stamattina leggevo con piacere l’ennesimo articolo di Gabriele, per la prima volta su ecoblog, riguarda un argomento scottante cioè le false dichiarazioni delle società e governi coinvolti nel disastro di Fukushima. Leggo il post perchè seguo volentieri Gabriele (anche per via della sua biografia, ammettiamolo), mi accorgo subito che nel post ci sono pochi dati per trattare un argomento così spinoso, soprattutto su ecoblog dove la polemica scatta in 3 secondi, con decine di presunti esperti che citano numeri così, per fare i bulli del web.
Comunque, apprezzo la segnalazione… arrivo ai commenti e leggo subito un bel:
[Gabriele, n.d.rrr]… approda ad ecoblog dopo essersi fatto una pessima reputazione su 02blog, chi lo conosce lo evita.
Siccome Gabriele è seduto due scrivanie dalla mia, mi volto e gli chiedo “Gabri ma hai visto i commenti? com’è che sparano così a zero?”
Lui va a leggere, e un po distratto mi dice “ah. eh… aaaahh! ma è motumbo, trollone storico, nessun problema“. E scatta la censura (a parere mio in questo caso tollerabile).
Censure… nel 2011?
Proprio ieri leggevo di Trolls in un post di Tom su Google+, il problema è che non c’è una netiquette rispettata e non abbiamo neanche il patto coi lettori di cui parla spesso Amy…
a Motumbo ho risposto:
se ci metti la faccia (nome e cognome) scommetto che nessuno ti cancellerà più niente. Vale la pena di cedere il diritto all’anonimato per essere costretti a fare solo critiche misurate e non il genere di sparata gratuita che ho appena letto?
anche se sembra un commento provocatorio, mi faccio seriamente questa domanda e la faccio anche a voi pochi amici lettori assidui di rrr.
Diritto all’anonimato? e responsabilità di una critica motivata quando?
Considerando che la nostra libertà come cittadini si fonda sull’anonimato e sulla garanzia del voto anonimo:
- ha senso costruire un internet che non stia impiedi senza le censure dei “bombaroli trollanti”?
- Un commento e un’opinione sono diversi da un voto?
- Chi si prende in carico il peso della pubblicazione in-place di una critica apertamente negativa, seppure anonima?
- Quanto peso da un lettore ad una critica anonima?
- Dovremmo rinunciare al diritto all’anonimato?
- O ci sono altri modi? (tipo la censura come caso estremo e motivato chiaramente nel patto coi lettori)
Poi ne ho riparlato brevemente con Gabriele, dice solo di non perderci tempo, le policy aziendali sono chiare: attacco personale = commento cancellato. (a me non erano chiare, comunque le trovo condivisibili).
Sorry, this post is only in italian for the moment.
