p>
<p>ho creato la mia abitazione al centro della sardegna con rigore da laboratorio. Niente alle pareti, niente oggetti inutili, niente intrattenimento e tv. niente uscite al bar, niente amici. Solo lavoro, siti internet, e musica. Il resto, la vita insomma, localizzata nei fine settimana a casa di M. e una volta ogni 2 o 3 mesi a casa dalla famiglia.</p>
<p>grazie a questo contesto essenziale, ho potuto ingrandire le evidenze nei miei comportamenti caotici che altrimenti non avrei visto.</p>
<ul>
<li>la cura della persona è fondamentale (barba, pulizia del corpo, odore)</li>
<li>la pulizia dell&#8217;abitazione è fondamentale</li>
<li>la pulizia del posto di lavoro fondamentale.</li>
</ul>
<p><a title="vivere nella spazzatura" href="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash4.jpg"><img src="http://www.harrr.org/rrr/wp-content/uploads/2007/11/trash4.thumbnail.jpg" alt="vivere nella spazzatura" hspace="11" vspace="4" align="left" /></a>se si perde qualcuno di questi punti, il mio cervello si assopisce, preso dal generale caos generato e Rimanda&#8230; rimanda&#8230; rimanda. Si creano una serie di illusioni per cui sembra possibile fare domani ciò che vedo chiaramente essere necessario oggi.</p>
<p>quindi ho trovato il mio peccato capitale proprio il giorno in cui la mia carriera/avventura è fortemente a rischio.</p>
<p>costernato, affranto e deciso ad imparare, vado a stirare i vestiti di 3 settimane che ho accumulato.</p>
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