Sazietà e fumo

fumo elementi chimici nelle sigarette

ho capito che:

  1. un fumatore può smettere di fumare
  2. un non fumatore non può far smettere di fumare un fumatore(*)
  3. due fumatori possono smettere di fumare assieme(*)
  4. un fumatore può far cominciare un non fumatore

detto questo, chi prima fumava può semplicemente raccontare la propria esperienza, ma non può ( *punto 2) far smettere di fumare qualcuno.

nel mio caso (che non è il vostro) il fumo si è messo a interferire col mio ciclo della sazietà, per cui non sono riuscito a smettere di fumare fino a quando non ho imparato a sentirmi soddisfatto dopo aver mangiato anche senza fumare una sigaretta.

Il momento del fumare una sigaretta si era inserito sia nei cicli della mia fame naturale (tipicamente alle 10.30 del mattino e alle 18.00 nel pomeriggio), che nel ciclo della mia fame indotta (tipicamente durante un momento di merda e durante il bisogno di premio per una prova riuscita bene).

Trovare in Antonio una persona con cui fare un patto per smettere assieme di fumare è stato, di tutti i miei tentativi per smettere di fumare, l’unico riuscito. Ci davamo motivi per cui è bello non fumare, e motivi per notare quanto si stava bene da quando si era smesso di fumare. Ci si faceva forza (più che altro lui faceva forza a me) nei momenti in cui l’altro comunicava la voglia di fumarne una ( *punto 3).

Oggi sono felice della mia scelta, e soffro nel vedere tutte queste persone in stazione che fumano, ed essere consapevole di non poterci fare nulla (* punto 2).

Mi ricordo bene il momento e la gioia di quando mi accedevo le sigarette e non sapevo immaginare che la stessa gioia potesse essere in qualsiasi momento della giornata, e scollegata dalle sigarette.

il rituale dell’invito

antropologicamente parlando nel rituale dell’invito i soldi perdono ogni valore. Anzi, lo stesso rituale è una conferma della superiorità del rapporto umano sul resto, e la necessità di contatto… l’unica moneta di scambio.

da piccolo preferivo sognare di essere invisibile o poter fermare il tempo piuttosto che volare o lanciare razzi dalle dita (cose comunque interessanti)

mpuzzables1.jpgle cose belle e che rimangono sono comunque quelle che abbiamo scoperto in due. quelle maledette e condivise… guarda caso sempre quelle condivise. vado lontano e poi cerco contattando di sentire vicine le persone. le persone sono infastidite, non vogliono vicino qualcuno lontano. oppure non vogliono vicino me. comprensibile.

la percezione è che su internet esista tutto, e basti semplicemente trovarlo ero cosi convinto di fare tutto giusto che mi preoccupavo piu di dimostrarlo a M piuttosto che farlo. rischio di perdermi nel cazzeggio parlando con lui e con altri mentre ho da fare cose importanti e chiudo le orecchie nei confronti di chi ha piu esperienza di me.

il rapporto con gli amici mi gonfia di una forza sorda che sicuramente toglie molto alla bellezza pura del lavoro. la costante preoccupazione per la fuga verso il caffè della mattina è questo rifugio per evitare le difficoltà nelle cose da fare. mi stupisce di stefano la sua costante intensità nelle cose di cui si occupa.

non trovo nei suoi contesti un particolare interesse, neanche paragonabile a quello che mi suscita vederlo andare avanti… è come se sapessi che lui è come me e si rinnova tutti i giorni. so che non è vero, che anche lui accusa colpi, la costante simulazione di solidità è solita nascondere male le insicurezze e le sofferte. uscire dalla zona comfort.

è la cosa che mi è piaciuta della gente in sardegna, vederli costantemente fuori dalle zone confort. dove invece ci vogliono ricacciare le pubblicità che vogliono vendere qualcosa.

i venditori propongono in continuazione le zone comfort…. prodotti coi quali è facile fare tutto senza fatica. ma non è vero. io vorrei vendere un po’ di fatica. anche per me stesso. le donne spettinate alla rincorsa del sapore esotico. Esotico significa “proventiente da fuori”. cos’hanno di attraente queste donne mai soddisfatte dal presente?