L’igiene (e una nota sul teatro)

Ciao Amici!

oggi vorrei parlare di una cosa che non capisco molto: l’igiene.

Durante i miei piccoli viaggi in treno o altro, e principalmente in europa, ho capito che l’igiene è una questione mentale. Inoltre che l’igiene batteriologica non è obbligatoria per la sopravvivenza: anzi, molto spesso in contesti pieni di batteri, microbizi e spore, la vita scorre gagliarda.

Ma allora perchè questo continuo preoccuparsi di fare bella figura, avere ascelle profumate e denti senza insalata? Ecco il grande mistero.

Posso notare comunque che come per la questione del rifare il letto, l’igiene fisica è uno stimolo fisico per la pigrizia mentale: pulisco casa e mi preparo cosi a ricevere ospiti, mi sciacquo e mi deodoro prima di andare a cuccare il sabato sera, e così via.

Tuttavia: se il rapporto di coppia è finalizzato al prolungamento della specie, e se la pulizia e l’igiene sono comburenti dell’amplesso, come si spiega il proliferare della vita in zone altamente batteriche? Come si spiega il mio arrapamento in situazioni carnali e piene di sudore e umori?

E’ evidente che il nostro concetto di igiene è sbagliato, e consideriamo sporco ciò che è pulito. Capisco anche la nostra storia che deriva da serie di semplificazioni di ciò che una volta portava alla morte, è comunque evidente che il microscopio e la conoscienza dell’invisibile non mi aiutano molto.

Anche perchè è sempre una conoscienza parziale.
Comunque, vorrei parlarvi anche del teatro, visto che ci sono.

Il silenzio nel teatro è un po’ come le strumentalizzazioni della scienza nelle nostre vite: troppo abbondante. Il silenzio nel teatro viene riempito dalle voci disarmoniche degli attori, che sempre voltati verso il pubblico (anche se non fisicamente, di certo mentalmente) si rivolgono per scatenare reazioni addormentate da anni.

Diciamo che il teatro come spettatore comunque mi annoia e sicuramente ho molti pregiudizi. Ok? ciao!

finalmente una bella lista

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