riassuntone

diciamo che sono tornato dalla sardegna in pianta stabile. Ma tornato dove? a Salsomaggiore. Perchè salso e non parma? perchè a salso si respira ancora.

il futon è la prima grande invenzione dopo il pavimento, per dormire comodi e rilassati. bisogna pensare intensamente “io sono un gatto, posso dormire ovunque” e la comodità scaturisce dalle onde emesse dal cervello e si fonde con le ossa del bacino che picchiano sul pavimento, anestetizzandole.

Stamattina lo ammetto, ho dovuto ingannare il mio cervello per svegliarmi. E’ come se avessi nella testa due bambini che vogliono giocare e giocare, e è impossibile fermarli. Ovviamente, il loro divertimento preferito è dormire. E mi spiace vietare il miglior divertimento di un bambino… e così con la motivazione più subdola (non voglio togliermi questo piacere immenso) mi sono sparato le mie orette sul futon. E cosi, consapevole dell’essenzialità del godere delle gioie semplici senza negarsi nemmeno l’ozio minimo, ho pensato, dai, mi alzo, vado in bagno e torno a letto. E poi ovviamente la mia macchina mentale per le motivazioni s’è accesa, e la mia giornata è partita.

Poi vabè, sto facendo lavori fighi, ma tipo molto fighi quindi da quel punto di vista sono contento. Stasera anche concerto dei marta sui tubi che si sono organizzati per venire fino a fidenza per darmi il bentornato.

ho rivisto molti dei parenti che avevo bisogno di vedere, sono andato a trovare gabri che ha perso la barba nera e ha tenuto solo la bianca + sopracciglia bianche, suona ancora da dio, e quando è al piano sembra immortale e a pensare quanto c’è arrivato vicino, scappa un po’ da piangere, ma comunque, per fortuna che c’è ancora. Gli ho lasciato il mio CD più bello dei tenores di orosei. spero gli faccia il bene che ha fatto a me.

Mi ha scritto una tipa di fidenza su badoo e io non so neanche dove e come si fanno le chiacchiere.

quindi va tutto bene? la risposta è semplice: NO!

mi manca M, mi manca il mare, mi manca il coro, mi manca la vecchia ditta e quel modo di lavorare. La prima settimana a casa è stata dolorosamente insopportabile, mi sono chiuso in me stesso cercando di capire perchè ho fatto questa scelta impossibile da capire (ma che comunque in sardegna hanno capito tutti benissimo). Forse qua in provincia di parma c’è quella cosa tipo richiamo della foresta, non saprei. fatto sta che sono qui, e vedo persone dalle faccie familiarmente sconosciute. Sono andato in comune, ho spostato la residenza ho visto gli appartamenti e scelto quello dove traslocherò (tanto stavolta è facile, ho già tutte le valige fatte).

la sardegna piange allagata, io con lei, e mi porto dentro le esperienze, le persone, e i sentimenti che non sono riuscito ad esprimere in un solo misero anno. e mentre il piano originario era “vado in sardegna per imparare a cantare come i tenores” ed essendo oggi questo piano ufficialmente fallito, eccomi senza motivo e con grande, immensa delusione. Ciao gav, ciao tenores, non cel’ho fatta, son tornato a casa

adiòs Nugoro amada, prite parto… in terra anzena

quando cambi non sai come

E’ tardi sono stanco ma mai sazio. Non comunico molto in questo periodo, nè alcune decisioni importanti che mi sento costretto ad affrontare, nè i miei sbagli di tutti i giorni difficili ma necessari da digerire. Vorrei essere molto meglio di come sono e l’altro giorno camminando verso il ristorante ho pensato a chi mi piacerebbe somigliare, qualcuno di quei signori distinti che ho conosciuto quando ero piccolo e mi hanno ispirato simpatia. Erano clienti dell’albergo o semplici amici di famiglia. Non ricordo. Pero ho pensato anche come si saranno sentiti loro, questi signori pimpanti e solari, se avranno vissuto difficoltà o momenti incasinati della vita. Eppure avevano quel sorriso sornione. Non è facile sorridere in faccia alle difficoltà e spesso quelli che ho visto sorridere forzatamente hanno fatto brutte fini. Io preferisco il cattivo umore e il distacco. Ma forse non è obbligatorio.

Volevo parlare della tradizione in sardegna, della tradizione per quelli che restano in sardegna, perchè anche io come tanti ragazzi nati qui andrò a cercare la fortuna altrove. Torno a casa, consapevole di cercare ancora casa, nonostante quella che ho qui sia già una casa e molto di più, la sua vuotezza è una specie di buco siderale. L’hanno notato tutti quelli che sono passati di qui, e io ho fatto finta di non notarlo per un anno e passa.

E così mi sposto, così ho deciso. Ah ma volevo parlare della tradizione, insomma è importante. Non avrei mai pensato, perchè comunque dalle mie parti, Parma e provincia, la tradizione non esiste è un concetto diverso da quello che ho visto qui. Qui hanno storie antiche da raccontare, e ci si cullano e vi cercano radici. Da noi c’è arroganza, voler dimostrare, voler apparire… il dialetto è una lingua acida di persone che hanno visto tutto della vita. Il dialetto di Fonni invece parla di unione, nella certezza che si è tutti su quest’isola e che l’italia è lontana e un mondo a parte. Non ho visto gente amara. Magari sono cambiato io, non saprei, magari vedo cose che non ci sono e vedo solo lati positivi in questa sardegna che ha provato ad accogliermi.

Lascerò questa casa vuota e lascerò il coro. E tutti quelli che ci hanno creduto per questo anno e passa assieme. Stare tutti sulla zattera delle note non è facile, e l’abbiamo visto. Ma ognuno ha dato il suo contributo e il coro oggi credo sia bello da ascoltare. Magari non un coro di voci esperte, ma un coro di passione, questo sicuramente. Le voci raccontano le storie, in dialetto, e le storie sono più mie che qualsiasi mazurka e qualsiasi piva piva.

Però, nonostante io sia nato brutto e rosso, devo tornare e vedere di trovare qualche valore in quello che siamo stati. Anche se è difficile da mandare giù di fronte a quello che siamo diventati. Mi porterò molti mp3, via. Porterò cd e registrazioni e ricordi, non basterà.

Dal punto di vista aziendale ho trovato le persone più corrette, sincere e spietate. Pane al pane, vino al vino giusto? è così che voglio essere anche io, schietto. Io a queste persone devo tantissimo sul piano umano, interiore, che sento pacifico e soddisfatto. E se non comunico nulla fuori, portate pazienza. imparerò. E ora torniamo un attimo nel dialogo del silenzio, ci vediamo dopo.

nessun uomo è un’ isola

Al massimo un uomo può essere un isolo, e poi comunque è vero, Anche se leggendo John Donne ho creduto di capire qualcosa del mondo, resto sempre senza una laurea e senza un riconoscimento ufficiale di qualcosa. Allora vabè, mi barcameno (come diceva mia mamma). Il gene italico mi consente di barcamenarmi e di provare più situazioni, cosa che comunque apprezzo molto dal giorno in cui ho capito che non sapevo esattamente per cosa ero portato.

Sono cresciuto con i feedback delle persone, e mi sono bloccato a una certa età cercando di confermare feedback che non arrivavano più. L’altro giorno ho sentito Paolo che mi ha detto che uno dei quadri che ho regalato a sua moglie piace molto. Qui si sta parlando di un feedback per una cosa fatta circa 3 anni fa, forse 4. E io in questo periodo avrei dovuto aspettare? Alcune persone non aspettano, si rendono disponibili per le coppie, per i lavori. Si sovraccaricano. Altre aspettano e stanno ferme (per lo più quelle che economicamente o sentimentalmente se lo possono permettere o che sanno digiunare). 

per quello che ho vissuto, devo dire che sull’isola la solitudine è diversa da quella provata tra la gente del continente. e devo dire che sull’isola la natura aiuta a trovare una pace che da noi (a parma) è un continuo sguardo smarrito sul proprio domani e sulla ricerca dei nostri obiettivi. 

C’è anche da dire che sull’isola sanno come si canta in faccia al mondo e in faccia alla solitudine, mentre sul continente per ora ho trovato solo bravi tecnici scarsamente emozionali. 

Facendomi rapire dal fascino per l’altrove, e andando a vivere dal continente all’isola, ho anche perso quella necessità di esotico che prima mi tormentava ogni giorno. Se ora mi decidessi anche a perdere la mia maledetta ricerca per essere qualcuno e di voler fare qualcosa di fico, finalmente, potrei anche iniziare a costruire qualcosa di concreto. 

(il fantasma di mio nonno commenta: “ah l’ sarìs anca ora”)