
Al massimo un uomo può essere un isolo, e poi comunque è vero, Anche se leggendo John Donne ho creduto di capire qualcosa del mondo, resto sempre senza una laurea e senza un riconoscimento ufficiale di qualcosa. Allora vabè, mi barcameno (come diceva mia mamma). Il gene italico mi consente di barcamenarmi e di provare più situazioni, cosa che comunque apprezzo molto dal giorno in cui ho capito che non sapevo esattamente per cosa ero portato.
Sono cresciuto con i feedback delle persone, e mi sono bloccato a una certa età cercando di confermare feedback che non arrivavano più. L’altro giorno ho sentito Paolo che mi ha detto che uno dei quadri che ho regalato a sua moglie piace molto. Qui si sta parlando di un feedback per una cosa fatta circa 3 anni fa, forse 4. E io in questo periodo avrei dovuto aspettare? Alcune persone non aspettano, si rendono disponibili per le coppie, per i lavori. Si sovraccaricano. Altre aspettano e stanno ferme (per lo più quelle che economicamente o sentimentalmente se lo possono permettere o che sanno digiunare).
per quello che ho vissuto, devo dire che sull’isola la solitudine è diversa da quella provata tra la gente del continente. e devo dire che sull’isola la natura aiuta a trovare una pace che da noi (a parma) è un continuo sguardo smarrito sul proprio domani e sulla ricerca dei nostri obiettivi.
C’è anche da dire che sull’isola sanno come si canta in faccia al mondo e in faccia alla solitudine, mentre sul continente per ora ho trovato solo bravi tecnici scarsamente emozionali.
Facendomi rapire dal fascino per l’altrove, e andando a vivere dal continente all’isola, ho anche perso quella necessità di esotico che prima mi tormentava ogni giorno. Se ora mi decidessi anche a perdere la mia maledetta ricerca per essere qualcuno e di voler fare qualcosa di fico, finalmente, potrei anche iniziare a costruire qualcosa di concreto.
(il fantasma di mio nonno commenta: “ah l’ sarìs anca ora”)