il significato della mia Pasqua

chiesa vuota

una chiesa vuota

La mia prima vera pasqua avevo 15 anni. Ero andato a messa (all’epoca ci andavo quasi 4 volte al mese) ed ero tornato pieno di illuminazione e buoni propositi. Così ho preso la carpetta gialla piena di giornali porno che tenevo sotto al letto, l’ho buttata nel bidone della spazzatura e sono andato a mangiare.

mi sentivo un ragazzo nuovo, pensavo d’ora in poi mai più neanche 5 minuti con satana, saremo solo dio ed io, tutto il giorno, e saremo pieni d’illuminazione. Ho pranzato felice e sono tornato in camera.

All’epoca, io vivevo in un hotel. i miei genitori erano i gestori, mia madre aveva troppo da lavorare per pulire la mia camera e mio padre era troppo impegnato per insegnarmi come pulirla, così una volta al mese la mia camera veniva pulita dalle donne di servizio dell’hotel. Erano molto brave, veloci e curiose.

quel giorno di pasqua, sono tornato in camera dopo pranzo e ho trovato la porta chiusa. ho rallentato il passo, ho tenuto il fiato e origliato cosa stava succedendo in camera mia. Le 2 donne di servizio avevano trovato nel cestino della mia scrivania questa carpetta gialla, e anzichè buttarla via senza pensarci avranno pensato di aprirla per controllare che non ci fossero cose importanti.

le ho sentite dire: “ue guarda qui” e “opperò”… ridevano, sfogliavano, ridevano.

sono imploso, non c’era modo di raccontare alcun tipo di bugia, ero stato un gran fesso. Grazie gesù, la mia prima pasqua e mi facevi già sentire il pesante valore delle cazzate.

All’epoca non l’avevo presa con la stessa sportività di oggi, infatti poi ho anche smesso di andare a messa e se oggi penso a dio, riesco solo a credere che l’ultima volta che si è fatto vedere erano quasi 2000 anni fa, e che da allora ha un’ottima opinione su di noi. Si fida, non ha ritenuto necessario tornare. Fa qualche miracolo, fa nascere e morire, e lascia che demoliamo il pianeta che lui e la sua squadra ci hanno costruito con tanta buona volontà.

Oggi ho un pranzo di pasqua con la metà della mia famiglia che ha deciso di ritrovarsi per festeggiare la resurrezione di cristo. Con la stessa metà di famiglia ci troviamo tutti gli anni per festeggiare anche la nascita di cristo, però anzichè fare gli auguri a lui, facciamo regali a noi stessi. Non abbiamo una grande opinione di cristo forse, anche se alcuni di noi sono assidui frequentatori della parrocchia e credono fermamente nei miracoli, nei santi e nella santa chiesa.

è questione di occupare il nostro tempo su questa terra, tanto vale farlo assieme a chi ha esperienza di gestione del creato, e chi più raccomandabile dei discendenti Ufficiali del creatore?

seguire le attività della chiesa è una moda del nostro continente europeo, anche se più a nord preferiscono dar fuoco a chiese millenarie in legno a suon di musica metal, e ad oriente hanno altre idee. Questo è tutto quello che so, imbarazzante l’ignoranza delle altre religioni in cui mi ha lasciato la mia religione.

Poi in realtà ho avuto anche un’altra vera pasqua ed è stato il primo anno che sono andato ad abitare in sardegna. sono stato ad una processione, e mentre ero di fatto uno sconosciuto in quella comunità e assistevo con un’attenzione più antropologica che religiosa, ho sentito un calore che a casa non avevo mai immaginato.

La stessa religione, su una terra con 3000 anni in più, cambia colore e senso. Intanto la processione era per festeggiare s’iscravamentu, cioè il gesto dello schiodamento di gesu dalla croce. un gesto che mi ha ricordato che gesù era una testa calda qualunque agli occhi dell’impero, prima che la scusa per commettere ogni genere di falsità e degrado per i restanti 2000 anni.

a natale scorso ho imposto la mia preghiera al tavolo della mezza famiglia e ho iniziato a cantare tanti auguri gesù cristo, sia per la potenza dissacrante dell’inno pagano dedicato al simbolo di una religione il cui obiettivo era terminare ogni paganesimo e unificare tutti i credi, a costo di botte e sangue anche. E sia perchè in fondo, mi ha ricordato che cristo era un uomo. O meglio poteva esserlo, se fosse esistito.

dio non si è opposto. Quelli che lo pregano credono anche di avere il diritto di opinioni migliori di chi non prega. a volte mi veniva da piangere vedendo come trattiamo casa nostra, la terra e l’aria, oggi invece provo solo rabbia mista voglia di cambiare le cose. e il pasto di domani sarà molto inquinante, pieno di carne e automobili per portare tutti allo stesso tavolo di sempre.

forse festeggiamo la resurrezione del nostro dio/uomo magico, perchè ci identifichiamo in lui e speriamo in qualche modo di dare una svolta e una specie di rinascita alle nostre vite, come credevo di fare 15 anni fa gettando via i miei preziosi porno.

strano modo di festeggiare la resurrezione altrui, abbuffandoci senza pietà per il nostro pianeta, come adepti di un Bacco qualsiasi. come se per far festa bastasse non pensare che esiste un domani, e un dopo domani.

La mancanza di comunicazione, nella mia mezza famiglia sarà tanta come sempre, da quando i miei genitori non hanno saputo tenere unita quella che era la nostra famiglia.

a me piacerebbe avere una sola famiglia, davvero. Mi passerebbe un po’ di cinismo  e un po’ di acidità magari. farò la mia famiglia, da capo come ogni uomo che si rispetti e non romperò le scatole a chi le ha rotte per necessità.

farò la mia famiglia.

questo è il significato della mia pasqua, che non è la vostra.

Autostop non richiesto

Stamattina sulla salso-fidenza c’era un signore a piedi con una valigetta. Essendo una strada senza marciapiede e piena di macchine ho accostato e chiesto se voleva un passaggio. Ovviamente mi ha detto di no, però mi ha detto che andava all’ospedale. Gli ho detto “dai, salga che ci passo davanti!“. Di fatto la salso-fidenza collega salso e fidenza e a parte Vaio non si va da molte altre parti. E’ salito e l’ho accompagnato. Quando è sceso mi ha ringraziato e mi sono sentito felice.

a SEO Parma nuovi ospiti e mattinata passata tra INPS e Camera di Commercio. Una giornata dedicata alle sfide e alle soddisfazioni insomma. Domani mattina (tra 4 ore in realtà) partiamo per Edimburgo, se muoio in aereo voglio ricordare che lascio la mia collezione di CD a “non posso nominarlo” e ad Alle.

Famiglia Buckner, a rapporto!

Se chiudo gli occhi ricordo la sala d’aspetto del dentista e quella grossa cartina dell’italia medievale, senza le regioni e i profili delle montagne disegnati a pastello. Poi punto il dito al centro della sardegna e dico “i’m going here” a Melody che mi guarda un po’ perplessa. Siamo andati tutti e 3 a portare Tanner dal dentista perchè una carie andava tappata, il dentista trovato aperto per caso, chiede di aspettare un attimo accettando  l’urgenza senza chiedere prenotazione, mentre Melody e io parliamo di photoshop, dreamweaver e progetti per i prossimi anni. L’infermiera mi chiede se voglio entrare e dico “ok, perchè no”. Così con Tanner sotto i ferri e Neil che lo guarda spaventato, la dottoressa inizia ad aspirare, per poi trapanare. Sento solo il classico odore di disinfettante nell’aria bianca dell’infermeria, e il ronzio del trapano sui denti di Tanner, che fa un’espressione drammaticamente fiera. Quando usciamo Melody e Bryce ci guardano accanto all’eroe che con una specie di cerotto in bocca sorride. Neil paga l’infermiera, e usciamo sorridenti.

Qualche giorno più tardi li ho accompagnati a Pordenone a prendere un amico, americano anche lui, che stava in un hotel vicino alla stazione. Mi faceva piacere stare con loro, ho visto come due genitori gagliardi trattano i figli all’estero, in territorio di frontiera tipo Aviano. In macchina verso pordenone, Melody parla ai ragazzi come se fossero adulti, con rispetto, stima, voglia di scoprire cosa sarebbero diventati. Ho il tempo di guardare lo specchietto quando la macchina che ho di fronte urta un camion in retromarcia, uscito da una strada laterale. Tutti e 4 in macchina sbianchiamo e teniamo il fiato, io mollo d’istinto l’acceleratore e curvo verso sinistra per evitare l’impatto, senza frenare, come sempre. Schivata l’auto il tanto che basta per accendere un cero alla prossima chiesa, riguardo nello specchietto e vedo il casino evitato. I ragazzi e Melody si voltano, senza parole. Poi Tanner dice “the toilet is broken”. gli chiedo “you mean you have to go to the toilet?” mi risponde: “no, that toilet is broken”. Guardo dietro, e vedo cocci di water ovunque, il camion trasportava cessi di porcellana, ora spaccati sulla Sacile-Pordenone. Ci facciamo tutti una grassa risata tirando il fiato, e arriviamo a Pn dal loro amico, un po’ matto, che mi saluta col consueto vigore americans.

Oggi Melody mi ha chiesto se vado a trovarli in america, devo solo comprare il biglietto. Milano-Phonenix costa poco, Milano-Orlando meno.

Top 10 rinunce stupide e tentativi coraggiosi falliti

Alla fine della partita a poker che mi ha fatto vincere, il centro del discorso di Massimo è che non devo isolarmi, perchè isolandosi si sta solo peggio, e lui parla per esperienza. Dovrei ascoltarlo ma: non sopporto la palestra. No ai corpi di chi va in palestra, formosi in punti inutili, giunture deboli. No aria del condizionatore. l’alternativa è da cercare. un amico di raffaele mi aveva anche proposto la squadra di calcio di fonni, ma stupidamente come tutte le volte in cui ho rinunciato a qualcosa, ho detto di no. Allora è partita la solita spirale di pensieri, tra i quali aggiungo volentieri tutti i due di picche che ricordo.

la top ten delle mie rinunce stupide comprende

  • incidere fiki fiki in inglese col maestro drudi
  • la silvia de toffoli
  • vendere il quadro a 500 euro
  • spettacolo teatrale col living theatre
  • il gruppo musicale con ignazio
  • almeno 50 serate in discoteca coi ragazzi di fidenza
  • la cea
  • la stefania
  • alcuni tornei di ultimate
  • l’agnese
  • il lavoro come grafico in vaticano
  • l’amicizia con quel bambino in hotel che voleva giocare

le volte dei tentativi piu coraggiosi falliti invece comprendono:

  • mandare il cv a google
  • il colloquio in germania per l’ecommerce di scarpe
  • il lavoro come designer a legoland
  • il lavoro come albergatore a legoland
  • radio parma
  • il doppiaggio
  • vari gruppi musicali minori
  • il lavoro da cuoco
  • quel concorso a villa manin
  • quella tipa in grecia bionda bellissima da sola al bar che poi ha fatto finta di non parlare inglese
  • scendere dal treno a modena, invece di tornare a casa, per conoscere una ragazza
  • il lavoro da muratore nella base americana ad aviano
  • la gara di karaoke con gio
  • la famiglia con l’elo a roma
  • lavorare con mio padre dai policreti
  • il corso di fumetti a bologna
  • la pubblicazione integrale dei miei pensieri non filtrati
  • scappare in’ì spagna col lazzo
  • la laurea di scienze della comunicazione
  • carpooling a parma
  • i calavera cafè con Alex
  • due dischi di sola chitarra e tristezza
  • i siti con sassi e riki e alle
  • mandare il cv allo studio ghibli
  • la sardegna
  • rincorrere il Gav per suonare almeno una volta con lui

[aggiornato a marzo 2011]